Geomanzia: alla scoperta dell’antica arte divinatoria

Geomanzia, il cui significato è divinazione per mezzo della terra, è un termine che deriva dal greco gea, che significa terra, e manteìa, che significa, per l’appunto, divinazione. Il primo ad utilizzare questo termine per definire tale Arte divinatoria fu Ugo di Santalla, prolifico traduttore spagnolo del XII secolo. Egli, infatti tradusse un trattato arabo in cui veniva trattata una forma di divinazione per mezzo della sabbia che veniva definita Ilm-al-raml, letteralmente: Scienza della sabbia.

L’origine della Geomanzia si perde ovviamente nella leggenda. Non sappiamo esattamente dove sia nata ma sicuramente è molto antica. È probabile che quest’Arte si sia sviluppata in ambito semitico e che si sia diffusa presso i popoli che stanziavano in quelle zone divenendo parte della loro cultura e spiritualità. Con l’avvento dell’Islam si diffuse poi in Persia, India ed Africa. Fu molto studiata, praticata e sviluppata proprio in ambito arabo. Svariati sono infatti i trattati sistematici giunti fino a noi scritti in seno a tale Tradizione che furono oggetto di numerose traduzioni e circolarono sicuramente fino in Europa. La Tradizione ebraica la chiama Hokhma Ha-nekkudot, la Sapienza dei punti.

Il medioevo europeo vide la traduzione di svariati trattati in lingua latina. Oltre al già citato Ugo di Santalla, si cimentarono con la Geomanzia anche Gerardo da Sabbioneta, Michele Scoto e Bartolomeo da Parma. Ovviamente chi traduceva a quel tempo era un erudito in svariati campi del sapere ma anche un praticante. La traduzione era, infatti, anche integrazione operata sulla base dei propri studi e delle esperienze pratiche.

Il Rinascimento fu in seguito un periodo senza precedenti per lo studio e la pratica dell’Umanesimo e delle Arti divinatorie, tra le quali la Geomanzia. Operarono in questo periodo Cornelio Agrippa, Paracelso, John Dee, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e Robert Fludd. Tutti scrissero di Geomanzia, alcuni la praticarono e la approfondirono. Robert Fludd in particolare introdusse l’utilizzo dello scudo geomantico nella redazione del Tema, schema grafico che viene utilizzato ancora oggi.

Nella sua forma più antica ed originaria veniva praticata direttamente sulla sabbia o sulla terra. Fu nel medioevo specialmente in Europa che si cominciarono a tracciare i punti sulla carta utilizzando un calamaio. È in questa forma che viene perlopiù praticata ancora oggi.

Con l’Illuminismo si assiste ad un arresto degli studi esoterici che vengono perlopiù portati avanti in circoli e piccole confraternite. Si dovrà attendere fino al XX secolo per sentire nuovamente parlare di Geomanzia. Fu in questo periodo che Mc Gregor Mathers e Wynn Westcott fondarono l’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata i cui Insegnamenti e Riti furono divulgati dagli occultisti Israel Regardie, Dion Fortune e Aleister Crowley, rivelando come la Geomanzia facesse parte degli studi e delle pratiche inerenti al Percorso Iniziatico.

Ma in che cosa consiste quest’antica Arte divinatoria dunque? Si tratta di una forma di divinazione basata sull’interpretazione di sedici Tetragrammi denominati Figure geomantiche. Essi risultano dalla combinazione e sovrapposizione di monopunti e bipunti.

Il Geomante, dopo che il consultante ha posto la sua domanda, traccia una serie di linee o punti da destra verso sinistra. I punti sono gettati, per l’appunto, di getto, senza contarli e mantenendo la concentrazione sulla questione posta in modo da ottenere sedici righe consecutive; vengono poi eliminati a due a due in modo tale che, per ogni riga, rimanga un monopunto o un bipunto.

In questo modo vengono ottenuti i primi quattro Tetragrammi detti Madri. Da questo momento in avanti le restanti Figure vengono ottenute attraverso un procedimento matematico. Le Figure, man mano che si sviluppano, vengono inserite in uno schema grafico che andrà a costituire il Tema geomantico. Esso è composto da dodici settori o Case, in analogia con le Case astrologiche, e da ulteriori tre Case denominate Casa del Testimone di destra, Casa del Testimone di sinistra e Casa del Giudice.

Le prime dodici Case informano circa la personalità del consultante, mentre le ultime tre Case forniscono la risposta al quesito posto e rappresentano la risposta delle Intelligenze che presiedono al Sistema divinatorio della Geomanzia.

Queste sondano la materia stessa e le situazioni dell’esistenza umana; quindi, sono in grado di rivelare lo sviluppo di una situazione o di uno stato d’animo come anche di un progetto materiale.

L’uomo comune ha una scarsa o pressoché nulla conoscenza di se stesso, quindi è portato per natura a ritenere il destino responsabile delle proprie fortune o sfortune senza considerare che gli eventi sono generati dal suo modo di essere e quindi dalle azioni che intraprende o meno. Il responso geomantico cerca di illuminare e mettere in luce ciò che della propria interiorità il consultante ignora o non riesce a vedere e che ha prodotto e potrà produrre effetti in futuro.

Le Figure Geomantiche possiedono ciascuna un significato simbolico ricco di sfaccettature. Oltre a ciò forniscono un’informazione di un certo tipo a seconda della Casa in cui si trovano rappresentate nel Tema ed a seconda delle Figure a cui sono vicine o in stretto rapporto. Questa ricca trama deve poi essere messa in relazione non solo con la domanda del Consultante, ma con la sua personalità e con le modalità con cui sta vivendo la situazione che ha condotto alla richiesta del consulto. Risulta chiaro, dunque, come il responso geomantico si esprima attraverso un complesso linguaggio simbolico che non può essere ridotto ad un procedimento meccanico riconducibile ad un prontuario dalle facili ed immediate risposte.

L’interpretazione del responso è una questione di disposizione, attenzione, intuizione ed esperienza e, naturalmente, conoscenza di se stessi. Il Geomante è infatti chiamato ad una continua opera di conoscenza e perfezionamento di se stesso; il rapporto che ha instaurato con il Sistema Simbolico della Geomanzia, con i Simboli vivi e le Intelligenze che lo presiedono e si esprimono attraverso di esso, deve essere coltivato con costanza.

Bibliografia:

Menozzi V., La Scienza della Sabbia, Fontana Editore, Borgo Valsugana, 2021.

Sicuteri Cantini T., Di Caprio L., Spinelli Paoli D., Simbologia e Pratica Operativa della Geomanzia, Edizioni Arktos, Carmagnola, 1985.

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