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Posts Tagged ‘morte’

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Una sera d’estate Antonio fece convocare tutti i suoi più intimi allievi e, sedendosi sacralmente sopra la sua solita sedia, iniziò a parlare con inconsueta, lenta, solennità. Le persone erano incredule, le sue parole giunsero del tutto inaspettate. Si stava congedando da questa vita.

“Il mio tempo è scaduto. Un maestro deve sapersi mettere da parte quando scorge nei discepoli il bisogno di proseguire autonomamente.

Ora dovrete realmente imparare a camminare con le vostre gambe.”

Il tono della sua voce non era turbato ma delicatamente attento a non allarmarci oltremodo. Tutti i partecipanti erano come attoniti, ma nessuno ebbe il coraggio di fare domande, covando forse la speranza che dietro quell’annuncio si potesse nascondere solo uno stratagemma per stimolarci a non dare la sua presenza per scontata.

Dopo pochi giorni il corpo di Antonio si spense, in circostanze ancora oggi misteriose. Se n’era veramente andato, lasciando tantissimi figli e figlie di cui si era sempre occupato con meticolosa cura e affetto.

A onore del vero, aveva già preannunciato qualche mese prima la sua imminente dipartita, solo che lo aveva fatto con uno stile particolarmente ironico, tramite un accenno rapido e improvviso, per poi ridacchiare tra sé e sé. Nessuno gli aveva dato particolare peso, e in quell’occasione lasciò semplicemente un punto di domanda aperto sulle sue parole:

“Mi raccomando, non dimenticate che le vacanze estive si stanno ormai avvicinando, quindi come ogni anno potete iniziare a pensare ad un argomento che vi piacerebbe approfondire tutti insieme.  (altro…)

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Indipendentemente dall’estrazione sociale cui apparteniamo, dalla nazione, dalla cultura, dal conto in banca, dai familiari, dalle amicizie, dai legami sentimentali, dalle proprietà… insomma, indipendentemente da tutto, condivideremo un giorno la stessa sorte: la morte. Questa è l’unica certezza.

Ma la sola parola ha un qualcosa di macabro, un po’ orticante, e richiama un viscerale “istinto di sopravvivenza”, quello di toccare ferro!  Eppure è proprio attraverso il suo principio che la vita che ci circonda può manifestarsi e continuare ad esistere. Dunque, il temere la morte coincide con il temere anche la vita, e il temere la vita coincide con il non riuscire a comprenderne il significato.

Molti saggi del passato (sia occidentali che orientali) venivano spesso raffigurati con a fianco un teschio umano, non certo per un funesto augurio o per una patologica propensione al suicidio, ma a simboleggiare il fatto che proprio la consapevolezza della morte permette di vivere con più profondità ed intensità la vita.

Il problema è che ogni nostra cellula sembra voler rifuggire il semplice faccia a faccia con questa evidentissima realtà, rimandando di giorno in giorno la questione. E quando il fatidico momento si avvicina, il terrore ci paralizza. Riprendiamo allora un raro scritto di Georges Ivanovič Gurdjieff e lasciamoci guidare dalle sue parole: (altro…)

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