Non commettere adulterio
20.13
La settima parola, con lโindicazione perentoria di non commettere adulterio, ci porta nellโimmediato a concezioni moralistiche di cui, in qualche modo, siamo intrisi in quanto reduci di una cultura cattolica che invita ad una buona condotta matrimoniale, affiancandola perรฒ ad un giudizio di valore. Ci si potrebbe domandare, perรฒ, se le cose stanno proprio cosรฌ, certamente spinti da un desiderio di approfondire tale nodo fondamentale e rifiutando, allo stesso tempo, unโinterpretazione tanto banalizzante del testo biblico.
Partiamo allora da una premessa doverosa, ovvero il fatto secondo cui, nella tradizione ebraica, lโuomo commette adulterio solo quando si unisce ad una donna sposata poichรฉ, un figlio nato fuori da un matrimonio comporterebbe il fatto di non potersi prendere pienamente la responsabilitร del bambino, interrompendo cosรฌ il rapporto di filiazione, cioรจ il dovere di prendersi cura dei propri figli in un certo modo.
Si deve precisare che, a testimonianza del fatto che i concetti morali di fedeltร e tradimento non siano coinvolti, per la legge ebraica lโadulterio si configura ugualmente anche in caso di inseminazione artificiale, avvenuta con seme diverso da quello del coniuge.
ร importante comprendere ciรฒ perchรฉ รจ proprio per questo che, in origine, non veniva assegnato il cognome al figlio nato: lโidentitร era data dalla filiazione! Ad esempio il nome Eliezer ben Yossef, ovvero Eliezer figlio di Yossef, era emblema del fatto che lโidentitร era allo stesso tempo educazione e integrazione nella propria matrice culturale e valore di riferimento della stessa identitร .
Si tratta, dunque, di un principio di trasmissione fortemente collegato alla quinta Parola che chiede di rendere pesanti i propri genitori. Ricorderete, infatti, i termini coi quali avevamo parlato di filiazione con la quinta Parola, chiamando in campo la responsabilitร del genitore, che รจ implicata su un duplice fronte; da un lato lโoccuparsi del sostentamento o dellโistruzione dei figli, dallโaltro (non meno importante) quello di fare in modo che, i propri figli, siano liberi dai meccanismi dei genitori, ovvero alleggeriti di unโereditร che non gli appartiene, per consentirgli di intraprendere piรน facilmente il cammino nella loro vita.
Il rapporto di filiazione, cosรฌ importante per lโebraismo, รจ il punto cardine del concetto di identitร . Per tale Tradizione se un figlio nasce da una relazione extraconiugale, diviene impossibile rispondere alle sue domande โChi sono io?โ e โDa dove vengo?โ o quantomeno la risposta potrebbe essere data mentendo e una menzogna non รจ un bel modo di iniziare un rapporto ed una storia che si apre al futuro.
ร evidente come in tutto ciรฒ non vi sia nulla di morale come di primo acchito potrebbe sembrare e come il significato sia profondamente diverso rispetto a quello che viene tramandato dai vari moralismi che contraddistinguono la nostra civiltร .
Sicuramente ancora una volta il testo biblico sorprende davvero laddove, con lo sforzo di liberarsi di simboli preconfezionati, si lascia spazio a significati piรน profondi e meno stantii.
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