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Posts Tagged ‘rivoluzione interiore’

Il motivo per cui è necessario comprendere la Legge del Sette è che essa ha una parte importantissima in tutti gli eventi. Se non ci fosse la Legge del Sette ogni cosa nel mondo andrebbe alla sua conclusione finale, mentre per effetto di questa legge, ogni cosa devia. Per esempio, se cominciasse la pioggia essa proseguirebbe senza fermarsi, se cominciassero le alluvioni esse sommergerebbero tutto, se cominciasse un terremoto esso proseguirebbe indefinitamente. Invece essi si fermano per effetto della Legge del Sette, perché in ciascun semitono mancante le cose deviano, non vanno avanti in linee rette. La Legge del Sette spiega anche perché non esistono linee rette in natura. Ogni cosa nella nostra vita e nella nostra macchina è anch’essa basata su questa legge.

Contemporaneamente, la Legge del Sette spiega che, se si sa come farlo e in quale momento, si può dare uno shock addizionale a un’ottava e mantenere retta la linea. Possiamo osservare nell’attività umana come la gente cominci col fare una cosa e dopo un po’ ne faccia un’altra completamente diversa, pur continuando a darle lo stesso nome, senza notare che le cose sono completamente cambiate.

Ma nel lavoro personale, particolarmente nel lavoro connesso con questo sistema, dobbiamo apprendere come impedire che queste ottave deviino, come mantenere una linea retta. Altrimenti non troveremo nulla. 1

Digital Shodan Blend 2In ogni ottava infatti – vale a dire un periodo tra un certo numero di vibrazioni e o il doppio o metà di quel numero – esistono due posti in cui le vibrazioni o, per essere più esatti, le manifestazioni di energia che procedono nello spazio o tempo, o in entrambi, subiscono un certo cambiamento, rallentano, e poi ricominciano di nuovo. (altro…)

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Non so voi ma io sono un po’ stanco delle solite ricorrenze. Vi prego, non fraintendetemi subito, non è certamente mia intenzione screditare il significato di certe commemorazioni nate con l’intento di ricordare all’uomo di quali bestialità sia capace. Il problema è che reputo illusoria la convinzione che possano servire per prevenirne delle altre.

Quando una pentola a pressione improvvisamente ed inaspettatamente scoppia, non è certamente tutta colpa del caso, né della pentola, né di chi l’ha costruita, né del vapore, né del fuoco, né di chi l’ha acceso. Certo, sarebbe molto più facile identificare ed isolare un unico elemento per condannarlo e scagionare così tutto il resto, primo fra tutti la propria responsabilità in gioco. In effetti è quello che generalmente accade.

Ma la banalità a me non interessa, e sono più propenso a pensare che le vere cause scatenanti di uno scandalo siano da ricercarsi nella somma di tante piccole cose, che vedono ciascuno di noi partecipe in prima persona. (altro…)

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Intorno a molti noti personaggi della storia esiste da sempre una certa confusione, alimentata costantemente da detrattori o da idealizzatori, ma spesso e volentieri in entrambi i casi poco “conoscitori” della vita e del pensiero di colui (o colei) intorno al quale vengono spese tante parole.

Abbiamo a tal proposito avuto modo di presentare poco tempo fa un video e una conferenza in merito alla figura di Giordano Bruno; oggi vorremmo compiere un altro passo pubblicando uno scritto in merito alla figura del misterioso conte di Cagliostro, gentilmente messa a disposizione per tutti da Joannes Yrpekh.

Il presente lavoro è una piccola opera teatrale che cerca di sintetizzare in 5 atti gli aspetti più significativi della vita e degli insegnamenti del conte di Cagliostro, osservati da una prospettiva decisamente non comune ma estremamente interessante per la profondità di indagine interiore cui essa rimanda.

Senza arrogarsi la presunzione di veridicità storica, l’opera è comunque ispirata da una serie di fatti e scritti incontestabili anche se comunemente poco considerati (superficialità? comodità? paura?). Ad ogni modo, il Cagliostro che emerge da questo scritto è quello che più di ogni altro riesce a scuotere gli animi. Buona lettura!

CAGLIOSTRO download

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Vorremmo condividere con voi un clip tratto dal film “Essi vivono”, diretto nel 1988 John Carpenter.

La sequenza ci sembra particolarmente illuminante: simboli subliminali, “zombie” viventi, azioni meccaniche, consumismo… insomma, sembrerebbe non mancare proprio nulla alla critica della società attuale. Eppure, la nostra impressione è che continuare a credere che sia qualcun altro, là fuori, ad imporre uno stile di vita o un “sonno” forzato, non potrà portare a nulla.

Nessun cambiamento potrà mai avvenire esercitando una forza analoga e contraria. I fatti storici lo dimostrano ampiamente: non è mai stato così. Combattere una guerra costruendo schieramenti identici a quelli del presunto “nemico”, deresponsabilizzandosi ed esercitando costrizioni di intensità esattamente identica a quella che vorremmo eliminare, continua a farci girare intorno al problema.

Il grosso interrogativo è dunque questo: chi possono mai essere gli “zombie” se non le parti di noi stessi che non conosciamo? E come potremmo accorgerci degli stimoli che ci circondano se non impariamo a riconoscerli? Osservando con onestà i nostri piccoli gesti quotidiani, possiamo forse sentirci migliori di coloro che deploriamo alle alte cariche di potere politico ed economico?

Forse la vera rivoluzione deve partire da una sincera analisi di sé, riconoscendo che il mondo che oggi buona parte di noi critica e trova ingiusto, è comunque costantemente sorretto ed alimentato proprio da noi stessi.

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