Il ritorno a casa

Il viaggio di ritorno del giovane apprendista fu molto turbolento. Aveva rischiato di allontanarsi dalla scuola del Drudi per orgoglio personale. Si era affidato ad uno sconosciuto, incontrato nella foresta, pensando di poter diventare un druido più potente del suo Maestro, tornare indietro non era facile adesso. Questi erano i suoi pensieri mentre cercava di rimanere collegato all’energia della terra. Aveva trovato il contatto con le linee di forza quasi subito e sentiva di aver riacquistato un’unione più intima con la natura che lo circondava. Certo, i rumori della notte non lo lasciavano sereno. La cosa che più lo spaventava, erano le ombre che gli ricordavano la sua parte oscura appena incontrata e della quale aveva, adesso, una tremenda paura. L’altro aspetto che lo spaventava era l’ululato dei lupi in lontananza, che gli rievocavano, insieme alle ferite, l’avventura appena passata.

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La sfida

L’apprendistato del giovane allievo procedeva costantemente con progressi notevoli, non solo agli occhi del Maestro ma del villaggio tutto. Le linee di energia, che circondano la terra, non avevano più segreti per lui. Era arrivato al punto che riusciva a percepire la loro energia anche con lo sguardo, le vedeva sotto forma di lingue di fuoco, di colore rosso, che fuoriuscivano dal terreno. Aveva imparato, dal saggio druido, l’arte d’ascoltare il vento ed interpretare i suoi messaggi. Il saggio diceva che il vento fosse il messaggero degli dei e per il nostro giovane apprendista, questa considerazione, era diventata realtà oggettiva.

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I cerchi di vita

Il bosco era più bello di sempre. Durante l’inverno, i maestosi abeti si ergevano verdi verso il cielo, mentre le foglie delle querce ricoprivano il terreno di un ornamentale tappeto. Quel giorno alla scuola dei druidi, si erano riuniti alcuni ragazzi provenienti da altre contee. La fama del Saggio Druido era nota in tutti i villaggi e, una volta all’anno, molti giovani apprendisti si radunavano per ascoltare le sue parole. Il numero di allievi negli ultimi anni si era ridotto notevolmente, il contatto con la civiltà romana, sempre più presente nel loro territorio, aveva creato un’interferenza con il campo energetico del popolo celtico. Molte volte il Saggio Druido aveva detto che nulla sarebbe stato più come prima e che il loro popolo e le sue tradizioni erano destinati a scomparire. Molti giovani, infatti, erano attirati dagli usi e costumi del nuovo popolo, dalla loro apparente forza, dalla loro mancanza di rispetto verso le antiche tradizioni e gli déi che abitavano quei luoghi. Il Saggio Druido soleva portare l’esempio del taglio degli alberi:

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OIW: l’energia che tutto muove

Il Maestro e il suo allievo stavano preparandosi per la festa di Samhain, una delle più importanti festività del mondo celtico, che apriva la porta all’arrivo dell’imminente inverno. I due, nel più sacro silenzio, erano intenti a preparare il materiale che avrebbero portato in cima alla collina. Qui, insieme a tutti i druidi riuniti dalle più lontane contee, avrebbero compiuto i più importanti riti divinatori dell’anno. Il giovane druido ruppe il silenzio e chiese:

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Yggdrasill – Il Magico Albero

YggdrasilIl vecchio Druido camminava veloce, con un passo che il suo giovane allievo faceva molta fatica a seguire, mentre si inoltravano nel folto della foresta verso una meta che all’apprendista non era consentito sapere. Erano partiti al sorgere del sole dalla loro capanna, diretti verso le alte montagne, l’unica cosa che il Maestro aveva lasciato intendere è che sarebbe stata una lunga giornata. Oramai erano passate diverse ore di duro cammino quando il Druido si volse verso di lui e disse: “Da adesso in poi viaggeremo scalzi. Non sorprenderti mio giovane amico: la Via dei druidi è ricca di imprevedibilità”.

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La trama del Wyrd – 2 parte

(Leggi la 1 parte qui)

Il ragazzo fece un sospiro di sollievo: “Allora il Wyrd non è predeterminato dalla nascita, ognuno è responsabile del suo destino?”:

“Certo! Ma non pensare che sia scollegato da quello degli altri perché tutti insieme tessiamo, attraverso la nostra trama, il tappeto che rappresenta l’umanità tutta e non solo. Dalle stelle agli alberi, dagli animali agli insetti, ogni frammento della creazione è parte di un unico disegno. Scoprire il disegno finale è conoscere la struttura, è collegare questo mondo con gli altri mondi, è conoscere il progetto divino. Potrai dirigere la tua trama quando comincerai a muoverti alla ricerca del disegno più grande di cui fai parte e cercherai di fonderti con esso, allora, tutto intorno a te cambierà.”

Poi il suo sguardo, guardando nel vuoto, si fece triste e cupo. Continua a leggere “La trama del Wyrd – 2 parte”

La trama del Wyrd – 1 parte

WYRD

 

Il ragazzo chiese al vecchio Druido: “Raccontami del Wyrd. Troppo spesso ho sentito questa parola ma il suo significato, profondo, mi è ancora sconosciuto”.

Il saggio lo guardò fisso, la sua barba bianca e gli occhi profondi incutevano timore e rispetto. Prese un tappeto nell’angolo della capanna, lo srotolò e lo mostrò al giovane cercatore. Il tappeto era bellissimo con delle forme geometriche al suo centro che s’intersecavano una sull’altra. “Ti piace questo disegno?” Gli occhi del ragazzo risposero attraverso lo stupore del suo sguardo. Continua a leggere “La trama del Wyrd – 1 parte”

Jera – La rinascita

 

JERA – LA RINASCITA

La moderna tradizione divide le Rune in tre Aettir, o famiglie. Ogni gruppo viene, singolarmente, chiamato Aett e contiene le otto Rune in cui è diviso l’antico alfabeto runico di 24 lettere chiamato Futhark. Jera è la quarta Runa del secondo Aett e rappresenta l’arrivo della primavera dopo un lungo inverno.

Se osserviamo dall’alto la sua forma sembra essere una spirale, che richiama l’idea 

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Mannaz – L’unione tra gli uomini

 

MANNAZ – L’UNIONE TRA GLI UOMINI

Le Rune sono divise in tre Aettir o famiglie, che rappresentano i tre gruppi di otto Rune in cui viene suddiviso l’antico alfabeto Runico. Mannaz è la quarta Runa del terzo Aett associato al dio Tyr, colui che dà il nome al terzo Aett e rappresenta il valoroso guerriero che combatte per giusta causa. Il nome della Runa deriva dalla radice indoeuropea mann, da cui il tedesco mann e l’inglese man, che in italiano significa uomo. Mannaz si può così definire il simbolo dell’uomo e della razza umana tutta, intesa come appartenenza ad un gruppo che condivide un progetto e, a volte, un destino comune. Continua a leggere “Mannaz – L’unione tra gli uomini”

Fehu – L’inizio del viaggio

FEHU – L’INIZIO DEL VIAGGIO

Le Rune sono divise in tre Aettir o famiglie, che rappresentano i tre gruppi di otto Rune in cui viene suddiviso l’antico alfabeto Runico. Fehu è la prima Runa del primo Aett ed è associata al dio Freyr, colui che dà il nome al primo Aett e che è preposto alla fecondità e alla fortuna. Il significato letterale di Fehu è “bestiame” che, ai giorni nostri, è associato alla ricchezza e alla proprietà. La sua forma può ricordare un albero con i rami rivolti verso l’alto o un uomo con le braccia alzate verso il cielo.
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Thurisaz – La Runa del Solstizio d’Inverno

THURISAZ – LA RUNA DEL SOSTIZIO D’INVERNO

Le Rune sono divise in tre Aettir, ognuno composto da otto Rune. Thurisaz è la terza Runa del primo Aett. La sua sagoma ci ricorda una spina e molti riconoscono nella sua forma anche il magico martello del dio Thor, divinità associata a questa Runa. Il suo significato, nella forma più antica, è legato ai Giganti; simbolo delle forze del caos, della forza della natura incontrollata e distruttiva, in continua lotta con Thor che si erge a difesa del mondo degli dei e degli uomini.
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Il Mistero delle Rune

Le Rune, nell’ultimo secolo, hanno risvegliato l’attenzione di molti. Più di qualcuno ha cercato di incasellare le Rune all’interno di qualche definizione e di concettualizzarle attraverso le più svariate teorie. Tutto ciò, tuttavia, è impossibile. La riprova di questo è data dal loro significato etimologico.

Ecco come il poema runico avverte tutti i seri cercatori che si avvicinano alle Rune:

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