Quella mente religiosa al di là di ogni credo

Un noto detto orientale afferma che il dito che indica la Luna non è la Luna.

In tali parole viene sintetizzato un principio vitale di portata inimmaginabile. Ogni mattina dovremmo alzarci, guardarci allo specchio, e chiederci: cosa sto realmente cercando? Quante certezze sono disposto a sacrificare per trovarlo? Sarei pronta o pronto a riconoscere il fatto di aver guardato il “dito” per comodità, piuttosto di cercare attivamente il mistero e l’ignoto, verso la totalità della vita?

A nostro avviso, l’unico strumento che ognuno di noi possiede (potenzialmente) per affrontare una ricerca del genere, risiede nella volontà di lasciare spazio alla propria mente religiosa, come la chiamava Jiddu Krishnamurti, di fronte alla quale ogni adesione spirituale, filosofica, scientifica, intellettuale o artistica, perde il suo illusorio e compiacente valore.

Ma proviamo a seguire Krishnamurti nella sua riflessione, con le sue parole:

Quali sono le cose che ci importano maggiormente? Se siamo abbastanza ricchi, ci interessiamo della cosiddetta spiritualità, ci divertiamo a impegnarci intellettualmente, ci interessiamo di arte o ci mettiamo a dipingere per esprimere noi stessi. Se invece non abbiamo molti soldi, dobbiamo andare a guadagnarceli e in questo impieghiamo il nostro tempo, giorno dopo giorno. Continua a leggere “Quella mente religiosa al di là di ogni credo”

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