L’agguato – Dialoghi con il Druido (cap. 21)

Il momento della battaglia era arrivato. Tutto lโ€™accampamento era pronto; lโ€™unico che vagava senza meta era il giovane druido. La notte e la pozione magica gli avevano portato in dono delle visioni: aveva capito cosa lei rappresentasse nella sua vita, e adesso che se nโ€™era andata, sentiva una fitta profonda allโ€™altezza dello stomaco. Ricordava le parole del Saggio Druido quando gli chiese come distinguere un vero sentimento da una semplice emozione: โ€œIl sentimento รจ una connessione profonda con lโ€™altra personaโ€.

A quelle parole, lui cercรฒ di indagare il senso, di avere qualche nozione in piรน, ma il Saggio Maestro rispose: โ€œCosa vuoi sapere di piรน? Cosa ti aspettiโ€ฆ che le parole possano spiegarti qualcosa che la maggioranza degli esseri umani non riesce nemmeno a immaginare? Vorresti che le mie parole chiarissero i tuoi dubbi? No, mio giovane allievo, dovrai sudarti la scoperta di tale meraviglia, e, semmai avrai la fortuna di arrivarci vicino, capirai di cosa sto parlando. Solo allora, forse, capiraiโ€.

Il giovane guerriero lo risvegliรฒ dai suoi pensieri: โ€œDovโ€™eri finito? Lโ€™alba sta sorgendo ed รจ il momento di lanciare il nostro attaccoโ€. Poi, avvicinandosi al suo orecchio, gli sussurrรฒ: โ€œAvremo bisogno della tua magia oggiโ€. Il giovane druido lo guardรฒ con aria leggermente smarrita, dicendo: โ€œLeiโ€ฆ รจ andata viaโ€. Il suo amico lo guardรฒ stranito, si girรฒ verso lโ€™accampamento, dove entrambi videro avanzare la giovane druidessa con passo sicuro; per la prima volta portava una spada al fianco. Se le cose fossero andate male, avrebbe combattuto fino alla morte, ma mai si sarebbe fatta catturare dai romani.

Il giovane re si scostรฒ, ed il giovane allievo la vide lรฌ, dinnanzi a lui, in tutto il suo potere. โ€œPensavo fossi partitaโ€. Fu contento e quasi si stupรฌ di sentire la sua voce ferma e decisa. Lei rispose: โ€œQuesto รจ il momento di combattere. Una druidessa non abbandona mai il campo di battagliaโ€. Fece un attimo di pausa e continuรฒ: โ€œQualunque esso siaโ€. Il giovane druido le prese la mano e la strinse nella sua, mentre i due si guardavano negli occhi, esplorando i loro cuori. Poi disse: โ€œHo visto delle cose su di noi stanotteโ€. โ€œAnchโ€™io!โ€ rispose la giovane druidessa. Il contatto delle loro mani esprimeva tutto quellโ€™incontro, e lโ€™energia che si sprigionava dai loro sguardi era chiaramente visibile anche a occhi poco esperti. โ€œAndiamo!โ€, dissero allโ€™unisono, โ€œLa nostra gente ci aspettaโ€. Adesso tutto era pronto per la battaglia. Il giovane re diede le ultime indicazioni, e ognuno dei suoi uomini si diresse nella posizione stabilita per portare lโ€™agguato ai soldati romani, ormai in arrivo.

I romani avevano seguito perfettamente le tracce lasciate dai loro nemici; volevano prendere ciรฒ che rimaneva di quei guerrieri e distruggerli definitivamente. Le loro forze erano notevolmente superiori e sapevano che per i loro nemici non cโ€™era speranza. La strada che passava in mezzo a quelle due valli era molto stretta, e furono costretti a proseguire in fila indiana. Nessuno notรฒ i guerrieri, completamente mimetizzati tra i cespugli che affiancavano le pendici da entrambi i lati della strada. Nessuno dei romani ebbe un sospetto quando sentirono degli strani versi di animali provenire dagli alberi intorno a loro, fino a che la calma apparente fu interrotta da un boato di tronchi che, dalla cima della montagna, scendevano a valle. Quando lโ€™esercito romano cercรฒ di rifugiarsi verso la cima opposta, una valanga di sassi scese dalla parte in cui avevano cercato rifugio, cosicchรฉ buona parte dellโ€™esercito venne ferita o uccisa da quel primo assalto. Gli altri, messi in fuga disordinatamente, cadevano in trappole preparate nel terreno o rimanevano vittime delle frecce avvelenate lanciate dagli alberi, dove i guerrieri celtici si erano perfettamente mimetizzati. Quando la situazione si calmรฒ, i guerrieri romani si compattarono nuovamente nel fondo valle. Il giovane re vide che, nonostante lโ€™imboscata li avesse presi di sorpresa, il loro numero rimaneva estremamente elevato. Intanto, i guerrieri orso e i guerrieri lupo scendevano nudi dalla montagna, indossando solo un copricapo che rappresentava il loro animale totemico. Alcuni, senza spada, utilizzavano i denti come zanne, identificandosi completamente con il loro animale tutelare. Imitando perfettamente con urla spaventose i loro versi, si lanciavano allโ€™assalto dei nemici che li attendevano con sguardi pieni di paura. Altri guerrieri uscirono dai loro nascondigli tra gli alberi e si apprestarono al combattimento per la vita o per la morte, incrociando le spade con i loro nemici.

Dallโ€™alto della montagna, il giovane druido, la giovane druidessa e il giovane re osservavano il protrarsi della battaglia, consci che sarebbe stata lโ€™ultima e definitiva. I loro comandi erano precisi, e a ogni fischio o suono di animale un nuovo gruppo di guerrieri si lanciava nella battaglia. Il giovane druido agitรฒ piรน di una volta il suo bastone magico per richiamare la nebbia, che arrivava in soccorso dei suoi guerrieri. Inoltre, unendo le energie con la giovane druidessa, crearono un campo energetico che alimentava il corpo emotivo dei loro guerrieri, facendoli sentire invincibili.

Il giovane guerriero si lanciรฒ verso il centro della battaglia, dove si era concentrato il numero piรน alto di soldati romani che sembravano avere la meglio sui suoi guerrieri. Il suo arrivo ebbe lโ€™impatto di unโ€™onda gigantesca che si schianta sulla spiaggia, portando via tutto ciรฒ che trova intorno a sรฉ.

La sua spada si faceva strada in mezzo alle file dei soldati romani, tanto che nel volgere di poco tempo le sorti di quella parte di battaglia si rovesciarono, e i guerrieri presero il sopravvento della situazione.

Le condizioni della battaglia non erano comunque delle migliori. I gruppi in combattimento, separati tra loro, erano quattro, sparpagliati allโ€™interno della vallata. Se quello del giovane re stava avendo la meglio, gli altri gruppi di guerrieri, nonostante avessero potuto approfittare del fattore sorpresa, erano in difficoltร  di fronte al grande numero di soldati romani, disposti a combattere fino alla morte, consci che non cโ€™era alcuna via dโ€™uscita da quellโ€™angusta valle.

A quel punto, la giovane druidessa cominciรฒ a recitare delle formule magiche. Il giovane allievo riconobbe quel canto, lo stesso usato anni prima davanti alla grotta dellโ€™iniziazione. La precisa sequenza con cui la druidessa intonava le Rune stava creando una formula magica, necessaria per attirare un particolare tipo di energia: convogliare l’energia del tuono e donarla ai loro guerrieri. Lui si avvicinรฒ a lei e iniziรฒ a intonare le Rune nella stessa sequenza. Lei gli prese la mano, e lui sentรฌ che dalla sua pelle si sprigionava un calore intenso, quasi ustionante. Ricordรฒ in quel momento la sensazione che provรฒ quando, ancora ragazzini, lei gli prese la mano per la prima volta, ed ebbe lo stesso brivido. Con lโ€™altra mano, entrambi facevano ruotare i loro bastoni in senso circolare, creando una spirale. Quel suono che ghiacciava il sangue, proveniente da voci che in quel momento non erano umane, fece orientare lo sguardo di molti soldati verso la cima della montagna. Ciรฒ che videro fu una luce luminescente, tanto intensa da non poter distinguere i due corpi che la formavano, ormai fusi in unโ€™unica cosa, portando alla vita lโ€™energia della Runa Ehwaz. Il movimento dei loro bastoni scaturรฌ unโ€™energia che inizialmente si presentava come una leggera brezza, per poi trasformarsi col passare del tempo in una forza simile a quella di un uragano. La battaglia si fermรฒ: i soldati romani erano spaventati da tanto potere e da un vento cosรฌ forte che faceva tremare gli alberi intorno a loro. Poi, i due druidi, uniti nellโ€™intento, lanciarono simultaneamente quella forma di energia in sostegno dei loro guerrieri, pronunciando con forza lโ€™ultima Runa, Sowulo. Dopo ciรฒ, sโ€™inginocchiarono al suolo, esausti per la prova sostenuta.

Lโ€™effetto di quellโ€™energia fu incredibile. Il vento cessรฒ improvvisamente, lasciando in ogni guerriero una rinnovata forza, non solo fisica ma anche spirituale.

Era come se fossero stati colpiti dallโ€™energia di un fulmine, che aveva dato vigore e forza a tutto il loro corpo. Sembrava che il loro numero si fosse quintuplicato, tanto da ribaltare le sorti del combattimento. Ma purtroppo non era sufficiente: il giovane druido e la druidessa videro dalla cima della montagna un gruppetto di soldati romani, circa una cinquantina, farsi strada nel sentiero che conduceva verso la cima, con lโ€™intento di prendere alle spalle i guerrieri celti. Durante la costruzione del loro piano, nelle settimane precedenti, avevano ritenuto quella possibilitร  la piรน pericolosa in assoluto. Il giovane re era stato chiaro: โ€œSe ci passeranno alle spalle, per noi sarร  sconfitta certa. Non siamo in grado di sostenere due fronti: essere presi in mezzo e attaccati dallโ€™alto ci renderร  vulnerabiliโ€.

La situazione era ormai disperata. Ma non solo loro avevano notato quel movimento: anche il giovane re si stava muovendo di corsa verso quel gruppo di soldati.

Il giovane druido disse alla giovane druidessa: โ€œNon puรฒ affrontarli da solo, va incontro a morte certa. Dobbiamo aiutarloโ€, e fece per lanciarsi verso il luogo dove sarebbe avvenuto lo scontro, ma la giovane druidessa lo fermรฒ con una mano decisa sulla spalla. โ€œรˆ la sua missione, non la nostra. รˆ stato chiamato dal Saggio Druido a compierla quando era ancora bambino. Nulla e nessuno puรฒ intromettersi tra lui e il suo Wyrdโ€. Il giovane druido ebbe un moto di sofferenza, ma sapeva che era la cosa giusta da fare, e ricordรฒ le notti passate a parlare nellโ€™attesa di quel momento, in cui avrebbe riparato a tutti i suoi errori. La giovane druidessa continuรฒ: โ€œVedi quello che vedo io?โ€ Il giovane druido cercรฒ di guardare in quella direzione, ma non vide altro che un guerriero lanciarsi verso la morte. โ€œOsserva meglio!โ€ gli disse, sempre fissando lo sguardo verso la zona della battaglia. Il giovane druido non capiva. Lei continuรฒ: โ€œIl tuo corpo emotivo ti distrae in questo momento. La paura per la sorte del giovane re non ti permette di vedere al di lร  delle apparenzeโ€. Poi, lo colpรฌ con forza in un punto preciso tra le scapole, permettendo al giovane allievo di accedere a una nuova attenzione e scorgere cosรฌ i movimenti energetici e una realtร  non visibile allo sguardo umano. In quel momento vide un bambino, non piรน un guerriero, un bambino felice e sorridente correre verso il punto dove prima vedeva i soldati romani, dove ora il Saggio Druido lo attendeva. Cercรฒ di mantenere viva lโ€™attenzione, ma il corpo emotivo lo distraeva, rendendogli difficile mantenere focalizzata la seconda visione. In quel frangente, sentรฌ la voce della giovane druidessa che gli diceva: โ€œRimani concentrato, focalizza lโ€™attenzioneโ€. Tutto tornรฒ chiaro: era proprio il Saggio Druido, ritto in mezzo al prato, che guardava verso il giovane guerriero che correva verso di lui, adesso non piรน bambino, ma un valoroso e forte guerriero, proprio come il Maestro gli aveva preannunciato molti anni prima che sarebbe diventato.

Lโ€™incontro-scontro con i soldati romani, ben addestrati, fu incredibile. Quando il giovane re giunse su di loro, si aprirono a ventaglio, lasciandolo entrare allโ€™interno del cerchio che avevano creato. Poi, quando fu al centro, si richiusero su di lui. I colpi arrivavano sul giovane re da tutti i lati, ma era la sua spada a farsi strada e a guadagnare terreno. Tutto intorno a lui, i corpi dei soldati cadevano uno ad uno, mentre lui rimaneva ritto in mezzo a loro. Sembrava avesse una corazza invincibile: nessuna spada che affondava nella sua carne riusciva a farlo piegare, e nemmeno un segno di sofferenza appariva sul suo volto. I suoi occhi erano la cosa che piรน stupiva: gli occhi di un bambino, alla disperata ricerca di qualcosa al di lร  del nugolo di soldati romani rimasti intorno a lui. La giovane druidessa, con la voce rotta, disse al giovane druido: โ€œSta cercando Lui!โ€. โ€œSรฌ!โ€, rispose questโ€™ultimo, in unโ€™atmosfera surreale che non era piรน quella di una battaglia, ma quella di un uomo che avanzava lentamente, con tutte le sue forze, verso la realizzazione del proprio Wyrd.

Il giovane druido e la giovane druidessa si erano intanto avvicinati al luogo dello scontro. Nessun soldato romano era rimasto in piedi. Quando giunsero di fronte al giovane re, lo trovarono appoggiato alla sua spada, con un ginocchio sollevato e lโ€™altro appoggiato al suolo, ferito ovunque. Alzรฒ lo sguardo e vide i due druidi, poi cadde al suolo, mentre rivoli di sangue scorrevano su tutto il suo corpo. Il giovane druido raccolse la sua testa tra le braccia e si stupรฌ nel vedere i suoi occhi sprizzare gioia. Il giovane re, con un filo di voce, chiese: โ€œLa Foresta Sacra รจ salva?โ€ โ€œSรฌ!โ€, rispose il suo amico, mentre guardandosi intorno vide che i loro guerrieri avevano vinto la battaglia. Il giovane re fece un sorriso di soddisfazione mentre cercava, con le ultime forze, di aggrapparsi al suo amico e alla vita, torcendosi dal dolore. In quel frangente, un leggero vento si alzรฒ e mosse i capelli del giovane re come una dolce carezza. Egli smise di lamentarsi, e un sorriso estasiato illuminรฒ il suo volto, rilassando tutto il suo corpo. A quel punto, il giovane druido, percependo chiaramente quella Presenza, gli sussurrรฒ allโ€™orecchio: โ€œVai da Lui, ti sta aspettandoโ€. Gli occhi del giovane re si riempirono di lacrime di gioia, mentre la vita lasciava il suo corpo tra le braccia di quello che era stato il suo druido.

Il giovane druido adagiรฒ lentamente la testa del suo amico a terra e si alzรฒ in piedi, visibilmente commosso. Poi, rivolgendosi al cielo, pronunciรฒ queste parole: โ€œOggi muore un corpo umano, ma nasce il mito del giovane re. La sua storia sarร  raccontata nei secoli come simbolo di coraggio, lealtร  e amore. Le sue gesta saranno ricordate nel tempo, e il suo ricordo vivrร  tra il nostro popolo e oltre.โ€ Dopo qualche minuto di silenzio, la giovane druidessa domandรฒ: โ€œCosa faremo adesso?โ€. Lui fece qualche passo in avanti, e con il suo bastone disegnรฒ un cerchio, delimitando una porzione di cielo davanti a loro, poi rimase in silenziosa attesa. Sentiva ancora lโ€™energia del Saggio Druido e sapeva che qualche messaggio sarebbe arrivato. Cosรฌ fu: dopo qualche minuto, due anatre passarono sopra le loro teste, seguite a breve distanza da tutto il branco. Il giovane druido si voltรฒ e disse: โ€œRaduniamo la nostra gente, Bran ci aspetta!โ€


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