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Archive for the ‘Scienza interiore’ Category

Andrà tutto bene? Forse. Certamente no, se aspettiamo passivamente che accada qualcosa.

Informiamoci, ma approfondiamo. Riflettiamo, ma rimettiamo(ci) in discussione. Leggiamo di più. Spegniamo la TV.

I grandi personaggi della storia – pensiamo a Gandhi, Giordano Bruno, e tantissimi altri come loro – non sono riusciti a stimolare la coscienze a suon di tranquillizzazioni e pacche sulle spalle.

Sembra di poter sentire la loro voce, che ci chiede di osservare bene quello che stiamo vivendo, e di osservarlo da un’altra angolatura, da quella in cui siamo prima di tutto noi – civiltà umana – a rappresentare oggi un virus per il pianeta.

Occorre quindi riflettere bene su quale sia e dove si trovi realmente il “nemico invisibile da combattere” più pericoloso.

Generalmente in questo blog non ci occupiamo di attualità e di scienza o, meglio, ce ne occupiamo – chi per curiosità, chi per lavoro – in altri luoghi. Qui, ci dedichiamo e concentriamo su riflessioni più propriamente tradizionali e interiori.

Il motivo? (altro…)

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C’è chi pensa che il Guardiano della Soglia sia un essere leggendario, esterno a noi, orripilante, antipatico e cattivo, e che a tutti i costi, contro la nostra volontà, vuole tenerci lontano dal nostro Dio interiore.

A chi vuole continuare a credere in questa immagine folcloristica, consigliamo un bel corso di autodifesa spirituale. A chi invece vuole fare qualche piccola riflessione in più, consigliamo di continuare la lettura…

Non occorre attingere a chissà quali filosofie esoteriche e misteriche per rintracciare informazioni sul suo conto; ne troviamo infatti traccia chiara e definita anche nel Cristianesimo. Ad esempio, è noto il passo del giovane ricco nel Vangelo:

Un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?» Gesù gli rispose: «[…] se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». «Quali?» gli chiese. E Gesù rispose: «Questi: non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso. Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso». E il giovane a lui: «Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?». Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni. (Matteo 19,16-30; Marco 10:17-27; Luca 18:18-27)

Certo, qualcuno potrebbe comodamente pensare che in quel preciso momento sia apparso tra il giovane e Gesù un grosso omone con occhi di fuoco e spada fiammeggiante per spaventarlo e farlo allontanare.

Qualcosa però, suggerisce che più probabilmente il giovane ricco abbia sentito una morsa allo stomaco di fronte alle parole di Gesù, ed infastidito sia scappato via sentendosi mortalmente offeso, leso nella sua libertà e, quasi certamente, (altro…)

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Quello che segue è un breve racconto fantascientifico-ultrarealistico…


Nulla sarà più come prima!

È una normalissima mattina di Dicembre. Una leggera brezza calda accarezza i palazzi. La gente è contenta, perché il solito freddo invernale è ormai stato spodestato da un clima quasi californiano. Che splendore! Che dolce clima pazzerello!

Ma questa mattina a dare la sveglia c’è una notizia febbricitante che corre su tutte le testate giornalistiche e ancora più velocemente su tutti i social e le notizie sul web: la scienza ha dimostrato, inequivocabilmente, l’esistenza di Dio!

Proprio così… un’imponente équipe di fisici e biologi, dopo anni di ricerche e grazie a corposi investimenti, hanno finalmente portato le prove dell’esistenza di un’intelligenza trascendente dietro la vita, rivelando quindi da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo.

La comunità scientifica è in subbuglio e sconcertata, ma tutti hanno dovuto riconoscere l’inconfutabilità della scoperta. Le poche critiche emerse si sono rivelate ridicole come negare l’evidenza matematica che 2+2 fa 4.

L’entusiasmo generale scalda i cuori e apre le menti. Viene ripreso il valore spirituale di antiche tradizioni, che finalmente potranno camminare a braccetto con la scienza. Cadono i dogmi delle religioni, e crollano i muri che le separano.

Finalmente tutti gli esseri umani possono riconoscersi in una grande fratellanza come tante gocce di un unico mare, pulsante di quella stessa vita che anima il tutto: animali, piante, pietre.

I capi di stato organizzano subito un summit internazionale per discutere di un nuovo ordine mondiale, che tenga conto di (altro…)

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Ah, la felicità! Ognuno di noi, in un modo o in un altro, anela ad essere felice e ritiene che sia un suo diritto di nascita esserlo, proprio come un principe ereditario sa che un giorno potrà poggiare le sue regali natiche sul trono.

Abbiamo l’incrollabile certezza che sia soltanto il tempo, oppure alcune condizioni esterne sfavorevoli, a tenerci momentaneamente separati dalla felicità che ci spetta. Sarà davvero così?

Qualche dubbio ogni tanto sorge… D’altronde, chi di noi conosce personalmente un individuo davvero felice?

La stragrande maggioranza della gente che incontriamo passa il tempo a lamentarsi delle sue disgrazie e della cattiveria del mondo. La loro infelicità è colpa di un ingranaggio rotto del destino.

Ma poi ci sono anche quelli che trascorrono il loro preziosissimo tempo a caricare sui social centinaia di “selfie” che li ritraggono con sorrisi smaglianti e in situazioni invidiabili, e il dubbio allora pervade l’animo di chi li guarda: “Ma solo io non sono così felice?”.

Infatti, le recenti indagini sociologiche hanno rilevato che alcuni social network deprimono molti dei loro frequentatori proprio perché guardare le immagini e video di chi riempie le bacheche di momenti indimenticabili, emozioni uniche, incontri straordinari e incontenibili attimi di passione, fa sentire peggio.

Nessuno sembra chiedersi come mai tutto questo popolo dal volto sorridente non trovi niente di meglio da fare che condividere digitalmente così tanti momenti speciali invece di goderseli.

Eh già, sembrerebbe che (altro…)

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Riporta Alejandro Jodorowsky nella sua autobiografia “Il Maestro e le Maghe” dell’incontro con la figlia di Gurdjieff, Reyna d’Assia, la quale condivise con lui una lettera che ricevette da suo padre:

Fissa la tua attenzione su di te, sii cosciente in ogni momento di quello che pensi, senti, desideri e fai.

Finisci sempre quello che hai cominciato.

Fa’ quello che stai facendo nel miglior modo possibile.

Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere.

Sviluppa la tua generosità senza testimoni.

Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo.

Riordina ciò che hai disordinato.

Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo.

Smettila di autodefinirti.

Non mentire e non rubare, se lo fai menti e rubi a te stesso.

Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te.

Non desiderare di essere imitato.

Stila dei progetti di lavoro e realizzali.

Non occupare troppo spazio.

Non fare rumore né gesti che non siano necessari.

Se non hai fede, fa’ come se ce l’avessi.
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Qualcuno di voi avrà sentito parlare dello strano caso dell’americano William Stanley Milligan, meglio conosciuto come Billy Milligan. Billy era solo un ragazzo quando, alla fine degli anni 70, si rese colpevole di diversi reati, tra i quali stupro e rapina a mano armata.

Il caso suscitò molto clamore perché, per la prima volta negli Stati Uniti, una persona fu assolta per un’infermità mentale ancora poco conosciuta, nonostante l’evidenza di colpevolezza. La corte non lo ritenne in grado di intendere e volere, infatti, a causa della “malattia mentale” chiamata disturbo di personalità multipla.

Questo disturbo porta la persona ad una frammentazione d’identità tale per cui si trovano a convivere nello stesso corpo più personalità, anche molto diverse tra loro.

Questo caso scatenò un forte contrasto nell’opinione pubblica americana, sia dal punto di vista politico che giudiziario. Molti credevano infatti che Billy fingesse di essere dissociato per fuggire alla galera, mentre i suoi psichiatri e avvocati, che ebbero modo di conoscerlo a fondo, videro in lui una persona da aiutare; quella di “Billy”, infatti, era soltanto una delle molteplici personalità che vivevano all’interno dello stesso corpo, formato in realtà da ben ventiquattro diverse persone.

Una bellissima descrizione della storia di Milligan, la possiamo trovare nel libro di Daniel Keyes: Una stanza piena di gente. Una breve descrizione è inoltre offerta dal filmato in fondo a questo articolo.

Il libro di Keyes racconta con dovizia di particolari la vita di questo ragazzo, partendo dalla difficile infanzia sino ai 27 anni quando uscì definitivamente dal manicomio criminale; il libro fu scritto dall’autore dopo aver frequentato Billy nei diversi ospedali e carceri dove si era trovato interdetto.

Ognuna delle personalità di Billy aveva aspetti completamente differenti l’una dall’altra: alcune erano (altro…)

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Qui non c’è nulla da vendere e nulla da comprare. Quindi, caro lettore, se le parole che seguiranno ti urteranno, sarai libero di volare spensierato verso altri rami con invitanti frutti pieni di ghiotti concetti sulla “spiritualità quantica” e altre amenità. Qui non ci sono frutti, solo una discreta visuale dalla quale poter osservare e osservarti meglio.

Rimaniamo sempre sulle superficie e abbiamo il terrore delle profondità. Ci spaventa troppo il buio, l’ignoto, e ci aggrappiamo disperatamente ad ogni relitto che galleggia davanti a noi, per poi convincerci di essere saliti su una nave.

“Chi cerca trova”, certamente, ma chi veramente sa quello che cerca e si mette in moto per cercarlo?

Qualcuno di noi parte dal presupposto di sapere bene quello che vuole e di lottare ogni giorno per raggiungerlo. Prima follia. Qualcun altro crede che, non avendo le idee chiare, si muove nella vita con leggera ingenuità senza cercare e desiderare nulla. Seconda follia.

Nella realtà dei fatti tutti noi cerchiamo qualcosa, e anche in modo determinato, ma quasi nessuno è consapevole di quello che sta cercando, ed è così che si genera infine ogni sorta di dissapore verso la vita e verso gli altri.

Spesso e volentieri, i nostri obiettivi inconsapevoli sono molto più radicati e molto diversi da quelli che crediamo di perseguire. Spesso e volentieri, questi obiettivi non sono così luminosi ed elevati come vorremmo credere.

In tutto questo scenario, è vietato mettersi seriamente in discussione per cercare di (altro…)

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