
Dunque volete che io vi insegni? Bene, lo farò. Partiamo allora dal principio.
Chi vi dà il diritto di chiamare me “mostro”, e di considerare voi stessi alla stregua di esseri dotati di un’anima superiore e nobile?
Forse perché ho bisogno di nutrirmi del vostro sangue per vivere? Dunque voi tutti siete mostri per la lepre di cui vi nutrite festosamente intorno al fuoco con i vostri amici.
Io mi nutro infatti del vostro sangue per vivere, come voi vi nutrite di animali od ortaggi, senza i quali in pochi giorni sareste ridotti privi di forze sul letto di morte. Vi considerate per questo entità demoniache?
Ma una differenza in effetti c’è: io non ho bisogno di uccidervi, posso infatti liberamente prendere un po’ della vostra linfa senza esaurirvi, cosa che voi non potere fare con gli esseri viventi che vi mettete nel piatto.
Vi osservo da centinaia di anni, come un cacciatore paziente osserva le sue prede agitate e fragili. Questo tempo mi ha donato il privilegio di un certo distacco dalle vostre vicende storiche, sociali e religiose. Ora vi conosco molto meglio io di quanto voi pensiate di conoscere voi stessi.
Posso addirittura affermare di avere imparato ad amarvi. Non odio certo il mio pasto più di quanto voi non odiate il cibo nel vostro piatto.
Nel nutrirmi di voi, vi scelgo con cura. Non mi nutro solo di sangue, mi nutro anche di poesia; cosa che voi non potere certo dire del vostro cibo, dato che spesso, semplicemente, lo ingurgitate pensando ad altro.
Io vedo e riconosco la mia natura molto più onestamente e chiaramente di quanto facciate voi, accecati nelle vostre illusioni di superiorità, veramente ridicole per vite così fugaci. Conosco i miei poteri e posso usarli a piacimento, semplicemente perché so dominarmi, cosa che voi non siete in grado di fare.
L’orrore che vi suscito è in realtà solo il rigurgito della vostra ipocrisia.
Io divento pipistrello e mi alzo in volo nel misterioso e limpido cielo notturno per assaporare il mistero della vita. E divento lupo per correre libero nei boschi, accarezzato dai dolci rami che solleticano il mio corpo. Respiro aria pura e pungente che penetra colmando i miei polmoni… ma si spinge anche oltre, rigenerando il mio corpo tutto di rinnovata energia.
Se solo voi poteste immaginare tutto questo, persi come siete nelle vostre ruminazioni quotidiane. Sapete quanto piccoli e fragili apparite ai miei occhi?
Ho imparato ad immergermi nelle profondità di me stesso, al di là dei limiti oltre i quali si spinge l’essere umano. Conosco le tenebre, l’angoscia e l’abisso silenzioso, per questo motivo sono più forte di loro; perché ho imparato ad emergere da essi come il fiore di loto dallo stagno.
Io non bramo potere, né fama, né ricchezza, né altre gioie artificiali che non siano la comunione con le forze della vita.
Potete voi dire di essere in grado di vivere così profondamente e intensamente la vostra esistenza? Siete sicuri che sia il mio cuore a non battere più e non il vostro?
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Strepitoso!
Condivido tutto, anche e soprattutto lo sdoganamento dei “mostri”
Se siamo scintille divine con il compito d’elevarci verso piani più alti, succhiare la nostra energia non è poi così giusto e giustificabile e nemmeno compararci con la lattuga o la lepre.
Dal punto di vista antropocentrico, considerando che solo dentro l’essere umano esiste una scintilla divina, lei ha certamente ragione. Ma se così non fosse… se anche in Dracula, nella lattuga e nella lepre c’è una tale scintilla, beh allora la questione sarebbe un tantino più complessa…
Assolutamente vero fosse così la situazione cambierebbe. Però se ci rifacciamo alla Tradizione da Ermete Trismegisto in avanti l’uomo viene identificato come un essere vivente differente dalla vita animale, vegetale e minerale; una forma di vita con qualità differente. Grazie per la risposta 🙏.