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Posts Tagged ‘ombra’

images“Un nemico visibile è sempre preferibile a un nemico invisibile. Io non riesco proprio a vedere quali vantaggi rechi, in questo caso, seguire la politica dello struzzo. Non può costituire un ideale che gli uomini restino eternamente fanciulli, che vivano nell’assoluta cecità per quanto riguarda se stessi, che imputino al vicino tutto ciò che torna loro sgradito, che lo tormentino coi loro pregiudizi e con le loro proiezioni. Quanti sono i matrimoni infelici, che durano per anni, e talvolta anche per sempre, perché l’uomo vede in sua moglie la madre e la donna il padre in suo marito, senza che mai riconoscano la realtà dell’altro! La vita è già tanto difficile che potremmo risparmiarci almeno le difficoltà più stupide. Ma senza un confronto approfondito con chi ci sta dì fronte il distacco delle proiezioni infantili è spesso semplicemente impossibile.”

Carl Gustav Jung – La psicologia della traslazione

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Vorremmo condividere con voi un clip tratto dal film “Essi vivono”, diretto nel 1988 John Carpenter.

La sequenza ci sembra particolarmente illuminante: simboli subliminali, “zombie” viventi, azioni meccaniche, consumismo… insomma, sembrerebbe non mancare proprio nulla alla critica della società attuale. Eppure, la nostra impressione è che continuare a credere che sia qualcun altro, là fuori, ad imporre uno stile di vita o un “sonno” forzato, non potrà portare a nulla.

Nessun cambiamento potrà mai avvenire esercitando una forza analoga e contraria. I fatti storici lo dimostrano ampiamente: non è mai stato così. Combattere una guerra costruendo schieramenti identici a quelli del presunto “nemico”, deresponsabilizzandosi ed esercitando costrizioni di intensità esattamente identica a quella che vorremmo eliminare, continua a farci girare intorno al problema.

Il grosso interrogativo è dunque questo: chi possono mai essere gli “zombie” se non le parti di noi stessi che non conosciamo? E come potremmo accorgerci degli stimoli che ci circondano se non impariamo a riconoscerli? Osservando con onestà i nostri piccoli gesti quotidiani, possiamo forse sentirci migliori di coloro che deploriamo alle alte cariche di potere politico ed economico?

Forse la vera rivoluzione deve partire da una sincera analisi di sé, riconoscendo che il mondo che oggi buona parte di noi critica e trova ingiusto, è comunque costantemente sorretto ed alimentato proprio da noi stessi.

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