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Archive for the ‘Il Metodo’ Category

vantaggio-secondarioMolte volte viviamo situazioni nella vita al limite del paradosso… sopportiamo con impavido coraggio persone al nostro fianco che ci torturano emotivamente sprezzanti della sofferenza che ci recano, poi quando si allontanano le rincorriamo per paura di perderle. Teniamo in piedi situazioni lavorative (e non solo) ai limiti del masochismo, tanto che chi ci vede dal di fuori può legittimamente pensare alla pazzia!

La cosa risulta evidente con maggiore chiarezza quando la si osserva negli altri. Generalmente teniamo infatti i fari sempre ben accesi ed orientati verso l’esterno, mentre ci assicuriamo di tenere ben chiusa e al sicuro la “stanzetta interiore”: non sia mai che qualche inaspettato raggio di luce possa filtrare e farci vedere in quali modi sofisticati riusciamo continuamente a sabotare la possibilità di essere, anche solo per un attimo, realmente felici.

Ma, ahinoi, per un (terzo) occhio allenato questi meccanismi appaiono molto evidenti, rivelando non di rado scenari apocalittici al limite della credibilità. C’è chi investe tempo ed energie per mettersi in situazioni complicatissime, per poi chiedersi in modo innocente perché sia così difficile vivere; c’è chi si lamenta di essere trattato da tutti come sfigato, sfoggiando nel frattempo con naturalezza una camicia sporca di sugo abbinata a pantaloni della tuta portati in stile fantozziano; c’è chi si indigna per la scarsa sensibilità che riceve dalle persone, per poi passare a fianco di un moribondo in preda ad un attacco di cuore senza nemmeno accorgersene. Gli esempi potrebbero ovviamente continuare facendo invidiare la fantasia.

Sono forse esempi che ci strappano un sorriso, ma svanisce presto se abbiamo l’audacia di scoprire il nostro personale stile con cui ci sabotiamo costantemente. La domanda che nasce dunque spontanea è la seguente: “qual è il vantaggio secondario?” (altro…)

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matrix-metodoEccoci al primo passo del primo livello di insegnamenti tramandati (velatamente in alcuni casi, più esplicitamente in altri) da molte correnti iniziatiche. Non temete, anche se potrebbe sembrare un piccolissimo concetto introduttivo, in realtà si entra subito nel vivo.

Non vi è forse argomento più semplice da comprendere quanto ostico da sperimentare: la nuda e cruda constatazione dei fatti. Conditio sine qua non per l’ingresso a pieno titolo in una sfera iniziatica autentica, mette fin da subito a dura prova la nostra presunzione e il nostro orgoglio, meritandosi a pieno titolo l’appellativo di Primo Guardiano della Soglia.

L’unità di misura con cui Madre Cultura* ci ha abituati a giudicare/valutare noi stessi e gli altri è infatti fondata sulla considerazione di emozioni, sensazioni e pensieri utilizzati come mattoncini da assemblare per costruire castelli in aria privi di fondamenta.

La scienza psicologia ha iniziato ad annusare la necessità di rivedere radicalmente questo approccio all’esistenza già a partire dagli anni ’70 attraverso esperimenti e osservazioni di autori come Benjamin Libet e Henri Laborit, i quali hanno destabilizzato seriamente il concetto di oggettività percettiva e di libero arbitrio.**

Non che la sapienza iniziatica abbia bisogno di prove scientifiche (può già vantare millenni di ricerca empirica) ma in qualche modo ci sentiamo sempre un po’ rincuorati quando troviamo conferme condivisibili sulla nostra “triste” condizione esistenziale. (altro…)

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