L’addio – Dialoghi con il Druido (cap. 11)

Romanzo celtico esoterico โ€“ Leggi il capitolo precedente

Il giovane allievo e Bran avevano completato la loro missione dopo un lungo viaggio nel mondo dei celti e aver persuaso molti dei villaggi visitati ad unirsi a loro. Alcuni villaggi, perรฒ, avevano opposto resistenza e si erano rifiutati di combattere al fianco di colui che chiamavano โ€œil giovane arroganteโ€, in riferimento al giovane re della cittร  fortificata.

Tale resistenza non preoccupava il giovane allievo, poichรฉ sapeva che non era possibile convincere tutti ad allearsi, specialmente considerando che molti di loro erano rivali da generazioni. Inoltre, nel suo cuore, egli sapeva che quel giovane re, orgoglioso e sicuro di sรฉ, era un vero guerriero. Lo aveva intuito nei suoi occhi quando, prima della partenza dal suo villaggio, dopo aver convinto lui e il suo popolo ad unirsi in battaglia, si erano stretti la mano sinceramente: in quel momento era nata una vera amicizia. Inoltre, quel giovane guerriero rappresentava la loro unica possibilitร  di salvare la Foresta Sacra dai romani, il vero obiettivo dellโ€™intera missione.

Erano giunti allโ€™ultimo villaggio esausti, ma consapevoli che sarebbero ripartiti per casa dopo qualche giorno. Una notte, il giovane allievo e Bran si trovavano seduti a contemplare le stelle. Molte cose si potevano comprendere e intuire dalla loro osservazione, quando il giovane allievo fu colto da una strana sensazione: un profondo dolore lo afferrรฒ al cuore. Non riusciva a capire da dove provenisse quella lancinante sofferenza e a cosa fosse dovuta. Percepiva soltanto che si insinuava sempre piรน profondamente, finchรฉ una stella cadente, particolarmente luminosa, tracciรฒ un singolare arco nel cielo prima di spegnersi lontano. Il giovane allievo si alzรฒ in piedi, prese il sacchetto delle Rune e ne estrasse una: Nauthiz!

Il suo presentimento era stato confermato. Comprese immediatamente il nefasto presagio avuto quella notte nella radura quando aveva indossato il copricapo donato dal Saggio Druido, al quale non era riuscito a dare un significato. Adesso aveva capito: quella volta, non aveva voluto guardare ciรฒ che esso rappresentava.

Bran comprese che cโ€™era qualcosa di non comune quando vide il suo amico impallidire, stringendo tra le mani la Runa Nauthiz mentre diceva: โ€œDobbiamo partire immediatamente!โ€. Bran lo guardรฒ stupito:

โ€œMa รจ notte, come troveremo la strada?โ€

โ€œNon preoccuparti, seguiremo le stelle โ€

โ€œMa…โ€

โ€œNon รจ il momento di fare domande. Chiediamo due cavalli al villaggio e partiamo subito!โ€

Il cavallo del giovane allievo correva davanti a quello di Bran, sembrando Sleipnir, il destriero a otto zampe di Odino. Era cosรฌ veloce che Bran, osservandolo da dietro, non riusciva a distinguere le singole zampe e aveva lโ€™impressione che stesse volando piรน che galoppando.

Da quando erano partiti, Bran non era riuscito a chiedere al giovane allievo il motivo di quella improvvisa partenza e forse non voleva nemmeno saperlo. Nel suo cuore, pensava che il villaggio potesse essere stato attaccato dai romani e per un istante si spaventรฒ allโ€™idea che il Saggio Druido potesse essere in pericolo. Ma poi si tranquillizzรฒ: niente e nessuno poteva ferire il suo Maestro. Bran, comunque, conosceva bene la potenza delle visioni del giovane allievo e si fidava ciecamente; anche lui aveva visioni, ma trovava difficile immergersi completamente e collegarle alla realtร  attraverso i segni della natura, che ancora non riusciva a interpretare appieno.

Il Saggio Druido, molto tempo prima, era stato molto severo quando Bran aveva condiviso le sue visioni, dicendo che aveva imparato ad ascoltare se stesso. โ€œNon sei pronto per questo! Una visione รจ un messaggio di unโ€™energia specifica che puรฒ manifestarsi come sensazione o talvolta come immagine. Devi disconnetterla dalla tua immaginazione e dal tuo pensiero. รˆ qualcosa che arriva dallโ€™esterno, spesso in modo imprevedibile o richiamato. Quasi sempre, a conferma, giungono segni dalla natura che ci circonda, come un animale, una brezza o un suono. Ma devi essere in grado di decifrare quei segnali e per farlo devi prestare attenzione a ogni dettaglio, ma soprattutto, essere sicuro che la tua mente non costruisca artificialmente tutto, aggrappandosi alle tue paure o ai tuoi desideri. Un druido deve lavorare su se stesso, conoscere profondamente i suoi meccanismi, le sue paure, i suoi desideri profondi cosรฌ da avere il controllo dei suoi pensieri e distinguere il falso dal vero, altrimenti rischia di essere portato in mille viaggi senza raggiungere mai una precisa meta. Questโ€™arte richiede una presenza estrema e lโ€™acquisizione di un forte potere personale. Lascia stare le visioni per il momento, Lavora sui tuoi meccanismi e concentrati sui tuoi studiโ€.

Il villaggio si trovava a due giorni di viaggio a cavallo e i pensieri dei due allievi durante quel tragitto erano molto diversi. Bran non riusciva mai a raggiungere il cavallo dellโ€™amico, lo scorgeva soltanto in lontananza e talvolta rischiava persino di perdere la strada. Ma in modo inspiegabile, un evento esterno, un suono, un uccello notturno o un soffio di vento, lo guidavano di nuovo verso la scia del suo compagno. I due ragazzi non si fermarono mai per far riposare i cavalli, che sembravano avere unโ€™energia infinita, nรฉ per fare una singola pausa.

Bran capรฌ che quel viaggio era al di fuori del tempo rispetto al normale scorrere degli eventi e che era lโ€™energia del suo amico a spingerlo avanti. Ebbe la conferma di ciรฒ quando in una radura vide un gruppo di lupi accerchiare il cavallo del suo amico; era giร  pronto a correre in suo soccorso quando vide il giovane allievo scendere da cavallo e inginocchiarsi in mezzo al branco. Un lupo, che doveva essere il loro capo, si avvicinรฒ e con uno stupore indescrivibile vide il giovane allievo viso a muso con il lupo e parlargli. Dopo poco il branco di lupi si mise a correre in testa ai due cavalli indicando i passaggi piรน veloci in mezzo ai boschi, le famose e sconosciute piste dei lupi; li lasciarono solo alle prime luci dellโ€™alba con un ululato cosรฌ straziante che lacerava il cuore di chi lo ascoltava.

Giunsero al villaggio e, in lontananza, da sopra la collina, il giovane allievo scorse la giovane druidessa che li attendeva alle porte. Lei aveva avvertito il ritorno dei due ragazzi o forse era stata proprio lei a richiamarli. Lโ€™incontro non fu come entrambi avevano sognato durante il lungo periodo di separazione. Il giovane allievo si avvicinรฒ alla druidessa, scese dal cavallo e la guardรฒ negli occhi. In un istante ebbe la conferma di ciรฒ che aveva visto nelle notti precedenti. La druidessa abbassรฒ brevemente lo sguardo, poi, consapevole del suo ruolo, fissรฒ gli occhi del giovane allievo. Egli avrebbe sperato di leggere un โ€œmi dispiaceโ€ o qualcosa del genere, ma nel suo sguardo scorse soltanto una profonda tristezza, senza nulla che lo coinvolgesse personalmente.

โ€œDovโ€™รจ?โ€ le chiese, ma lei non rispose e rimase immobile al suo posto. Il giovane allievo passรฒ oltre senza darle un altro saluto e si diresse direttamente verso la capanna del suo Maestro. Bran rimase immobile, senza comprendere, sconvolto dalla situazione, finchรฉ non riuscรฌ a chiedere: โ€œMa cosa sta succedendo?โ€. Lo fece senza alzare lo sguardo. La giovane druidessa si avvicinรฒ e disse: โ€œBran, guardami!โ€. Lui non voleva farlo, non voleva che la sua piรน grande paura diventasse realtร . Lei continuรฒ: โ€œBran, guardami!โ€. Poi, con gentilezza ferma, prese il viso del giovane tra le sue mani e lo sollevรฒ verso di lei, finchรฉ i loro occhi si incrociarono. Da quel momento in poi, senza dire una sola parola, Bran cominciรฒ a piangere disperatamente. Le sue lacrime furono asciugate con compassione dalla giovane druidessa, mentre entrambi guardavano in direzione della casa del Saggio Druido, dove il giovane allievo era scomparso entrando.

Lo trovรฒ lรฌ, sdraiato sul letto, con unโ€™espressione serena e felice, come di chi conosce esattamente il luogo dove sta andando e si appresta al viaggio con serenitร  e gioia. Aveva quellโ€™espressione che il giovane allievo ricordava di aver visto nei momenti in cui il Saggio Druido compiva i suoi โ€œviaggi sciamaniciโ€ e lui rimaneva al suo fianco nellโ€™attesa del suo ritorno; ricordava di aver sempre invidiato quellโ€™espressione serena e feliceโ€ฆ decise cosรฌ, in quell’istante, di custodire quellโ€™immagine per sempre nei suoi ricordi. Restรฒ lรฌ, da solo, per qualche tempo a fissarlo, con un misto di sentimenti che si alternavano al suo interno, tra cui non mancava la rabbia.

Quando arrivarono Bran e la giovane druidessa, il giovane allievo si voltรฒ con unโ€™espressione cupa. Nessuna lacrima aveva bagnato il suo viso e la giovane druidessa se ne accorse, senza rimanerne particolarmente sorpresa. Il giovane allievo uscรฌ dalla capanna e guardando la giovane negli occhi disse: โ€œNon doveva lasciarci adesso, non doveva…โ€. Poi uscรฌ dalla capanna e si diresse verso il bosco. La giovane druidessa avrebbe voluto fermarlo, abbracciarlo, raccontargli degli ultimi giorni, ma in quel momento il suo compito era un altro: cโ€™erano troppe cose da fare, troppe persone da assistere e, inoltre, Bran non avrebbe potuto essere lasciato solo. Cosรฌ lo lasciรฒ andare, da solo, incontro alla sua sofferenza.

Al funerale parteciparono tutti i Druidi e i capi guerrieri, la stima per quellโ€™essere era enorme e molti vennero a rendere omaggio a colui che era il tramite tra il regno degli uomini e quello degli dei, attraverso una vita basata sullโ€™aiuto agli altri in tutte le sue forme. La giovane druidessa pronunciรฒ le seguenti parole, che toccarono il cuore di tutti, riconoscendole come la perfetta descrizione della sua vita.

Nel silenzio e nellโ€™ombra hai operato,

custode di antichi misteri.

Instancabile, inesauribile,

un cuore immenso, una mente espansa al servizio dellโ€™evoluzione.

Il tempo e i mondi aprivano le porte al tuo cospetto.

Ogni essere si inchinava di fronte a te, Maestro Universale.

Ci hai raggiunto per sollevarci, ora siamo noi che veniamo a cercarti

fino al centro degli universi. (1)

Bran si avvicinรฒ alla giovane allieva, mentre le sue lacrime cadevano copiose sul terreno. Lei lo guardรฒ serena e gli sussurrรฒ allโ€™orecchio le seguenti parole: โ€œNon piangere, non รจ un addio. Mi ha assicurato che ci rivedremo prestoโ€.

Il giovane allievo si muoveva tra la folla come un automa, senza scambiare una parola con la giovane druidessa o con Bran, cercando di evitare ogni contatto fingendo di essere occupato con i preparativi. Il Saggio Druido aveva chiaramente espresso il desiderio di essere sepolto ai piedi dellโ€™Albero Sacro. Voleva che la sua carne diventasse nutrimento per la terra, compiendo lโ€™ultimo atto di giustizia verso il ciclo della vita, chiudendo cosรฌ, con impeccabilitร , il cerchio della sua esistenza.

La giovane druidessa conosceva bene le sue ultime volontร ; il Saggio Druido, infatti era stato molto chiaro sul segreto che doveva essere mantenuto sul luogo della sua sepoltura, non voleva che la sua tomba diventasse un luogo di culto. Diceva: โ€œSe la natura รจ la nostra Maestra, potrete cercarmi tra gli alberi, nel soffio del vento, nella rugiada delle foglie, nel canto di un ruscello. La mia forma si disperderร  in energia per fondersi nuovamente nellโ€™Uno fino al nostro nuovo incontroโ€.

Erano trascorsi due giorni dal funerale e molte tribรน, convinte dal giovane allievo, stavano giungendo al villaggio per unirsi al Saggio Druido e combattere contro i romani. Tuttavia, il giovane allievo, dopo il funerale, era sparito. Qualcuno lโ€™aveva visto allontanarsi tra i boschi e da allora non cโ€™erano state piรน notizie di lui. La giovane druidessa, impegnata a gestire tutti quei soldati provenienti da diverse tribรน, si trovava in difficoltร . Pertanto, mandรฒ Bran a cercarlo e riportarlo al piรน presto, prima che la situazione sfuggisse di mano. Non era stato nominato alcun nuovo capo druido in quel momento e nessuno dei druidi presenti aveva la forza di imporsi su cosรฌ tanti guerrieri di provenienza diversa. Bran cercรฒ di utilizzare tutti i suoi poteri per ritrovare il suo amico, ma la morte del Maestro aveva generato un caos interiore tale da impedirgli di trovare la calma necessaria per ascoltare i messaggi che la natura gli inviava. Alla fine, dopo due giorni, si presentรฒ sconsolato di fronte alla giovane druidessa, con le mani aperte in segno di resa.


(1) Tratto da Joannes Yrpekh, Lโ€™Alleanza Sacra โ€“ Misteri e insegnamenti di un grande maestro della nostra epoca, Associazione per Ankh, 2019. Testo free download su: https://associazioneperankh.com/libri/

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