Gurdjieff era brutale nella sua diagnosi dell’umanitร : gli esseri umani dormono. Non solo di notte: dormono mentre parlano, mentre lavorano, mentre credono di amare. La nostra vita รจ una sequenza di reazioni automatiche guidate da desideri inconsci, abitudini sedimentate, ruoli appresi nell’infanzia. La coscienza che pensiamo di avere รจ in gran parte un’illusione ben confezionata.
Questa intuizione non รจ, naturalmente, solamente sua. A Gurdjieff dobbiamo un linguaggio molto comprensibile per la nostra cultura, il che lo rende attuale; ma il medesimo concetto lo ritroviamo nel Buddismo (la mente della scimmia, la ruota del samsara), nel Sufismo (il cuore appesantito dal velo), nelle tradizioni sciamaniche (l’anima che dorme nella materia). E in molte di queste tradizioni troviamo ciรฒ che ha reso la Quarta Via di Gurdjieff cosรฌ nota: non solo una dottrina nรจ, tantomeno, una fuga dal mondo, ma – come ingrediente del Lavoro interiore – il movimento.
Se la Santissima Trinosofia appare come un testo sospeso tra simbolo e mistero, il personaggio a cui viene tradizionalmente attribuita non poteva essere meno enigmatico. Il Conte di Saint-Germain rappresenta una delle figure piรน sfuggenti del Settecento europeo: al tempo stesso avventuriero e filosofo, musicista e alchimista, diplomatico e uomo di scienza. La sua biografia oscilla continuamente tra dati storici e racconti leggendari, al punto che tracciare un confine netto tra realtร e mito diventa quasi impossibile.
Il conte di Saint-Germain, incisione di Nicolas Thomas del 1783, da un dipinto perduto appartenuto alla marchesa d’Urfรฉ.
Le origini del Conte restano tuttora oggetto di speculazione. Alcune ipotesi lo vogliono figlio illegittimo del principe Francesco II Rรกkรณczi di Transilvania e della principessa Violante Beatrice di Baviera, cresciuto sotto la protezione dellโultimo dei Medici a Firenze. Altre versioni suggeriscono un legame con la corte spagnola, indicandolo come figlio naturale della regina Maria Anna di Neubourg. Non mancano teorie ancora diverse: contemporanei come il duca di Choiseul sostenevano che avesse origini ebraiche, forse alsaziane o portoghesi. Qualunque fosse la veritร , Saint-Germain sembrรฒ sempre coltivare volutamente lโambiguitร , lasciando che il mistero diventasse parte integrante della sua identitร .
Ciรฒ che invece appare condiviso dalle testimonianze dellโepoca รจ la straordinaria ampiezza delle sue conoscenze. Poliglotta eccezionale, si dice parlasse con disinvoltura numerose lingue, dalle principali europee fino al sanscrito, allโarabo e al cinese. Era un virtuoso del violino e del clavicembalo, compositore apprezzato e conoscitore della chimica, disciplina che nel Settecento viveva ancora in una zona di confine tra scienza e alchimia. Questa combinazione di talenti contribuรฌ a costruire lโimmagine di un uomo fuori dal comune, capace di muoversi con disinvoltura tanto nei salotti aristocratici quanto negli ambienti esoterici.
Attorno a lui prese forma anche la leggenda piรน celebre: quelladellโimmortalitร . Numerosi contemporanei raccontarono di averlo incontrato a distanza di decenni senza cogliere segni dโinvecchiamento, e il Conte, con unโironia tutta settecentesca, non fece molto per smentire tali racconti. Alcuni gli attribuirono il possesso dellโelisir di lunga vita; altri gli fecero dichiarare conoscenze personali con figure della storia antica, da Cleopatra alla Regina di Saba. Racconti improbabili, certo, ma perfettamente coerenti con lโaura quasi mitologica che lo circondava. Splendida figura che emerge dal romanzo esoterico Il Leone Rosso, continua a comparire negli scritti di Mร ria Szepes anche negli ultimi anni della sua vita (ad esempio nel suo diario pubblicato con titolo Szibilla).
La sua presenza non si limitรฒ perรฒ ai circoli esoterici. Saint-Germain frequentรฒ le principali corti europee e fu particolarmente vicino a Luigi XV di Francia, per il quale svolse incarichi diplomatici riservati e missioni politiche non ufficiali. Uomo di passaggio e di confine, fu insieme consigliere, mediatore e, secondo alcuni, anche agente segreto.
La sua morte ufficiale viene registrata il 27 febbraio 1784 a Eckernfรถrde, ospite del langravio Carlo di Assia-Kassel, che lo considerava un confidente e un uomo di grande sapere. Ma, coerentemente con la leggenda, la fine non pose termine al racconto: negli anni successivi comparvero presunti avvistamenti del Conte, alimentando ulteriormente lโidea di una sopravvivenza oltre i limiti ordinari.
Perchรฉ la Trinosofia รจ attribuita a Saint-Germain
Lโassociazione tra il Conte e la Santissima Trinosofia si fonda su una serie di elementi, suggestivi ma non definitivi, che hanno contribuito a consolidare la tradizione esoterica.
Un primo indizio proviene dallโunico manoscritto conosciuto, conservato a Troyes: su di esso compare una nota firmata da un certo โI.B.C. Philotaumoโ, nella quale si afferma che il documento costituirebbe lโunica copia esistente della Trinosofia del Conte di Saint-Germain, mentre lโoriginale sarebbe stato distrutto dallโautore stesso durante uno dei suoi viaggi.
Un secondo elemento riguarda il legame con Cagliostro. Secondo la tradizione, il manoscritto gli sarebbe appartenuto prima di essere sequestrato dallโInquisizione a Roma nel 1789. Poichรฉ Cagliostro dichiarava di aver ricevuto insegnamenti iniziatici proprio da Saint-Germain, lโopera venne interpretata come parte di una trasmissione sapienziale tra maestro e discepolo.
Anche il contenuto sembra sostenere questa attribuzione: la fusione di alchimia, cabala e simbologia massonica, insieme allโuso di linguaggi cifrati e richiami a tradizioni orientali, coincide con lโimmagine del Conte come conoscitore di sistemi iniziatici differenti e intermediario tra culture.
Infine, un ruolo decisivo nella diffusione moderna della paternitร saint-germaniana fu svolto dallโesoterista Manly P. Hall, che nel 1933 pubblicรฒ una versione tradotta e commentata dellโopera, contribuendo a fissare nellโimmaginario contemporaneo il legame tra lโautore leggendario e il manoscritto.
La questione resta tuttavia aperta. Alcuni studiosi, tra cui Renรฉ Alleau, hanno evidenziato incongruenze cronologiche: lo pseudonimo โPhilotaumoโ compare infatti in pubblicazioni giร nel 1724, una data anteriore alla presenza documentata di Saint-Germain sulla scena europea. Questo ha portato a ipotizzare che la Trinosofia possa essere il risultato di una tradizione collettiva o di una cerchia iniziatica piรน ampia, piuttosto che lโopera di un singolo autore.
Forse, perรฒ, il vero fascino della questione sta proprio qui: nella difficoltร di separare con precisione la storia dalla leggenda. La figura di Saint-Germain, come la Trinosofia stessa, continua a sottrarsi a ogni definizione univoca, rimanendo sospesa in quella zona liminale dove il simbolo parla tanto quanto i fatti, e dove lโenigma diventa parte integrante della conoscenza.
I
“I miei difensori: le mie virtรน, una vita pulita, un cuore puro.”
Perchรฉ la Santissima Trinosofia parla allโesoterista contemporaneo – terza parte
Le tavole della Trinosofia: alchimia interiore e trasmutazione del Sรฉ – quarta parte
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BIBLIOGRAFIA E TESTI CITATI
Opere e manoscritti principali
โข Saint-Germain (attribuito al Conte di), La Trรจs Sainte Trinosophie (o La Santissima Trinosofia), Manoscritto n. 2400, conservato presso la Bibliothรจque municipale de Troyes.
โข Saint-Germain (Count of), The Most Holy Trinosophia, con introduzione e commento di Manly Palmer Hall, Los Angeles: The Phoenix Press, 1933.
โข Saint-Germain (attribuito al Conte di), La trรจs sainte trinosophie, a cura di S. Andreani, con saggio introduttivo di Renรฉ Alleau, Roma: Edizioni Mediterranee, 1983 (Collana: Biblioteca ermetica).
โข Saint-Germain (attribuito al Conte di), La Santรญsima Trinosofรญa, traduzione di Caillot R.C., 1908 (edizione digitale a cura di juandiego, 2020).
Saggi e studi critici citati e/o rintracciabili in rete
โข Alleau, Renรฉ, “Ricerca storica sul conte di Saint-Germain”, in La trรจs sainte trinosophie, Roma: Edizioni Mediterranee, 1983.
โข Cockren, Archibald, Alchemy Rediscovered and Restored, 1941.
โข Neveux, Pol e Dacier, รmile, Les Richesses des Bibliothรจques Provinciales de France, Tome Second (Lyon โ Yvetot), Parigi: รditions des Bibliothรจques Nationales de France, 1932.
โข Tarditi Spagnoli, Giorgio, “Il Mistero della Trinosofia”, in Pleroma Antroposofia, 12 maggio 2021.
Documenti multimediali e risorse web
โข ARTIFACTA, “Il LIBRO TRIANGOLARE di Saint-Germain”, video documentario (trascrizione), Canale YouTube ARTIFACTA.
โข Wikipedia contributors, “A Santรญssima Trinosofia”, in Wikipรฉdia, a enciclopรฉdia livre.
โข Wikipedia contributors, “The Most Holy Trinosophia”, in Wikipedia, the free encyclopedia.
โข Wikipedia contributors, “Comte de Saint-Germain”, in Wikipรฉdia, l’encyclopรฉdie libre.
Cataloghi e bibliografie complementari
โข Joly, Henry (a cura di), Catalogue des manuscrits, livres e reliures della Biblioteca di Lione, in Les Richesses des Bibliothรจques Provinciales de France, 1932.
โข Leroquais, Abbรฉ V., Les Sacramentaires et les Missels manuscrits des Bibliothรจques publiques de France, Parigi, 1924
Alcuni libri si scelgono, ma altri sembrano invece scegliere noi. La Trรจs Sainte Trinosophie, conosciuta in italiano come La Santissima Trinosofia, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Comparsa nel cuore del XVIII secolo, in quel crocevia inquieto dove illuminismo, alchimia e societร segrete convivevano in una tensione mai del tutto risolta, lโopera continua ancora oggi a esercitare un fascino particolare su chiunque si avvicini ai linguaggi simbolici dellโesoterismo occidentale. Incomprensibile a chi non sente risuonare il fascino della trasformazione interiore, eccitante per chi invece la cavalca come un’onda che porta lontano.
Tavola a colori circondata da simboli tipici dellโermetismo, della tradizione rosacrociana e massonica (triangolo con tetragramma, figure egizie, scacchiera, segni alfabetici).โ Lโiconografia di questa immagine rimanda al frontespizio e alle tavole simboliche del manoscritto settecentesco dellaย Trรจs Sainte Trinosophie, oggi spesso riprodotto in edizioni moderne. Continua a leggere “Alla scoperta della Santa Trinosofia: le origini di un viaggio iniziatico – prima parte”
Essere padroni di sรฉ stessi… parole altisonanti e altamente attrattive che hanno fatto avvicinare piรน dโuno al cammino di conoscenza di sรฉ. Probabilmente la maggior parte delle persone che ha deciso di intraprenderlo, ha iniziato a cercare il sentiero perfetto, la tecnica spirituale perfetta, la veritร piรน veraโฆ con il risultato di saltare da percorso a percorso, anche senza evidenze di ciarlataneria, rimanendo in superficie e spostandosi da un “fiore spirituale” ad un altro, senza darsi la possibilitร di imparare a trasformare il polline in miele.
Molte persone si avvicinano al mondo dellโesoterismo attraverso la lettura e lโapprofondimento degli insegnamenti della Quarta Via. Ne restano affascinate per il linguaggio moderno, per lโimpostazione pratica e per il modo in cui G. I. Gurdjieff ha reso accessibile al mondo occidentale una tradizione antica, riportandola con termini comprensibili allโuomo contemporaneo. Eppure, proprio chi si dichiara vicino a questo insegnamento spesso by-passa uno dei suoi nuclei fondamentali: il fare.
Cโรจ unโidea dura a morire, soprattutto in certi ambienti esoterici: quella che basti comprendere concetti elevati per trasformarsi interiormente e superare vecchie e ingombranti identificazioni, senza troppo stress, senza scomodarsi troppo (emotivamente e fisicamente). Come se la coscienza fosse un software aggiornabile con poco sforzo e impegno, cosรฌ come facciamo con i nostri device.
La realtร invece, come spesso accade, รจ meno romantica e molto piรน scomoda, anche se indubbiamente molto piรน avventurosa, sorprendente e ricca di colpi di scena.
I tre Cristi come esperimento di realtร
Un esperimento psicologico degli anni Cinquanta, noto come i tre Cristidi Ypsilanti (dal nome dell’ospedale psichiatrico in Michigan) รจ una lezione brutale. Una di quelle lezioni che nessuno ama ricordare, perchรฉ mette in crisi lโidea consolatoria di una trasformazione possibile per linearitร logica e razionale.
Chi รจ rimasto affascinato da Il Leone Rosso di Mรกria Szepes sa che non si tratta di un romanzo come gli altri. Sa anche, forse, che certi libri non si limitano a raccontare una storia: preparano qualcosa.
Quello che quasi nessuno sa รจ che, per lโautrice ungherese, Il Leone Rosso non era affatto un punto di arrivo. Era un inizio. Unโopera necessaria, sรฌ, ma ancora incompleta. Un preludio.
Il centro reale del suo lavoro, quello che considerava il piรน maturo, il piรน rischioso e il piรน vivo, portava un altro nome: I sette discepoli di Raguel.
Nei testi evangelici lโimmagine del sepolcro imbiancato non รจ una metafora gentile. Indica ciรฒ che appare luminoso, puro e rassicurante, ma che interiormente ha cessato di essere vivo.
Lโepisodio che riportiamo qui รจ una testimonianza reale e verificata, e mostra come questo stesso meccanismo sia oggi perfettamente operativo anche negli spazi digitali dedicati alla spiritualitร , dove lโestetica del messaggio puรฒ facilmente sostituirne la sostanza.
๐ Dove: a Faenza, previa iscrizione via email su associazioneperankh@gmail.com
๐๏ธ Quando: da venerdรฌ 16 Gennaio 2026 alle 21:00
โฑ๏ธ Quanto: 8 incontri da circa 1 h e 30 minuti tutti i venerdรฌ sera alle 21:00
โ๏ธ Corso a numero chiuso interamente gratuito previa iscrizione via email
๐ฉ Leggi le FAQ qui sotto e scrivici per partecipare indicandoci il tuo nome. Ti risponderemo per confermarti l’ingresso e l’indirizzo della nostra sede.
Ecco la risposta ad alcune domande frequenti (FAQ). Speriamo di ritrovarvi presto!
โFAQ
๐ Domanda: Abito a troppa distanza da Faenza. Fate o farete altri corsi in altre parti dโItalia? Risposta: Al momento no, lโunica possibilitร รจ quella offerta.
๐ Domanda: Si puรฒ partecipare online? Risposta: No, non รจ possibile.
๐ Domanda: Ci sono delle caratteristiche di etร o atletiche per lโapprendimento del Tai Chi? Risposta: No. Il Tai Chi Tradizionale puรฒ essere appreso e praticato praticamente da chiunque. Casi particolari verranno eventualmente presi in considerazione in sede.
๐ Domanda: Qualora volessi approfondire il Tai Chi, i successivi incontri saranno a pagamento? Risposta: No. Tutte le nostre attivitร sono e saranno sempre gratuite.
๐ Domanda: Ho problemi di lavoro o di altra natura. Posso arrivare dopo lโorario stabilito alle 21? Risposta: No. Lโinizio delle lezioni รจ per tutti allโora indicata.
๐ Domanda: Non posso iniziare a Gennaio. Posso iniziare piรน tardi? Risposta: Si puรฒ fare come si puรฒ, ma lโinizio posticipato comporta la perdita delle lezioni precedenti fondamentali per lโapprendimento teorico e pratico del Tai Chi. Gli incontri non verranno recuperati o ripetuti.
๐ Domanda: Il Tai Chi non mi interessa. Farete incontri di approfondimento su altri argomenti tradizionali come quelli che trattate sul blog o su YouTube? Risposta: La nostra Associazione considera propedeutico lโapprendimento del Tai Chi a qualsiasi altro percorso pratico di approfondimento, perchรฉ la buona salute รจ la base per ogni ricerca interiore. Inoltre, al momento non abbiamo in programma alcuna conferenza o seminario una tantum. Qualora ne faremo in futuro, lo comunicheremo sul blog http://www.associazioneperankh.com.
๐ Domanda: Cosa devo portare o come devo vestirmi per la pratica del Tai Chi? Risposta: Non รจ richiesto nulla di particolare. Ulteriori informazioni verranno date al momento della richiesta via email.
๐ Domanda: Se non rientro nel numero chiuso, non posso partecipare? Risposta: Se non rientrerete vi verrร comunicato al momento dell’iscrizione e non potrete partecipare a questa sessione. Si potrร perรฒ entrare in lista di attesa per le eventuali prossime sessioni, non ancora in calendario, sempre perรฒ previa iscrizione.
๐ Domanda: Come รจ possibile che gli incontri sono gratuiti? Cosa chiedete in cambio? Risposta: Perchรฉ รฉ una forma di Tai Chi Tradizionale che a noi รจ stata insegnata nello stesso modo. Tutte le nostre attivitร divulgative ed eventi seguono lo stesso principio. Ciรฒ che รจ richiesto, perรฒ, รจ la voglia di imparare, la serietร nellโapprendimento e la puntualitร , esattamente quello che รจ stato chiesto a noi da chi ce lo ha trasmesso.
Quest’anno vi auguriamo che il 2026 non sia una promessa, nรฉ un contenitore di buoni propositi da dimenticare a febbraio. Vi auguriamo invece che sia uno spazio. E che, come ogni spazio, richieda ad ognuno di noi la giusta presenza.
Ad un certo punto Lord Pentland chiese a Patrick Patterson, l’autore del libro, “Ma perchรฉ รจ venuto?”. La sua voce era morbida, senza fretta, quasi indifferente. La stessa domanda che gli aveva fatto al telefono. Di nuovo lui provรฒ lo stesso dubbio, lo stesso smarrimento.
In un angolo remoto dellโInferno, due diavoli amici si incontrarono.
Uno dei due saltellava con entusiasmo, come un bambino che ha appena ricevuto un dono inaspettato. Lโaltro, piรน cupo e riflessivo, lo osservava con sospetto.
โChe ti prende?โ Chiese. โPerchรฉ sei cosรฌ fuori di te dalla gioia?โ
Siamo felici di annunciare la pubblicazione di questo nuovo libro, una raccolta preziosa di storie spirituali.
Non รจ un manuale e non รจ un intrattenimento spirituale da comodino. ร una raccolta di narrazioni sapienziali provenienti da tradizioni diverse, antiche e moderne, selezionate e rielaborate come potenti strumenti vivi.
Racconti brevi, essenziali, profondi, capaci di agire dove le spiegazioni si fermano. Sono storie che possono sostenere in momenti di crisi, di cambiamento, di ricerca. In modi silenziosi, sanno restituire direzione, presenza, meraviglia.
Un libro che nasce da una certezza semplice e scomoda:
Sugli scaffali della letteratura spirituale, quando composta da copertine con fiori di loto e volti sereni degli autori, Eating the โIโ di Wm. Patrick Patterson occupa un posto scomodo. Quasi un po’ in bilico, e proprio per questo necessario. Non si tratta un manuale, nรจ รจ un testo edificante, e certamente non รจ un racconto consolatorio. ร un resoconto diretto, talvolta brutale, di cosa significhi incontrare davvero la Quarta Via come cammino di trasformazione nella vita ordinaria.
Care amiche, gentili amici, siamo lieti di annunciarvi l’inizio del corso di Tai Chi Chuan Tradizionale offerto dall’Associazione Per-Ankh a Faenza, in provincia di Ravenna.
Abhiman รจ una parola sanscrita, โAbhimฤnaโ, che puรฒ essere tradotta con โorgoglio di sรฉโ. Fa parte di quelle parole impossibili da tradurre. ร un termine che in sรฉ racchiude un ventaglio di significati che vanno dallโorgoglio allโarroganza fino a sfociare nella mancanza di dignitร se non gestito. Esso si manifesta maggiormente nella dinamica delle relazioni.
Tutti conosciamo gli slogan di certi personaggi famosi, come il celebre ยซSiate folli, siate affamatiยป di Steve Jobs. Un messaggio bello, per caritร , ma forse piรน emozionale e momentaneo che realmente profondo e applicabile.
In altre parole: chi sarร mai riuscito davvero a far proprio questo slogan, a portarlo nella vita concreta, quotidiana? Normalmente questo tipo di messaggi infiamma i cuori nellโistante in cui li si ascolta, ma dopo pochi minuti tutto torna esattamente comโera prima.
Non perdiamoci dโanimo perรฒ. Lasciamoci stupire dal fatto che slogan simili, molto meno noti ma infinitamente piรน densi di quella forza vitale e spirituale che puรฒ davvero lasciare un segno dentro di noi, pulsano dietro i veli delle antiche tradizioni, dove i concetti religiosi si dissolvono per far emergere gli insegnamenti iniziatici.
Volete un esempio? A questo punto, ci sembra giusto.
Siamo spesso in affanno, inseguendo le lancette dellโorologio in una corsa contro un tempo che ci sfugge di mano. Quante volte, arrivando a sera, ci accorgiamo che la giornata รจ giร finita? Quante volte abbiamo pronunciato la frase: non ho tempo per me? I dispositivi digitali, nati per semplificarci la vita, ci hanno sottratto la capacitร di percepire il fluire: immersi negli schermi, vediamo le lancette accelerare mentre perdiamo il ritmo naturale dellโesistenza. E poi commentiamo con i colleghi: “ma sai che ho la percezione che il tempo sia accelerato?”
Ebbene sรฌ: per la prima volta in Italia nasce sul nostro blog e sui nostri canali podcast uno spazio dedicato a Mร ria Szepes, straordinaria esoterista europea del Novecento.
Se pensiamo alla parola ritualitร la nostra mente tende immediatamente a collegarla a qualcosa di religioso, sacro e solenne, collocato in un tempo e in uno spazio lontani dalla nostra esperienza quotidiana, se non nei momenti in cui la partecipazione a un rito collettivo diventa inevitabile, come una cerimonia o una festa tradizionale. Questo accade perchรฉ siamo abituati a racchiudere lโidea di ritualitร entro i confini di contesti formali e separati dalla dimensione ordinaria, come se il rituale appartenesse esclusivamente a una sfera altra, quasi intoccabile, senza nulla a che vedere con il fluire della nostra quotidianitร .
Cโรจ una storia che รจ stata impressa in ognuno di noi, un simbolo, un insieme di significati impacchettati e preconfezionati. Unโimmagine: un giardino pieno di delizie, un albero, una mela, un serpente, una donna tentata e tentatrice che induce lโuomo a peccareโฆ Una punizione, una condanna trasmessa per via ereditaria, una condizione di sofferenza e di felicitร perduta. Stiamo naturalmente parlando del Peccato del Primo Uomo, definito Peccato originale.
ร una dinamica interiore che riguarda da vicino ognuno di noi, anche se spesso non ci fermiamo mai a rifletterci davvero: si tratta della lotta costante tra il Sรฌ e il No.