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Posts Tagged ‘via devozionale’

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Non si poteva dire o pensare che Antonio veicolasse un tipo specifico di insegnamento piuttosto che un altro. Il suo stile di addestramento eccedeva la possibilità di essere classificato o argomentato. A volte costruiva certezze in cui poter offrire rifugio, altre volte le distruggeva per far rimettere in cammino.

Ogni concetto o informazione non avevano un valore reale di per se stessi, ma rappresentavano per lui solo dei veicoli per poter raggiungere la natura profonda delle persone e lavorare su di essa; una volta raggiunto l’obiettivo, il veicolo poteva anche essere abbandonato e mai più ripreso.

Solo frequentando Antonio ho compreso il motivo per cui i grandi maestri non sono propensi a mettere per iscritto i loro insegnamenti. Ne emergerebbe infatti una dissertazione incomprensibile nella migliore delle ipotesi, pericolosa e fraintendibile nella peggiore. Come è scritto nel primo capitolo del Tao Te Ching:

“Il Tao (la Via) di cui si può parlare, non è l’Eterno Tao.”

Ricordo un giorno in cui era presente una signora che lamentava di non riuscire a creare un rapporto con la figlia adolescente, addossando ovviamente a quest’ultima tutta la responsabilità, e sostenendo con forza le proprie ragioni tirando in ballo le teorie dei più moderni scienziati del comportamento.

Antonio si scagliò con argomentazioni inconfutabili contro l’assurdità di (altro…)

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aghori_tantraSulla scia del post Il lato sinistro dell’Essere, continuiamo quì di seguito con nuove riflessioni in merito alla Via della Mano Sinistra vs Via della Mano Destra.

Oltre all’interpretazione basata sulla fisiologia del lato sinistro e destro del cervello, esistono tradizionalmente anche altri tipi di letture che vedono una contrapposizione (se così si può dire) in termini di metodologia piuttosto che di qualità.

Secondo tali visioni, così come l’iniziato “sinistro” ricerca la fusione con l’Uno attraverso pratiche forti, utilizzando la trasgressione, così l’iniziato “destro” la ricerca attraverso l’infiammazione nella preghiera, nel sentimento trascendentale. Il fine, il risultato, rimane però sempre lo stesso.

Esempi di questi due approcci possono ritrovarsi ad esempio negli Aghori e nei Sufi, che ben rappresentano le differenti metodologie. Entrambe sono considerate vie dirette e rapide.

Ma forse non tutti conoscono la corrente Aghora: è l’apoteosi del Tantra, contraddistinto da pratiche estreme come il meditare sul corpo di un morto in un cimitero, e molto altro. Se esiste un culmine della Via della Mano Sinistra, indubbiamente gli Aghori ne sono i degni rappresentanti.

Eppure questa stessa corrente, scendendo un po’ in profondità, mette a dura prova una categorizzazione definitiva ed indiscutibile… (altro…)

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