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Finalmente ci siamo! ๐ฒ Il Gioco della Quarta Via torna per un nuovo appuntamento dal vivo.
Non sarร una lezione, non sarร un esame e non sarร nemmeno soltanto un gioco da tavolo: sarร un modo diverso per incontrare alcuni dei temi della Quarta Via, mettendo insieme conoscenza, attenzione, esperienza personale e, perchรฉ no, anche un poโ di divertimento.
Camminava distrattamente per le strade della cittร , trascinato dal movimento della folla senza quasi accorgersi di ciรฒ che gli accadeva intorno. Erano diverse notti che non dormiva bene. Sogni inquieti, difficoltร a respirare, uno strano calore che lo costringeva ad alzarsi e a camminare per la casa buia mentre tutti gli altri dormivano. Non riusciva a capire: aveva tutto ciรฒ che, almeno secondo i criteri comuni, avrebbe dovuto renderlo felice: una bella famiglia, un ottimo lavoro nel quale guadagnava bene ed era stimato dai colleghi, gli amici di una vita con cui continuava a trascorrere serate piacevoli, come ai vecchi tempi.
Questa volta abbiamo deciso di raccontarvi… una storia. Una storia vera, una storia misteriosa.
Perchรจ questa rubrica? Perchรจ il mistero, quando non viene banalizzato, non รจ ciรฒ che spaventa, ma รจ ciรฒ che ci interroga.
Spesso infatti, nelle trame della nostra vita quotidiana, si aprono squarci che la logica ordinaria fatica a contenere. Sono sussurri, incontri o presenze che lasciano unโimpronta, costringendoci a guardare oltre la superficie delle cose.
Quando abbiamo letto per la prima volta A mindennapi รฉlet mรกgiรกja – La magia della vita quotidiana – di Mรกria Szepes, ci siamo chiesti come mai non esistesse una traduzione italiana e perchรฉ questo libro non fosse presente sugli scaffali di ogni libreria, almeno nel reparto dedicato allโesoterismo. La domanda รจ tuttora viva; anzi, dopo averlo tradotto, studiato e attraversato piรน volte, si รจ fatta ancora piรน insistente.
Il libro non รจ una raccolta di curiositร occulte, nรฉ di uno di quei manuali che promettono di modificare la realtร attraverso formule, desideri o facili esercizi di pensiero positivo allo specchio. ร un testo molto piรน esigente, che non offre al lettore lโillusione di poter ottenere tutto ciรฒ che vuole, ma lo pone davanti alla responsabilitร di riconoscere che cosa, dentro di lui, sta giร operando e quale forma sta contribuendo a imprimere alla propria esistenza.
Soffermandoci nella lettura e nella meditazione dei Testi Tradizionali per eccellenza, รจ commovente riconoscere come ciascuno di essi, attraverso il linguaggio proprio del suo tempo e del suo contesto sociale, sia stato concepito per offrire un aiuto concreto allโessere umano. Questi testi indicano un cammino di liberazione dalla sofferenza e di realizzazione interiore.
I Maestri che li hanno redatti possedevano una conoscenza profonda, sia teorica sia pratica, degli argomenti trattati. Per questo hanno affidato ai loro insegnamenti una funzione preziosa: essere come un salvagente gettato in mare, destinato a chi desidera non affondare nelle difficoltร dellโesistenza.
Camminare insieme non รจ soltanto unโattivitร piacevole e contemplativa: nel luogo giusto รจ unโoccasione per mettersi in cammino โ non solo sul sentiero, ma anche dentro di sรฉ โ in un territorio che ha fatto della ricerca e della resistenza interiore la propria identitร piรน autentica.
Siamo lieti di presentarvi lโiniziativa: SENTIERI INTERIORI – 5 Luglio 2026 a Bobbio Pellice (TO)
DOVE | Lโappuntamento รจ previsto per le ore 9:30 nel centro di Bobbio Pellice in Piazza Caduti per la Libertร , di fronte al Palazzo Comunale. Da lรฌ partiremo alle 10:00 per un percorso a circuito che attraverserร il paese per avventurarsi nei sentieri intorno al torrente Pellice. Si tratta di un percorso semplice e panoramico; la camminata durerร nel suo complesso circa 3 ore, con pausa pranzo. Sarร unโoccasione informale e amichevole per conoscerci di persona, e dare cosรฌ un volto e un nome alle persone dietro ai podcast e ai testi dellโAssociazione Per-Ankh.
PERCHร BOBBIO PELLICE
La vallata รจ incastonata nel cuore della Val Pellice, un territorio alpino di rara bellezza e silenzio, dove la natura stessa invita alla riflessione e al raccoglimento;
รจ storicamente legata alla tradizione valdese, una delle espressioni piรน autentiche di resistenza dellโanima in Europa durante tempi bui, che ha trovato proprio in queste valli la sua forza e il suo rifugio; un richiamo potente alla coerenza tra valori interiori e vita vissuta;
il torrente Pellice e i tumpi incantati, che accompagneranno buona parte del nostro cammino, portano con sรฉ il linguaggio antico dellโacqua viva: continuitร , rinnovamento, e la capacitร di trovare la connessione con le correnti iniziatiche piรน autentiche.
COSA PORTARE | Pranzo al sacco. Si consigliano scarpe comode e un impermeabile (non si sa maiโฆ).
COSA NON PORTARE | Discorsi oziosi e formatori.
EVENTO GRATUITO CON CONFERMA DI PARTECIPAZIONE PER ORGANIZZARE AL MEGLIO LA GIORNATA E COMUNICARE IN CASO DI NECESSITร
Ogni epoca ha le sue forme di superstizione, le sue degenerazioni spirituali che, viste con occhi disincantati, assumono forme tragicomiche. La nostra cultura, che si crede estremamente adulta e matura, ha inventato il culto del โprendersi cura di sรฉโ.
Se si aprisse un varco spazio-temporale e passasse di qua uno yogi della vecchia guardia, un sacerdote egizio, oppure uno sciamano pellerossa, sentendo ripetere il consiglio amoroso e premuroso โdovresti prenderti cura di teโ, penserebbe probabilmente ad un percorso iniziatico fatto di dedizione, disciplina e prove estenuanti.
Peccato che oggi quelle parole rimandino a qualcosa di marcatamente diverso…
Un poโ di respirazione per abbassare la pressione. Una meditazione guidata per non mordere il collega. Una tisana per digerire lโangoscia. Un bagno caldo per sciogliere la tensione. Un weekend fuori porta per fingere che il lunedรฌ non arriverร mai.
Ci sono viaggi che hanno il sapore di pellegrinaggi. Possono durare anche solo pochi giorni, ma la loro intensitร li rende qualcosa di profondamente diverso da una semplice visita turistica.
Non รจ la distanza a determinarne il valore, nรฉ il numero di monumenti visitati, nรฉ la lista diligente delle tappe segnate sulla mappa. A volte basta varcare una soglia, leggere il nome di una strada nota, entrare in una stanza carica di memoria, perchรฉ il viaggio smetta di essere uno spostamento nello spazio e diventi un attraversamento interiore.
Dopo mesi di faticose ma entusiasmanti traduzioni delle opere piรน importanti e profonde di Mรกria Szepes, nota al grande pubblico soprattutto per Il Leone Rosso, abbiamo organizzato un viaggio a Budapest tra noi membri dell’Associazione Per-Ankh alla scoperta dei luoghi menzionati nei suoi romanzi, nei suoi scritti autobiografici e nei ricordi legati alla sua vita.
C’รจ una domanda che molti cercatori si portano dietro per anni, a volte per decenni, spesso senza ammetterlo nemmeno a se stessi:
e adesso?
Hai letto; hai meditato; hai frequentato seminari. Forse hai anche attraversato qualche crisi significativa – quelle che a posteriori chiami “trasformative” – e tuttavia qualcosa in te sa, con una chiarezza che preferiresti ignorare, che il vaso interiore รจ ancora chiuso. O peggio: che lo hai socchiuso, hai dato una rapida occhiata dentro, e hai rimesso in fretta il coperchio.
Questa, ben inteso, non รจ una critica; รจ un’osservazione su come funziona l’ego: sopravvive, si adatta, e – questo รจ il punto piรน scomodo – sa usare il linguaggio spirituale meglio di chiunque altro.
Camminare insieme non รจ soltanto un’attivitร piacevole e contemplativa: nel luogo giusto รจ un’occasione per mettersi in cammino – non solo sul sentiero, ma anche dentro di sรฉ – in un territorio che ha fatto della ricerca e della resistenza interiore la propria identitร piรน autentica.
Nel caso della Santissima Trinosofia, parlare di โillustrazioniโ รจ riduttivo. Le tavole che accompagnano il manoscritto non svolgono una funzione decorativa nรฉ puramente esplicativa, ma costituiscono un vero sistema simbolico autonomo. Sono immagini da contemplare, interpretare e attraversare, costruite secondo una logica iniziatica che presuppone lโuso simultaneo di piรน livelli di lettura. La tradizione parla delle tre chiavi principali – che ricordiamo essere alchimia, cabala ed ermetismo – come strumenti necessari per accedere al loro significato profondo.
Propositi non mantenuti, desideri ardenti dimenticati giร il giorno dopo, risvegli mattutini inspiegabilmente tristi o sorprendentemente euforici, buone intenzioni mai tradotte in azioni concrete che vanno ad aggiungersi alla lunga lista dei vorrei. Ma chi รจ che vorrebbe? Chi รจ che si accende e si spegne a seconda della corrente emotiva di passaggio?
Ogni testo iniziatico attraversa il tempo in due modi: come documento storico e come strumento vivo. La Santissima Trinosofia continua a interessare studiosi e ricercatori contemporanei proprio perchรฉ riesce a tenere insieme entrambe queste dimensioni. Il manoscritto, infatti, non รจ soltanto un oggetto raro da conservare dietro il vetro di una biblioteca, ma unโopera che invita ancora oggi a essere interrogata, decifrata, attraversata.
Tavola interna del manoscritto originale La Trรจs Sainte Trinosophie (Ms. 2400, Biblioteca di Troyes, Francia),
Gurdjieff era brutale nella sua diagnosi dell’umanitร : gli esseri umani dormono. Non solo di notte: dormono mentre parlano, mentre lavorano, mentre credono di amare. La nostra vita รจ una sequenza di reazioni automatiche guidate da desideri inconsci, abitudini sedimentate, ruoli appresi nell’infanzia. La coscienza che pensiamo di avere รจ in gran parte un’illusione ben confezionata.
Questa intuizione non รจ, naturalmente, solamente sua. A Gurdjieff dobbiamo un linguaggio molto comprensibile per la nostra cultura, il che lo rende attuale; ma il medesimo concetto lo ritroviamo nel Buddismo (la mente della scimmia, la ruota del samsara), nel Sufismo (il cuore appesantito dal velo), nelle tradizioni sciamaniche (l’anima che dorme nella materia). E in molte di queste tradizioni troviamo ciรฒ che ha reso la Quarta Via di Gurdjieff cosรฌ nota: non solo una dottrina nรจ, tantomeno, una fuga dal mondo, ma – come ingrediente del Lavoro interiore – il movimento.
Se la Santissima Trinosofia appare come un testo sospeso tra simbolo e mistero, il personaggio a cui viene tradizionalmente attribuita non poteva essere meno enigmatico. Il Conte di Saint-Germain rappresenta una delle figure piรน sfuggenti del Settecento europeo: al tempo stesso avventuriero e filosofo, musicista e alchimista, diplomatico e uomo di scienza. La sua biografia oscilla continuamente tra dati storici e racconti leggendari, al punto che tracciare un confine netto tra realtร e mito diventa quasi impossibile.
Il conte di Saint-Germain, incisione di Nicolas Thomas del 1783, da un dipinto perduto appartenuto alla marchesa d’Urfรฉ.
Alcuni libri si scelgono, ma altri sembrano invece scegliere noi. La Trรจs Sainte Trinosophie, conosciuta in italiano come La Santissima Trinosofia, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Comparsa nel cuore del XVIII secolo, in quel crocevia inquieto dove illuminismo, alchimia e societร segrete convivevano in una tensione mai del tutto risolta, lโopera continua ancora oggi a esercitare un fascino particolare su chiunque si avvicini ai linguaggi simbolici dellโesoterismo occidentale. Incomprensibile a chi non sente risuonare il fascino della trasformazione interiore, eccitante per chi invece la cavalca come un’onda che porta lontano.
Tavola a colori circondata da simboli tipici dellโermetismo, della tradizione rosacrociana e massonica (triangolo con tetragramma, figure egizie, scacchiera, segni alfabetici).โ Lโiconografia di questa immagine rimanda al frontespizio e alle tavole simboliche del manoscritto settecentesco della Trรจs Sainte Trinosophie, oggi spesso riprodotto in edizioni moderne. Continua a leggere “Alla scoperta della Santa Trinosofia: le origini di un viaggio iniziatico – prima parte”
Essere padroni di sรฉ stessi… parole altisonanti e altamente attrattive che hanno fatto avvicinare piรน dโuno al cammino di conoscenza di sรฉ. Probabilmente la maggior parte delle persone che ha deciso di intraprenderlo, ha iniziato a cercare il sentiero perfetto, la tecnica spirituale perfetta, la veritร piรน veraโฆ con il risultato di saltare da percorso a percorso, anche senza evidenze di ciarlataneria, rimanendo in superficie e spostandosi da un “fiore spirituale” ad un altro, senza darsi la possibilitร di imparare a trasformare il polline in miele.
Molte persone si avvicinano al mondo dellโesoterismo attraverso la lettura e lโapprofondimento degli insegnamenti della Quarta Via. Ne restano affascinate per il linguaggio moderno, per lโimpostazione pratica e per il modo in cui G. I. Gurdjieff ha reso accessibile al mondo occidentale una tradizione antica, riportandola con termini comprensibili allโuomo contemporaneo. Eppure, proprio chi si dichiara vicino a questo insegnamento spesso by-passa uno dei suoi nuclei fondamentali: il fare.
Cโรจ unโidea dura a morire, soprattutto in certi ambienti esoterici: quella che basti comprendere concetti elevati per trasformarsi interiormente e superare vecchie e ingombranti identificazioni, senza troppo stress, senza scomodarsi troppo (emotivamente e fisicamente). Come se la coscienza fosse un software aggiornabile con poco sforzo e impegno, cosรฌ come facciamo con i nostri device.
La realtร invece, come spesso accade, รจ meno romantica e molto piรน scomoda, anche se indubbiamente molto piรน avventurosa, sorprendente e ricca di colpi di scena.
I tre Cristi come esperimento di realtร
Un esperimento psicologico degli anni Cinquanta, noto come i tre Cristidi Ypsilanti (dal nome dell’ospedale psichiatrico in Michigan) รจ una lezione brutale. Una di quelle lezioni che nessuno ama ricordare, perchรฉ mette in crisi lโidea consolatoria di una trasformazione possibile per linearitร logica e razionale.
Chi รจ rimasto affascinato da Il Leone Rosso di Mรกria Szepes sa che non si tratta di un romanzo come gli altri. Sa anche, forse, che certi libri non si limitano a raccontare una storia: preparano qualcosa.
Quello che quasi nessuno sa รจ che, per lโautrice ungherese, Il Leone Rosso non era affatto un punto di arrivo. Era un inizio. Unโopera necessaria, sรฌ, ma ancora incompleta. Un preludio.
Il centro reale del suo lavoro, quello che considerava il piรน maturo, il piรน rischioso e il piรน vivo, portava un altro nome: I sette discepoli di Raguel.
Nei testi evangelici lโimmagine del sepolcro imbiancato non รจ una metafora gentile. Indica ciรฒ che appare luminoso, puro e rassicurante, ma che interiormente ha cessato di essere vivo.
Lโepisodio che riportiamo qui รจ una testimonianza reale e verificata, e mostra come questo stesso meccanismo sia oggi perfettamente operativo anche negli spazi digitali dedicati alla spiritualitร , dove lโestetica del messaggio puรฒ facilmente sostituirne la sostanza.