I 10 buoni motivi per mangiare i germogli

Premettiamo che l’utilizzo dei germogli a scopo alimentare sembra essere antico quanto l’umanità stessa. I primi testi che ne documentano l’uso risalgono addirittura al 5000 a.C.: si trattava di testi di medicina tradizionale cinese che ne esaltavano le proprietà antinfiammatorie e rinforzanti, indicati in particolar modo nei casi di carenze vitaminiche.

Studiando la storia dell’essere umano, notiamo che nelle epoche più fredde, nelle zone più sottoposte alla sfera del gelo e durante le grandi marce verso la guerra, le popolazioni utilizzavano maggiormente i germogli per far fronte all’alto consumo di proteine, vitamine ed enzimi da parte del metabolismo sotto stress.

Una delle popolazioni più conosciute al mondo per il loro incredibile fisico e per la loro longevità sono infatti gli Hunza. Questo popolo vive nella zona settentrionale dell’India, ed ha come base essenziale della propria alimentazione proprio i germogli. Infatti anche in questi luoghi le condizioni di vita sono estremamente rigide e le forme di agricoltura e di coltivazione non si sono molto sviluppate se non nella crescita e germogliazione dei semi.

La storia racconta che i legionari Romani tenevano dei semi in piccole sacche di stoffa che, a contatto con il calore del corpo e l’umidità, germogliavano diventando così un cibo ricco di nutrienti, comodo da trasportare ed estremamente energetico.

Sicuramente per mantenere tutti i nutrienti e le sostanze benefiche dei germogli il consumo crudo è in assoluto il migliore. Ricordiamo che serve fare attenzione a quali germogli assumere e che in particolare i germogli più sicuri sono i cereali (grano, riso, segale, orzo, avena ecc.), mentre è consigliabile sbollentare qualche minuto i germogli di alcuni legumi come la soia verde “Mung”, le lenticchie, i piselli e i ceci. Per i fagioli è consigliabile una cottura di almeno 15 minuti. I germogli di senape, girasole, sesamo, erba medica o alfa alfa, porro, ravanello, sono invece ottimi consumati crudi.

Le preparazioni a caldo vanno dallo sbollentamento veloce dei germogli alla frittura, alla stufatura, alla cottura e ad altri procedimenti termici che utilizzano i germogli come singoli ingredienti o in mix con altri cibi. Il modo più semplice dopo il trattamento termico per consumarli è quello di aggiungere un filo d’olio e condire a piacere con sale e spezie.

Nei semi germinati, aumentano gli enzimi proteolitici che rendono sia i carboidrati che le proteine digeribili. Quando si mangiano cibi che non ne contengono, il nostro corpo deve obbligatoriamente produrli. Con il passare del tempo, la capacità di produrre gli enzimi necessari per una buona digestione si affievolisce insieme con la capacità di resistenza alle malattie.

La notizia positiva: gli enzimi da alimenti germinati possono sostituire quelli che il corpo non produce più.

I germogli di appena tre giorni contengono da 10 a 100 volte in più di glucorafanina, il principale induttore enzimatico del vegetale maturo che svolge un’azione protettiva contro gli agenti chimici cancerogeni. Mangiare semi germogliati non solo aumenta il contenuto antiossidante della vitamina C, ma aumenta anche il contenuto in clorofilla creando un ambiente ostile per i batteri nocivi e disintossica il corpo migliorando, nello stesso tempo, i livelli di ossigeno del sistema immunitario.

Ecco dunque i 10 buoni motivi per inserire i germogli nella nostra dieta:

  1. I germogli possono contenere fino a 100 volte più enzimi della frutta e della verdura cruda permettendo al corpo di estrarre più vitamine, minerali, aminoacidi e grassi essenziali dagli alimenti.
  2. La qualità delle proteine e il contenuto di fibre dei semi migliora quando vengono germogliati.
  3. Il contenuto di vitamine e acidi grassi essenziali aumenta in modo impressionante durante il processo di germinazione. Ad esempio, a seconda del tipo di germoglio, il contenuto nutrizionale può aumentare fino a 30 volte il valore originale in pochi giorni di germinazione. I germogli dei semi di girasole e dei piselli sono in cima alla lista di tutti i semi che si possono germogliare e sono in genere circa 30 volte più nutrienti degli stessi semi biologici non germinati, anche di quelli raccolti nell’orto di casa propria.
  4. È noto che mangiando ad esempio fagioli si producono alcuni gas extra intestinali. Ciò è dovuto alla presenza nei legumi di zuccheri complessi (oligosaccaridi) che non possono essere assorbiti dall’intestino, ma che vengono invece metabolizzati dalla flora batterica intestinale. Gran parte di questi zuccheri vengono scissi durante la germogliatura, divenendo così molto più digeribili.
  5. Il tenore di acidi grassi essenziali aumenta durante il processo di germinazione. La maggior parte delle persone sono carenti di questi grassi essenziali brucia-grassi perché normalmente non fanno parte della dieta quotidiana. Mangiare più germogli è un ottimo modo per assumere questi importanti nutrienti.
  6. Durante la germinazione, i minerali si legano alle proteine dei semi, granaglie e fagioli, rendendoli più assimilabili. Questo accade per alcuni minerali alcalini come il calcio, il magnesio e altri che ci aiutano a equilibrare il chimismo del nostro corpo e favorire la perdita di peso e una migliore salute.
  7. Quando facciamo germogliare i semi, aiutiamo l’ambiente siamo certi che non vengono utilizzati pesticidi, additivi alimentari, e altre sostanze chimiche nocive che, oltretutto, possono ostacolare i nostri sforzi per la riduzione del nostro peso corporeo.
  8. L’energia contenuta nei semi, nel grano, nelle noci, o nei legumi si potenzia attraverso l’ammollo e la germinazione.
  9. I germogli sono alcalinizzanti per il nostro corpo. Molte malattie compreso il cancro sono state attribuite ad eccessiva acidità del corpo.
  10. Si possono facilmente coltivare nella propria cucina e, dato che sono poco costosi, non vi sono scuse per non mangiarli.

FONTE:

Cacciola G., L’Orto dei germogli, LSWR Srl, Milano, 2014.

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