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Posts Tagged ‘Ramana Maharshi’

Preferiamo non fare nomi (ognuno valuterà personalmente), ma molti personaggi contemporanei o della storia più recente, si spacciano come maestri appartenenti alla tradizione spirituale Advaita. Più specificatamente, sono considerati come i rappresentanti di quella che viene chiamata Neo-Advaita.

Abbiamo già toccato questo argomento in due post in passato: Nisargadatta, l’Advaita e l’immondizia  e  Advaita Vedanta comoda e per tutti!, ed oggi proviamo a riprendere il discorso mettendo in luce altre sfumature.

Letteralmente, la parola sanscrita Advaita significata “non ci sono due cose”, riferendosi alla non dualità della realtà, ad un’unica verità, che è sempre stata e sempre sarà. Per tale motivo risulta già di per se stesso un po’ ambiguo parlare di Neo-Advaita, come a distinguere una vecchia verità da una nuova verità…

Ad ogni modo, è comprensibile il fatto che sia emersa la necessità di dare una nuova definizione, dal momento che tali neo-maestri presentano la loro corrente spirituale in una forma a volte difficilmente riconducibile – per chi la conosce bene – alla tradizione originaria.

Non è nostra intenzione ipotizzare se tali figure siano o meno in cattiva fede (laddove ci sono interessi economici non abbiamo dubbi in merito). D’altronde, chiunque si (altro…)

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Tutti parlano di salvezza, tutti affermano di ricercarla, tutti sono certi di conoscere la strada per raggiungerla. In altre parole, sembra che tutti sappiano benissimo di cosa si tratta.

La domanda che però noi ci poniamo è: cosa significa realmente questa parola? salvezza da cosa? o da chi? e quando arriverà? e come?

Che Zeus e tutti gli dei dell’Olimpo ci possano fulminare se azzardiamo a dare una risposta filosofica con elaborate terminologie divine.

Nel tentativo di non interrompere quindi il flusso della domanda, riportiamo qui di seguito un simpatico e significativo aneddoto della vita di Ramana Maharshi:

Un pomeriggio una signora dal Kumbhakonam sedette vicino a Bhagavan ed esclamò: “Come sono felice di avervi incontrato, Swami. Da tanto tempo desideravo moltissimo incontrarvi. Non che voglia qualcosa, Swami. Solo, per favore, siate gentile e concedetemi la salvezza, Swami.” (altro…)

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Sovente si parla di meditazione, termine a cui normalmente ci si riferisce per indicare una pratica di rilassamento “concentrato” con la finalità di ridurre il rumore cerebrale indotto dai pensieri e al ritrovamento del proprio Sè.

Ecco che la sola pratica a gambe incrociate ci fa sentire immediatamente più spirituali, più evoluti, trascurando il fatto che annullare i pensieri non solo, per molti di noi, sia impossibile, ma che anche in caso di successo non rappresenti di per se stessa una soluzione ai nostri problemi. (altro…)

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