In questo lavoro รจ necessario trasformare le impressioni e questa รจ lโessenza dello shock.
M. Nicoll (1)
ร stato spiegato precedentemente che, nelle condizioni di vita ordinaria, noi non ci ricordiamo di noi stessi; noi non ci ricordiamo, vale a dire non abbiamo la sensazione di noi stessi; non siamo coscienti di noi stessi al momento della percezione di unโemozione, di un pensiero o di unโazione.

Se un uomo comprende questo e tenta di ricordarsi di sรฉ, ogni impressione che egli riceverร durante questo ricordarsi di sรฉ sarร , in un certo modo, doppia. Per esempio in uno stato psichico ordinario, io guardo semplicemente la strada, ma se mi ricordo di me stesso, non guardo semplicemente la strada, sento che io la guardo, come se dicessi a me stesso: Io guardo. Ed in luogo di unโimpressione della strada, ho due impressioni: una della strada e lโaltra di me stesso che guardo la strada. Questa seconda impressione, prodotta dal fatto del mio ricordarmi di me, รจ lo shock addizionale. (2)
Per lo sviluppo ulteriore delle due ottave occorre un secondo shock cosciente in un certo punto della macchina: รจ necessario un nuovo sforzo cosciente. La natura di questo sforzo richiede uno studio speciale. Se consideriamo lโandamento generale della macchina, questo sforzo puรฒ essere messo in rapporto con la vita emozionale, e cioรจ con uno speciale tipo di influenza sulle nostre emozioni. Ma che cosa sia realmente questo genere di influenza e come possa essere prodotta, puรฒ essere spiegato solo in relazione a una descrizione generale del lavoro del laboratorio, ossia della macchina umana.
La pratica della non espressione delle emozioni sgradevoli, della non identificazione, della non considerazione interiore, รจ la preparazione al secondo sforzo. (3)
SHOCK E LAVORO
Da principio, allorchรฉ la coscienza si manifesta in noi, si rivolge contro di noi, e noi cominciamo a scorgere tutte le nostre contraddizioni interiori. Di solito non possiamo vederle perchรฉ ci troviamo sempre in questo o in quel piccolo compartimento, mentre la coscienza puรฒ vedere dallโalto e mostrarci che qui abbiamo sentito una cosa, lร unโaltra cosa, di nuovo qui una cosa completamente diversa: tutte sullo stesso soggetto.
Se per esempio prendiamo il Lavoro, dobbiamo renderci conto che in un momento sentiamo una cosa riguardo ad esso, in un altro momento una cosa completamente diversa, e di nuovo in un terzo momento unโaltra cosa differente. Non le sentiamo mai tutte assieme.
Se potessimo sentire contemporaneamente tutto quello che abbiamo sempre sentito riguardo al lavoro, ne avremmo un grande shock. Questa sarebbe coscienza. Tutta la nostra vita, tutte le nostre abituali maniere di pensare, hanno soltanto uno scopo: evitare shock, sensazioni sgradevoli, spiacevoli percezioni riguardanti noi stessi. E questa รจ la cosa principale che ci mantiene addormentati, perchรฉ al fine di svegliarci non dobbiamo aver paura; dobbiamo essere tanto coraggiosi da vedere le contraddizioni. (4)
Un buono shock produce rapidamente energia. Gli shock possono essere di tre tipi: qualche altro ce lo puรฒ dare, o ce lo possiamo dare da noi, o puรฒ capitare accidentalmente. Nessunโaltra cosa puรฒ creare rapidamente energia.
Un buono shock ci puรฒ far ricordare noi stessi e farci ricordare lo shock. Puรฒ essere talmente buono che saremo incapaci di dimenticarlo per qualche tempo; ciรฒ ci renderร piรน emozionali e il centro emozionale produrrร energia.
[In tutto questo] gli shock accidentali non contano. Le cose accadono (โฆ). Quando parliamo di dare shock parliamo di shock consci. Dobbiamo comprendere come accadono le cose. Cominciamo a fare qualcosa, poi arriviamo a un intervallo senza nemmeno renderci conto dellโesistenza degli intervalli e conoscere le loro possibilitร . Questa รจ la nostra situazione. Prima di arrivare alla possibilitร di avere uno scopo e di conseguirlo, dobbiamo comprendere che questo รจ assai lontano da noi e dobbiamo studiare gli intervalli negli esempi che ci sono stati dati, come quello del diagramma del cibo. Mediante lo studio di questi intervalli e dei due shock consci che sono stati spiegati, con lโimparare a produrli, possiamo arrivare alla possibilitร di un tipo completamente diverso di shock, ma non prima di ciรฒ.
In realtร , se potessimo produrre sufficienti shock necessari che siano abbastanza forti, non ci sarebbe praticamente nulla che non potremmo raggiungere. Lโunica cosa di cui abbiamo bisogno sono gli shock, ma non possiamo produrli. Anche se ci pensiamo, non siamo sufficientemente fiduciosi, non crediamo in noi stessi, non sappiamo con sicurezza che questo shock produrrร lโeffetto desiderato.
Questo รจ perchรฉ il lavoro organizzato include in sรฉ parecchi shock, perciรฒ esso non รจ lasciato a noi stessi. Siamo cosรฌ profondamente addormentati che nessuno shock ci desta: non li notiamo. (5)
Di regola per svegliare un uomo addormentato serve un buono shock. Ma quando lโuomo รจ profondamente addormentato un solo shock non basta. ร necessario un lungo periodo di shock incessanti, shock che possono solamente venire da fuori; bisogna che questโuomo si metta in condizioni tali che qualcun altro, o delle condizioni esteriori, si presentino per impartirgli questi shock e ripeterli finchรฉ sarร necessario per il suo risveglio. (6)
(1) M. Nicoll, Commentari, Vol. I , cap. 7.
(2) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (209).
(3) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (212).
(4) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (183-4).
(5) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (343-4).
(6) J. Vaysse, Verso il risveglio a se stessi (157).
Tutti i capitoli della Quarta Via:
Nota: Lโarticolo qui esposto rappresenta un tentativo di ricomporre alcuni dei Frammenti dellโinsegnamento di Gurdjieff con le sue stesse parole e con i numerosi contributi di chi ne ha seguito la Via. I riferimenti sono tutti rintracciabili nelle note a fondo articolo. Le eventuali modifiche apportate sono solo di natura stilistica, mai concettuale. LโAssociazione Per-Ankh, pur trovandosi in sintonia con la maggior parte degli insegnamenti della Quarta Via, non si considera tuttavia un gruppo Gurdjieffiano.
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