Nel cerchio, siamo tutti uguali.
Non c’è nessuno di fronte a voi e nessuno dietro di voi.
Nessuno è al di sopra di voi.
Nessuno è al di sotto di voi.
Il cerchio è sacro perché è stato progettato per creare l’unità.
Sapienza Lakota
Per i Nativi è un fondamento vivere e lavorare in accordo con le leggi della natura, non contro di esse. Questo lo chiamano vivere nel Cerchio Sacro della vita o Ciangleska Wakan, conosciuta anche come la Ruota di Medicina.

Il Cerchio Sacro rappresenta la manifestazione di Wakan Tanka, il Grande Mistero, il principio creatore, il centro dell’universo conosciuto: attraverso la simbologia della Ruota, il simbolo più potente e sacro dei Nativi, è possibile conoscere se stessi e le meraviglie del creato e comprendere che ogni essere che lo abita interagisce in maniera armonica con le altre forme di vita. Questa è ritenuta una responsabilità sacra perché ogni forma di vita, animata o apparentemente inanimata, contribuisce alla sopravvivenza del creato.
Il cerchio è il simbolo della vita stessa in quanto la natura si manifesta in maniera circolare. Ecco il perché della Ruota: il messaggio che da essa scaturisce è l’armonia con tutti gli elementi dell’universo.
“Nell’acqua non si formano onde quadrate o di altre forme diverse dal cerchio. […] Il cerchio è anche la forma del sole e della luna. Sono cerchi gli arcobaleni, anche se ne vediamo solo una metà. […] La Terra in cui viviamo è rotonda e ciò ci porta a credere che il sole e la luna si muovano attorno ad essa secondo un moto circolare. Persino alcune illusioni possono richiamare la forma del cerchio”. (1)
Nel cerchio non c’è inizio né fine, è oltre i limiti del tempo. Esiste solo la trasformazione regolata dall’energia dei quattro venti, rappresentati dalle quattro direzioni cardinali.
“Appeso ai quattro lembi dell’Universo, sostenuto dai quattro venti che soffiano agli angoli del firmamento, si estende il cerchio della vita, la ruota che gli anziani definivano l’enciclopedia della creazione, la scienza delle direzioni o semplicemente la ruota di medicina. In essa è descritta l’esistenza, i suoi grandi cicli, lo scorrere del tempo e il cammino che realizza l’essere umano sulla terra. Come una bussola che orienta sul prossimo passo da compiere, gli antichi hanno, grazie alla loro infinita capacità di osservazione, descritto, nominato, interpretato il mistero nascosto dietro alle quattro porte dell’Universo, l’est, il sud, l’ovest e il nord, consegnandoci, attraverso quella che conosciamo come la rosa dei venti, una vera e propria mappa di orientamento”. (2)
“Quando avevo tre anni mia madre mi portò sulla cima di una collina e mi presentò agli elementi. Per prima cosa mi presentò alle Quattro Direzioni (Est, Sud, Ovest e Nord). «Chiedo una benedizione speciale per questo bambino. Voi che circondate le nostre vite e che ci fate andare avanti, per favore, proteggetelo e fate in modo che la sua vita sia equilibrata»”. (3)
La Ruota di Medicina viene realizzata con pietre disposte sulla terra in maniera circolare, divisa in quattro quadranti, ognuno dei quali rappresenta una direzione, un elemento della Natura e altro: al Sud corrisponde la forza elementale Acqua, all’Ovest il Regno Minerale, rappresentato da Madre Terra, al Nord è legata l’Aria mentre all’Est è collegato il Fuoco, rappresentato dal Sole.
Viene anche realizzata in misura più ridotta dagli Uomini e Donne Medicina ed utilizzata durante i riti di guarigione.
La ciclicità rappresentata dal cerchio la ritroviamo nel ciclo de giorno, delle stagioni. Anche la vita dell’uomo è ciclica, passando dalla nascita, all’infanzia, all’adolescenza, alla maturità e alla vecchiaia. E la morte non rappresenta la fine ma l’inizio di un nuovo ciclo.
Tutto fa parte del Sacro Cerchio e tutto è collegato. La nostra esistenza è unita così intimamente che la nostra sopravvivenza dipende dal saper mantenere una relazione equilibrata con tutto ciò che si trova all’interno del Sacro Cerchio. (4)
Il mondo è il cerchio più grande, dove i Nativi vivono seguendo degli insegnamenti che rappresentano il fondamento della loro spiritualità.
Nel mondo occidentale assistiamo quotidianamente a situazioni in cui dominano le emozioni negative, in cui si dà molta più rilevanza e valore alle proprie esigenze e necessità, dove ci si ritiene importanti al punto da non preoccuparci di fare del male agli altri. Basta che la nostra vita funzioni.
Per i Nativi un comportamento del genere equivale a spezzare il Sacro Cerchio. Per loro è importante vivere in armonia, dove il legame è fondamentale così come è importante rivolgersi agli altri con tolleranza, capacità di perdonare e amore. La società tradizionale funziona in armonia perché ogni componente è uno strumento di aiuto per l’altro, e ciò avviene con consapevole responsabilità.
E questa è l’idea centrale della spiritualità dei Nativi, Mitakuye Oyasin: siamo tutti collegati.
(1) Joseph M. Marshall, In cammino con un saggio pellerossa, Edizioni Il Punto di Incontro, Vicenza, 2005 (pg. 99).
(2) A. Comneno, M. Balboni, Pratiche sciamaniche – Il cammino della conoscenza silenziosa, Anima Edizioni, Milano, 2013 (pg. 43).
(3) Bear Heart e Molly Larkin, Il vento è mia madre, Edizioni Il Punto di Incontro, Vicenza, 2015 (pg. 14).
(4) Bear Heart e Molly Larkin, Il vento è mia madre, Edizioni Il Punto di Incontro, Vicenza, 2015 (pg. 188).
BIBLIOGRAFIA
A. Comneno, M. Balboni, Pratiche sciamaniche – Il cammino della conoscenza silenziosa, Anima Edizioni, Milano, 2013.
Bear Heart e Molly Larkin, Il vento è mia madre, Edizioni Il Punto di Incontro, Vicenza, 2015.
Joseph M. Marshall, In cammino con un saggio pellerossa, Edizioni Il Punto di Incontro, Vicenza, 2005.
Alessandro Martire, Mitakuye Oyasin – Il viaggio dell’anima nella cultura dei Nativi Americani, Edizioni L’Età dell’Acquario, Torino, 2013.



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