Rimanere soli nel deserto in 4 semplici passi

Qualsiasi percorso iniziatico reca in sé pochi ma fondamentali principi affinché possa dare frutti, e condurre di conseguenza alla conoscenza delle potenzialità che albergano nel profondo dell’animo umano. Norme di vita, principi semplici, pratiche più o meno lineari per raggiungere il cuore di diamante che brilla dentro di noi.

Bene, eppure sembra che – pur passando il tempo e pur applicandoci con dovizia alla disciplina adottata – non si riesca a fare nemmeno un passo verso la felicità. Anzi, più andiamo avanti e più sembra che le cose si complichino: le persone non ci capiscono, il nostro compagno o la nostra compagna non ci sopportano più, i nostri figli non ci ascoltano, il capo ci maltratta, i colleghi si approfittano di noi. E chi più ne ha, più ne metta.

“Eppure io mi sto impegnando, forse sono gli altri che…” Sì, cari amici: siete sulla via giusta. Quando non facciamo progressi e tutto ci crolla addosso, quello è proprio il momento per dare la colpa all’ingiustizia del mondo, alla politica, al sistema, alle persone e alla loro mediocrità. In questo modo, e solo in questo, ne usciremo puliti, lindi di spirituale splendore.

Ecco allora qualche semplice passo da compiere, metodicamente, affinché non si possa insidiare tra noi e la nostra fulgida aurea spirituale la drammatica possibilità che forse stiamo cannando qualcosa.

1 – Mai presumere che il rapporto che avete con gli altri siano un riflesso di voi stessi, mai. Farsi sfiorare dal dubbio che se l’altro vi risponde male forse un motivo potrebbe averlo, costituirebbe di per sé la strada verso il fallimento. Meglio, molto meglio, addurre ad una serie di motivi accessori:

  • L’altro non ha le stesse qualità eccelse che ho io, quindi un mezzo essere umano non potrà mai gioire del canto melodioso degli usignoli né avere uno spirito poetico.

  • L’altro ha un inizio di esaurimento nervoso, perché è evidente che ha un sacco di problemi irrisolti e non ha la levatura necessaria per uscirne.

  • Nel malcapitato caso che l’altro stia percorrendo un cammino iniziatico come voi, e che tutto sommato non abbia plateali problemi personali, rimane la strada dell’invidia: vorrebbe essere come voi e quindi reagisce male. Funziona sempre, e potete così archiviare il caso.

2Rimanete fermamente concentrati su voi stessi: gli altri non esistono, sono solo utili accessori nel caso le cose vadano bene (karmicamente ve lo sarete certamente meritati) o pallidi incidenti di percorso nel caso vadano male. Vi state occupando di voi stessi, vero? Della vostra evoluzione spirituale? E allora gli altri cosa pretendono? State già salvando il mondo! Ignorateli, non considerate nemmeno lontanamente che forse anche loro hanno le loro sofferenze, e che – per carità! – possano patire proprio per il dolore che voi arrecate loro. Andate dritti per la vostra strada, ognuno ha il suo destino d’altronde.

3Perdetevi in dettagli inutili. Al fine di dimostrare che la ragione sta dalla vostra parte e che gli altri siano ingrati o, nei casi peggiori, approfittatori, cercate sempre di fare favori non richiesti, di anticipare i movimenti dell’altro e a continuare ad avere pensieri carini nonostante nessuno li abbia mai pretesi né tantomeno vi abbia mai accennato ad una loro effettiva utilità. Cercate di perdere energia a più non posso preoccupandovi (solo superficialmente però) per le persone, arrovellandovi senza considerare i fatti nudi e crudi; negate, negate a più non posso che gli altri abbiano altre necessità e non quelle che voi presumete abbiano! L’altro deve per forza tenere a voi, è ovvio! E quando constatate che le vostre preoccupazioni o le vostre azioni non servono a nulla e non sono apprezzate, continuate a farle, finché il prossimo vostro – esanime – si stancherà e vi manderà a quel paese. E voi avrete vinto.

4 – Se la vostra buona stella ha irraggiato una particolare fortuna e vi è capitato di incontrare qualcuno sulla vostra strada che si interessa realmente a voi, ci raccomandiamo caldamente: fate di tutto per rovinare questo incontro, mettetecela tutta. Non lasciate che un rapporto speciale rovini i vostri piani. Cercate di dare ogni cosa per scontata, distruggete la delicatezza con comportamenti sprezzanti, mostrate antipatia e fastidio, fatevi desiderare, tirate la corda, calpestate i sentimenti che ingombrano la strada e non fatevi mai andare bene nulla: se la persona vuole starvi vicino, allontanatela; se si allontana per via della vostra reticenza all’affetto e all’aiuto, prendetevela con lei. Si sa, gli altri devono capirci fino alla nausea, a noi non è richiesto questo sforzo (ricordate? Esistiamo solo noi. Si legga il punto 2). Non dimenticate: siate ingrati. Quello che le persone hanno fatto per voi va dimenticato nel più breve tempo possibile; d’altronde probabilmente chiunque avesse avuto la fortuna di incontrare un essere speciale come voi avrebbe cercato di aiutarla, di sicuro.

Ecco, applicando con dovizia questi quattro semplici passi vi assicurerete certamente un posto al sole dove sarete gli unici ammirati per la vostra altezza spirituale. Sì, gli unici perché quel posto è il deserto e non ci sarete che voi, però come si dice, meglio soli che male accompagnati. Buon lavoro!

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