La Principessa o il Drago?

Meravigliosa ed ineguagliabile analogia dell’Iniziato alla ricerca della sua Essenza, nascosta dentro i più profondi recessi di una coscienza costellata da oscure paure, caotiche ipocrisie ed inquietanti contraddizioni.

Così è il Cavaliere alla ricerca della sua Dama, imprigionata dentro la torre di un castello protetto da un fossato pieno di trappole e da un drago spaventoso che fa gelare il sangue nelle vene.

Un simbolismo che assume questa forma nel periodo medievale ma che affonda le sue radici nelle più antiche tradizioni alchemica ed ebraica.

Così è la nostra condizione di erranti cercatori di una felicità forse mai assaporata fino in fondo, ma della quale abbiamo un sottile e quasi tangibile presentimento.

Continua a leggere “La Principessa o il Drago?”

Rimanere soli nel deserto in 4 semplici passi

Qualsiasi percorso iniziatico reca in sé pochi ma fondamentali principi affinché possa dare frutti, e condurre di conseguenza alla conoscenza delle potenzialità che albergano nel profondo dell’animo umano. Norme di vita, principi semplici, pratiche più o meno lineari per raggiungere il cuore di diamante che brilla dentro di noi.

Bene, eppure sembra che – pur passando il tempo e pur applicandoci con dovizia alla disciplina adottata – non si riesca a fare nemmeno un passo verso la felicità. Anzi, più andiamo avanti e più sembra che le cose si complichino: le persone non ci capiscono, il nostro compagno o la nostra compagna non ci sopportano più, i nostri figli non ci ascoltano, il capo ci maltratta, i colleghi si approfittano di noi. E chi più ne ha, più ne metta.

“Eppure io mi sto impegnando, forse sono gli altri che…” Sì, cari amici: siete sulla via giusta. Quando non facciamo progressi e tutto ci crolla addosso, quello è proprio il momento per dare la colpa all’ingiustizia del mondo, alla politica, al sistema, alle persone e alla loro mediocrità. In questo modo, e solo in questo, ne usciremo puliti, lindi di spirituale splendore.

Ecco allora qualche semplice passo da compiere, metodicamente, affinché non si possa insidiare tra noi e la nostra fulgida aurea spirituale la drammatica possibilità che forse stiamo cannando qualcosa. Continua a leggere “Rimanere soli nel deserto in 4 semplici passi”

Sora Morte, Vita e Sopravvivenza

Da più di un anno l’intera umanità si trova ad affrontare un nuovo virus che ha creato un enorme allarme. Ogni essere umano, individualmente e in gruppo, nell’ambito della propria cultura di riferimento, si trova immerso in un flusso d’informazioni dove la morte è menzionata quotidianamente. Non è più un argomento di cui si parla poco come prima, quasi che non esistesse. Il virus è riuscito a scuoterci dal torpore in cui ci lasciamo a volte vivere, desolatamente inconsapevoli che il tempo a disposizione non è infinito.

Continua a leggere “Sora Morte, Vita e Sopravvivenza”

Abituarsi alla sofferenza?

Chi di noi non ha mai provato, per le ragioni più differenti, un’acuta e intensa sofferenza? La morte di una persona cara, un amore sbagliato, un tradimento, l’indifferenza affettiva dei genitori, il sentirsi sempre e comunque “sbagliati” davanti agli altri, l’essere derisi per le proprie differenze fisiche o di pensiero.

Sì, tutti noi abbiamo sofferto, in qualche forma e con modalità attinenti alle personalità che indossiamo in questa vita, ma qualcuno fa di questa sofferenza un vestito dal quale sembra non voler più separarsi.

Diverse possono essere le reazioni agli stati di sofferenza: alcuni reagiscono piangendo disperatamente; altri si chiudono all’interno di una corazza che rinforzano giornalmente, indossandola costantemente alla prima occasione di possibile pericolo (reale o astratto).

Lentamente, come Penelope, di giorno costruiscono la loro tela, impegnandosi ed investendo energie in una direzione desiderata, poi di notte la distruggono cercando conferme alla loro profonda convinzione che “tanto, come al solito, finirà in un dramma”. Ovviamente, inconsciamente spinti dalle paure profonde non affrontate.

Ecco che emergono allora alla memoria le parole di un saggio: “La sofferenza interiore è una malattia dell’anima, che va diagnosticata e poi curata; è causata dalla fantasia, da come ci siamo costruiti il mondo dentro di noi e quindi dal pregiudizio con cui affrontiamo gli eventi.

Se qualcuno si chiederà a questo punto se è possibile cambiare questo stato d’essere, rispondiamo con certezza: sì, ma non arriverà dall’alto, o per caso. Occorrerà lasciare il conosciuto per lo sconosciuto, lasciando corazze e idee preconcette. E occorrerà fidarsi di qualcuno che ha la lucidità e il coraggio di metterci di fronte a noi stessi.

Come l’uccellino che deve spiccare il primo volo dal nido e che si trova dinnanzi al vuoto, ci tremeranno le gambe, si appannerà la vista, e il proprio mondo di tristezza sembrerà in quel momento, tutto sommato, una piccola e comoda gabbietta.

La cosa che conta in quell’istante è saltare. Non ci saranno garanzie che andrà subito “tutto bene”, ma d’altronde che cosa abbiamo da perdere? La sofferenza, appunto. La strada verso la felicità è forse lunga e tortuosa, perché ostinata e complessa è la nostra realtà interiore.

Ciò che possiamo assicurare è che se un salto non verrà compiuto, nulla potrà mai cambiare. Quindi, è forse un prezzo troppo alto da pagare o vale la pena di tentare?

Ascolta questo articolo in formato podcast:

L’invidioso: figlio di un dio minore

Non procura vantaggi, tuttavia in suo nome si è disposti a rovinare, vanificare, distruggere ogni cosa: è l’invidia, un vizio capitale che non obbedisce alle leggi della logica, nè dell’edonismo, nè del profitto. Il mondo dell’invidioso è totalmente privo di ogni piacere, conosce solo rabbia e malanimo.

La Bibbia mostra come l’invidia nasca e si sviluppi all’interno dei rapporti familiari e di quelli più intimi, non risparmiando proprio nessuno. Il libro della Genesi associa ad esempio la fratellanza all’invidia, come ben ci ricordano Caino e Abele (Gn 4), Giacobbe ed Esaù (Gn 27, 1-46) e i fratelli di Giuseppe (Gn 37-50). Da questi rapporti, come nelle storie di molti di noi, sembrerebbe che l’invidia diventi più stritolante proprio tra le persone che più sono, o sono state, vicine.

Se per la psicanalisi la distruttività dell’invidioso riflette la possessività primigenia verso la madre, per Dante si tratta di una sorta di cecità che impedisce di riconoscere il bene.

San Cipriano e san Gregorio Magno hanno anche identificato la fisionomia tipica del povero invidioso, un aspetto affatto gradevole: volto minaccioso, grigiastro, aspetto torvo, denti che stridono, guance cadenti, fauci secche. Nei casi più disperati mani pronte a colpire o parole insensate ricche di un veleno denso e amaro.

Prima o dopo l’invidioso troverà il Continua a leggere “L’invidioso: figlio di un dio minore”

Adattati o disadattati?

Per rispondere a tutti coloro che ci chiedono spesso cosa ne pensiamo e come stiamo vivendo il periodo attuale… in queste poche parole è sintetizzata la nostra risposta:

L’insegnamento spirituale del Covid

Non molto tempo fa, un Rabbi se ne stava seduto con il suo giovane nipote. Il tono della loro conversazione era lieve e riguardava molti argomenti.

Quasi come se parlasse da solo, il Rabbi disse:

“Sai, nipote mio, è possibile apprendere delle grandi verità perfino dalle cose inanimate. Ogni cosa può insegnarci qualcosa.”

Interpretando la dichiarazione del Rabbi come una sfida, il giovane chiese:

“Dimmi, nonno, cosa mai potrei imparare da un treno?”

“Che per un solo secondo potresti perdere tutto”.

“E dal telefono?” chiese subito dopo. “Dimmi cosa mai potrei apprendere dal telefono”.

“Che quello che dici può sicuramente essere udito anche in luoghi distanti da te”.

“Dalla televisione?”

“Che la stupidità di qualcuno può catturare l’immaginazione di molti”.

“Dalla pubblicità?”

“Che i sazi possono essere trasformati in affamati con semplici immagini”.

“Da Internet?” Continua a leggere “L’insegnamento spirituale del Covid”

Andrà tutto bene (se ci facciamo sul serio qualche domanda)

Andrà tutto bene? Forse. Certamente no, se aspettiamo passivamente che accada qualcosa.

Informiamoci, ma approfondiamo. Riflettiamo, ma rimettiamo(ci) in discussione. Leggiamo di più. Spegniamo la TV.

I grandi personaggi della storia – pensiamo a Gandhi, Giordano Bruno, e tantissimi altri come loro – non sono riusciti a stimolare la coscienze a suon di tranquillizzazioni e pacche sulle spalle.

Sembra di poter sentire la loro voce, che ci chiede di osservare bene quello che stiamo vivendo, e di osservarlo da un’altra angolatura, da quella in cui siamo prima di tutto noi – civiltà umana – a rappresentare oggi un virus per il pianeta.

Occorre quindi riflettere bene su quale sia e dove si trovi realmente il “nemico invisibile da combattere” più pericoloso.

Generalmente in questo blog non ci occupiamo di attualità e di scienza o, meglio, ce ne occupiamo – chi per curiosità, chi per lavoro – in altri luoghi. Qui, ci dedichiamo e concentriamo su riflessioni più propriamente tradizionali e interiori.

Il motivo? Continua a leggere “Andrà tutto bene (se ci facciamo sul serio qualche domanda)”

Il Guardiano della Soglia: dove non lo aspetti

C’è chi pensa che il Guardiano della Soglia sia un essere leggendario, esterno a noi, orripilante, antipatico e cattivo, e che a tutti i costi, contro la nostra volontà, vuole tenerci lontano dal nostro Dio interiore.

A chi vuole continuare a credere in questa immagine folcloristica, consigliamo un bel corso di autodifesa spirituale. A chi invece vuole fare qualche piccola riflessione in più, consigliamo di continuare la lettura…

Non occorre attingere a chissà quali filosofie esoteriche e misteriche per rintracciare informazioni sul suo conto; ne troviamo infatti traccia chiara e definita anche nel Cristianesimo. Ad esempio, è noto il passo del giovane ricco nel Vangelo:

Un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?» Gesù gli rispose: «[…] se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». «Quali?» gli chiese. E Gesù rispose: «Questi: non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso. Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso». E il giovane a lui: «Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?». Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni. (Matteo 19,16-30; Marco 10:17-27; Luca 18:18-27)

Certo, qualcuno potrebbe comodamente pensare che in quel preciso momento sia apparso tra il giovane e Gesù un grosso omone con occhi di fuoco e spada fiammeggiante per spaventarlo e farlo allontanare.

Qualcosa però, suggerisce che più probabilmente il giovane ricco abbia sentito una morsa allo stomaco di fronte alle parole di Gesù, ed infastidito sia scappato via sentendosi mortalmente offeso, leso nella sua libertà e, quasi certamente, Continua a leggere “Il Guardiano della Soglia: dove non lo aspetti”

Il t(ri)onfo della scienza: Dio esiste!

Quello che segue è un breve racconto fantascientifico-ultrarealistico…


Nulla sarà più come prima!

È una normalissima mattina di Dicembre. Una leggera brezza calda accarezza i palazzi. La gente è contenta, perché il solito freddo invernale è ormai stato spodestato da un clima quasi californiano. Che splendore! Che dolce clima pazzerello!

Ma questa mattina a dare la sveglia c’è una notizia febbricitante che corre su tutte le testate giornalistiche e ancora più velocemente su tutti i social e le notizie sul web: la scienza ha dimostrato, inequivocabilmente, l’esistenza di Dio!

Proprio così… un’imponente équipe di fisici e biologi, dopo anni di ricerche e grazie a corposi investimenti, hanno finalmente portato le prove dell’esistenza di un’intelligenza trascendente dietro la vita, rivelando quindi da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo.

La comunità scientifica è in subbuglio e sconcertata, ma tutti hanno dovuto riconoscere l’inconfutabilità della scoperta. Le poche critiche emerse si sono rivelate ridicole come negare l’evidenza matematica che 2+2 fa 4.

L’entusiasmo generale scalda i cuori e apre le menti. Viene ripreso il valore spirituale di antiche tradizioni, che finalmente potranno camminare a braccetto con la scienza. Cadono i dogmi delle religioni, e crollano i muri che le separano.

Finalmente tutti gli esseri umani possono riconoscersi in una grande fratellanza come tante gocce di un unico mare, pulsante di quella stessa vita che anima il tutto: animali, piante, pietre.

I capi di stato organizzano subito un summit internazionale per discutere di un nuovo ordine mondiale, che tenga conto di Continua a leggere “Il t(ri)onfo della scienza: Dio esiste!”

Felix-ità

Ah, la felicità! Ognuno di noi, in un modo o in un altro, anela ad essere felice e ritiene che sia un suo diritto di nascita esserlo, proprio come un principe ereditario sa che un giorno potrà poggiare le sue regali natiche sul trono.

Abbiamo l’incrollabile certezza che sia soltanto il tempo, oppure alcune condizioni esterne sfavorevoli, a tenerci momentaneamente separati dalla felicità che ci spetta. Sarà davvero così?

Qualche dubbio ogni tanto sorge… D’altronde, chi di noi conosce personalmente un individuo davvero felice?

La stragrande maggioranza della gente che incontriamo passa il tempo a lamentarsi delle sue disgrazie e della cattiveria del mondo. La loro infelicità è colpa di un ingranaggio rotto del destino.

Ma poi ci sono anche quelli che trascorrono il loro preziosissimo tempo a caricare sui social centinaia di “selfie” che li ritraggono con sorrisi smaglianti e in situazioni invidiabili, e il dubbio allora pervade l’animo di chi li guarda: “Ma solo io non sono così felice?”.

Infatti, le recenti indagini sociologiche hanno rilevato che alcuni social network deprimono molti dei loro frequentatori proprio perché guardare le immagini e video di chi riempie le bacheche di momenti indimenticabili, emozioni uniche, incontri straordinari e incontenibili attimi di passione, fa sentire peggio.

Nessuno sembra chiedersi come mai tutto questo popolo dal volto sorridente non trovi niente di meglio da fare che condividere digitalmente così tanti momenti speciali invece di goderseli.

Eh già, sembrerebbe che Continua a leggere “Felix-ità”

Disse Gurdjieff a sua figlia…

Riporta Alejandro Jodorowsky nella sua autobiografia “Il Maestro e le Maghe” dell’incontro con la figlia di Gurdjieff, Reyna d’Assia, la quale condivise con lui una lettera che ricevette da suo padre:

Fissa la tua attenzione su di te, sii cosciente in ogni momento di quello che pensi, senti, desideri e fai.

Finisci sempre quello che hai cominciato.

Fa’ quello che stai facendo nel miglior modo possibile.

Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere.

Sviluppa la tua generosità senza testimoni.

Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo.

Riordina ciò che hai disordinato.

Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo.

Smettila di autodefinirti.

Non mentire e non rubare, se lo fai menti e rubi a te stesso.

Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te.

Non desiderare di essere imitato.

Stila dei progetti di lavoro e realizzali.

Non occupare troppo spazio.

Non fare rumore né gesti che non siano necessari.

Se non hai fede, fa’ come se ce l’avessi.
Continua a leggere “Disse Gurdjieff a sua figlia…”

Billy Milligan: noi siamo diversi?

Qualcuno di voi avrà sentito parlare dello strano caso dell’americano William Stanley Milligan, meglio conosciuto come Billy Milligan. Billy era solo un ragazzo quando, alla fine degli anni 70, si rese colpevole di diversi reati, tra i quali stupro e rapina a mano armata.

Il caso suscitò molto clamore perché, per la prima volta negli Stati Uniti, una persona fu assolta per un’infermità mentale ancora poco conosciuta, nonostante l’evidenza di colpevolezza. La corte non lo ritenne in grado di intendere e volere, infatti, a causa della “malattia mentale” chiamata disturbo di personalità multipla.

Questo disturbo porta la persona ad una frammentazione d’identità tale per cui si trovano a convivere nello stesso corpo più personalità, anche molto diverse tra loro.

Questo caso scatenò un forte contrasto nell’opinione pubblica americana, sia dal punto di vista politico che giudiziario. Molti credevano infatti che Billy fingesse di essere dissociato per fuggire alla galera, mentre i suoi psichiatri e avvocati, che ebbero modo di conoscerlo a fondo, videro in lui una persona da aiutare; quella di “Billy”, infatti, era soltanto una delle molteplici personalità che vivevano all’interno dello stesso corpo, formato in realtà da ben ventiquattro diverse persone.

Una bellissima descrizione della storia di Milligan, la possiamo trovare nel libro di Daniel Keyes: Una stanza piena di gente. Una breve descrizione è inoltre offerta dal filmato in fondo a questo articolo.

Il libro di Keyes racconta con dovizia di particolari la vita di questo ragazzo, partendo dalla difficile infanzia sino ai 27 anni quando uscì definitivamente dal manicomio criminale; il libro fu scritto dall’autore dopo aver frequentato Billy nei diversi ospedali e carceri dove si era trovato interdetto.

Ognuna delle personalità di Billy aveva aspetti completamente differenti l’una dall’altra: alcune erano Continua a leggere “Billy Milligan: noi siamo diversi?”

Chi cerca trova. Chi non cerca, anche.

Qui non c’è nulla da vendere e nulla da comprare. Quindi, caro lettore, se le parole che seguiranno ti urteranno, sarai libero di volare spensierato verso altri rami con invitanti frutti pieni di ghiotti concetti sulla “spiritualità quantica” e altre amenità. Qui non ci sono frutti, solo una discreta visuale dalla quale poter osservare e osservarti meglio.

Rimaniamo sempre sulle superficie e abbiamo il terrore delle profondità. Ci spaventa troppo il buio, l’ignoto, e ci aggrappiamo disperatamente ad ogni relitto che galleggia davanti a noi, per poi convincerci di essere saliti su una nave.

“Chi cerca trova”, certamente, ma chi veramente sa quello che cerca e si mette in moto per cercarlo?

Qualcuno di noi parte dal presupposto di sapere bene quello che vuole e di lottare ogni giorno per raggiungerlo. Prima follia. Qualcun altro crede che, non avendo le idee chiare, si muove nella vita con leggera ingenuità senza cercare e desiderare nulla. Seconda follia.

Nella realtà dei fatti tutti noi cerchiamo qualcosa, e anche in modo determinato, ma quasi nessuno è consapevole di quello che sta cercando, ed è così che si genera infine ogni sorta di dissapore verso la vita e verso gli altri.

Spesso e volentieri, i nostri obiettivi inconsapevoli sono molto più radicati e molto diversi da quelli che crediamo di perseguire. Spesso e volentieri, questi obiettivi non sono così luminosi ed elevati come vorremmo credere.

In tutto questo scenario, è vietato mettersi seriamente in discussione per cercare di Continua a leggere “Chi cerca trova. Chi non cerca, anche.”

Attenti a non salvare il drago…

Dalle torri del suo castello, un re vede arrivare il suo prode cavaliere. Questi cavalca un destriero e, tutto contento, tiene in braccio un drago. Il re gli urla: “Cretino, la tua missione era uccidere il drago e salvare la fanciulla!!!”

Sotto sotto, tutti noi ci sentiamo dei valorosi cavalieri alla ricerca della fanciulla (o fanciullo). Ci piace sognare di essere degli amanti perfetti, senza macchia, con il cuore colmo di amore e di coraggio, pronti a dare la vita per questi sentimenti.

E ogni volta che si scatena la nostra ira e il nostro malumore, ogni volta che svalanghiamo di improperie qualcuno (direttamente o alle spalle), siamo sicuri di farlo proprio per difendere l’amore.

Poi però, ogni tanto, forse per sbaglio, incrociamo sulla nostra strada qualcuno che ascolta con attenzione i racconti delle nostre gesta eroiche e delle ingiustizie che subiamo tutti i giorni proprio a causa della nostra purezza d’animo e della nostra missione: trovare e salvare la fanciulla.

Ma questo qualcuno, a differenza di altri valorosi cavalieri come noi, osa porci la fatidica e tanto scomoda domanda: “Scusa, ma allora perché tieni in braccio un drago e lo stai coccolando?”

Ma noi non ci facciamo certo destabilizzare da una domanda oltraggiosa come questa, e la nostra risposta è sempre pronta. Con veloce agitazione tiriamo fuori dalla tasca una piccola foto accartocciata e la mostriamo con soddisfazione: “Ecco, questa è la fanciulla che sto cercando ed è verso di lei che è rivolto il mio amore.”

“Molto bella”, osserva lui, “e come si chiama?”. Continua a leggere “Attenti a non salvare il drago…”

Abbiamo tutti un cuore grande come un pesce

Da un meticoloso sondaggio risulta che tutte le persone sanno esattamente cosa significa la parola amore, e tutte ne sono ricolme e sempre prodighe a distribuirlo attorno a sè.

Purtroppo dallo stesso sondaggio emerge anche che (tutte) le stesse persone si lamentano di non riceverne altrettanto, ma anzi di essere pure e semplici colombe in un mondo di egoisti e viscidi serpenti, approfittatori senza scrupoli degli altrui sentimenti.

Emergono comunque per deduzione tre incoraggianti evidenze:

  • il mondo è pieno di persone pure, integre e colme di magnifici e radiosi sentimenti;
  • anche tu che stai leggendo (statisticamente) fai certamente parte di queste persone;
  • i “serpenti” avidi, ingrati ed egoisti dovrebbero invece essere pochissimi, dato che noi non ne abbiamo ancora incontrato uno nei nostri sondaggi (forse si nascondo perché si vergognano, oppure sono solo leggende metropolitane).

Ma nel caso in cui questo articolo possa finire per sbaglio davanti agli occhi di una di queste rarissime e ipotetiche persone spregievoli, ecco che allora ci sentiamo in dovere di farle riflettere raccondando una storia del Rabbi Mendel di Kotz.

Egli incontrò un giorno un ragazzo che si stava godendo il suo piatto di pesce e disse al ragazzo: “Perché stai mangiando quel pesce?”

E il ragazzo rispose: “Perché io amo il pesce!”

E lui rispose: Continua a leggere “Abbiamo tutti un cuore grande come un pesce”

Avvicinarsi alla Magia (secondo Dion Fortune)

hekaScrisse un giorno Dion Fortune:

“I motivi per cui le persone intraprendono lo studio della magia sono molteplici. Alcuni ne amano la spettacolarità. Altri il mistero fine a se stesso. Alcuni cercano di penetrare i segreti della vita e dell’Invisibile.

La ragione più valida, e la più diffusa, è il desiderio di meglio comprendere la vita e l’universo in modo da meglio affrontarli, ed è a coloro che leggono queste righe per la sopracitata ragione che vorrei rivolgermi.

Il sensazionalista, il cacciatore di misteri, lo speculatore intellettuale non mi interessano, e non avrei nulla di interessante da offrire loro.

A quanti ricercano la conoscenza allo scopo di risolvere i problemi della vita, dirò: venite, parliamone insieme.

Riguardo la tradizione magica, i suoi insegnamenti e le sue applicazioni pratiche, posso offrire l’esperienza di una vita trascorsa sul Sentiero. E mai li ingannerò asserendo qualcosa di cui non abbia fatto personale esperienza, ma sempre ne esibirò le prove.” Continua a leggere “Avvicinarsi alla Magia (secondo Dion Fortune)”

Prescelti!

presceltiSiamo tutti alla ricerca della santità. Basta che ci fermiamo un attimo per far passare qualcuno sulle strisce pedonali, e già ci sentiamo dei supereroi.

Qualsiasi sia la nostra scelta di vita, in qualsiasi luogo andiamo, ci sentiamo seduta stante i prescelti, insufflati da un alito divino che sicuramente il nostro capo sul lavoro o il nostro guru spirituale sapranno riconoscere (se sono veri manager o veri guru, ovviamente).

Sfortunatamente, questo virus colpisce nella maggior parte dei casi i cosiddetti “cercatori spirituali”.

Abbiamo un estremo bisogno di essere riconosciuti dagli altri nelle nostre attività, di essere apprezzati. Più riceviamo questo tipo d’energia, più ripetiamo il mantra a tutti noi familiare: “Finalmente ho trovato la mia strada, finalmente posso realizzarmi”.

Ci accontentiamo delle briciole sotto il tavolo spacciandole per pietre preziose, mendicando una parola gentile, uno sguardo d’ammirazione per il quale siamo disposti ad indossare la maschera più adatta alla situazione.

Quale bisogno può averci portato in questa direzione?

Innanzitutto la ferita psicologica che tutti i bambini si portano nella loro vita: non esserci sentiti (abbastanza) amati. Ciò ci conduce a ricercare in seguito questa attenzione dagli amici, dal compagno o dalla compagna, e addirittura dagli estranei.

Un altro bisogno è collegato al fatto di aver intravisto la verità spirituale della propria nullità, prendendo coscienza di un certo vuoto interiore che spaventa non poco. Così, per non guardare in fondo al “pozzo”, per negazione, rincorriamo l’idea di essere dei prescelti, di essere già speciali così come siamo, aggrappandoci a qualsiasi possibile segno divino che certifichi tale idea. Questa illusione ci dà un attimo d’ossigeno, un po’ di distrazione nell’affrontare realmente la domanda: “Chi sono io?”. Continua a leggere “Prescelti!”

Chi si prenderà cura di te?

selfie_associazione_per_ankhÈ scattata ufficialmente la selfie mania. Ovunque ci giriamo possiamo notare che sono tutti intenti nel gesto rituale ormai più acclamato, dalle nonne ai nipotini.

Le pubblicità dei cellulari non menziona neanche più le qualità telefoniche del mezzo ma semplicemente la qualità della fotocamera, quasi che il telefono fosse diventato non un mezzo di comunicazione ma uno specchio. La cosa triste è che lo specchio riflette il nostro vuoto interiore nascosto da bei sorrisi e da gaudenti abbracci.

Ci accontentiamo della felicità di un momento, coltiviamo sentimenti a forma di selfie che durano il tempo di un click. Ed eccoci allora avvinghiati nell’abbraccio più affettuoso di sempre… e dopo un attimo quasi non ci ricordiamo più il nome di “quella persona” che compare al nostro fianco.

A forza di metterci in posa e coltivare immagini fatte da falsi sorrisi, non riusciamo più a distinguere il falso dal vero, incapaci di guardarci dentro, tanta è la paura del vuoto che possiamo trovare spegnendo anche solo per un giorno lo specchio del selfie-reame.

Tutto ciò che ci circonda è stato costruito per farci vivere in un bellissimo sogno, dove cosa importante e fondamentale è vivere nell’abitudine, nella ripetizione costante dei nostri meccanismi che, per quanto siano noiosi, mantengono sempre viva una forte sensazione di controllo e di benessere. Continua a leggere “Chi si prenderà cura di te?”

Il topolino illuminato

topo_associazione_per_ankhNarra una storiella indiana di un topolino illuminato che per sventura si ritrovò a vagare nel freddo della notte per un alto valico di montagna.

Estremamente infreddolito ed affamato, scorse in lontananza una piccola luce provenire da una grotta non molto distante da lui. Senza pensarci troppo, si diresse subito verso quell’apertura.

Giunto all’ingresso, vide all’interno un vecchio asceta seduto in meditazione vicino al fuoco e con al fianco una sacca colma di cibo.

Il topolino, superando per la fame le sue titubanze, raggiunse i piedi del monaco per spronarlo leggermente con la sua zampina; ma il vecchio non sembrò dargli molto peso, scuotendo semplicemente il piede per allontanarlo.

Il topolino, credendo di avergli fatto solo solletico, gli si rifece appresso scuotendogli con più forza il piede. A questo punto l’asceta aprì gli occhi, vide il topolino, e lo allontanò con più decisione rimproverandolo:

“Topo! Come osi disturbarmi nella mia meditazione trascendentale? Non capisci che io sto raggiungendo l’unione con Dio? Va’ dunque a disturbare qualcun altro!”

Il topolino rimase alcuni secondi a fissare con occhi spiaciuti e increduli il sadu, poi gli disse: Continua a leggere “Il topolino illuminato”

Omaggio a Giordano Bruno

giordano-bruno-associazione-per-ankh

Alla mente che ha ispirato il mio cuore con arditezza d’immaginazione, piacque dotarmi le spalle di ali e condurre il mio cuore verso una meta stabilita da un ordine eccelso: in nome del quale è possibile disprezzare la fortuna e la morte. Si aprono arcane porte e si spezzano le catene che solo pochi elusero e da cui solo pochi si sciolsero. (…)

Così io sorgo impavido a solcare con l’ali l’immensità dello spazio, senza che il pregiudizio mi faccia arrestare contro le sfere celesti, la cui esistenza fu erroneamente dedotta da un falso principio, affinché fossimo come rinchiusi in un fittizio carcere e il tutto fosse costretto entro adamantine muraglie.

Ma per me migliore è la mente che ha disperso ovunque quelle nubi e ha distrutto l’Olimpo, che accomuna gli altri in un’unica prigione dal momento che ne ha dissolto l’immagine, per cui da ogni parte si espande il sottile aere.

Ma mentre mi incammino sicuro, felicemente innalzato da uno studio appassionato, divengo Guida, Legge, Luce, Vate, Padre, Autore e Via: mentre mi sollevo da questo mondo verso altri mondi lucenti e percorso da ogni parte l’etereo spazio, lascio dietro le spalle, lontano, lo stupore degli attoniti.


Giordano Bruno, De immenso et innumerabilibus, in Opere latine.

Quel vantaggio secondario

vantaggio-secondarioMolte volte viviamo situazioni nella vita al limite del paradosso… sopportiamo con impavido coraggio persone al nostro fianco che ci torturano emotivamente sprezzanti della sofferenza che ci recano, poi quando si allontanano le rincorriamo per paura di perderle. Teniamo in piedi situazioni lavorative (e non solo) ai limiti del masochismo, tanto che chi ci vede dal di fuori può legittimamente pensare alla pazzia!

La cosa risulta evidente con maggiore chiarezza quando la si osserva negli altri. Generalmente teniamo infatti i fari sempre ben accesi ed orientati verso l’esterno, mentre ci assicuriamo di tenere ben chiusa e al sicuro la “stanzetta interiore”: non sia mai che qualche inaspettato raggio di luce possa filtrare e farci vedere in quali modi sofisticati riusciamo continuamente a sabotare la possibilità di essere, anche solo per un attimo, realmente felici.

Ma, ahinoi, per un (terzo) occhio allenato questi meccanismi appaiono molto evidenti, rivelando non di rado scenari apocalittici al limite della credibilità. C’è chi investe tempo ed energie per mettersi in situazioni complicatissime, per poi chiedersi in modo innocente perché sia così difficile vivere; c’è chi si lamenta di essere trattato da tutti come sfigato, sfoggiando nel frattempo con naturalezza una camicia sporca di sugo abbinata a pantaloni della tuta portati in stile fantozziano; c’è chi si indigna per la scarsa sensibilità che riceve dalle persone, per poi passare a fianco di un moribondo in preda ad un attacco di cuore senza nemmeno accorgersene. Gli esempi potrebbero ovviamente continuare facendo invidiare la fantasia.

Sono forse esempi che ci strappano un sorriso, ma svanisce presto se abbiamo l’audacia di scoprire il nostro personale stile con cui ci sabotiamo costantemente. La domanda che nasce dunque spontanea è la seguente: “qual è il vantaggio secondario?” Continua a leggere “Quel vantaggio secondario”

Blog su WordPress.com.

Su ↑