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Archive for the ‘Alimentazione e salute’ Category

La fermentazione risale a tempi antichi, ad almeno 12000 anni fa. Quasi certamente il più antico piacere fermentato fu l’idromele (miele fermentato in acqua), seguito da birra e vino, tutte bevande considerate sacre in diverse culture e spesso anche direttamente collegate al mondo divino.

Tra il XVIII e il XIX secolo i chimici erano convinti che la fermentazione fosse causata esclusivamente da un processo chimico e non da esseri viventi; solo durante la seconda metà dell’Ottocento, grazie a Louis Pasteur e all’avvento della microbiologia, si sancì definitivamente che la fermentazione non fosse frutto di un processo chimico ma biologico. (altro…)

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Premettiamo che l’utilizzo dei germogli a scopo alimentare sembra essere antico quanto l’umanità stessa. I primi testi che ne documentano l’uso risalgono addirittura al 5000 a.C.: si trattava di testi di medicina tradizionale cinese che ne esaltavano le proprietà antinfiammatorie e rinforzanti, indicati in particolar modo nei casi di carenze vitaminiche.

Studiando la storia dell’essere umano, notiamo che nelle epoche più fredde, nelle zone più sottoposte alla sfera del gelo e durante le grandi marce verso la guerra, (altro…)

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La vite e il suo frutto hanno origini molto antiche che sembrano risalire a 2 milioni di anni fa. La più antica prova di coltivazione della vite, dove furono ritrovati i primi resti di semi, risale infatti all’Età del bronzo (ca. 5700-5200 anni fa) ma ancor prima nel Neolitico sono state rinvenute tracce di resine all’interno di anfore dove, dalle analisi chimiche, è stata dimostrata la presenza di succo d’uva.

Pensiamo all’aspetto e alle caratteristiche della vite prima di indagarne le sue proprietà. La vite si presenta con un tronco esile, contorto ma forte; sotto la scorza rugosa si percepisce una tenace volontà di vivere: i suoi lunghi tralci flessibili e penduli dondolano nell’aria cercando, e poi afferrando, ogni appiglio, ogni sporgenza, per avvolgervi i solidi viticci e salire verso la luce, il calore. La vite è una pianta debole in apparenza che ha bisogno di un tutore (un muro, un palo, un albero) ma che, con femminea adattabilità, prospera anche nei terreni più aridi e poveri purché assolati. (altro…)

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Mai come in questo periodo abbiamo bisogno che il nostro sistema immunitario sia in perfetta forma. A tal proposito è fondamentale osservare come viviamo e come ci alimentiamo; è infatti molto importante conoscere gli effetti che la carenza di alcune vitamine può causare al nostro organismo. Per fare ciò è quindi necessario imparare a conoscerle bene.

LA VITAMINA C

La prima vitamina che andremo ad approfondire è la vitamina C. A differenza di tutte le vitamine idrosolubili, questa vitamina può essere accumulata dal nostro organismo.

La vitamina C conosciuta anche come antiscorbutica o acido ascorbico è indispensabile al nostro organismo. Molto importante è infatti il ruolo che svolge l’acido ascorbico a livello leucocitario. I leucociti, comunemente chiamati globuli bianchi, svolgono un ruolo essenziale nella difesa dell’organismo contro gli agenti estranei.

I globuli bianchi contengono una elevata concentrazione di vitamina C, da quaranta a sessanta volte maggiore a quella del plasma. La vitamina C stimola l’attività battericida dei globuli bianchi e protegge le membrane. L’alta concentrazione di vitamina C nei leucociti, e in particolare nei linfociti, diminuisce rapidamente durante le infezioni, e se le scorte organiche di vitamina C non vengono reintegrate regolarmente può derivarne una relativa carenza.

Durante i periodi di stress (altro…)

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Le alghe marine sono piante molto antiche e utilizzate da secoli in tutto il mondo, dal Giappone, al Nord America e al Nord Europa.

Ricche di sali minerali ed oligoelementi, hanno un elevato valore nutrizionale e povrebbero essere introdotte regolarmente nella propria dieta alimentare, con innumerevoli vantaggi.

Questi organismi rappresentano una grande risorsa nutrizionale, infatti contengono diversi elementi nutritivi tra i quali: amidi, lipidi, proteine, mucillaggini, vitamine A, C, D, E, F, K, PP, gruppo B e clorofilla.

Contengono inoltre diversi minerali: sodio, potassio, calcio, fosforo, magnesio, iodio, zolfo, ferro, rame, zinco, cobalto, bromo, argento, bario, boro, litio, bismuto, tutti elementi facilmente assimilabili dall’organismo.

È il cibo a cui l’essere umano si può rivolgere per procurarsi tutte le sostanze di cui l’organismo ha bisogno, e di cui gli ortaggi cresciuti a terra sono spesso impoveriti a causa dell’inquinamento e dello sfruttamento intensivo dei terreni.

Proprio per le loro elevate proprietà si possono consumare quotidianamente, in piccole quantità.

Sono molto indicate per (altro…)

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Andrà tutto bene? Forse. Certamente no, se aspettiamo passivamente che accada qualcosa.

Informiamoci, ma approfondiamo. Riflettiamo, ma rimettiamo(ci) in discussione. Leggiamo di più. Spegniamo la TV.

I grandi personaggi della storia – pensiamo a Gandhi, Giordano Bruno, e tantissimi altri come loro – non sono riusciti a stimolare la coscienze a suon di tranquillizzazioni e pacche sulle spalle.

Sembra di poter sentire la loro voce, che ci chiede di osservare bene quello che stiamo vivendo, e di osservarlo da un’altra angolatura, da quella in cui siamo prima di tutto noi – civiltà umana – a rappresentare oggi un virus per il pianeta.

Occorre quindi riflettere bene su quale sia e dove si trovi realmente il “nemico invisibile da combattere” più pericoloso.

Generalmente in questo blog non ci occupiamo di attualità e di scienza o, meglio, ce ne occupiamo – chi per curiosità, chi per lavoro – in altri luoghi. Qui, ci dedichiamo e concentriamo su riflessioni più propriamente tradizionali e interiori.

Il motivo? (altro…)

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Inutile girarci intorno, se qualcuno vi dice che l’alimentazione non è importante per chi ha impostato la sua vita secondo un orientamento, per così dire, più qualitativo, vi sta semplicemente mentendo, in buona o cattiva fede che sia.

Pensate che questa premessa sia esagerata? Bene, vi proponiamo allora un esperimento: provate a fare una sessione di meditazione dopo aver mangiato un paio di pizze ai peperoni e gorgonzola accompagnate da un bel boccale di birra!

Se tutte le pratiche spirituali tradizionali sono sempre state accompagnate da meticolose prescrizioni alimentari, non saremo certamente noi – solo perché è più comoda una pietanza in scatola già pronta o perché ci piace la carbonara – a cancellare millenni di meticolose conoscenze empiriche.

Non di secondaria importanza è il mantenimento della propria salute, senza la quale è difficile portare a compimento qualsiasi tipo di pratica o disciplina. Ricordiamo che la miglior medicina è sempre stata considerata la prevenzione a tavola; solo negli ultimi decenni questo caposaldo è stato in parte dimenticato a vantaggio dei fast food o del cibo spazzatura.

Quello che mangiamo influenza il nostro equilibrio fisico ma non solo, anche quello (altro…)

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Essere un paziente è sempre un momento difficile per ognuno di noi. Quando si cade ammalati, qualunque sia la malattia e il suo livello di gravità, si deve affrontare la sofferenza fisica, la sospensione dei propri progetti e delle nostre abitudini. Ci si sente vulnerabili e anche un po’ soli, perché il dolore fisico è un genere di sofferenza che non si può condividere.

In alcuni casi ci prende la paura per sintomi a noi sconosciuti, che si affrontano per la prima volta, o la preoccupazione per il buon esito della cura. Si tratta di una condizione di disagio, che ognuno vorrebbe finisse il più in fretta possibile. Nel momento in cui entriamo fisicamente e psicologicamente nel mondo della medicina, di qualunque genere essa sia, diventiamo immediatamente un paziente.

E il termine paziente evoca la rassegnazione di chi, essendo malato, non può fare altro che attendere di venir curato, nei tempi e nei modi previsti dal medico e dal tipo di medicina cui si è affidato.

La fiducia nel proprio medico è certamente un elemento importante della cura: chi di noi si metterebbe nelle mani di uno specialista che consideriamo poco affidabile o scarsamente competente?

Però anche una totale passività, come suggerirebbe la definizione di paziente, forse non è il modo migliore per affrontare la malattia, e questo una gran parte di noi l’ha già sperimentato.

Che si sia trattato dell’esperienza di un lieve disturbo, oppure di qualcosa di più grave che ha portato alla necessità di un ricovero ospedaliero, spesso si può costatare come (altro…)

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E chi lo dice che l’alimentazione non ha valenze esoteriche (= interiori) profonde? A meno che non ci consideriamo alla stregua di macchine che devono ingurgitare semplice carburante per muoversi, le nostre abitudini culinarie possono dirci molte cose preziose su di noi.

Quando mangiamo, lo facciamo per ragioni che nulla hanno a che vedere con la sola e semplice fame. Mangiamo (o ci precludiamo di mangiare) per dimostrare qualcosa, per esprimere qualcosa, per evitare qualcosa, per controllare qualcosa, per reprimere qualcosa; solo rare volte lo facciamo coscientemente per gioire della vita con gratitudine.

Una storia chassidica ben rappresenta questo concetto:

A un neonato affamato, infreddolito, solo, spaventato o confuso dall’ambiente in cui si trova, la madre offre cibo e conforto. Il bimbo torna a sentirsi bene. E noi adulti che cosa facciamo quando abbiamo fame? Apriamo il frigorifero. Quando abbiamo freddo? Apriamo il frigorifero. Quando ci sentiamo soli? Apriamo il frigorifero. Quando non sappiamo quel che avviene nel mondo? Apriamo il frigorifero. Quando vogliamo ritrovare il contatto con il nostro vero io? Apriamo il frigorifero. È giusto che un neonato cerchi la soddisfazione di tutti questi bisogni nel seno della madre, che è la risposta a tutti i suoi problemi. Ma da adulti non possiamo aspettarci che tutte le soluzioni arrivino attraverso un unico canale. Cercando una soluzione immediata tutti i nostri problemi, abbiamo puntato in un’unica direzione mentre, in realtà, avremmo dovuto imboccarne molte altre. (altro…)

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È forse questo post una pubblicità per il vegetarianesimo? No. Siamo noi forse dell’idea che le persone che mangiano carne sono brutte e cattive, oppure che sia loro preclusa ogni possibilità di crescita interiore? Certo che no.

Chiunque cerchi informazioni su quanto sia giusto e sano mangiare vegetariano, troverà una mole di studi scientifici, testimonianze e pubblicazioni a favore. Il problema è che anche chi cerca le prove di quanto sia bello e naturale mangiare cibi animali troverà altrettante prove a sostegno di questa opposta visione.

Insomma, possiamo metterci il cuore in pace sul fatto che non troveremo mai le prove oggettive della scelta alimentare più giusta.

Per quanto ci riguarda il problema non è aderire fanaticamente a un punto di vista piuttosto che un altro, ma nasce ancora prima ed affonda le radici nella naturale tendenza a non volersi porre troppi problemi e non volersi assumere le proprie responsabilità, cullando e difendendo la propria ignoranza per paura di approfondire. Occhio non vede, cuore non duole(altro…)

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