
Ogni esperienza che non riusciamo a comprendere e ad assimilare in modo armonico scivola nell’Inconscio. Lì si depositano simboli non codificati, frammenti di vita che sfuggono alla nostra comprensione ma che, pur restando nascosti, continuano a influenzare profondamente il nostro agire.
L’inconscio, infatti, non è uno spazio neutro: è una forza attiva, un motore invisibile che orienta la maggior parte delle nostre scelte. Solo in un secondo momento, la mente cosciente interviene per razionalizzarle, offrendo loro una parvenza di coerenza.
La narrazione che segue è ispirata a tante storie realmente accadute, presentate insieme in chiave mitica e simbolica.
Nella regione di Midgard, immersa in una perenne nebbia che avvolgeva ogni strada e ogni pensiero, viveva Silude, una donna inquieta. Non sapeva spiegare il motivo di quell’inquietudine, ma dentro di sé avvertiva un desiderio che la spingeva oltre la vita ordinaria. Si domandava: cosa si cela oltre il mondo che crediamo di conoscere? È possibile liberarsi dalle parti di sé che causano sofferenza? Oppure il suo era solo un desiderio ingannevole di diventare “migliore”?
Silude non trovava risposte, solo frammenti di intuizioni che svanivano nella nebbia. Si accorse ben presto che tutto ciò che non riusciva a comprendere si depositava nell’ombra della sua mente, come tasselli di un mosaico invisibile che la governava in silenzio.
Aveva sentito parlare di una Scuola Iniziatica e si mise in viaggio nella speranza che loro avessero le risposte che cercava. Dopo molto vagare, un giorno, mentre guardava le alture dinnanzi a lei vide l’ombra del sole che disegnava la figura di un drago sulla cima della montagna e decise di recarsi in quel luogo, lì trovò una casa ed i suoi abitanti. La Signora che la accolse al cancello di quel misterioso Castello, le disse: “Cerchi qualcosa, ma non sai cosa. Non sei cosciente del tuo Inconscio”, se sei venuta per sondare i misteri del tuo cuore sei la benvenuta ma sappi che questa è una Via impervia, i cuori tiepidi che si avventurano su queste sentieri sono destinati al fallimento. Si presentò come La Signora del Drago una guida per coloro che volevano vedere ciò che è invisibile agli occhi.
Silude era scettica, ma la sua inquietudine la spinse ad ascoltarla. La Signora cominciò il suo Insegnamento: “Tutto ciò che non hai compreso si accumula, influenzando ogni tua scelta. Vivi, per la quasi totalità del tempo, immersa nell’inconscio: solo una minuscola frazione della tua vita emerge alla luce della Coscienza. Sei mossa da energie che non conosci e che nemmeno ti appartengono, il tuo inconscio non è collegato solo al tuo vissuto ma anche al vissuto di altre persone. Se vuoi vedere, devi prima conoscere te stessa, quali sono i simboli che muovono ogni tua azione, mettere ordine nel grande caos che ti manovra. Per fare questo devi cercare le domande, non le risposte. Ricorda: ‘il cercatore e colui che cerca non colui che trova’.”
Seguendo i consigli della Signora del Drago, Silude iniziò ad osservare se stessa. Si accorse che, da quando aveva cominciato a vivere con più attenzione facendosi domande sui moti del suo cuore, si trovava spesso in conflitto interiore: due forze in lotta dentro di lei. Ogni volta che si trovava davanti a una decisione, sentiva una frizione, un’energia che cresceva incontrollata fino a spingerla verso la scelta di minor resistenza: ripetendo sempre lo stesso errore.
Un giorno, La Signora le diede un compito: “Quando senti quell’attrito, fermati. Osserva. Non reagire subito. Guarda i simboli dietro la tua paura.”
Silude accettò la sfida. Scoprì che ogni evento della sua vita seguiva schemi ricorrenti, come un ciclo che la intrappolava. Decise allora di usare il Metodo che la Signora le aveva insegnato.
Scoprì, attraverso la pratica costante, quanto fossero importanti i fatti che accadevano nella sua vita. Non erano i mille pensieri rivolti al passato, né la paura che l’avvolgeva scrutando il futuro a determinarne il corso. Ciò che davvero trasformava la sua esistenza era la consapevolezza del presente, il riconoscere ciò che la circondava attraverso i fatti nudi e crudi. Realizzò, allora, che certi episodi si ripetevano ciclicamente, con la precisione di un orologio che segna la stessa ora due volte al giorno. Quelle esperienze non erano casuali: seguivano un ritmo, un disegno che sfuggiva alla mente superficiale ma parlava con chiarezza a chi sapeva osservare.
Fu in quel momento che la Signora le disse: “Quando tutto ciò sarà chiaro, le tue azioni — non più guidate dal meccanismo — prenderanno vie diverse, portando con sé risultati inaspettati.”
Dopo mesi di Lavoro, Silude iniziò a percepire il suo mosaico interiore. Vide che ogni esperienza vissuta, ogni paura, ogni desiderio non compreso era un tassello del suo inconscio. Ma per riordinare il mosaico, doveva conoscere più profondamente se stessa ed immettere nuovi simboli nel sistema.
“Qui si trova la Soglia”, spiegò la Signora. “Puoi allontanarti, rifugiarti nella solita sicurezza. Oppure puoi attraversarla conoscerti ed ampliare la tua coscienza.”
Silude esitò. Attraversare significava affrontare il dolore, la paura dell’ignoto. Ma sapeva anche che a quel punto non poteva più̀ tornare indietro, il suo desiderio di verità̀ aveva completamente invaso la sua vita.
Con il sostegno del gruppo e della Signora, iniziò a mettere ordine nei Simboli che la vivevano ordinando tasselli sconosciuti, alcuni dolorosi, ma veri. Ogni volta che affrontava un nodo interiore, un nuovo frammento della sua coscienza emergeva dalla nebbia dell’inconscio e prendeva forma e significato.
Un giorno, dopo un lungo periodo di pratica, Silude si trovò davanti a una scelta che nei tempi passati sarebbe stata meccanicamente facile da prendere. Sentì l’attrito, il caos interiore. Ma questa volta, anziché fuggire, dando i soliti significati, seguendo la Via di minor resistenza, rallentò. Per la prima volta, scelse coscientemente di compiere un’azione diversa, la via di maggior resistenza.
In quel momento, la nebbia che avvolgeva quella regione iniziò a diradarsi. E lei scoprì luoghi che non aveva mai visto nonostante fossero stati costantemente alla sua portata.
Aveva ampliato la sua Coscienza, ma non era un punto d’arrivo, bensì una nuova soglia, la possibilità di porsi nuove domande.
Con un sorriso, La Signora del Drago le disse: “Ora sei in contatto con una nuova energia, a breve potrai, grazie al tuo rinnovato atteggiamento, inserire nuovi Simboli nell’inconscio collettivo e dare vita a nuove forme pensiero. Questo significa che il tuo cambiamento influenzerà quello della tua famiglia, della tua gente, per espandersi al mondo tutto.
Silude resto sorpresa di poter essere in grado di poter immettere Simboli nel sistema, tanto da influenzare la vita di altre persone. La Signora del Drago le disse: “Non ti stupire, il mare non è forse formato da gocce d’acqua?”
Iscriviti su questo blog. Riceverai solo i nostri aggiornamenti, non spam o altre informazioni.


Vi leggo sempre con tanta attenzione e non vedo l’ora di partecipare in presenza qui in Piemonte. Grande missione, grande lavoro, vi ringrazio enormemente. Barbara