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Archive for the ‘L’Angolo del Folle’ Category

Se anche fosse normale e giusto per tutti comportarsi e pensare in un certo modo, ma vedo che questo modo è la strada che conduce il nostro povero mondo verso l’abisso, chi se ne frega… io nuoterò contro corrente e non mi nasconderò dietro il “tanto solo tu non puoi cambiare niente”.

Se anche fosse necessario sacrificare qualche mia abitudine o comodità, per inseguire ciò in cui credo e che sento profondamente giusto, chi se ne frega… non permetterò certo a due pantofole calde di soffocare il mio spirito.

Se anche fosse che per avere “successo” nella vita bisogna sgomitare ed essere disposti a passare sopra agli altri, pensando prima di tutto ai propri interessi, chi se ne frega… io mi tengo stretto la libertà di considerare chi mi sta intorno, e magari anche rinunciare a qualcosa di mio, se necessario per rendere felice qualcuno.

Se anche fosse obbligatorio abbassare il capo e porre i propri omaggi sull’altare della finta religione che abbiamo ereditato, per ottenere la stima e l’approvazione della gente, e pagare però il prezzo di un’intima ipocrisia, chi se ne frega… non venderò la mia anima al ben pensare degli altri.

Se anche fosse che la ricerca di una reale dignità non conduce verso plausi e lodi, ma spesso e volentieri può attirare anche critiche e disprezzo, chi se ne frega… (altro…)

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Se io fossi un maestro, un vero maestro intendo, di quelli con il solo fine di aiutare il prossimo e di trasmettere la conoscenza che hanno a loro volta ricevuto, assimilato e sperimentato… un maestro di quelli a cui non importa nulla del riconoscimento e della notorietà, ma che sono solo interessati al fatto che il loro insegnamento possa finire in buone mani… beh, in questo caso cercherei dei veri discepoli.

Non andrei mai in giro a pubblicizzare le mie conoscenze, ma lascerei che siano i veri discepoli a cercarmi, attratti dal mio esempio di vita e non dai miei slogan sulle locandine.

Se qualcuno mi chiedesse ad esempio: “Quali sono i tuoi titoli e le prove della tua sapienza?”, mi fingerei un povero ebete, poiché a nulla condurrebbe il concentrarsi sull’apparire.

Non selezionerei i veri discepoli dal loro grado di intelligenza e dalla loro cultura personale, ma dalla loro buona volontà a rimettere in discussione tutto quello che sono convinti di essere e di sapere.

Se qualcuno mi dicesse ad esempio: “Sono molto preparato, ho già letto questo e quello e ho seguito questo e quell’altro seminario”, gli strapperei di dosso ogni mostrina che si è appeso al petto e lo metterei subito a pulir latrine.

Non metterei ovviamente mai in vendita il mio insegnamento, ma pretenderei dai veri discepoli un grande impegno e una grande serietà nel volerlo apprendere e trasportare nella loro vita.

Se qualcuno mi dicesse ad esempio: (altro…)

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Angolo_Folle_InizioNon so se ci avete mai fatto caso, ma si coglie un’insolita anomalia di fondo quando si sente parlare di sette, lavaggi del cervello e plagi psicologici. La faccenda è piuttosto buffa, eppure quasi nessuno la considera da un punto di vista diverso dal solito…

Già, perché, ad esempio, quando un mio amico diventa vegetariano e smette di andare a messa, ecco, si sarà certamente fatto frullare il cervello da qualcuno che gli ha rubato la libertà di mangiarsi la bistecca e di ascoltarsi Radio Maria. Allora mi scatta lo spirito missionario di salvargli l’anima e di riportarlo sulla santa via della ragione.

Non è possibile che la carne non gli piaccia, o che addirittura abbia fatto una scelta etica diversa dalla mia. No! La carne deve piacergli perché è buona, e deve mangiarla perché la mangiano tutti. Questa è libertà!

Non è possibile che non creda più alla religione più giusta di tutte. No! E poi cosa penseranno e diranno di lui i suoi parenti, i suoi amici, il parroco, la gente del suo paese o del suo quartiere? Non scherziamo, deve dimostrare di essere libero e continuare a portare avanti le solite abitudini per non essere giustamente giudicato (male).

Il mio amico deve capire che le persone, le letture o le riflessioni che gli hanno fatto compiere certe scelte, sono certamente pericolose. Di questo passo finirà col farsi mangiare il cuore in qualche rito satanico o, peggio ancora, ritrovarsi seduto in un ristorante tipico toscano a mangiarsi un’insalatina scondita invece che una bella fiorentina al sangue! (altro…)

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Angolo_Folle_InizioLe scoregge spirituali sono profumate, con lieve fragranza di violetta e delicata nota alla rosa, non come quelle dei comuni mortali, che emanano un fastidioso ed insopportabile fetore.

Le incorenze spirituali sono koan zen, ineccepibile segno di una mente al di là dell’ordinario, veicolo di un insegnamento sopraffino, non certo come le contraddizioni caotiche e confuse che ben delineano i comuni mortali.

Le gaffe spirituali sono segno di calcolata forza provocatoria al fine di porre prove agli aspiranti, non certo evidenti pisciate fuori dal vaso molto frequenti tra i comuni mortali.

La permalosità spirituale è segno di chiara forza e chiarezza interiori, non certo di incapacità relazionale o difficoltà di sapersi mettere in discussione, proprie dei più comuni mortali.

La superbia spirituale è prova di profondo contatto con il regno divino, non certo di povertà interiore che brama d’essere colmata dall’altrui consenso e stupore, che ben caratterizza i comuni mortali.

La derisione spirituale è segno di lungirimante chiaroveggenza, non certo di bullismo psicologico mosso da sottile invidia atto a difendere la propria immagine, ben caro ai comuni mortali. Inoltre ha il ben noto obiettivo di non “prendersi troppo sul serio”, specie quando lo scherno tocca gli altri. (altro…)

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Angolo_Folle_Inizio

A voi che piace cantarvi sapienti, ma non avete i cuori capienti.

A che vale mostrar poteri, se per nulla o quasi siete in grado d’esser sinceri?

A che vale saper volare, se non siete neanche in grado di ascoltare?

A che vale dirvi maestri?

Non è forse meglio che sian gli altri a riconoscervi come desti?

A che vale mostrare il curriculum spirituale?

Non è forse nel presente che si rivela la vostra coscienza reale?

E invece no,

par che sia meglio verificare il timbro del cartellino,

piuttosto che stare, anche solo per un momento, col capo chino.

Chi ha solo tante nozioni, gonfia le sue idee come palloni.

Chi ha solo tanta esperienza, la trasforma spesso in una lenza,

ma dimentica la sua partenza, e così facendo si allontana dalla vera sapienza.

Chi sa legger nella mente, in definitiva non ha imparato niente.

Chi non sa legger nel cuore, tanto valga che rifletta di questo suo torpore.

                                                                                                                  Le Fou

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Angolo_Folle_Inizio

Lode a te, che tutto parresti men che una carota!

Per te si va in ogni dove e in ogni come.

Per te si spende e si spande,

e non vi è compenso abbastanza grande.

Oh tu che fai sentir speciali e degni

sì che ogni somaro ti vien appresso

e sembra pure che s’impegni.

Tu che vesti con abiti regali

che a guardarti appari come uno scrigno d’oro senza pari.

Ma tu non ti fai mai afferrare,

scivoli sempre via come a voler scappare.

Nessuno mai ha conosciuto il tuo sapore,

solo un profumo tu spandi libero e soave.

Camaleonte di illusioni

attiri a te ciascuno con le sue ragioni.

Gonfi di buone intenzioni

schiere di falsi amanti ti adorano sognanti.

Ma presto o tardi col tuo vero nome infine ti riveli

e son pur sempre tanti quelli che, mai stanchi,

nuovamente inviti dicendo: “vieni!”

                                                                                   Le Fou

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Angolo_Folle_InizioNon lo sapevate? Siamo già tutti santi, chi più chi meno. Tutti in grado di abbandonarci con apertura di mente e cuore alle esperienze che la vita ci riserva dietro ogni angolo dell’esistenza.

Già, perchè la vita non ci chiede di scegliere e di prendere delle decisioni di cui farci responsabilmente carico, ci chiede piuttosto di subire/patire in silenzio tutto quello che ci capita, di farci trasportare dal vento degli eventi, e più sono caotici meglio è.

Questo dev’essere senza ombra di dubbio il profondo significato dell’abbandonarsi alla vita di cui parlano tutti i grandi saggi della storia.

Un parente mi offre una raccomandazione coi fiocchi per un concorso ambitissimo, anche se io ho sempre criticato il fatto che le persone meritevoli non possano fare strada con le loro forze? Questa volta è diverso, è certamente un regalo di D’io, probabilmente meritato karmicamente in qualche vita precedente… accetto.

Un conoscente mi invita ad una festa che proprio non mi interessa, trovandola inutile e riprovevole, ma non oso dirgli di no perchè potrebbe offendersi e quindi non apprezzarmi più come prima? Sarà D’io che ha posto questa festa sul mio cammino… ci vado fingendo di essere contento. (altro…)

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