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La sfida

L’apprendistato del giovane allievo procedeva costantemente con progressi notevoli, non solo agli occhi del Maestro ma del villaggio tutto. Le linee di energia, che circondano la terra, non avevano più segreti per lui. Era arrivato al punto che riusciva a percepire la loro energia anche con lo sguardo, le vedeva sotto forma di lingue di fuoco, di colore rosso, che fuoriuscivano dal terreno. Aveva imparato, dal saggio druido, l’arte d’ascoltare il vento ed interpretare i suoi messaggi. Il saggio diceva che il vento fosse il messaggero degli dei e per il nostro giovane apprendista, questa considerazione, era diventata realtà oggettiva.

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Sabato 21 Maggio verrà inaugurato presso la sede dell’Associazione Per-Ankh il primo dei 4 incontri sugli stati di coscienza: dall’ipnosi alla meditazione, dal training autogeno all’immaginazione creativa. Gli incontri consentiranno ai partecipanti non solo di conoscere i principi teorici a fondamento dell’argomento, ma anche di sperimentare in pratica quanto verrà esplorato insieme.

Le serate sono gratuite e a numero chiuso. Per informazioni sull’evento e per richiedere di partecipare, preghiamo di contattarci direttamente.

Cha No Yu, meglio conosciuta come Cerimonia del Tè, è considerata una vera e propria arte fondata sulla mescolanza del tè, reso in polvere, mescolato all’acqua calda, densa di un ricco simbolismo e significati culturali.

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Una delle più grandi differenze tra il nostro pensiero e quello della Cina antica, è che mentre la nostra lingua può essere usata per descrivere a profusione qualcosa di astratto, remoto e intangibile, quella cinese è invece fondamentalmente strumentale e non si preoccupa di scoprire verità teoretiche estrapolate dalla realtà.

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Non desiderare la casa del tuo prossimo, non desiderare sua moglie, il suo schiavo, la sua schiava, il suo bue, il suo asino e nulla di ciò che appartiene al tuo prossimo.

Es 20.14

Un lungo e ricco percorso sulla strada della Dieci Parole ci ha condotti finalmente all’ultima delle Parole che, solenne come le altre, ci incita a non desiderare, non desiderare nulla di ciò che appartiene al proprio prossimo.

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La moderna tradizione divide le Rune in tre Aettir, o famiglie. Ogni gruppo viene, singolarmente, chiamato Aett e contiene le otto Rune in cui è diviso l’antico alfabeto runico di 24 lettere chiamato Futhark. Teiwaz è la prima Runa del terzo Aett.

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Qui io rivedo Madame de Salzmann, ed è uno dei ricordi più forti che conservo di lei. Seduta, metà tigre e metà falco, raggiante di speranza e di compassione, e nello stesso terrificante nella sua obiettiva esigenza, ci domandava: “Siete pronti a pagare il prezzo?”

R. Ravindra (1)

Nel Lavoro della Quarta Via la prima condizione è comprendere ciò che si vuol guadagnare e quanto si è preparati a pagare per questo, perché bisogna pagare per ogni cosa. A volte si vogliono cose senza rendersi conto di ciò che queste comportano e di quanto c’è da pagare. Naturalmente non si parla qui di pagamento in denaro, principio anzi contrario ad ogni seria volontà di trasformazione e trasmissione, ma di qualcos’altro.

Questo significa che tutto quanto uno può acquisire richiede un certo sforzo, e allo scopo di fare questo sforzo, e di farlo consciamente, bisogna sapere perché lo si sta facendo e ciò che si può ottenere da questo sforzo. Ed è anche importantissimo comprendere in quali condizioni si può lavorare e senza quali condizioni è inutile cercare di lavorare.

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Io sono l’attrazione che lega la creatura al suo creatore. Sono la tensione erotica che spinge verso la fusione. Sono la malizia, l’incanto, il mistero della scoperta, l’intrigo stuzzicante. Sono la sensualità, la seduzione sacra che fa germinare l’anima più profonda.

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Il bosco era più bello di sempre. Durante l’inverno, i maestosi abeti si ergevano verdi verso il cielo, mentre le foglie delle querce ricoprivano il terreno di un ornamentale tappeto. Quel giorno alla scuola dei druidi, si erano riuniti alcuni ragazzi provenienti da altre contee. La fama del Saggio Druido era nota in tutti i villaggi e, una volta all’anno, molti giovani apprendisti si radunavano per ascoltare le sue parole. Il numero di allievi negli ultimi anni si era ridotto notevolmente, il contatto con la civiltà romana, sempre più presente nel loro territorio, aveva creato un’interferenza con il campo energetico del popolo celtico. Molte volte il Saggio Druido aveva detto che nulla sarebbe stato più come prima e che il loro popolo e le sue tradizioni erano destinati a scomparire. Molti giovani, infatti, erano attirati dagli usi e costumi del nuovo popolo, dalla loro apparente forza, dalla loro mancanza di rispetto verso le antiche tradizioni e gli déi che abitavano quei luoghi. Il Saggio Druido soleva portare l’esempio del taglio degli alberi:

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Non portare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

Es 20.16

Il nostro penultimo incontro con le Dieci Parole giunge con un’affermazione che tocca i fondamenti della relazione con il prossimo, ovvero il non portare falsa testimonianza. La domanda allora è d’obbligo: cosa si intende per falsa testimonianza?

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