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Posts Tagged ‘lavaggio del cervello’

Curioso animale, l’essere umano moderno. Sempre più isolato, sempre più solo, sempre più triste; pervaso da insoddisfazioni per tutto, contraddizioni galoppanti, lamentele continue e incapacità di gioire sinceramente per qualcosa di semplice.

Con il cervello insudiciato da moralismi profondi di una religione ipocrita e da convinzioni e idee sul mondo ingurgitate da nauseabonde trasmissioni televisive, trascorre la sua esistenza sempre più vittima di plagi ben radicati da una cultura insidiosa quanto visibilmente fallimentare.

Già, a ben guardare l’essere umano oggi vive così, e in questo modo trascorre le sue giornate, intriso e condizionato da mille paure… paura di ammalarsi o di essere già malato, paura di quello che gli altri pensano di lui, paura del futuro ma, soprattutto, paura della verità (o per essere più precisi, paura di vedere le proprie falsità).

La cosa buffa? Chiama questo suo modo di vivere “normalità”, ed ostinatamente la ricerca e la difende, e guai a chi osa offrirgli anche solo uno spolverino con cui potersi togliere un po’ di vecchia polvere dal cervello.

Già, perché questo spolverino apparirà come una minaccia al torpore, e mille sospetti si leveranno contro di lui, fino a farlo apparire come uno strumento del male… (altro…)

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Angolo_Folle_InizioNon so se ci avete mai fatto caso, ma si coglie un’insolita anomalia di fondo quando si sente parlare di sette, lavaggi del cervello e plagi psicologici. La faccenda è piuttosto buffa, eppure quasi nessuno la considera da un punto di vista diverso dal solito…

Già, perché, ad esempio, quando un mio amico diventa vegetariano e smette di andare a messa, ecco, si sarà certamente fatto frullare il cervello da qualcuno che gli ha rubato la libertà di mangiarsi la bistecca e di ascoltarsi Radio Maria. Allora mi scatta lo spirito missionario di salvargli l’anima e di riportarlo sulla santa via della ragione.

Non è possibile che la carne non gli piaccia, o che addirittura abbia fatto una scelta etica diversa dalla mia. No! La carne deve piacergli perché è buona, e deve mangiarla perché la mangiano tutti. Questa è libertà!

Non è possibile che non creda più alla religione più giusta di tutte. No! E poi cosa penseranno e diranno di lui i suoi parenti, i suoi amici, il parroco, la gente del suo paese o del suo quartiere? Non scherziamo, deve dimostrare di essere libero e continuare a portare avanti le solite abitudini per non essere giustamente giudicato (male).

Il mio amico deve capire che le persone, le letture o le riflessioni che gli hanno fatto compiere certe scelte, sono certamente pericolose. Di questo passo finirà col farsi mangiare il cuore in qualche rito satanico o, peggio ancora, ritrovarsi seduto in un ristorante tipico toscano a mangiarsi un’insalatina scondita invece che una bella fiorentina al sangue! (altro…)

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Sono sicuro che vi starete chiedendo “che cavolo significa il titolo di questo post?”. Domanda più che lecita, dunque arrivo subito al nocciolo della questione.

Si tratta infatti di un neologismo da me follemente coniato: storia + spiritualità. Mi sono accorto, dopo numerosi confronti e riflessioni in merito, che molte organizzazioni religiose hanno un’insana e paradossale tendenza a trascurare i loro stessi insegnamenti ponendo molta più cura ed attenzione alla storia del gruppo di cui fanno parte.

Il problema di per sé potrebbe non avere molta importanza, d’altronde siamo tutti umani ed è certo molto più semplice ricadere nello studio della materia “storia” piuttosto che nella materia “se stessi”. È normale e comprensibilissimo, la ricerca interiore richiede perseveranza ma anche molta pazienza. (altro…)

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