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Non uccidere

(Es. 20.13)

Di primo acchito non è certamente facile pensare a queste parole in un modo diverso da quello a cui siamo abituati a pensare, La quinta Parola del Decalogo ci aveva invitato a liberarci dei pesi che ci impediscono di affrontare con leggerezza il percorso di evoluzione e trasformazione interiore e ci aveva messo in guardia dal rischio di passare l’eredità del nostro complicato mondo interiore ai nostri figli.

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16 - LA TORRE

Ogni mattone che mi compone è un pezzo di vita, ben lavorato, un’esperienza sudata, assimilata. Ogni mattone è stato posto con cura, ben assestato sopra quelli già presenti e ben levigato per poterne accogliere altri sopra di lui.

Non disperdo più le mie energie, ma ora le convoglio e le plasmo a mio piacere. Ho strutturato me stessa secondo una logica precisa e coerente, ed ergo così il mio spirito verso alti lidi, prima impensati.

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YggdrasilIl vecchio Druido camminava veloce, con un passo che il suo giovane allievo faceva molta fatica a seguire, mentre si inoltravano nel folto della foresta verso una meta che all’apprendista non era consentito sapere. Erano partiti al sorgere del sole dalla loro capanna, diretti verso le alte montagne, l’unica cosa che il Maestro aveva lasciato intendere è che sarebbe stata una lunga giornata. Oramai erano passate diverse ore di duro cammino quando il Druido si volse verso di lui e disse: “Da adesso in poi viaggeremo scalzi. Non sorprenderti mio giovane amico: la Via dei druidi è ricca di imprevedibilità”.

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Per conquistare qualcosa di reale, è necessaria una lunga pratica. All’inizio tenta di realizzare cose molto piccole. G.I. Gurdjieff [1]

Esiste un principio importantissimo nel lavoro: non dobbiamo mai lavorare secondo la nostra forza, ma sempre più della nostra forza. Questo è un principio permanente.

Nel lavoro dobbiamo sempre fare più di quanto possiamo; soltanto allora cambieremo. Se facciamo soltanto quanto ci è possibile rimarremo dove siamo. (…) Questo è diverso nella vita: nella vita facciamo soltanto ciò che è possibile. È necessario mettere maggiore energia nelle cose: nello studio di sé, nell’osservazione di sé, nel ricordare se stessi, ecc. E, allo scopo di mettere maggiore energia nel nostro lavoro, è necessario scoprire come questa viene spesa.

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Algiz

 

ALGIZ – IL CONTATTO CON IL DIVINO

La moderna tradizione divide le Rune in tre Aettir, o famiglie. Ogni gruppo viene, singolarmente, chiamato Aett e contiene le otto Rune in cui è diviso l’antico alfabeto runico di 24 lettere chiamato Futhark. Algiz è la settima Runa del secondo Aett.

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Onora tuo padre e tua madre, affinché si prolunghino i tuoi giorni sulla terra che Hashèm [1] il tuo Dio ti concede.

(Es 20,12)

Di primo acchito non è certamente facile pensare a queste parole in un modo diverso da quello a cui siamo abituati a pensare, inzuppati di discorsi moralistici che fanno leva sul senso del dovere; tuttavia, se mossi dalla curiosità di scoprire qualcosa di nuovo, ci si addentra un po’ nella comprensione della quinta Parola, si viene immediatamente ripagati dello sforzo compiuto.

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La figura del Drago, animale mitico-leggendario, si incontra nell’immaginario collettivo di tutti i popoli. È presente in età classica nel mondo occidentale come creatura malefica, portatrice di morte e distruzione, così come in quello orientale, dove diventa simbolo di saggezza, di potere, di forza vitale e di fertilità. Fiorisce nella cultura allegorica medievale, facilmente rintracciabile sia in campo religioso che in campo araldico.

La sua immagine deriva dalla fusione di plurimi tratti somatici differenti prelevati, di volta in volta, da animali aggressivi (coccodrillo, serpente, leone, dinosauro, ecc.), in sintesi è la figura della bestia avversaria dell’uomo.

Nell’antichità la figura di chi combatte il mostro è tipicamente l’Eroe (Apollo, Perseo, Ercole), mentre nel mondo cristiano medievale la figura del combattente è quella del Cavaliere o del Santo (San Giorgio, l’Arcangelo Michele).

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Cari lettori, da oggi gli articoli dell’Associazione saranno disponibili anche in formato audio. Li troverete divisi nelle consuete categorie e con episodi numerati. Non solo lettura quindi, da oggi anche voci. Ecco i collegamenti:

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Qualsiasi percorso iniziatico reca in sé pochi ma fondamentali principi affinché possa dare frutti, e condurre di conseguenza alla conoscenza delle potenzialità che albergano nel profondo dell’animo umano. Norme di vita, principi semplici, pratiche più o meno lineari per raggiungere il cuore di diamante che brilla dentro di noi.

Bene, eppure sembra che – pur passando il tempo e pur applicandoci con dovizia alla disciplina adottata – non si riesca a fare nemmeno un passo verso la felicità. Anzi, più andiamo avanti e più sembra che le cose si complichino: le persone non ci capiscono, il nostro compagno o la nostra compagna non ci sopportano più, i nostri figli non ci ascoltano, il capo ci maltratta, i colleghi si approfittano di noi. E chi più ne ha, più ne metta.

“Eppure io mi sto impegnando, forse sono gli altri che…” Sì, cari amici: siete sulla via giusta. Quando non facciamo progressi e tutto ci crolla addosso, quello è proprio il momento per dare la colpa all’ingiustizia del mondo, alla politica, al sistema, alle persone e alla loro mediocrità. In questo modo, e solo in questo, ne usciremo puliti, lindi di spirituale splendore.

Ecco allora qualche semplice passo da compiere, metodicamente, affinché non si possa insidiare tra noi e la nostra fulgida aurea spirituale la drammatica possibilità che forse stiamo cannando qualcosa. Continua a leggere »