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Archive for the ‘SpirEat: spiritualità, alimentazione e salute’ Category

Per chi si chiede quali siano le sostanze contenute negli alimenti assolutamente necessarie per la nostra salute, abbiamo creato un piccolo prontuario con gli elementi, le proprietà e i cibi da mettere in dispensa. Il prontuario è appositamente pensato per un’alimentazione vegetariana. Adesso hai una lista di ciò che non deve mai mancare al nostro veicolo per far sì che non si danneggi e possa funzionare bene e a lungo!

Prevenire infatti è meglio che curare. Seppure antico ma sempre attuale, il nostro padre della medicina Ippocrate soleva dire: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”.

Ma entriamo ora nello specifico e vediamo nel dettaglio quali sono gli alimenti che contengono maggiormente i minerali e le vitamine di cui quotidianamente necessitiamo.

ELEMENTOPROPRIETÀALIMENTI
ZINCOImportante minerale per le difese immunitarie e rigenerante per le cellule.Germe di grano
MAGNESIOImportante minerale per la produzione di energia e la salute del sistema nervoso.Cereali integrali – Frutta secca (es. mandorle) – Vegetali a foglia verde scuro
VITAMINA CPotente antiossidante, contribuisce a prevenire l’invecchiamento, protegge dai radicali liberi. Utile per il sistema nervoso ed in grado di stimolare la guarigione delle ferite. In cottura superiore ai 40 gradi perde parte della sua attività inoltre è fondamentale non lasciare troppo a bagno la verdura in quanto essendo la vitamina C idrosolubile si trasferisce nell’acqua. Il fabbisogno giornaliero è di 60mg al giorno. (Gli mg calcolati in tabella per ogni alimento sono rapportati ad un consumo medio di 100gr).Peperoncini- Peperoni – Cavoli – Broccoli e cavolini di Bruxelles – Rucola – Papaya – Kiwi – Acerola (frutti) – Ribes – Prezzemolo
VITAMINA DImportante vitamina per il sistema immunitario e le ossa (contribuisce all’assorbimento del calcio); si ottiene principalmente con esposizione solare e anche attraverso l’alimentazione. Fabbisogno medio nei periodi in cui l’esposizione al sole è maggiore (d’estate) è di 400 ul; in caso di carenza il fabbisogno aumenta e va da circa 1000 a 2000 ul.Uovo (in particolare il tuorlo) e altri grassi animali (burro, latte etc.)
ACIDO FOLICO (vitamina B9)Responsabile della sintesi di DNA e RNA, per la cura di anemie; utile inoltre nei processi di crescita (consigliato anche nelle donne in gravidanza).Vegetali a foglia verde – Legumi – Noci – Asparagi – Pomodori – Lievito di birra – Uova
VITAMINA B12 (detta anche cobalamina per il contenuto di cobalto)Vitamina dell’energia essenziale per la longevità. Non può essere prodotta sinteticamente, ma si forma su colonie di batteri o muffe presenti in particolare sulla carne. Molto importante per la sintesi dell’emoglobina. Necessaria al metabolismo del tessuto nervoso, delle proteine, dei grassi e dei carboidrati. Regola l’assunzione del ferro da parte dell’organismo e fissa la vitamina A (utile per ossa, pelle e capelli) nei tessuti.Rosso d’uovo – Formaggi stagionati (in minor quantità) – Alghe (Spirulina e Nori)
QUERCITINAPotente antiossidante, combatte i radicali liberi; ha inoltre effetti anti-virali, anti-microbici, anti-infiammatori e anti-allergici)Capperi – Cipolle rosse – – Mele (con la buccia)Broccoli (crucifere in generale) – Pomodori – Tè verde – Uva rossa – Mirtilli e Lamponi
ESPERIDINAFlavonoide utile per la microcircolazione e per disturbi legati al sistema cardiocircolatorio. Proprietà vaso-protettive.Agrumi (presente nella buccia e nella sua albèdo, parte bianca della buccia)

Bibliografia per approfondire:

Huot I. e Roy D., Stimolare il sistema immunitario, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza, 2010.

Muti E., La Bibbia delle calorie, Giunti Editore S.p.A., Firenze, 2006.


Scarica questa guida in formato pdf: https://associazioneperankh.files.wordpress.com/2021/11/alimesse.pdf

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Nei secoli l’alimentazione ha subito più e più volte dei veri e propri stravolgimenti, cambiando continuamente al mutare delle necessità e dei bisogni dell’uomo come anche al variare delle condizioni circostanti di carattere climatico o a causa di guerre, pandemie e quant’altro. Non ci dobbiamo quindi meravigliare se andando indietro negli anni e nei secoli l’essere umano ha modificato più volte le proprie abitudini alimentari: è stato carnivoro, vegano, onnivoro, fruttivoro, lacto-ovo vegetariano, per poi ritornare ad essere carnivoro, vegano e così via per migliaia e migliaia di anni.

Senza voler generalizzare troppo, possiamo dire che l’uomo del passato ha dovuto imparare velocemente a riconoscere quali cibi fossero più adatti a lui e indispensabili al suo sostentamento e sopravvivenza. Aveva un istinto molto sviluppato, molto di più dell’uomo moderno, non perché fosse più intelligente ma semplicemente perché era capace di ascoltarsi; era in grado di riconoscere e capire quali alimenti gli conferivano forza e gli permettevano di stare in salute. È abbastanza evidente come fosse importante stare bene e mantenere il proprio fisico in forma per riuscire a sopravvivere. Non essendoci tutte le comodità e comfort di oggi, una sola scelta sbagliata avrebbe potuto mettere in pericolo la vita.

ISTINTO1Nel sapersi ascoltare l’essere umano era in grado di capire quali sostanze nutritive potevano mancargli in quel momento e quindi andarne alla ricerca per alimentarsene. Così fanno anche gli animali (quelli che non sono stati resi troppo “umani”): è risaputo infatti che gli animali, quando non stanno bene, sanno quali erbe utilizzare per depurarsi e le mangiano solo quando necessario; essi non ingeriscono alimenti più dell’indispensabile e se stanno male rimangono spesso a digiuno per tutto il periodo della malattia.

Anche i neonati e i bambini piccoli sono in grado di autoregolarsi e quando non stanno bene la prima cosa che fanno è digiunare o mangiare di meno. Sanno in maniera istintiva che quello è l’unico modo che hanno per poter recuperare le forze e guarire rapidamente. Essi non hanno ancora subito alcun processo di intossicazione, sono puri e si basano sul loro istinto per sopravvivere.

L’essere umano, crescendo, viene influenzato dall’ambiente circostante. Resosi addomesticato ha perduto quasi del tutto la sua capacità sensoriale, limitandola a scelte alimentari imposte dalla cultura circostante. Quello che viene definito “cibo spazzatura” non ha alcun valore nutritivo per l’organismo, anzi, a lungo andare non solo crea assuefazione e infiammazione, ma diventa tossico.

Siamo continuamente distratti da incontrollate “voglie psicologiche” da dover soddisfare, questo impedisce di ascoltarsi e di “sentire” se si ha qualche carenza alimentare e dunque se la nostra dieta è equilibrata oppure ha bisogno di essere revisionata.

L’essere umano oggi mangia in funzione della gola ed emotivamente non bada molto all’effettiva qualità nutrizionale del cibo.

In aggiunta possiamo constatare che l’inquinamento crescente, le condizioni climatiche alterate, le onde elettromagnetiche e altri elementi dannosi, hanno impoverito gli alimenti facendo loro perdere alcune sostanze benefiche e proprietà necessarie all’essere umano per il suo sostentamento. Siamo arrivati ad un punto tale che agli animali vengono iniettate vitamine di sintesi per far sì che la loro carne possa essere proteica, alla frutta e alla verdura vengono aggiunte delle fragranze perché divenute ormai insapore; la terra dove crescono è pressoché inquinata e ormai povera di sali minerali, gli stessi di cui l’uomo ha bisogno per vivere.

A maggior ragione sarebbe fondamentale riprendere il contatto con la propria natura e con il proprio essere affinché si ritorni a “sentire” come una volta e ad individuare se il nostro fisico è in carenza di qualche nutriente indispensabile al proprio sostentamento. Se impareremo a dare spazio a quella voce interiore che ci conosce molto bene e sa perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno, saremo in grado di ristabilire un equilibrio che ci permetterà di andare a colmare le parti mancanti.

Per tornare a riconquistare quanto abbiamo perduto, è necessario un po’ alla volta eliminare dalla nostra dieta il “cibo spazzatura” lasciando spazio a tutti quegli alimenti che non creano acidità e non alterano il funzionamento metabolico. È probabile che per un po’ di tempo il nostro corpo continui a richiedere quel tipo di cibo ma, un po’ alla volta non soddisfacendo più quella richiesta, il nostro organismo si abituerà e non avvertirà più quel bisogno distorto. Si tratta infatti di una vera e propria rieducazione alimentare. Questo lavoro consentirà di riappropriarsi poco per volta di quella parte istintuale che ha mantenuto in vita l’essere umano fino ad oggi.

L’uomo per secoli si è curato attraverso l’alimentazione e attraverso di essa è riuscito non solo a creare un vero culto per il cibo ma a rendere il momento del pasto uno spazio sacro in cui gli uomini si ritrovavano attorno al fuoco creando un vero e proprio luogo di condivisione.

Nutrirsi non è solo un bisogno fisiologico, ma un vero e proprio atto d’amore che compiamo verso noi stessi.

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La fermentazione risale a tempi antichi, ad almeno 12000 anni fa. Quasi certamente il più antico piacere fermentato fu l’idromele (miele fermentato in acqua), seguito da birra e vino, tutte bevande considerate sacre in diverse culture e spesso anche direttamente collegate al mondo divino.

Tra il XVIII e il XIX secolo i chimici erano convinti che la fermentazione fosse causata esclusivamente da un processo chimico e non da esseri viventi; solo durante la seconda metà dell’Ottocento, grazie a Louis Pasteur e all’avvento della microbiologia, si sancì definitivamente che la fermentazione non fosse frutto di un processo chimico ma biologico. (altro…)

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Premettiamo che l’utilizzo dei germogli a scopo alimentare sembra essere antico quanto l’umanità stessa. I primi testi che ne documentano l’uso risalgono addirittura al 5000 a.C.: si trattava di testi di medicina tradizionale cinese che ne esaltavano le proprietà antinfiammatorie e rinforzanti, indicati in particolar modo nei casi di carenze vitaminiche.

Studiando la storia dell’essere umano, notiamo che nelle epoche più fredde, nelle zone più sottoposte alla sfera del gelo e durante le grandi marce verso la guerra, (altro…)

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La vite e il suo frutto hanno origini molto antiche che sembrano risalire a 2 milioni di anni fa. La più antica prova di coltivazione della vite, dove furono ritrovati i primi resti di semi, risale infatti all’Età del bronzo (ca. 5700-5200 anni fa) ma ancor prima nel Neolitico sono state rinvenute tracce di resine all’interno di anfore dove, dalle analisi chimiche, è stata dimostrata la presenza di succo d’uva.

Pensiamo all’aspetto e alle caratteristiche della vite prima di indagarne le sue proprietà. La vite si presenta con un tronco esile, contorto ma forte; sotto la scorza rugosa si percepisce una tenace volontà di vivere: i suoi lunghi tralci flessibili e penduli dondolano nell’aria cercando, e poi afferrando, ogni appiglio, ogni sporgenza, per avvolgervi i solidi viticci e salire verso la luce, il calore. La vite è una pianta debole in apparenza che ha bisogno di un tutore (un muro, un palo, un albero) ma che, con femminea adattabilità, prospera anche nei terreni più aridi e poveri purché assolati. (altro…)

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Mai come in questo periodo abbiamo bisogno che il nostro sistema immunitario sia in perfetta forma. A tal proposito è fondamentale osservare come viviamo e come ci alimentiamo; è infatti molto importante conoscere gli effetti che la carenza di alcune vitamine può causare al nostro organismo. Per fare ciò è quindi necessario imparare a conoscerle bene.

LA VITAMINA C

La prima vitamina che andremo ad approfondire è la vitamina C. A differenza di tutte le vitamine idrosolubili, questa vitamina può essere accumulata dal nostro organismo.

La vitamina C conosciuta anche come antiscorbutica o acido ascorbico è indispensabile al nostro organismo. Molto importante è infatti il ruolo che svolge l’acido ascorbico a livello leucocitario. I leucociti, comunemente chiamati globuli bianchi, svolgono un ruolo essenziale nella difesa dell’organismo contro gli agenti estranei.

I globuli bianchi contengono una elevata concentrazione di vitamina C, da quaranta a sessanta volte maggiore a quella del plasma. La vitamina C stimola l’attività battericida dei globuli bianchi e protegge le membrane. L’alta concentrazione di vitamina C nei leucociti, e in particolare nei linfociti, diminuisce rapidamente durante le infezioni, e se le scorte organiche di vitamina C non vengono reintegrate regolarmente può derivarne una relativa carenza.

Durante i periodi di stress (altro…)

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Le alghe marine sono piante molto antiche e utilizzate da secoli in tutto il mondo, dal Giappone, al Nord America e al Nord Europa.

Ricche di sali minerali ed oligoelementi, hanno un elevato valore nutrizionale e povrebbero essere introdotte regolarmente nella propria dieta alimentare, con innumerevoli vantaggi.

Questi organismi rappresentano una grande risorsa nutrizionale, infatti contengono diversi elementi nutritivi tra i quali: amidi, lipidi, proteine, mucillaggini, vitamine A, C, D, E, F, K, PP, gruppo B e clorofilla.

Contengono inoltre diversi minerali: sodio, potassio, calcio, fosforo, magnesio, iodio, zolfo, ferro, rame, zinco, cobalto, bromo, argento, bario, boro, litio, bismuto, tutti elementi facilmente assimilabili dall’organismo.

È il cibo a cui l’essere umano si può rivolgere per procurarsi tutte le sostanze di cui l’organismo ha bisogno, e di cui gli ortaggi cresciuti a terra sono spesso impoveriti a causa dell’inquinamento e dello sfruttamento intensivo dei terreni.

Proprio per le loro elevate proprietà si possono consumare quotidianamente, in piccole quantità.

Sono molto indicate per (altro…)

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Andrà tutto bene? Forse. Certamente no, se aspettiamo passivamente che accada qualcosa.

Informiamoci, ma approfondiamo. Riflettiamo, ma rimettiamo(ci) in discussione. Leggiamo di più. Spegniamo la TV.

I grandi personaggi della storia – pensiamo a Gandhi, Giordano Bruno, e tantissimi altri come loro – non sono riusciti a stimolare la coscienze a suon di tranquillizzazioni e pacche sulle spalle.

Sembra di poter sentire la loro voce, che ci chiede di osservare bene quello che stiamo vivendo, e di osservarlo da un’altra angolatura, da quella in cui siamo prima di tutto noi – civiltà umana – a rappresentare oggi un virus per il pianeta.

Occorre quindi riflettere bene su quale sia e dove si trovi realmente il “nemico invisibile da combattere” più pericoloso.

Generalmente in questo blog non ci occupiamo di attualità e di scienza o, meglio, ce ne occupiamo – chi per curiosità, chi per lavoro – in altri luoghi. Qui, ci dedichiamo e concentriamo su riflessioni più propriamente tradizionali e interiori.

Il motivo? (altro…)

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Inutile girarci intorno, se qualcuno vi dice che l’alimentazione non è importante per chi ha impostato la sua vita secondo un orientamento, per così dire, più qualitativo, vi sta semplicemente mentendo, in buona o cattiva fede che sia.

Pensate che questa premessa sia esagerata? Bene, vi proponiamo allora un esperimento: provate a fare una sessione di meditazione dopo aver mangiato un paio di pizze ai peperoni e gorgonzola accompagnate da un bel boccale di birra!

Se tutte le pratiche spirituali tradizionali sono sempre state accompagnate da meticolose prescrizioni alimentari, non saremo certamente noi – solo perché è più comoda una pietanza in scatola già pronta o perché ci piace la carbonara – a cancellare millenni di meticolose conoscenze empiriche.

Non di secondaria importanza è il mantenimento della propria salute, senza la quale è difficile portare a compimento qualsiasi tipo di pratica o disciplina. Ricordiamo che la miglior medicina è sempre stata considerata la prevenzione a tavola; solo negli ultimi decenni questo caposaldo è stato in parte dimenticato a vantaggio dei fast food o del cibo spazzatura.

Quello che mangiamo influenza il nostro equilibrio fisico ma non solo, anche quello (altro…)

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Essere un paziente è sempre un momento difficile per ognuno di noi. Quando si cade ammalati, qualunque sia la malattia e il suo livello di gravità, si deve affrontare la sofferenza fisica, la sospensione dei propri progetti e delle nostre abitudini. Ci si sente vulnerabili e anche un po’ soli, perché il dolore fisico è un genere di sofferenza che non si può condividere.

In alcuni casi ci prende la paura per sintomi a noi sconosciuti, che si affrontano per la prima volta, o la preoccupazione per il buon esito della cura. Si tratta di una condizione di disagio, che ognuno vorrebbe finisse il più in fretta possibile. Nel momento in cui entriamo fisicamente e psicologicamente nel mondo della medicina, di qualunque genere essa sia, diventiamo immediatamente un paziente.

E il termine paziente evoca la rassegnazione di chi, essendo malato, non può fare altro che attendere di venir curato, nei tempi e nei modi previsti dal medico e dal tipo di medicina cui si è affidato.

La fiducia nel proprio medico è certamente un elemento importante della cura: chi di noi si metterebbe nelle mani di uno specialista che consideriamo poco affidabile o scarsamente competente?

Però anche una totale passività, come suggerirebbe la definizione di paziente, forse non è il modo migliore per affrontare la malattia, e questo una gran parte di noi l’ha già sperimentato.

Che si sia trattato dell’esperienza di un lieve disturbo, oppure di qualcosa di più grave che ha portato alla necessità di un ricovero ospedaliero, spesso si può costatare come (altro…)

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