I centri dell’uomo – La Quarta Via (cap. 17)

Occorre cominciare ad accumulare del materiale. Ma non si può ottenere del pane senza la cottura. La conoscenza è acqua, il corpo è la farina e l’emozione, cioè la sofferenza, è il fuoco.

G. I. Gurdjieff1

I centri sui quali si è svolto un lavoro, anche definiti corpi, sono costituiti da sostanze che diventano sempre più sottili, si compenetrano e formano quattro organismi indipendenti aventi tra loro una relazione ben definita, ma capaci di azione indipendente. L’uomo che ha raggiunto il completo sviluppo possibile, un uomo nel pieno senso della parola, è composto di quattro corpi. 2

carrozzaSecondo la terminologia teosofica, il primo è il corpo fisico, il secondo è il corpo astrale, il terzo è il corpo mentale e il quarto il corpo causale. 3

Si ritrova sovente, come simbolo delle diverse parti che costituiscono l’essere umano, la metafora dell’auriga:

Immaginate l’uomo come un appartamento di quattro stanze. La prima stanza è il corpo fisico, e corrisponde alla carrozza. La seconda stanza è il centro emozionale che corrisponde al cavallo; la terza stanza, il centro intellettuale, cioè il cocchiere; e la quarta stanza il padrone.

Ogni religione sottende che il padrone non c’è, e che bisogna cercarlo. Ma il padrone si può trovare solo quando tutto l’appartamento è ammobiliato. Prima di ricevere dei visitatori, è necessario ammobiliare tutte le stanze.

Ciascuno provvede a modo proprio. Se un uomo non è ricco, arreda una stanza per volta, piano piano. Per poter arredare la quarta stanza, bisogna aver arredato precedentemente le altre tre. 4 Continua a leggere “I centri dell’uomo – La Quarta Via (cap. 17)”

La falsa personalità – La Quarta Via (cap. 16)

falsa_personalità_quarta_via

Entro in relazione con gli altri quando comincio a riconoscere la mia natura originaria e a vedere che tutti abbiamo la stessa difficoltà a comprenderla con tutto il nostro essere.

J. de Salzmann 1

Le emozioni immaginarie, gli interessi immaginari, le idee immaginarie su noi stessi sono la falsa personalità. La falsa personalità è interamente meccanica, perciò siamo di nuovo alla divisione inconsapevole e meccanico. Questa parte meccanica di noi è principalmente basata sull’immaginazione, su visioni sbagliate di ogni cosa, e soprattutto su idee sbagliate circa noi stessi. 2

La falsa personalità è una sorta di maschera. Gli individui portano questo o quel tipo di maschera e credono di essere esattamente come quella maschera mentre in realtà sono completamente diversi. Ciascuno di noi ha varie maschere, non ha una sola. Molto spesso cominciamo ad acquisire maschere in età giovanissima; persino da scolaretti ci mettiamo una maschera con un insegnante e un’altra maschera con un altro insegnante. 3

La falsa personalità è costruita infatti da parecchi lati, e certamente in grande misura da suggestioni derivanti da altri. Un bambino riceve parecchie suggestioni, specialmente per quanto riguarda le sue simpatie e antipatie. 4 Continua a leggere “La falsa personalità – La Quarta Via (cap. 16)”

Il considerare – La Quarta Via (cap. 15)

Ci contempliamo come fossimo il centro dell’Universo. Come Copernico, dobbiamo comprendere che non lo siamo.

M. Nicoll 1

CONSIDERAZIONE INTERIORE

Gurdjieff chiamava considerazione l’attitudine che crea una schiavitù interiore, una dipendenza interiore. 2

Noi abbiamo due vite, una vita esteriore e una vita interiore, e di conseguenza abbiamo due tipi di considerazione. Noi “consideriamo” costantemente.

Quella signora mi guarda, dentro sento per lei dell’antipatia, ne sono infastidito, ma fuori sono gentile. Sono costretto ad essere gentile perché ho bisogno di lei. Interiormente, sono quel che sono, ma all’esterno mi atteggio diversamente. Questa è la considerazione esteriore. Ora, la stessa signora mi dice che sono un imbecille. Questo insulto mi fa andare su tutte le furie. Il fatto che io mi arrabbi è un risultato, ma ciò che scatta dentro di me è la considerazione interiore. La considerazione interiore e quella esteriore sono diverse. Dobbiamo imparare a poterle controllare separatamente. (…)

slave

Internamente, dovremmo essere liberi dalla considerazione. (…) Esternamente, dovremmo interpretare una parte in tutte le situazioni; esternamente l’uomo deve essere un attore, altrimenti non risponde alle esigenze della vita. A un uomo piace una cosa, a un altro un’altra; se volete essere amici di entrambi (…) dovreste comportarvi nella maniera personalmente gradita a ciascuno dei due. Allora la vita sarà più facile. 3

Continua a leggere “Il considerare – La Quarta Via (cap. 15)”

I respingenti o ammortizzatori – la Quarta Via (cap. 14)

Dietro ogni persona ci sono anni e anni di vita sbagliata e stupida, compiacente ad ogni classe di debolezze, di sonno, di ignoranza, di affettazione, di mancanza di sforzo, di lasciarsi portare dagli avvenimenti, di chiudere gli occhi, di lottare per evitare i fatti sgradevoli, di mentire costantemente a se stesso, di abusare degli altri e attribuire la colpa agli altri, di trovare difetti in tutti, di giustificare se stesso, di essere vuoto, di parlare male, e così via. Il risultato di ciò è che la macchina umana è sudicia e lavora male. E questo non è tutto, perché si creano in essa strumenti artificiali dovuti al suo cattivo funzionamento. E per una persona che desideri svegliarsi e convertirsi in un’altra persona e fare un’altra vita, questi strumenti artificiali ostacolano le sue buone intenzioni. Sono chiamati respingenti.

M. Nicoll (1)

11692680_10206128982495038_8642109418663029793_n (2)Un ammortizzatore è un assorbitore di shock, proprio come l’ammortizzatore di un’automobile: esso assorbe la maggior parte dell’energia improvvisa di una scossa iniziare e la lascia passare in maniera più dolce e meno percepibile. Gli ammortizzatori psicologici addolciscono gli shock prodotti nell’uomo dal passaggio da un piccolo io all’altro rendendoli sufficientemente deboli per permetterci di non notare il cambiamento.2 Continua a leggere “I respingenti o ammortizzatori – la Quarta Via (cap. 14)”

Lo sforzo – La Quarta Via (cap. 13)

Sforzi! Sforzi! Più sforzi fate, maggiore energia potete ottenere. Senza sforzi non potete ottenere energia. Anche se essa è in voi può trovarsi nel posto sbagliato. Non pensateci teoricamente; pensate semplicemente di avere molta energia in voi che non usate mai; che dovete compiere sforzi per usarla. 1

Come possiamo cambiare? È stato già spiegato che esiste una possibilità di cambiamento, ma è una possibilità piccolissima, e sono necessarie parecchie differenti combinazioni di circostanze favorevoli per poter cominciare. In seguito, a ciascun passo, ciò diviene sempre più difficile e richiede sforzo maggiore; poi, dopo qualche tempo, diviene più facile. 2

La consapevolezza del proprio posto non è un dono della natura. Bisogna conquistarla con uno sforzo cosciente e non attraverso la speranza. 3

Continua a leggere “Lo sforzo – La Quarta Via (cap. 13)”

La caratteristica principale – La Quarta Via (cap. 12)

Questo Lavoro si propone di debilitare la personalità. All’inizio questo è uno svantaggio, perché una persona in realtà si sente debole al non poter reagire più in una forma abituale. Supponiamo di essere abituati ad infuriarci per qualche motivo, ed ora non lo possiamo fare più. Ci si sente deboli; si nota una perdita, la perdita di cosa? Di una parte della personalità. Allo stesso tempo, si guadagna qualcosa ed in realtà si è più forti.

M. Nicoll (1)

Fino ad ora, a proposito dell’uomo, abbiamo parlato delle caratteristiche generali umane comuni a tutti. Ma a un certo punto del lavoro, oltre a comprendere i principi generali, bisogna cercare di scoprire le proprie peculiarità, perché non si può conoscere se stessi a fini pratici se si conoscono soltanto le caratteristiche generali.

Ciascun essere umano ha le proprie caratteristiche individuali, le proprie debolezze quando non è capace di resistere alle cose che accadono. Queste caratteristiche o debolezze possono essere semplicissime o complicatissime. Un uomo può essere capace di resistere a tutto tranne che al buon cibo; un altro a tutto tranne che a parlare, oppure può essere pigro, o troppo attivo. È importantissimo in una certa fase dello studio di sé scoprire la propria caratteristica principale, vale a dire la debolezza principale. (2) Continua a leggere “La caratteristica principale – La Quarta Via (cap. 12)”

Il centro di gravità permanente – La Quarta Via (cap. 11)

Non permettete in voi la compagnia di gente inopportuna.

M. Nicoll (1)

L’idea del centro di gravità può essere interpretata in parecchie maniere diverse. Uno scopo più o meno permanente e la percezione dell’importanza relativa delle cose è in rapporto a questo scopo. Ciò significa che quando determinati interessi divengono più importanti di qualsiasi altra cosa si acquisisce una direzione permanente, non si va un giorno in una direzione e un altro giorno in un’altra. Si va in una sola direzione e si conosce la direzione. (2)

Finora il centro di gravità attorno a cui ha ruotato la nostra vita (che lo accettiamo o no) è stato l’io ordinario. Ed è ancora questo io che spera, valuta, giudica… e tutto questo perfino nel nome del Lavoro. Fino a che tutta la mia psiche ruota attorno all’io, tutto ciò che è manifesto (che io lo voglia o no) sarà il riflesso dell’autorità di questo io. Il nostro scopo, in una scuola di Quarta Via, è diventare diversi, cambiare il nostro essere dal livello dell’uomo numero uno, due, tre, al livello dell’uomo numero quattro, che possiede un nuovo centro di gravità, e poi dal livello dell’uomo quattro a quello dell’uomo numero cinque, che ha un io indivisibile. (3)

Continua a leggere “Il centro di gravità permanente – La Quarta Via (cap. 11)”

L’illusione di poter fare – La Quarta Via (cap. 10)

La suprema illusione dell’uomo è la sua convinzione di poter fare. Tutti pensano di poter fare, vogliono fare, e la loro prima domanda riguarda sempre ciò che dovranno fare ma a dire il vero, nessuno fa qualcosa e nessuno può fare qualcosa. Questa è la prima cosa che bisogna capire. Tutto accade. (1)

Make-gudjieffQuando nella Quarta Via viene detto che le cose accadono a tutti e che la gente non può fare nulla, ciò si riferisce alle condizioni ordinarie nella vita ordinaria: quella che è chiamata vita normale. Ma nel nostro lavoro si cerca di uscire da questa vita normale, perciò dobbiamo già fare qualcosa. Solamente che dobbiamo prima imparare ciò che possiamo fare, perché nelle nostre presenti condizioni parecchie cose continueranno a succedere (…).

Al principio la differenza non è tra fare e non fare ma tra cercare di fare e cercare di comprendere, e attualmente tutta la nostra energia deve essere concentrata nel cercare di comprendere. Inizialmente si cerca di trovare le cose che possiamo controllare in noi stessi, e se lavoriamo su esse, acquisteremo controllo. Questo è tutto il fare possibile per il momento. Continua a leggere “L’illusione di poter fare – La Quarta Via (cap. 10)”

Le influenze A, B e C e il Centro Magnetico – La Quarta Via (cap. 9)

Quando la personalità è già formata e un uomo ha assaporato la vita, ha visto come sono le cose e si sente insoddisfatto e comincia a cercare qualcosa di più, qualcosa gli farà comprendere meglio, lo aiuterà e lo condurrà ed eventualmente lo completerà.1

419848_3368507138403_1440930680_3351609_1016099552_nConsiderando che soltanto pochissimi si possono sviluppare e trovare in se stessi nascoste possibilità, sorge naturalmente la domanda: cos’è che determina la differenza? Perché alcune persone hanno una possibilità e altre non l’hanno? (…) Tra tutta questa gente soltanto pochissimi saranno mai capaci di fare persino il primo passo sulla via dello sviluppo. Come e perché le cose stanno così? Continua a leggere “Le influenze A, B e C e il Centro Magnetico – La Quarta Via (cap. 9)”

I tipi di uomo – La Quarta Via (cap. 8)

L’uomo, in relazione alle funzioni e agli stati di consapevolezza e dal punto di vista della sua possibile evoluzione, è diviso in sette categorie. Le persone nascono soltanto in una delle prime tre categorie.

P.D. Ouspensky. (1)

derviscioLa divisione dell’uomo in 7 categorie permette di spiegare molte cose che non potrebbero essere comprese altrimenti. Questa divisione è una prima applicazione all’uomo del concetto della relatività. Cose apparentemente identiche, possono essere del tutto differenti, secondo la categoria di uomini da cui dipendono o in relazione alla quale si considerano.

Secondo questa concezione tutte le manifestazioni interiori ed esteriori dell’uomo, tutto ciò che gli è proprio, tutte le sue creazioni, sono ugualmente divise in sette categorie: il sapere, l’arte, la religione.

Uomo n. 1

L’uomo n. 1 ha il centro di gravità della sua vita psichica nel suo centro motore. È l’uomo del corpo fisico, in cui le funzioni dell’istinto e del movimento predominano sempre sulle funzioni del sentimento e del pensiero.

Continua a leggere “I tipi di uomo – La Quarta Via (cap. 8)”

La legge dell’accidente – La Quarta Via (cap. 7)

Il vostro essere attrae la vostra vita. (1)

Maurice Nicoll

La vita dell’uomo-macchina, dell’uomo che non può fare, che non ha volontà o scelta, è controllata dall’accidente, perché le cose nella vita ordinaria accadono meccanicamente, accidentalmente; in esse non c’è ragione. E, proprio come la vita esterna dell’uomo è controllata da influenze esterne accidentali, così la sua vita interiore è anch’essa controllata da influenze sia interne che esterne che sono ugualmente accidentali.

DadiLa gente crede che gli accidenti siano rari, ma in realtà la maggior parte delle cose che le accade è accidentale. Cosa significa accidente? Significa una combinazione di circostanze che non è dipendente dalla volontà dell’uomo stesso né dalla volontà di un’altra persona, né dal fato (come invece per esempio è il caso della nascita e dell’educazione), né dalle azioni precedenti dell’uomo stesso.

Nella vita umana le cose accadono in base a tre leggi: Continua a leggere “La legge dell’accidente – La Quarta Via (cap. 7)”

L’importanza di uno scopo – La Quarta Via (cap. 6)

La maggior parte degli addormentati diranno naturalmente di avere uno scopo e di seguire una direzione definita. Se un uomo si rende conto che non ha uno scopo e che non va da nessuna parte, è segno che si avvicina ad un risveglio; è segno che il risveglio diventa realmente possibile per lui. Il risveglio di un uomo ha inizio dall’istante in cui si rende conto che non va da nessuna parte e che non sa dove andare.

P. D. Ouspensky (1)

Uno dei primi passi che il lavoro richiede è comprendere ciò che vogliamo. La comprensione è la forza più grande a nostra disposizione che ci può cambiare. Più abbiamo comprensione, migliori saranno risultati dei nostri sforzi.

Possiamo immaginare di andare in un gran negozio con parecchi reparti diversi: dobbiamo sapere ciò che vogliamo comprare. Ma prima di tutto dobbiamo sapere cosa c’è nel negozio, altrimenti ci potrà capitare di chiedere delle cose che non ci vengono vendute.

È necessario ricordare sempre perché abbiamo cominciato. Vogliamo avere cose che possiamo ottenere dalla vita ordinaria o cose diverse? Vale la pena tentare? La nostra capacità di immaginare, generalmente usata in maniera tanto sbagliata, ci può aiutare in questo caso. Nello specifico, ci può aiutare a vedere se veramente vogliamo ciò che diciamo di volere oppure no, perché molto spesso vogliamo qualcosa di diverso o non ci rendiamo conto che una cosa ne porta con sé un’altra.

Continua a leggere “L’importanza di uno scopo – La Quarta Via (cap. 6)”

L’identificazione – La Quarta Via (cap. 5)

Ouspensky sottolineò vigorosamente il fatto che l’identificazione era un nemico formidabile ed estremamente sottile. Esso permeava le nostre vite in tale misura che si poteva dire che si passava da un’identificazione all’altra quasi senza soluzione di continuità. Ciò che rendeva particolarmente difficoltosa la lotta era la tendenza all’identificazione ad assumere vesti onorevoli, lasciandoci credere di essere nostra amica e qualcosa di cui non potevamo fare a meno.

K. Walker 1

Parlando in generale, si può affermare con certezza che per una cosa che l’uomo ricorda, ve ne sono sempre dieci, ben più importanti, che dimentica. Per questo, le sue opinioni e i suoi punti di vista sono privi di qualsiasi stabilità e precisione. L’uomo non ricorda ciò che ha pensato o detto, e non ricorda come ha pensato o come ha parlato.

Gurdjieff-Whell-of-Imagination-bannerCiò è, a sua volta, in rapporto con una delle caratteristiche fondamentali dell’atteggiamento dell’uomo verso se stesso e verso gli altri, vale a dire: la sua costante identificazione a tutto ciò che prende la sua attenzione, i suoi pensieri o i suoi desideri, e la sua immaginazione.2

Continua a leggere “L’identificazione – La Quarta Via (cap. 5)”

Le emozioni negative – La Quarta Via (cap. 4)

La nostra reazione alle cose svela la nostra schiavitù.

A.R. Orage 1

Quando una qualsiasi nostra espressione, che sia un’emozione o un pensiero, viene da sola – ovvero non è controllabile da parte nostra – significa che siamo in suo potere: è questa espressione a controllare noi, e non viceversa.

Considerando che la direzione del lavoro interiore è quella di diventare padroni di se stessi, diventa di fondamentale importanza iniziare a familiarizzare con tutti gli elementi che al momento muovono i fili della nostra marionetta, ogni giorno, in ogni momento.

Emozioni NegativeControllare le emozioni è una cosa difficilissima, impossibile fino a che non comprendiamo abbastanza della loro manifestazione e del loro innesco in noi stessi. Per questo motivo, fin dal principio dell’osservazione della funzione emozionale, ciò che possiamo fare è cercare di arrestare una particolare manifestazione di emozioni in noi stessi: quella delle emozioni sgradevoli.

Per molta gente questa è una delle cose più difficili perché le emozioni spiacevoli vengono espresse così rapidamente e così facilmente da non poterle afferrare. Eppure, se non ci proviamo, non possiamo veramente osservare noi stessi. Continua a leggere “Le emozioni negative – La Quarta Via (cap. 4)”

Siamo solo concime (per il momento…)

Quercia-rossaNel libro La mia fanciullezza con Gurdjieff, Fritz Peters condivide con il lettore i suoi ricordi più preziosi. Uno di questi è particolarmente interessante perchè mette il dito nel nervo scoperto della nostra cultura religiosa:

[Gurdjieff] mi chiese di guardare fuori dalla finestra e di dirgli quello che vedevo. Risposi che l’unica cosa che vedevo era una quercia. E cosa c’era su quella quercia?

Glielo dissi: “ghiande”.

“Quante ghiande?”

[…] Dissi che pensavo che ce ne fossero parecchie migliaia.

Fu d’accordo, poi mi domandò quante ghiande sarebbero diventate delle querce. Risposi che pensavo che solo cinque o sei, forse meno, sarebbero diventate alberi.

Assentì, aggiungendo: “Forse solo una, forse nessuna. Si deve imparare dalla Natura. L’uomo è anche un organismo. La Natura fa molte ghiande, ma la possibilità di diventare alberi esiste solo per poche di loro. Lo stesso accade all’uomo – molti uomini nascono, ma solo pochi crescono. La gente pensa che questo sia uno spreco, che la Natura sprechi. Non è così. Il resto diventa fertilizzante, ritorna nella terra e crea possibilità per un maggior numero di uomini autentici. Continua a leggere “Siamo solo concime (per il momento…)”

I molteplici Io – La Quarta Via (cap. 3)

Se l’uomo immagina di avere qualcosa, non si impegnerà a conquistarla.

M. Nicoll 1

La nostra principale illusione, il maggiore errore che facciamo riguardo a noi stessi è considerarci come uno; parliamo di noi stessi come io, e supponiamo di riferirci sempre alla stessa cosa, mentre in realtà siamo divisi in centinaia e centinaia di io differenti. In un certo momento, quando dico io, sta parlando una parte di me; e in un altro momento, quando dico io, è completamente un altro io che parla.2

L’uomo è un essere multiplo. Solitamente, parlando di noi stessi, diciamo “io”. Diciamo: “io” faccio questo, “io” penso quello, “io” voglio fare quell’altro. Ma è un errore. Questo “io” non esiste, o meglio, in ciascuno di noi ci sono centinaia, migliaia di piccoli “io”.

Interiormente siamo divisi, ma soltanto con l’osservazione e lo studio possiamo riconoscere la pluralità del nostro essere. In un certo momento, agisce un “io”, il momento dopo un altro “io”. I nostri “io” sono contraddittori: ecco il motivo del nostro funzionamento disarmonico.

Ordinariamente viviamo soltanto con un’infima parte delle nostre funzioni e della nostra forza, perché non ci rendiamo conto che siamo delle macchine e non conosciamo la natura e il funzionamento del nostro meccanismo.3

Continua a leggere “I molteplici Io – La Quarta Via (cap. 3)”

La meccanicità – La Quarta Via (cap. 2)

“Può un uomo smettere di essere una macchina?”

“Ah! È proprio questo il problema! (..) Sì, è possibile smettere di essere una macchina ma, per questo, è necessario prima di tutto conoscere la macchina. Una macchina, una vera macchina, non conosce se stessa e non può conoscersi. Quando una macchina conosce se stessa, da quell’istante ha cessato di essere una macchina; per lo meno non è più la stessa macchina di prima. Comincia già ad essere responsabile delle proprie azioni.”

P.D. Ouspensky 1

La constatazione del sonno dell’uomo, e l’assenza di unità di esso, creano un’altra importantissima caratteristica e questa è la sua completa meccanicità.

L’essere umano è una macchina controllata da influenze esterne e non ha la possibilità né di resistere, né di distinguerle l’una dall’altra o di studiare se stesso al di fuori di queste cose. Egli si vede sempre in movimento e ha l’illusione, radicatasi in lui da molto tempo e fortissima, di essere libero di andare dove vuole, di potersi muovere in base ai propri desideri, di poter andare a destra o a sinistra.

Egli non lo può fare: se va a destra ciò significa che non poteva andare a sinistra. In questo senso il termine volontà è un’idea sbagliatissima: non esiste. La volontà può esistere soltanto nell’uomo che ha un io che controlla, ma finché ha parecchi io che non si conoscono tra loro, egli ha esattamente altrettante volontà diverse.2 Continua a leggere “La meccanicità – La Quarta Via (cap. 2)”

Il Sistema – La Quarta Via (cap. 1)

Questo lavoro è un continuo ricominciare. Ogni volta che si compie uno sforzo, si rinforza un po’ la muscolatura spirituale; si ricomincia daccapo, come un bambino che impara a camminare, e questo lavoro è infinitamente più difficile e complesso. Ma i risultati sono garantiti.”

A. R. Orage 1

L’idea principale del Sistema – la Via descritta da Gurjieff e da chi lo ha seguito – è che noi non usiamo nemmeno una piccola parte delle nostre possibilità ed energie. Abbiamo in noi, per così dire, un’organizzazione grandissima ed efficientissima ma non sappiamo come usarla, come se avessimo una casa enorme piena di magnifici mobili, con una biblioteca e parecchie altre stanze, ma vivessimo nel seminterrato e nella cucina da cui non possiamo uscire. Quando qualcuno ci dice ciò che questa casa ha sopra, non gli crediamo, o ne ridiamo, o chiamiamo le sue parole superstizione, fiabe o fantasie.2 Continua a leggere “Il Sistema – La Quarta Via (cap. 1)”

“L’Insegnamento di Gurdjieff” di Kenneth Walker

walker

Kenneth Walker conobbe P. D. Ouspenky nel 1923 e praticò le idee e l’insegnamento di Gurdjieff fino alla sua morte avvenuta nel 1966. I suoi scritti possono essere considerati una valida introduzione a “La Quarta Via” e “Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto”.

In tale ottica proponiamo un riassunto schematizzato de “L’insegnamento di Gurdjieff” senza avere l’intenzione di esaurire tutto ciò che può essere detto su questo testo né tantomeno di sostituirci all’autore o al lettore.

Tale lavoro è frutto di una disciplina personale tesa a non lasciare che le suggestioni di un testo si perdano e vengano ridotte a fumosi concetti. La mente è labile e tentare di fissare concetti fondamentali in schemi e mappe può essere un valido strumento personale di disciplinare il “cocchiere della carrozza” secondo la riuscita metafora proposta da Gurdjieff stesso.

Ben venga però se tale lavoro può essere utile a qualche altro ricercatore anche solo per incuriosirsi ed avvicinarsi al testo originale.

Buona lettura e meditazione:

L’Insegnamento di Gurdjieff

Approfondimenti sulla Quarta Via

Enneagrama_GurdjieffCi capita spesso di incontrare studiosi dell’insegnamento di Gurdjieff che maledicono il destino per non essere riusciti ad incontrarlo di persona…

Lo studio, anche approfondito, dei noti libri di Ouspensky La Quarta Via e Frammenti di un Insegnamento sconosciuto – apre le porte verso un affascinante quanto destabilizzante modo di osservare e conoscere se stessi.

Chi comprende l’essenza vitale di questo messaggio ne rimane difficilmente indifferente ed è portato ad approfondirlo ulteriormente leggendo i pochi scritti lasciati da Gurdjieff stesso e le opere dei suoi discepoli più vicini come Jeanne de Salzmann, John Bennett e altri.

Ciononostante, spesso si ha come la sensazione che manchi ancora qualcosa, ulteriori chiavi di lettura per comprendere più a fondo alcuni concetti piuttosto enigmatici. In altre parole, si avverte forse la necessità di capire il modo per renderli pratici, attivi nella propria vita.

È  per tale motivo che siamo onorati e felicissimi di poter condividere con gli interessati una serie di opere uniche nel loro genere: la traduzione esclusiva in italiano dei preziosissimi Commentari psicologici sull’Insegnamento di Gurdjieff e Ouspensky, del Dr. Maurice Nicoll. Continua a leggere “Approfondimenti sulla Quarta Via”

Blog su WordPress.com.

Su ↑