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Posts Tagged ‘conoscenza interiore’

E guardando la luna mi chiedo, questa notte, che cosa ci sto a fare qua? Ma cosa ancora più tremenda, mi chiedo chi si pone questa domanda, quale parte di me si sente sopraffatta da questo struggente senso di vuoto?

Sotto queste stelle ogni mio ricordo, per quanto intenso possa essere, si dissolve come polvere nell’immensità, e tutto ciò che ha sempre riempito la mia vita perde valore e intensità. Ogni dolce emozione o dolorosa amarezza, le vedo ora come piccoli mattoni con i quali ho a poco a poco costruito una fortezza invisibile intorno a me.

Sì, mi sono segregato in me stesso, ed ora non so come uscirne. Forse ho paura di uscirne. Ma non ho più intenzione di nascondermi. Non posso più farlo. (altro…)

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Riportiamo qui di seguito la splendida testimonianza di una persona passata attraverso l’esperienza della cosiddetta pazzia, e con profonda lucidà ne esamina il processo:

Sono convinto di essere io stesso la causa della mia malattia. Nel cercare di penetrare nell’altro mondo incontrai i suoi guardiani naturali, le personificazioni delle mie debolezze e delle mie colpe.  Sulle prime credetti che questi demoni fossero degli umili abitanti dell’altro mondo che avrebbero potuto giocare con me come una palla, dato che ero arrivato in quelle regioni impreparato, ed avevo perduto la strada.

Più tardi pensai che fossero delle parti staccate della mia mente stessa, che vivevano vicino a me, libere nello spazio, e che si nutrivano dei miei sentimenti. 

Credevo che ciascun altro li avesse ma che non se ne accorgesse grazie alla protezione di un riuscito inganno fatto alla coscienza dell’esistenza personale.

Pensavo che questi ultimi fossero dei prodotti artificiali della memoria, dei complessi di pensieri, ecc., dei pupazzi abbastanza graziosi visti dal di fuori, ma che non avessero nulla di reale dentro di sé. (altro…)

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Cari amici, vorremmo proporvi con questo post (pubblicato in gemellaggio con il blog http://spaziomente.wordpress.com/) un piccolo ma serissimo gioco. Qui di seguito troverete una più o meno nota lettera lasciata in testamento da una madre al figlio; in essa sono stati da noi volutamente cancellati alcuni nomi che la renderebbero facilmente riconoscibile. 

« Mio figlio adorato! Siamo nel […] già da sei giorni – papà, i tuoi sei fratellini e sorelline ed io – nell’intento di dare alle nostre vite […] l’unica possibile onorevole conclusione… sappi che sono rimasta qui contro la volontà di papà, e che anche domenica scorsa il […] voleva aiutarmi ad andarmene. Tu conosci tua madre – abbiamo lo stesso sangue – non ho avuto alcuna esitazione. Il nostro glorioso ideale è andato in rovina e con esso tutto ciò che di bello e meraviglioso ho conosciuto nella mia vita. (altro…)

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Vorremmo condividere con voi un clip tratto dal film “Essi vivono”, diretto nel 1988 John Carpenter.

La sequenza ci sembra particolarmente illuminante: simboli subliminali, “zombie” viventi, azioni meccaniche, consumismo… insomma, sembrerebbe non mancare proprio nulla alla critica della società attuale. Eppure, la nostra impressione è che continuare a credere che sia qualcun altro, là fuori, ad imporre uno stile di vita o un “sonno” forzato, non potrà portare a nulla.

Nessun cambiamento potrà mai avvenire esercitando una forza analoga e contraria. I fatti storici lo dimostrano ampiamente: non è mai stato così. Combattere una guerra costruendo schieramenti identici a quelli del presunto “nemico”, deresponsabilizzandosi ed esercitando costrizioni di intensità esattamente identica a quella che vorremmo eliminare, continua a farci girare intorno al problema.

Il grosso interrogativo è dunque questo: chi possono mai essere gli “zombie” se non le parti di noi stessi che non conosciamo? E come potremmo accorgerci degli stimoli che ci circondano se non impariamo a riconoscerli? Osservando con onestà i nostri piccoli gesti quotidiani, possiamo forse sentirci migliori di coloro che deploriamo alle alte cariche di potere politico ed economico?

Forse la vera rivoluzione deve partire da una sincera analisi di sé, riconoscendo che il mondo che oggi buona parte di noi critica e trova ingiusto, è comunque costantemente sorretto ed alimentato proprio da noi stessi.

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“Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.”

(Mt 7,21)

Ipotizziamo di voler costruire una splendida casa e di avere già a disposizione un terreno con le caratteristiche apparentemente ideali ad accogliere il progetto. Quale sarebbe il primo passo da compiere per dar vita a questa impresa?

Qualsiasi esperto consiglierebbe di procedere con la valutazione del terreno per studiarne tutte le caratteristiche tecniche, e poter dunque modellare in base ad esse la struttura della nuova costruzione. (altro…)

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“Fin dai tempi più antichi, il filo d’oro è il simbolo di un sapere che nasce dall’esperienza personale e che è libero dai condizionamenti istituzionali.

È un filo perché rappresenta la continuità di un’esperienza sempre antica e sempre nuova ed è esile perché in ogni generazione questa consapevolezza viene mantenuta da una minoranza di individui. (altro…)

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Sovente si parla di meditazione, termine a cui normalmente ci si riferisce per indicare una pratica di rilassamento “concentrato” con la finalità di ridurre il rumore cerebrale indotto dai pensieri e al ritrovamento del proprio Sè.

Ecco che la sola pratica a gambe incrociate ci fa sentire immediatamente più spirituali, più evoluti, trascurando il fatto che annullare i pensieri non solo, per molti di noi, sia impossibile, ma che anche in caso di successo non rappresenti di per se stessa una soluzione ai nostri problemi. (altro…)

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