Quanto è importante l’importanza personale?

L’importanza personale è uno dei nostri peggiori ostacoli sulla via della consapevolezza interiore. Si tratta di ciò che ci fa sentire offesi a causa di presunti fatti e misfatti orditi contro di noi da parte dei nostri simili, spesso per tutta la vita. L’importanza personale è la forma particolare in cui il nostro ego sistema e manipola la realtà, per autoaffermarsi e convincersi di essere reale. Difendere l’ego è infatti la nostra attività principale: consumiamo e sperperiamo un’infinità di energia solo per difendere e curare la nostra immagine, per influire sull’opinione che gli altri hanno di noi, per cercare di essere accettati, malgrado i nostri comportamenti negativi. Questo sperpero di energia, ovviamente, ci indebolisce.

Un’interessante visione di ciò che è l’importanza personale ce la regala Carlos Castaneda. Il suo maestro, Don Juan Matus, è stato molto generoso nell’impartirgli “lezioni di vita” che gli hanno permesso di arrivare a conoscere profondamente se stesso e a scegliere pertanto di perseguire la Via del Guerriero, che ambisce a diventare stregone e poi veggente.

Castaneda scrisse infatti di come sprechiamo la nostra energia nel tentativo di proiettare verso gli altri l’immagine che abbiamo costruito di noi stessi. Quello che Don Juan chiama il riflesso di sé. Nutriamo un attaccamento profondo nei confronti di una maschera alla quale attribuiamo il valore della nostra esistenza, la definiamo Io, le diamo l’autorità di giudicare gli altri, di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Così non ci rendiamo conto che non siamo mai consapevoli di qual è la nostra responsabilità nei confronti del resto del mondo, ci autoproclamiamo innocenti nelle situazioni di conflitto con gli altri, operiamo confronti in cui noi ne risultiamo vincitori, migliori.

L’importanza personale non è qualcosa di semplice ed ingenuo: ci allontana dagli altri, crea una distanza spesso incolmabile, ci impedisce di vedere la sofferenza e la fragilità di chi ci sta davanti.

Se dal punto di vista dell’ego tale importanza è il nucleo di tutto ciò che per noi ha valore, dall’altro rappresenta soltanto un cumulo di sporcizia che ci portiamo addosso, che ci appesantisce e ci vieta letteralmente di vedere quanto potremmo muoverci più fluidamente senza un tale fardello.

Don Juan Matus ricordava a Carlos Castaneda che disfarsi dell’importanza personale richiede un capolavoro di strategia e che i guerrieri non combattono l’importanza personale come una questione di moralità. La moralità infatti non c’entra, liberarsi del marciume dell’ego è questione d’impeccabilità, cioè di un uso più adeguato della propria energia. Per essere impeccabili bisogna avere accumulato sufficiente energia, proprio quella che di cui normalmente si nutre il nostro ego.

È evidente che affrontare il nostro orgoglio, la nostra presunzione, il nostro vittimismo, la nostra autocommiserazione sembra azione impossibile, della quale solo sciamani e guerrieri dei tempi andati sono stati capaci, ma non è così. Possiamo piuttosto renderci consapevoli che cambiare è difficile ma possibile, e che il cambiamento richiede infiniti tentativi e consta anche l’accettazione degli inevitabili fallimenti o ricadute.

Ti senti troppo maledettamente importante, ma dovrai cambiare! Sei così maledettamente importante che ti senti in diritto di irritarti di tutto. Sei così maledettamente importante che ti puoi permettere di andartene se le cose non vanno a modo tuo. Immagino che penserai che sia prova di carattere. È assurdo! Tu sei debole e presuntuoso! (1)

Ti sei spaventato e ti sei arreso perché ti sentivi dannatamente troppo importante”, disse, spiegando il mio precedente ritiro. “Sentirsi importanti rende pesanti, goffi, e vani. Per essere un uomo di sapere è necessario essere leggero e fluido. (2)

Chiunque si illuda di poter sradicare l’importanza personale velocemente è pieno di importanza personale e privo dell’intento inflessibile che possiede il guerriero.

I guerrieri si preparano alla consapevolezza e la consapevolezza totale si raggiunge quando in loro non rimane più alcuna traccia di amor proprio. Solo quando sono nulla diventano tutto. (3)

Occorrono costanza, determinazione, intento inflessibile: diventare nulla non significa altro che liberarsi dalla propria storia personale, dagli eccessi, da un dialogo interiore che si è costruito in anni e anni di storie, conoscenze, frequentazioni, luoghi. Bisogna far spazio per poter creare una nuova visione delle cose e della vita. In poche parole bisogna poter desiderare di liberarsi di quei “modelli di comportamento che non sono essenziali alla nostra sopravvivenza e al nostro benessere” (4).

Si tratta di quei comportamenti che consentono all’ego di mantenere una posizione di controllo, continuando a provare a se stesso il proprio valore. È evidente che in tal modo l’ego tende ad aver bisogno di avere sempre ragione, a tal punto da inscenare situazioni false e mentire a costo della vita. Tende ad avere bisogno di ottenere il riconoscimento altrui, si sente superiore e tende al controllo delle persone e delle situazioni.

Ciò che di solito ci abbatte è l’offesa inferta al nostro amor proprio. Chiunque abbia un briciolo di orgoglio si dispera quando lo fanno sentire inutile e stupido. (5)

Il quadro è deprimente. Siamo ingabbiati, chi in maniera maggiore chi inferiore, in una serie di atteggiamenti e comportamenti che portano inevitabilmente al conflitto e alla separazione, oltre che all’inevitabile reiterarsi di situazioni, anche se con persone e in luoghi diversi. È la storia dell’Eterno ritorno, che ci porta a reiterare, a rivivere le stesse situazioni e a patire ed infliggere le medesime sofferenze. La nostra mente ci fa credere di vivere un tempo lineare, contenente un qualche tipo di sviluppo o di evoluzione, pensiamo che domani sarà meglio. Invece siamo in un tempo circolare dove tutto si ripete. Ciò che è necessario per noi dover affrontare si ripresenta, in una sequenza infinita che si interrompe solo quando viene superata l’importanza personale, consentendo una evoluzione dell’essere e del comportamento.


[1] C. Castaneda, Viaggio a Ixtlan, Best BUR Rizzoli, Cles (TN), 2016.

[2] C. Castaneda, Una realtà separata, Best BUR Rizzoli, Cles (TN), 2016.

[3] C. Castaneda, Il fuoco dal profondo, Best BUR Rizzoli, Seggiano di Pioltello (MI), 2015.

[4] C. Castaneda, Il fuoco dal profondo, Best BUR Rizzoli, Seggiano di Pioltello (MI), 2015.

[5] C. Castaneda, Il fuoco dal profondo, Best BUR Rizzoli, Seggiano di Pioltello (MI), 2015.

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