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Dopo avervi “presentato” poco tempo fa il misterioso Chouchanì, oggi vorremmo porre alla vostra attenzione un’altra figura estremamente enigmatica quanto affascinante. Stiamo parlando di Cagliostro.

Tutti conoscono il suo nome, protagonista indiscusso – nel bene o nel male – di molte opere cinematografiche, fumetti o libri che trattano di esoterismo. Ma siamo veramente sicuri di conoscerlo al di là del confuso immaginario collettivo?

Certamente, come disse lui stesso davanti all’Inquisizione: “la verità su di me non sarà mai scritta, poiché nessuno la conosce”.  Possiamo però cercare di non accontentarci delle parziali e fuorvianti informazioni sul suo conto e mantenere perlomeno vivo il mistero della sua identità.

Immaginiamo un uomo molto scomodo in un’epoca (fine ‘700) in cui la nobiltà d’Europa detiene ancora il potere elitario su un popolo sempre più affamato e stanco, e in cui la Chiesa ancora controlla la psicologia delle masse con la politica del terrore della “Santa” Inquisizione.

Immaginiamo un uomo (e una donna, non dimentichiamo la moglie Serafina sempre al suo fianco) che libero dalle paure gira incessantemente l’Europa per portare ovunque sollievo e speranza alle persone semplici, cercando impavido di scuotere anche le coscienze di tutti coloro che incarnano il potere.

Immaginiamo un uomo che cerca di portare un nuovo messaggio di dignità per l’essere umano, fondato sul principio di Libertà, Uguaglianza, Fraternità. Voi sapevate infatti che il motto della Rivoluzione Francese è stato preso proprio dai suoi insegnamenti? Continua a leggere »

L’Enneagramma è un simbolo portato alla luce da Gurdjieff e che racchiude in sé molteplici segreti. Ogni avvenimento può essere rappresentato al suo interno, tramite l’analogia micro-cosmo e macro-cosmo. Attraverso il suo studio siamo in grado di capire come la legge di causa ed effetto, che è alla base di ogni avvenimento, non funziona come noi potremmo pensare attraverso una logica lineare, ma piuttosto attraverso una serie di correlazioni non lineari che possiamo decifrare solo attraverso il simbolo stesso.

Non potendo ovviamente illustrare in modo esaustivo tutte le sfumature dell’Enneagramma, cercheremo qui di seguito di evocarne le geniali possibilità di analisi ed applicazione. La nostra speranza è anche quella di spingere la dignità di questo simbolo un po’ oltre le sue solite interpretazioni, che lo vedono spesso limitato (e a nostro avviso anche sciupato) con l’associazione ai diversi tipi di personalità.

Ma veniamo a noi… l’Enneagramma si compone di tre figure fondamentali:

  • Il cerchio rappresenta la manifestazione della divinità (o Intelligenza Universale) in questo piano di vita; la sua circonferenza simboleggia una specifica quantità di tempo e la sua area un determinato spazio. Matematicamente è rappresentato dal numero 1. Al suo interno abbiamo lo sviluppo di due figure che possono essere comprese attraverso due leggi.
  • Il triangolo rappresentato dalla Legge Del Tre: la legge fondamentale che crea tutti i fenomeni nella loro diversità. Si esprime matematicamente attraverso il numero 3.
  • L’esade rappresentata dalla Legge del Sette o dell’Ottava: che controlla lo sviluppo di ogni singolo evento sul piano della Manifestazione. Si esprime matematicamente attraverso il numero 7.

Consideriamo ora la circonferenza come lo stato di partenza.  Continua a leggere »

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Se io fossi un maestro, un vero maestro intendo, di quelli con il solo fine di aiutare il prossimo e di trasmettere la conoscenza che hanno a loro volta ricevuto, assimilato e sperimentato… un maestro di quelli a cui non importa nulla del riconoscimento e della notorietà, ma che sono solo interessati al fatto che il loro insegnamento possa finire in buone mani… beh, in questo caso cercherei dei veri discepoli.

Non andrei mai in giro a pubblicizzare le mie conoscenze, ma lascerei che siano i veri discepoli a cercarmi, attratti dal mio esempio di vita e non dai miei slogan sulle locandine.

Se qualcuno mi chiedesse ad esempio: “Quali sono i tuoi titoli e le prove della tua sapienza?”, mi fingerei un povero ebete, poiché a nulla condurrebbe il concentrarsi sull’apparire.

Non selezionerei i veri discepoli dal loro grado di intelligenza e dalla loro cultura personale, ma dalla loro buona volontà a rimettere in discussione tutto quello che sono convinti di essere e di sapere.

Se qualcuno mi dicesse ad esempio: “Sono molto preparato, ho già letto questo e quello e ho seguito questo e quell’altro seminario”, gli strapperei di dosso ogni mostrina che si è appeso al petto e lo metterei subito a pulir latrine.

Non metterei ovviamente mai in vendita il mio insegnamento, ma pretenderei dai veri discepoli un grande impegno e una grande serietà nel volerlo apprendere e trasportare nella loro vita.

Se qualcuno mi dicesse ad esempio: Continua a leggere »

Qui non c’è nulla da vendere e nulla da comprare. Quindi, caro lettore, se le parole che seguiranno ti urteranno, sarai libero di volare spensierato verso altri rami con invitanti frutti pieni di ghiotti concetti sulla “spiritualità quantica” e altre amenità. Qui non ci sono frutti, solo una discreta visuale dalla quale poter osservare e osservarti meglio.

Rimaniamo sempre sulle superficie e abbiamo il terrore delle profondità. Ci spaventa troppo il buio, l’ignoto, e ci aggrappiamo disperatamente ad ogni relitto che galleggia davanti a noi, per poi convincerci di essere saliti su una nave.

“Chi cerca trova”, certamente, ma chi veramente sa quello che cerca e si mette in moto per cercarlo?

Qualcuno di noi parte dal presupposto di sapere bene quello che vuole e di lottare ogni giorno per raggiungerlo. Prima follia. Qualcun altro crede che, non avendo le idee chiare, si muove nella vita con leggera ingenuità senza cercare e desiderare nulla. Seconda follia.

Nella realtà dei fatti tutti noi cerchiamo qualcosa, e anche in modo determinato, ma quasi nessuno è consapevole di quello che sta cercando, ed è così che si genera infine ogni sorta di dissapore verso la vita e verso gli altri.

Spesso e volentieri, i nostri obiettivi inconsapevoli sono molto più radicati e molto diversi da quelli che crediamo di perseguire. Spesso e volentieri, questi obiettivi non sono così luminosi ed elevati come vorremmo credere.

In tutto questo scenario, è vietato mettersi seriamente in discussione per cercare di Continua a leggere »

Nella nostra epoca così evoluta, ricca di tecnologia, d’innovazione e di progresso, sembriamo aver perso un senso molto caro ad alcune tradizioni passate: il senso della vergogna.

Ci vergogniamo solo di avere i capelli fuori posto, la giacca fuori moda o la macchina sporca, ma in quanto al mentire, al tradire, al promettere e non mantenere, all’approfittarsi della generosità altrui senza riconoscenza, ben poco ci importa.

Quel che conta è soddisfare i propri interessi, sopravvivere giorno dopo giorno senza badare ad altro. Costruiamo rapporti solo per utilità personale, per poi sparire alla prima difficoltà. Ci muoviamo sul palcoscenico della vita con meticolosa ed ossessiva attenzione verso i passi falsi degli altri, ma ci copriamo gli occhi davanti ai nostri.

Se qualcuno cercasse di vivere secondo regole di altri tempi, in controcorrente con la tendenza attuale, potrebbe forse essere considerato folle, troppo “rigido” o utopista, ma un tempo non era così.

Vi era un’epoca in cui la parola data, la dignità e la verità erano considerati i principi vitali più importanti, e si poteva anche morire per difenderli. Era l’epoca dei cavalieri, così come viene magistralmente evocata da Gaspare Cannizzo nel libro Cavalleria e Cavalieri. Continua a leggere »