“Qualunque informazione, anche se vera, dà in generale agli esseri solo una conoscenza mentale, e la conoscenza mentale non serve mai ad altro che a diminuire la possibilità di acquisire la conoscenza dell’essere.” G. I. Gurdjieff – I Racconti di Belzebù a suo nipote
Nella Quarta Via, la distinzione tra sapere ed essere è fondamentale. Abituati a pensare che il sapere possa crescere, crediamo tendenzialmente che possiamo studiare, approfondire una materia, acquisire nuove informazioni, sviluppare competenze sempre maggiori. Molto meno immediata è invece l’idea che anche l’essere possa trovarsi a livelli differenti.
Nel linguaggio comune, “essere” significa semplicemente esistere. Nell’insegnamento di Gurdjieff assume invece un significato più preciso e riguarda la qualità complessiva di ciò che un uomo è. Ouspensky, per chiarire questo concetto, osserva che l’essere di un minerale è diverso da quello di una pianta, quello di una pianta da quello di un animale, e aggiunge:
“Due uomini possono differire nel loro essere più ancora di quanto un minerale e un animale differiscono tra loro.” (P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto).