Il destino che brucia nel presente: il potere reale dell’immaginazione secondo Mária Szepes

Quando abbiamo letto per la prima volta A mindennapi élet mágiájaLa magia della vita quotidiana – di Mária Szepes, ci siamo chiesti come mai non esistesse una traduzione italiana e perché questo libro non fosse presente sugli scaffali di ogni libreria, almeno nel reparto dedicato all’esoterismo. La domanda è tuttora viva; anzi, dopo averlo tradotto, studiato e attraversato più volte, si è fatta ancora più insistente.

Mária Szepes, il Leone Rosso e la magia della vita quotidiana

Il libro non è una raccolta di curiosità occulte, né di uno di quei manuali che promettono di modificare la realtà attraverso formule, desideri o facili esercizi di pensiero positivo allo specchio. È un testo molto più esigente, che non offre al lettore l’illusione di poter ottenere tutto ciò che vuole, ma lo pone davanti alla responsabilità di riconoscere che cosa, dentro di lui, sta già operando e quale forma sta contribuendo a imprimere alla propria esistenza.

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Oltre “Il Leone Rosso”: l’eredità misteriosa di Mária Szepes

Chi è rimasto affascinato da Il Leone Rosso di Mária Szepes sa che non si tratta di un romanzo come gli altri. Sa anche, forse, che certi libri non si limitano a raccontare una storia: preparano qualcosa.

Quello che quasi nessuno sa è che, per l’autrice ungherese, Il Leone Rosso non era affatto un punto di arrivo. Era un inizio. Un’opera necessaria, sì, ma ancora incompleta. Un preludio.

Il centro reale del suo lavoro, quello che considerava il più maturo, il più rischioso e il più vivo, portava un altro nome: I sette discepoli di Raguel.

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