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Posts Tagged ‘G. I. Gurdjieff’

Il motivo per cui è necessario comprendere la Legge del Sette è che essa ha una parte importantissima in tutti gli eventi. Se non ci fosse la Legge del Sette ogni cosa nel mondo andrebbe alla sua conclusione finale, mentre per effetto di questa legge, ogni cosa devia. Per esempio, se cominciasse la pioggia essa proseguirebbe senza fermarsi, se cominciassero le alluvioni esse sommergerebbero tutto, se cominciasse un terremoto esso proseguirebbe indefinitamente. Invece essi si fermano per effetto della Legge del Sette, perché in ciascun semitono mancante le cose deviano, non vanno avanti in linee rette. La Legge del Sette spiega anche perché non esistono linee rette in natura. Ogni cosa nella nostra vita e nella nostra macchina è anch’essa basata su questa legge.

Contemporaneamente, la Legge del Sette spiega che, se si sa come farlo e in quale momento, si può dare uno shock addizionale a un’ottava e mantenere retta la linea. Possiamo osservare nell’attività umana come la gente cominci col fare una cosa e dopo un po’ ne faccia un’altra completamente diversa, pur continuando a darle lo stesso nome, senza notare che le cose sono completamente cambiate.

Ma nel lavoro personale, particolarmente nel lavoro connesso con questo sistema, dobbiamo apprendere come impedire che queste ottave deviino, come mantenere una linea retta. Altrimenti non troveremo nulla. 1

Digital Shodan Blend 2In ogni ottava infatti – vale a dire un periodo tra un certo numero di vibrazioni e o il doppio o metà di quel numero – esistono due posti in cui le vibrazioni o, per essere più esatti, le manifestazioni di energia che procedono nello spazio o tempo, o in entrambi, subiscono un certo cambiamento, rallentano, e poi ricominciano di nuovo. (altro…)

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Indipendentemente dall’estrazione sociale cui apparteniamo, dalla nazione, dalla cultura, dal conto in banca, dai familiari, dalle amicizie, dai legami sentimentali, dalle proprietà… insomma, indipendentemente da tutto, condivideremo un giorno la stessa sorte: la morte. Questa è l’unica certezza.

Ma la sola parola ha un qualcosa di macabro, un po’ orticante, e richiama un viscerale “istinto di sopravvivenza”, quello di toccare ferro!  Eppure è proprio attraverso il suo principio che la vita che ci circonda può manifestarsi e continuare ad esistere. Dunque, il temere la morte coincide con il temere anche la vita, e il temere la vita coincide con il non riuscire a comprenderne il significato.

Molti saggi del passato (sia occidentali che orientali) venivano spesso raffigurati con a fianco un teschio umano, non certo per un funesto augurio o per una patologica propensione al suicidio, ma a simboleggiare il fatto che proprio la consapevolezza della morte permette di vivere con più profondità ed intensità la vita.

Il problema è che ogni nostra cellula sembra voler rifuggire il semplice faccia a faccia con questa evidentissima realtà, rimandando di giorno in giorno la questione. E quando il fatidico momento si avvicina, il terrore ci paralizza. Riprendiamo allora un raro scritto di Georges Ivanovič Gurdjieff e lasciamoci guidare dalle sue parole: (altro…)

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