Il lato sinistro dell’Essere

L’articolo che segue è stato scritto per questo blog dagli amici del Centro sperimentale di Tantra Contemporaneo. Li ringraziamo per la condivisione e lasciamo subito la parola a loro…

lato_sinistroL’uomo contemporaneo è abituato a fare affidamento prevalentemente sulle sue capacità razionali. Eppure nella sua struttura sono presenti anche altre potenzialità, che possono arrivare là dove il ragionamento si ferma. È quello che chiamiamo intuizione o lato sinistro dell’Essere.

Prima di spiegare di cosa si tratta, riportiamo un esempio:

“Aspettavo la zia di S. che stava scendendo le scale di casa sua. Ultimamente fatico a relazionarmi con lei perché mi sento guardato dall’alto, giudicato (particolarmente sull’educazione di mio figlio, essendo lei maestra). In quei pochi secondi che mi separavano dall’incontrarla, decido di mettere a fuoco il motivo di questa sensazione, chiudo gli occhi, mi concentro e… paf! Come una bolla che scoppia e rivela qualcosa, vedo la parola scriversi sullo schermo nero che mi si era formato dietro agli occhi: “responsabilità”, la zia ci ritiene degli irresponsabili. Verifico: ripenso alle varie discussioni, scontri, a volte tensioni… quadra perfettamente. Questo tipo di messaggio/risposta è avvenuto in modo insolito (spontaneo e senza sforzi), non era il frutto di una riflessione, di un ragionamento.”

Un modo per riconoscere che è stato il nostro lato sinistro ad avere agito è che la risposta (o conoscenza) non è arrivata attraverso un procedimento logico ma è stata piuttosto un’illuminazione improvvisa.

La parte razionale dell’essere viene normalmente associata al lato destro, il lato sinistro è invece collegato alla parte intuitiva e artistica. Questa associazione trova una spiegazione scientifica nel funzionamento dei due emisferi del cervello. La studiosa ed artista Betty Edwards, nel suo libro “Disegnare con la parte destra del cervello” dà un’ottima descrizione del funzionamento di questo doppio cervello:

“Grazie [alle ricerche sugli emisferi del cervello] noi oggi sappiamo che, nonostante la sensazione che comunemente si ha di essere un’unica persona, il nostro cervello è “doppio” e ciascuna metà ha un proprio modo di apprendimento e di percezione della realtà esterna. […] Entrambi gli emisferi captano gli stessi dati sensoriali, ma le due metà del cervello possono elaborare le informazioni in maniera diversa.

L’emisfero sinistro [che controlla la parte destra del nostro corpo] analizza, compie astrazioni, enumera, scandisce il tempo, programma operazioni suddivise in varie fasi, verbalizza e asserisce concetti razionali basati sulla logica. Ma esiste un altro modo di conoscenza: quello dell’emisfero destro [responsabile della parte sinistra del corpo]. In quest’ambito noi “vediamo” cose che possono essere immaginarie, che esistono cioè solo per l’occhio della mente o ricordiamo la forma di oggetti reali. Attraverso le sue funzioni noi comprendiamo le metafore, sogniamo, creiamo nuove aggregazioni di idee.

In varie lingue troviamo espressioni o modi di dire che alludono chiaramente al contrasto tra destra e sinistra. Si usa dire, per esempio, che una persona “ha destrezza” per indicarne l’abilità. D’altra parte usiamo espressioni come “tiro mancino” e “sinistro presagio”. La mano destra (e per ciò stesso l’emisfero sinistro) viene associata con tutto ciò che è positivo, giusto, morale, accettabile, mentre la mano sinistra (e quindi l’emisfero destro) è fortemente collegata al concetto di disordine e di emozioni che sfuggono al controllo della coscienza e sono perciò immorali, pericolose, negative”.

Quando si parla di lato sinistro, in ambito “esoterico”, ci si riferisce a ciò che avviene ad una persona senza che essa lo abbia deciso consciamente, si allude a quella parte dell’essere invisibile, sconosciuta e soprattutto fuori controllo, che agisce “malgrado” la persona.

Anche se non è possibile controllare e conoscere completamente il funzionamento del lato sinistro, osservando attraverso gli squarci che di tanto in tanto esso apre nella nostra esperienza, possiamo affermare che una delle sue principali caratteristiche è che funziona per associazione. Il lato intuitivo parla attraverso i simboli: lancio un messaggio concentrandomi su un simbolo ed esso mi risponde attraverso un altro simbolo, anche se a me il legame fra i due può rimanere totalmente oscuro.

Le variabili che possono influire sulla qualità del dialogo fra conscio e inconscio sono tante e la natura stessa dell’intuizione tende a sfuggire agli schemi fissi per cui le esperienze di rivelazione non si possono riprodurre a comando.

Un’applicazione “classica” di questo principio sono gli oracoli il cui funzionamento prevede che una domanda posta in un certo contesto simbolico venga rivolta al lato sinistro per ottenere una risposta coerente con il sistema di simboli in cui si opera e che rappresenterà la soluzione da noi cercata. Un altro contesto in cui questo principio di “comunicazione” può tornare estremamente utile è quello della malattia.

La meditazione su simboli che rappresentino la parte del corpo malata (attraverso il sistema dei Cakra, ad esempio) se effettuata con costanza e correttamente può aiutare a risalire alle cause originarie che hanno scatenato il malessere o contribuito poco alla volta al suo insorgere.

La società attuale, frutto di secoli di strutturazione, è stata impostata seguendo prevalentemente le indicazioni della parte destra e accantonando le intuizioni della parte sinistra in quanto quest’ultima è destabilizzante, destrutturante, avversa ad accontentarsi di forme (in questo caso, sociali, gerarchiche, politiche, economiche) date una volta per tutte.

Una delle gravi mancanze che ciò ha comportato per la nostra società è sicuramente il rifiuto di confrontarsi con l’esperienza della morte. La consapevolezza di non essere eterni in quanto individui è chiaramente presente in tutti noi, ma viene tenuta nascosta ed è volutamente dimenticata per buona parte dell’esistenza; ciò avviene grazie all’iperattività della parte razionale continuamente impegnata a capire, catalogare, progettare.

Il lato sinistro è invece portavoce del fatto che l’esistenza è continuo cambiamento, che la morte è sempre parte di noi perché noi non siamo mai gli stessi di prima. Seguire il lato sinistro vorrebbe dire adeguare le condizioni esterne della nostra vita ai mutamenti che intervengono in noi, sacrificare situazioni ormai stagnanti e improduttive, ma a cui siamo a volte tremendamente affezionati, alla visione “reale” dei flussi di energia; energia che non è mai ferma, mai definitivamente sistematizzata.

In questo senso intuiamo che la morte è uno stato continuativo, in quanto noi non siamo altro che un succedersi di “Io” che sorgono, vivono e sono destinati inesorabilmente a morire. Per chi questo stato perenne di morte non vuole vedere, la morte sarà una sola, ma terribile, a quel punto inspiegabile, intollerabile, incomprensibile e senza alcun senso.

tantraloka

Un’altra grande pecca del modo in cui si è man mano consolidata la società attraverso la predominanza assoluta della ragione è l’aver messo in secondo piano l’aspetto femminile. Come mai il potere si concentra prevalentemente nelle mani degli uomini (o di poche donne che si comportano da uomini)? Come mai i valori dominanti sono così spiccatamente maschili (razionalità, affermazione del singolo, competizione)? Ancora una volta è il lato irrazionale dell’essere a venire messo da parte; quest’ultimo ha molti punti in comune con il sentire femminile: l’apertura ai cambiamenti, la capacità di accogliere ed integrare, la ricettività in generale.

Anche per questo motivo ci siamo accostati alla Corrente Tantrica, che rivendica l’assoluta identità, pur nella diversità, del Principio Maschile e di quello Femminile, valorizzando quest’ultimo e riconoscendo alle donne un ruolo fondamentale nella sperimentazione magica in quanto veicolo privilegiato delle Energie cosmiche.

Nel Tantra vengono riconosciute due correnti chiamate “dakshinachara” o Sentiero della Mano Destra e “vamachara” o Sentiero della Mano Sinistra. La prima si concentra sull’osservanza di precisi codici etici e morali (pratiche vediche induiste ortodosse come lo yoga, la meditazione e l’ascetismo).

Il Sentiero della Mano Sinistra viene considerato come il più diretto e rapido verso l’Illuminazione, ma anche il più pericoloso dato il repentino potenziale espresso dalle energie coinvolte e risvegliate, per questo è consigliato a pochi iniziati. Le regole ortodosse vengono trasgredite, le pratiche rituali del Tantra della Mano Sinistra, ad esempio, includono i cinque pancha-makara che sono: il consumo di alcool e altre sostanze intossicanti (madya), l’unione sessuale rituale (maithuna), il consumo di carne (mamasa), di pesce (matsya) e di un preparato afrodisiaco a base di frumento o altri cereali secchi (mudra).

Ci pare che la “spiritualità” odierna sia prevalentemente, e per esteso, di “mano destra”, nel senso che tutto sommato raramente chi se ne occupa pare seriamente disposto a mettersi in gioco, lasciando il giusto spazio al lato sinistro e arrischiandosi a ricevere la rapida spinta di un percorso, indipendentemente dalla tradizione prescelta, di “mano sinistra”.

E voi da che parte state? Che spazio date al vostro lato sinistro?

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