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Nonostante l’avanzare della tecnologia e della scienza, il numero dei malati e delle malattie non sembra diminuire proporzionalmente ma, anzi, continua ad aumentare. Non possiamo quindi negare di trovarci davanti a una crisi della medicina “ufficiale”.

Molti specialisti del settore hanno iniziato a chiedersi se l’attuale approccio allopatico non sia da rivedere, riconoscendo nel paziente un essere umano da considerare nella sua interezza di persona, e non un organismo biologico da catalogare a seconda dei sintomi che presenta.

Questo cambiamento richiederà certamente un lungo percorso, ma se oggi molte persone hanno la libertà di scegliere come curarsi, lo dobbiamo a dei pionieri, uomini e donne straordinari che negli anni passati hanno avuto il coraggio di tracciare una nuova strada, oltrepassando frontiere considerate invalicabili, vedendo la malattia come un’opportunità per conoscere se stessi, e la guarigione come il superamento delle proprie paure e dei propri conflitti.

Tra questi uomini siamo felici di aver conosciuto Fernand Peyrot, iridologo, vero pioniere della medicina naturale italiana, che a 82 anni d’età, il primo weekend di inizio Marzo, ha lasciato questo mondo.

Alcuni di noi dell’Associazione Per-Ankh lo conoscevano da tempo, altri lo avevano incontrato per la prima volta negli ultimi mesi dell’anno scorso nel suo studio/laboratorio a Luserna San Giovanni in Val Pellice dove, circondato da libri, incontrava i suoi pazienti. La diagnosi cominciava con la sua stretta di mano, cordiale e attenta, che avveniva mentre fissava profondamente negli occhi, capace di cogliere i più profondi stati d’animo. Continua a leggere »

Inutile negare che la nostra cultura religiosa è particolarmente egocentrica e ignorante. Due aspetti in contrasto proprio con il messaggio cristiano, ma soprattutto apparentemente in contrasto tra loro. Si sarebbe infatti portati a pensare che sia una certa dose di conoscenza a gonfiare di orgoglio e superbia, eppure le cose non stanno esattamente così.

Se ci fermiamo solo un attimo ad ascoltare ciò che Madre Coscienza-Cultura ci sussurra, il messaggio è chiaro: la nostra religione è la migliore, storicamente inattaccabile e teologicamente più avanzata.

Questo dato di fatto interiore è talmente scontato che non ci preoccupiamo di nulla, e non stiamo parlando di effettuare ricerche approfondite sui testi dei Padri della Chiesa: la maggior parte di chi si reputa cristiano con forza e convinzione non ha mai letto neanche una volta il Vangelo, per non parlare della Bibbia…

Ecco allora che appare sulla scena un certo Mauro Biglino il quale, con onestà intellettuale, coerenza metodologica e soprattutto dopo decenni di studi accurati, afferma che le traduzioni della Bibbia propinate da secoli sono fuorvianti e strumentalizzate. Davanti alla sua dichiarazione che “la Bibbia non parla di Dio” si ergono cori di indignati e irritati, feriti nell’amor proprio di una religione nella quale si identificano senza nemmeno conoscerla.

È anche curioso osservare quale drammatico shock provoca un’altra delle sue affermazioni secondo cui “non esistono prove storiche dell’esistenza di Cristo, quindi potrebbe trattarsi di un mito” , davanti alla quale lo sdegno è forse la reazione più blanda. Destabilizzando la storia, si destabilizza anche la fede. È tutta una questione di storitualità. Occorre allora porsi alcune domande.

Ad esempio: per quale motivo se diciamo a un cristiano che Cristo non è mai esistito, gli provochiamo un trauma spirituale, mentre se diciamo a un induista che Krishna non è mai esistito, lui sorride quasi compiaciuto e saldo nella sua fede? Continua a leggere »

Quando siamo completamente sotto il potere delle influenze inferiori, ciò che è in alto non può raggiungerci.

J. de Salzmann 1

Secondo il Sistema teorizzato da Gurdjieff, tutto ciò che esiste nell’Universo è formato da vibrazioni più o meno dense. Maggiore è la densità di vibrazione e minore è la densità della materia, più la materia è sottile e rarefatta più sarà alta la densità di vibrazioni. Un pensiero, ad esempio, ha un’alta densità di vibrazioni; un pezzo di ferro avrà al contrario una densità di vibrazioni molto basse.

Nella più densa delle materie concepibili, le vibrazioni rallentano e arrivano pressoché ad un punto morto. La materia più sottile corrisponde, di conseguenza, alla più alta densità di vibrazioni.

Il massimo di densità di vibrazioni – e quindi il minimo di densità di materia – è rappresentato come forza attiva nell’Assoluto dal primo Carbonio (C) indicato con il numero 1. Continua a leggere »

hekaScrisse un giorno Dion Fortune:

“I motivi per cui le persone intraprendono lo studio della magia sono molteplici. Alcuni ne amano la spettacolarità. Altri il mistero fine a se stesso. Alcuni cercano di penetrare i segreti della vita e dell’Invisibile.

La ragione più valida, e la più diffusa, è il desiderio di meglio comprendere la vita e l’universo in modo da meglio affrontarli, ed è a coloro che leggono queste righe per la sopracitata ragione che vorrei rivolgermi.

Il sensazionalista, il cacciatore di misteri, lo speculatore intellettuale non mi interessano, e non avrei nulla di interessante da offrire loro.

A quanti ricercano la conoscenza allo scopo di risolvere i problemi della vita, dirò: venite, parliamone insieme.

Riguardo la tradizione magica, i suoi insegnamenti e le sue applicazioni pratiche, posso offrire l’esperienza di una vita trascorsa sul Sentiero. E mai li ingannerò asserendo qualcosa di cui non abbia fatto personale esperienza, ma sempre ne esibirò le prove.” Continua a leggere »

Prescelti!

presceltiSiamo tutti alla ricerca della santità. Basta che ci fermiamo un attimo per far passare qualcuno sulle strisce pedonali, e già ci sentiamo dei supereroi.

Qualsiasi sia la nostra scelta di vita, in qualsiasi luogo andiamo, ci sentiamo seduta stante i prescelti, insufflati da un alito divino che sicuramente il nostro capo sul lavoro o il nostro guru spirituale sapranno riconoscere (se sono veri manager o veri guru, ovviamente).

Sfortunatamente, questo virus colpisce nella maggior parte dei casi i cosiddetti “cercatori spirituali”.

Abbiamo un estremo bisogno di essere riconosciuti dagli altri nelle nostre attività, di essere apprezzati. Più riceviamo questo tipo d’energia, più ripetiamo il mantra a tutti noi familiare: “Finalmente ho trovato la mia strada, finalmente posso realizzarmi”.

Ci accontentiamo delle briciole sotto il tavolo spacciandole per pietre preziose, mendicando una parola gentile, uno sguardo d’ammirazione per il quale siamo disposti ad indossare la maschera più adatta alla situazione.

Quale bisogno può averci portato in questa direzione?

Innanzitutto la ferita psicologica che tutti i bambini si portano nella loro vita: non esserci sentiti (abbastanza) amati. Ciò ci conduce a ricercare in seguito questa attenzione dagli amici, dal compagno o dalla compagna, e addirittura dagli estranei.

Un altro bisogno è collegato al fatto di aver intravisto la verità spirituale della propria nullità, prendendo coscienza di un certo vuoto interiore che spaventa non poco. Così, per non guardare in fondo al “pozzo”, per negazione, rincorriamo l’idea di essere dei prescelti, di essere già speciali così come siamo, aggrappandoci a qualsiasi possibile segno divino che certifichi tale idea. Questa illusione ci dà un attimo d’ossigeno, un po’ di distrazione nell’affrontare realmente la domanda: “Chi sono io?”. Continua a leggere »

Questa sera – giovedì 12 gennaio 2017 – alle ore 21:00 si terrà la presentazione del libro “Il Cammino di Maat”.

L’appuntamento è presso la roadhouse a Villa Tabusso in via Bellacomba 21, a Rubiana (TO).

locandina-evento-12-gennaio

Angolo_Folle_InizioNon so se ci avete mai fatto caso, ma si coglie un’insolita anomalia di fondo quando si sente parlare di sette, lavaggi del cervello e plagi psicologici. La faccenda è piuttosto buffa, eppure quasi nessuno la considera da un punto di vista diverso dal solito…

Già, perché, ad esempio, quando un mio amico diventa vegetariano e smette di andare a messa, ecco, si sarà certamente fatto frullare il cervello da qualcuno che gli ha rubato la libertà di mangiarsi la bistecca e di ascoltarsi Radio Maria. Allora mi scatta lo spirito missionario di salvargli l’anima e di riportarlo sulla santa via della ragione.

Non è possibile che la carne non gli piaccia, o che addirittura abbia fatto una scelta etica diversa dalla mia. No! La carne deve piacergli perché è buona, e deve mangiarla perché la mangiano tutti. Questa è libertà!

Non è possibile che non creda più alla religione più giusta di tutte. No! E poi cosa penseranno e diranno di lui i suoi parenti, i suoi amici, il parroco, la gente del suo paese o del suo quartiere? Non scherziamo, deve dimostrare di essere libero e continuare a portare avanti le solite abitudini per non essere giustamente giudicato (male).

Il mio amico deve capire che le persone, le letture o le riflessioni che gli hanno fatto compiere certe scelte, sono certamente pericolose. Di questo passo finirà col farsi mangiare il cuore in qualche rito satanico o, peggio ancora, ritrovarsi seduto in un ristorante tipico toscano a mangiarsi un’insalatina scondita invece che una bella fiorentina al sangue! Continua a leggere »