OIW: l’energia che tutto muove

Il Maestro e il suo allievo stavano preparandosi per la festa di Samhain, una delle più importanti festività del mondo celtico, che apriva la porta all’arrivo dell’imminente inverno. I due, nel più sacro silenzio, erano intenti a preparare il materiale che avrebbero portato in cima alla collina. Qui, insieme a tutti i druidi riuniti dalle più lontane contee, avrebbero compiuto i più importanti riti divinatori dell’anno. Il giovane druido ruppe il silenzio e chiese:

“Maestro, la nostra festa segna la fine della bella stagione e l’arrivo del freddo, la fine del raccolto. È il momento in cui la terra e gli animali vanno in letargo e noi li ringraziamo per tutto ciò che ci hanno offerto. La cosa che non capisco è il perché tutti i druidi si riuniscano proprio in questo momento dell’anno.”

Al Maestro piaceva la curiosità del suo giovane allievo e che s’interrogasse sui misteri che circondavano il suo popolo, e così rispose:

“Mio giovane amico, non guardare le cose superficialmente, non tentare di riconoscerle dalla loro forma, devi andare al di là del significato popolare. La nostra festa, Samhain, è sì la festa di chiusura dell’anno, ma è soprattutto il momento del passaggio e della trasformazione, dove il seme scende nella terra e lì muore per rinascere a nuova vita in primavera. È il tempo dell’attesa, del buio interiore, il tempo di andare nelle profondità del proprio essere, diviene così un tempo necessario di riposo e di ascolto. In questo periodo le porte tra il nostro regno, Midgard, e gli altri regni a noi confinanti si allentano. È il momento in cui possiamo entrare in contatto con gli altri mondi e con le loro energie, ma soprattutto in questi momenti, dove i vincoli fisici del nostro regno si assottigliano, è possibile percepire l’energia creatrice: l’OIW (1) da cui tutto proviene e a cui tutto ritornerà”

“Maestro, non capisco: voi mi avete sempre detto che l’OIW è l’energia creatrice che tutto ha creato e che è in ogni dove, in ogni cosa, perennemente presente, e che dunque non è presente solo in questo momento dell’anno. Come si spiega dunque il suo festeggiamento proprio a Samhain?

“Mio giovane allievo ascolta bene, devi spingere il pensiero fino ai suoi limiti e poi devi lasciarlo andare e farti trasportare dall’intuizione. Per capire i concetti che adesso ti spiegherò l’intelletto non è sufficiente. L’OIW, nella nostra Tradizione, è l’Essere Assoluto ed infinito da cui è emanata tutta la creazione. Tutte le tradizioni antiche partono da questo principio primordiale, anche se lo chiamano con nomi diversi. Ogni essere vivente vegetale, animale e minerale è il suo riflesso. Questo mondo e tutti i regni che compongono il magico albero Yggdrasill sono la sua Manifestazione regolati da specifiche Leggi o Principi per lo più sconosciuti all’uomo. Ogni cosa che abita in questi regni è solo una piccola parte della sua emanazione, ma l’OIW non vive in questo piano di Manifestazione, limitato e delimitato da dei confini che possono essere fisici, temporali o di diversa natura. L’OIW vive nel piano dell’infinito, delle infinite possibilità che possiamo chiamare piano di Realtà. Durante questo periodo dell’anno per determinate leggi, ormai sconosciute all’uomo, i confini tra i due piani diventano molto sottili ed esiste, per chi conosce la strada, la possibilità di entrare in contatto diretto con questo piano, anche se è necessaria un’estrema cautela nell’avvicinarsi ad esso.

“Maestro, perdonate, ma se l’OIW assoluto non è conoscibile, né raggiungibile dall’uomo, come possiamo avvicinarci a lui e percepire la sua energia?”

Il Maestro rimase per un po’ di tempo in silenzio, generando una di quelle situazioni che erano per l’allievo causa di tensione e di disagio. Pensava, in quei interminabili istanti, di aver fatto la domanda sbagliata al momento sbagliato, sapendo che se così fosse stato il saggio druido non avrebbe più risposto e il loro discorso si sarebbe interrotto fino al giorno in cui l’allievo avesse dimostrato di aver profondamente riflettuto su quell’argomento e avere maturato dunque un reale interesse alla risposta del Maestro. Tirò un profondo sospiro di sollievo quando il Maestro prese la parola:

“Noi possiamo avvicinarci al Dio Unico e Immutabile ed infinito attraverso le sue manifestazioni, il mondo che ci circonda. La sua presenza si rende manifesta in molteplici forme tra le quali l’espressione di tre attributi che, unendosi, formano la sua espansione evolutiva: Amore, Conoscenza e Potenza.  L’Amore stimola l’uomo a cercare il divino, così come il profumo del polline attira l’ape verso il fiore. Non pensare all’amore tra uomo e donna, che la maggior parte delle volte è semplicemente l’unione di due ego che si sostengono a vicenda; sto parlando di una Via caratterizzata dalla fede, dove si crea con la divinità un rapporto d’Amore che desti il suo interesse e la spinga ad entrare nella vita dell’innamorato. La Conoscenza è legata alla ragione come mezzo supremo d’indagine profonda, tramite la quale possiamo percepire la presenza dell’OIW attraverso le sue creature, indagando sui motivi e sugli scopi che ne giustificano l’esistenza. Questa parte verrà chiamata in futuro dagli uomini scienza, ma perderà ben presto la sua finalità sacra e diventerà una sfortunata e fallimentare competizione con la divinità che porterà l’uomo alla perdizione. Ed infine la Potenza, l’espressione della presenza della divinità sulla terra attraverso le sue manifestazioni. Questa energia, che noi associamo anche alla Verità, ha la funzione di alzare il velo che ricopre questo piano di vita e mostrare la divinità in tutte le sue forme.”

Il giovane allievo rimase pensieroso, poi disse:

“Maestro, anche queste forze sono associate alla Legge del Tre di cui mi avete già parlato?”

“Certo figliolo, certo: i tre elementi – Amore, Conoscenza e Potenza – non possono vivere separatamente e sono intrecciati l’uno all’altro.” Il Maestro guardò il suo allievo negli occhi e, come sempre, l’allievo sentì che la sua mente non aveva segreti dinnanzi allo sguardo del saggio:

“Non mi chiedere se ha più valore l’Amore, la Conoscenza o la Potenza. Posso solo dirti che lo scoprirai nel lungo tragitto della tua vita. Sappi che arriverà un tempo in cui il buio sovrasterà la terra e in quell’epoca l’Amore diventerà l’energia primaria alla quale dovranno fare riferimento tutte le forze di questo pianeta.”

Il giovane allievo come illuminato continuò: “Ma se tutto è OIW e niente esiste al di fuori da esso, allora come mai esistono le persone malvagie e perché esiste ciò che rappresentiamo con la parola male?”

Il Maestro era contento dell’arguzia del suo giovane apprendista e si sentì di raccontare qualcosa in più, anche se nella scuola dei druidi l’Insegnamento era esperienziale ed ogni allievo doveva trovare da sé le risposte alle proprie domande.

“Se prima abbiamo parlato della parte costruttiva ed unitiva della divinità, lascia che adesso evidenziamo il suo aspetto distruttivo e separativo. Devi sapere che l’OIW, ritirando parte della sua essenza da questo mondo, ha generato il Modurans Awwd. Ciò che noi chiamiamo il mondo manifesto, Midgard e tutti regni di Yggdrasill, sono una parte dell’OIW stesso. Il Modurans è inesistente senza l’energia dell’OIW anche se ne è totalmente separato. Ciò che noi convenzionalmente definiamo male, in realtà non è altro che uno stato di mancanza di coscienza, un allontanamento dal piano della divinità. Vedi, tutte le cose che riteniamo male sono solamente uno stato di esperienza, un modo per percepire la mancanza di OIW nella nostra vita. Più viviamo questa mancanza, più abbiamo il coraggio di sondarla, più diamo vita alla parte che vive dentro di noi e che chiamiamo germe di luce, Manred, che proviene direttamente dall’OIW, dal piano divino.

Più siamo separati da esso, più ci sforziamo di non vedere questa distanza, più questa luce interiore si spegnerà e daremo vita a tutti quei comportamenti che definiamo male ma che sono un aspetto della divinità. Per questo nel nostro popolo non esiste differenza tra Materia e Spirito, perché noi sappiamo essere la stessa emanazione dell’OIW in forme di energia più condensate. Molti popoli pensano che siamo gente arretrata, che siamo politeisti e che adoriamo tanti dei, ma in realtà ciò è vero solo ad un distratto osservatore. Noi sappiamo che l’Uno si manifesta nei Molti ed è solo riconoscendo la divinità dei Molti, che si può ritornare all’Uno”.

L’apprendista sentiva di capire tutto ciò che il Maestro stava spiegando e per questo aggiunse: “Anche il nostro corpo allora è una manifestazione dello Spirito che prende coscienza di sé”. “Bene!” disse il Maestro e continuò: “È per questo che noi uniamo la vita del corpo e della materia alla vita dello spirito, ed è per questo che noi consideriamo l’utilità del corpo, le sue funzioni, i suoi desideri e le sue passioni passaggi indispensabili per accedere allo Spirito. L’unico vero peccato che si possa commettere come esseri umani è di limitare la propria libertà individuale. Il nostro primo compito è di comprendere se, con il nostro comportamento, stiamo compromettendo la nostra possibilità di evoluzione, non come specie umana, ma come frammento dell’energia dell’OIW incarnato sulla Terra.

“Maestro ma allora cosa dobbiamo fare per avvicinarci al mondo dello Spirito, alla divinità, o meglio per far sì che lei si accorga di noi?” La sincerità con cui era espressa quella domanda, il desiderio reale di accedere a quell’incontro, spinse il Maestro a dare un suggerimento. “L’umiltà, sì, l’umiltà è la strada verso la divinità: soltanto chi è veramente umile può conoscere se stesso, e chi più comprende con umiltà se stesso, tanto più si avvicina alla divinità. La divinità è la cosa più semplice che esiste in natura ed è proprio perché è così semplice che richiede un cuore veramente umile per avvicinarsi” (2).

Il Maestro sorprese l’allievo: “Adesso rispondi tu ad una domanda: perché proprio adesso, durante la festa di Samahain, noi druidi ci ritroviamo nella foresta sacra ed accendiamo i nostri fuochi?”

Il giovane apprendista druido era felice di aver ricevuto quella domanda, sapeva cosa rispondere e sentiva dentro di lui che quella fosse la cosa più giusta che avesse mai pensato. “Maestro, noi andiamo nel bosco adesso perché l’energia di questo momento dell’anno, che caratterizza il piano della manifestazione, dove la natura si addormenta, ci permette di entrare in contatto con energie più profonde che emergono sia fuori che dentro di noi. Come avete detto voi i confini tra i mondi si allentano, la forza delle pulsioni umane e animali si assopisce, i fuochi che accendiamo non sono altro che un richiamo per far emergere la luce interiore, il nostro Manred. Mi piacerebbe Maestro riuscire ad entrare in contatto con l’energia dell’OIW, potete insegnarmi come fare?

Il Maestro si avvicinò lentamente al suo giovane allievo. Lo guardò negli occhi fissandolo profondamente, l’allievo sostenne lo sguardo per qualche frazione di secondo che gli parve un’eternità. La gioia, mista a paura e sgomento, era talmente tanta che sentiva il cuore esplodergli, mentre la mente lo abbandonava completamente, pronta ad implodere e lasciarlo sull’orlo della follia. Fu costretto a guardare altrove: quella profondità negli occhi del Maestro era insostenibile. Il saggio druido continuò il suo passo e si avviò verso il luogo del ritrovo. L’allievo rimase immobile, ancora frastornato da quell’immensa energia che aveva percepito per una frazione di secondo. I suoi occhi fissi, persi nel nulla, denunciavano il suo smarrimento. Si era reso conto di che cosa significava incontrare direttamente, anche per un solo istante, l’energia dell’OIW, ed in quel momento capì di non essere pronto a farlo.


(1) Liberamente ispirato dal libro di Riccardo Taraglio, Il vischio e la quercia, Edizioni l’Età dell’Acquario, Torino, 2001

(2) Ispirato a Joannes Yrpek, L’Alleanza Sacra, Associazione Per-Ankh, 2019.

Tutti i Dialoghi con il Druido:

https://associazioneperankh.com/category/mondo-celtico/dialoghi-con-il-druido/

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