Yggdrasill – Il Magico Albero

YggdrasilIl vecchio Druido camminava veloce, con un passo che il suo giovane allievo faceva molta fatica a seguire, mentre si inoltravano nel folto della foresta verso una meta che all’apprendista non era consentito sapere. Erano partiti al sorgere del sole dalla loro capanna, diretti verso le alte montagne, l’unica cosa che il Maestro aveva lasciato intendere è che sarebbe stata una lunga giornata. Oramai erano passate diverse ore di duro cammino quando il Druido si volse verso di lui e disse: “Da adesso in poi viaggeremo scalzi. Non sorprenderti mio giovane amico: la Via dei druidi è ricca di imprevedibilità”.

Finì questa frase con una risata melodiosa che risuonò nelle valli che li circondavano. L’allievo obbedì, come sempre. Aveva imparato che le domande non servivano, tutto ciò che il capo Druido diceva era per lui fonte di esperienza e di apprendimento; alla fine sapeva che avrebbe capito il motivo, e se non lo avesse capito sarebbe stato anche quello un insegnamento. Ripercorrendo il passato, non era mai successo infatti che avesse detto qualcosa che, alla fine, non si fosse rivelato per lui fonte d’esperienza e d’insegnamento.

Il Druido lo guardò e disse: “Adesso devi metterti in contatto con la forza della terra e devi farti guidare. Esiste, non lontano da qui, un promontorio ricco di energia, un luogo sacro per tutti i druidi, e tu devi condurci proprio in quel posto. In questa zona l’energia è particolarmente potente, concentrati su ciò che i tuoi piedi percepiscono, mettiti in contatto con queste forze a conducimi in questo magico santuario.”

Il ragazzo rimase, per un attimo, pensieroso. Adesso capiva perché nei mesi precedenti non aveva mai potuto indossare le scarpe ed era stato obbligato a camminare con qualunque tempo e in qualsiasi percorso a piedi scalzi: era una preparazione per questo momento. Il giovane apprendista fece due passi in avanti, niente sembrava cambiare sotto i suoi piedi, solo sassi, foglie e la nuda terra.

La voce del saggio Druido tuonò alle sue spalle: “Lascia andare i pensieri e mettiti in totale ascolto”.

Dopo circa un’ora, stremato, dopo aver girovagato in lungo e in largo, quando oramai aveva perso tutte le speranze, cominciò a percepire uno strano calore in alcuni punti del terreno, e decise dunque di abbandonarsi e seguire la traccia quasi ad occhi chiusi. Più avanzava più il calore sotto i suoi piedi aumentava, quasi fosse salito su un canale di lava che correva sotto terra. Continuò fino a che arrivò dinnanzi ad un grande albero, si girò e disse al Druido con fare sicuro: “Siamo arrivati!”.

Un enorme frassino si stagliava fiero verso il cielo, alto almeno trenta metri con un tronco possente e le radici che correvano tra le rocce per poi inabissarsi nel terreno. Restarono in silenzio, per un tempo indefinito, ad ammirarlo. Poi il saggio Druido prese la parola: “Lui è Yggdrasill il Signore della foresta, l’Albero cosmico che sorregge i nove mondi. Guarda lassù, dove, tra le fronde più alte, ad Asgard, vivono gli dei. Subito sotto il regno dei Vani, Vanaheim, dove vivono i Signori della magia. Scendi attraverso i suoi rami e incontrerai Alfheim il mondo degli elfi della luce, più sotto, al centro dei nove mondi troverai Midgard, il regno degli uomini. Vicino ad esso Jotunheim il mondo dei giganti, inaccessibile agli dei. Ed ancora Muspellheim, il regno dei giganti del fuoco, e Svartalfheim regno degli elfi oscuri relegati a vivere nel mondo originario dei nani. Fa’ scendere il tuo sguardo e troverai Nifelheim, la terra delle nebbie e del ghiaccio dove si trovano incredibili serpenti che provano a distruggere le radici del Grande Albero. Ed infine, nel profondo delle sue radici, il regno di Hel, Helheim, il regno dei morti senza gloria”.

“Maestro, non capisco bene il significato dei nove mondi. Sicuramente è molto di più che una semplice storia, quale messaggio hanno voluto lasciarci i nostri antenati?”. “Non devi dimenticare, mio giovane allievo, ciò di cui fai parte. Il mondo dei druidi è costituito da un perfetto Sistema Simbolico e fu ideato per suscitare domande e contenere al suo interno le chiavi per trovare le risposte; i simboli che lo costituiscono devono diventare per te molto chiari. I nostri antenati, con questi racconti, volevano lasciare un messaggio che potesse essere compreso a diversi livelli, non alla portata di tutti. Tu dovrai sondarlo ma non con l’intelletto, non con il ragionamento, ma con qualcosa che possa toccare e risvegliare la tua parte più profonda, il Testimone Interiore.

Vedi, il mondo degli uomini è situato a metà strada tra il mondo degli dei e il mondo degli inferi che racchiude al suo interno draghi e serpenti: quelli sono i mostri che vivono dentro ognuno di noi e che non abbiamo il coraggio di andare ad affrontare. Quando troverai la forza di uscire dal tuo mondo per esplorare con coraggio gli altri mondi, solo allora comincerai a capire e ti arriveranno le risposte. Ma ricordati che il mondo degli uomini confina con il regno dei giganti che rappresentano le forze del caos, il pericolo è sempre presente e se lascerai che entrino a “Midgard”, il tuo percorso non potrà continuare.

Tutti i nove mondi sono separati da confini, esattamente come succede nella nostra vita di tutti i giorni, dove ognuno di questi mondi, definibili come stati di coscienza, convive con gli altri. Il nostro scopo in questa vita e cercare il ponte Bifrost, che unisce il regno degli dei al mondo degli uomini, e percorrerlo per tornare verso casa e scoprire che è dentro di noi che ci condurrà, ma questa Via è percorribile solo per l’uomo che avrà sondato i meandri del suo cuore. Un Druido è colui che viaggia attraverso i nove mondi, perché ha imparato che l’albero è il simbolo della vita ed unisce le profondità della terra al cielo, in un respiro cosmico che alimenta tutti i mondi”.

Un’aquila cominciò a roteare sulle loro teste. I due uomini alzarono ed il loro sguardo si alzò verso il cielo. Dopo qualche istante il Druido disse: “La nostra mitologia racconta che l’aquila vive sulla cima del Sacro Albero in battaglia con il serpente Nidhogg, che abita sotto le sue radici. Colui che fa da messaggero tra l’aquila e il serpente è lo scoiattolo Ratatoskr, che rappresenta nient’altro che la nostra mente sempre in perenne movimento caotico tra il cielo e terra, tra buio e luce, tra ordine e caos, tra ciò che definisce bene e ciò che definisce male.

Maestro nella vostra casa ho visto un dipinto del Sacro Albero e c’erano molti animali raffigurati?” “Sono contento mio giovane amico che la tua attenzione sia vigile. Hai visto la capra Heidhrun, devi sapere che dalle sue mammelle sgorga continuamente l’idromele, la bevanda sacra agli dei. Quattro cervi, inoltre, pascolano sotto le sue fronde, mangiando avidamente le sue foglie e sono Dáinn, Dvalinn, Duneyrr, Duraþrór. Nei suoi rami sosta anche il gallo dorato Viopnir che annuncerà, attraverso il suo canto, la fine del mondo. Tutti questi sono animali simbolici, ognuno con il proprio significato; il tuo compito è scoprire il loro mistero e il loro valore e quando sarai pronto potrai raccontarmelo”.

I due si sedettero tra le radici dell’albero. “È ricordato, nelle antiche storie, che la sede degli déi, il luogo in cui ogni giorno tengono consiglio, si trova presso il frassino Yggdrasill”. Poi mostrando le radici che si infilavano nel terreno disse: “Esso è sorretto da tre radici possenti che si spingono in tre direzioni: una va verso il cielo il regno nel quale vivono anche le norne, le signore del destino, e che ogni giorno raccolgono l’acqua e la bianca argilla dal pozzo di Urd e si prendono cura del Sacro Albero. Un’altra va verso la terra dei giganti, Jotunheim dove si trova la fonte di Mimir che conferisce saggezza e conoscenza a coloro che ne bevono. Mentre la terza radice raggiunge Niflheimr, la terra delle nebbie e del ghiaccio, dove vive il gigante Ymir, l’uomo primordiale e lo smisurato rettile strisciante Nidhogg. Devi scoprire le tre direzioni simboliche verso cui si propagano queste radici, non accontentarti delle parole, scopri cosa si cela oltre il loro suono e ti condurranno a svelare il segreto di Yggdrasill”.

Foglia_frassino_celtiPoi raccolse un ramoscello caduto al suolo: “Guarda queste foglie, vedi la loro tripartizione?” Ed indicò le tre foglie sulla cima del ramoscello. “La foglia centrale è ritta verso il cielo e le altre due, ai lati, sembra che la sostengano. Sotto di loro tutte le altre foglie sono legate da un unico filo centrale che rappresenta l’energia che plasma tutta la vita ed è ovunque, in qualsiasi cosa: noi chiamiamo questa forza OIW.

Essa si esprime nel mondo attraverso tre raggi: Amore, Verità e Giustizia. Tutte le Tradizioni la conoscono anche se con nomi differenti, a te basti sapere che a molti è nota come Legge del Tre. Anche la nostra società è divisa in queste tre forme: coloro che combattono, coloro che pregano, e coloro che coltivano la terra. La divisione non è associata, come erroneamente si crede, alla mansione che ogni gruppo svolge, bensì all’energia che gli corrisponde. Allora scoprirai che i nostri contadini e artigiani sono caratterizzati dall’amore, i guerrieri dalla forza e noi druidi dalla saggezza e ben presto scoprirai il perché”.

Il Maestro si fermò guardando il ragazzo affaticato nel seguirlo attraverso quel dedalo di nomi e di concetti. “Non ti preoccupare, un giorno capirai molte cose; per il momento ti basti sapere che in questo tempio, nel bosco, noi druidi veniamo per i nostri cerimoniali, per convogliare l’energia di questo luogo e distribuirla alla nostra gente. Qui avvengono le iniziazioni, qui innalziamo le nostre preghiere, qui compiamo i nostri rituali. Le linee di forza che hai sentito pulsare attraverso i tuoi piedi sono dei canali che conducono l’energia, amplificata dai nostri riti, in tutte le direzioni, a tutta la nostra gente e non solo”.

L’allievo rimase a bocca aperta per qualche secondo, cosa che non sfuggì al suo Maestro. “Non ti stupire, mio giovane allievo, non c’è distanza fisica che non possa essere colmata da un intento chiaro. I nostri templi sono nei boschi sotto questi altissimi e maestosi alberi, che ci ricordano l’Albero del mondo Yggdrasill. Essi spingono il nostro sguardo verso l’immensità del cielo, la loro possanza ci fa sentire dei piccoli sassolini nell’immenso universo. Purtroppo ci sarà un tempo in cui gli uomini taglieranno i sacri alberi e al loro posto costruiranno, sasso su sasso, delle fortificazioni che chiameranno chiese, ma tutto ciò finirà con la perdita del contatto con l’energia originale, l’energia che muove il sole e tutte le cose”.

Il ragazzo per un attimo si rattristò, non riusciva ad immaginare delle costruzioni capaci di raffigurare l’energia di quel luogo e soprattutto non riusciva ad immaginare qualcuno che avesse il coraggio di tagliare i sacri alberi. Quando il saggio lo vide immerso nei suoi pensieri disse: “Adesso ascolta molto attentamente! Odino il Signore di Azgard, il Padre di tutti gli dei, si appese a Yggdrasill a testa in giù per nove giorni e nove notti, alla fine di questa prova gli vennero donate le sacre Rune, che lui a sua volta donò agli uomini. Questa prova iniziatica rappresenta un messaggio per tutti coloro che vogliono accedere ad uno stato di coscienza superiore.

È necessario vedere il mondo e la realtà che ci circonda da un punto di vista differente, addirittura capovolto. Cambiare il proprio punto di vista significa liberarsi da significati pregressi per lo più provenienti da madre cultura, dalla famiglia, dall’inseguimento del proprio interesse personale, unico riferimento dell’uomo ordinario. Solo dopo aver compiuto questa difficile rivoluzione interiore sarà possibile accedere ad una differente visione della realtà.

Non solo la nostra Tradizione parla di questa Trasformazione, di questo capovolgimento, ma anche molte altre lo fanno. Poco tempo fa sono venuto in contatto con delle carte, disegnate in terre lontane, dove veniva rappresentata la stessa figura chiamata l’Appeso“. Poi estrasse dalla tasca un sacchetto chiuso alla sua estremità con dei lacci, lo aprì lentamente, e mostrò il suo interno al giovane allievo: “Queste sono le Rune, intagliate da me dal legno di un frassino colpito da un fulmine, sono molte potenti ed hanno al loro interno l’energia del cielo, dell’acqua e della terra. Odino le ha lasciate all’Uomo, colui che ha trovato o è alla ricerca del proprio centro. Se usate nei giusti modi danno la capacità di vedere il mondo rovesciato, di vedere al di là dell’apparenze delle cose. Tu sei in questa Via e dovrai diventare presto loro amico”. Poi spostò il sacchetto dallo sguardo rapito del suo giovane allievo e disse: “Grazie a loro sono in grado di richiamare la pioggia, di guarire i malati, di guardare nel futuro, grazie a loro passato, presente e futuro mi aprono le loro porte. Questa è la chiave per accedere ai nove mondi di Yggdrasill ma il tuo viaggio è appena cominciato e molte cose devi ancora conoscere prima di avvicinarti a loro”.

Yggdrasil_celtiIl saggio Druido estrasse dalla sua sacca una grossa brocca di acqua, l’aprì e verso l’acqua sulle radici dell’Albero, il ragazzo lo guardò perplesso. “Noi doniamo e ringraziamo, simbolicamente, attraverso quest’acqua che con fatica abbiamo portato fino a questo punto. È il nostro omaggio al Sacro Albero, per tutto ciò che ci dona, in questo modo ringraziamo tutti gli alberi e la divinità che presiede il loro mondo”.

Il viaggio di ritorno fu silenzioso, il capo Druido parlava solo quando era necessario. Così il ragazzo poté pensare all’incontro della giornata, a Yggdrasill e tutti i Simboli che lo circondavano, alle magiche Rune che non vedeva l’ora di conoscere ed approfondire. Gli sembrava che il tempo gli sfuggisse dalle mani e che non c’è l’avrebbe mai fatta ad imparare tutto ciò che il Druido poteva insegnargli; la paura di non riuscire s’impossessò dei suoi pensieri. Il Maestro si girò improvvisamente e gli disse, quasi gli avesse letto nel pensiero: “Non ti preoccupare, mio giovane allievo, domani ci alzeremo all’alba così avrai più tempo per studiare”.

 
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