Il “tempo” della conoscenza di sé: alla riscoperta di Kairos

Kairos, il tempo della conoscenza di sè.

Siamo spesso in affanno, inseguendo le lancette dell’orologio in una corsa contro un tempo che ci sfugge di mano. Quante volte, arrivando a sera, ci accorgiamo che la giornata è già finita? Quante volte abbiamo pronunciato la frase: non ho tempo per me? I dispositivi digitali, nati per semplificarci la vita, ci hanno sottratto la capacità di percepire il fluire: immersi negli schermi, vediamo le lancette accelerare mentre perdiamo il ritmo naturale dell’esistenza. E poi commentiamo con i colleghi: “ma sai che ho la percezione che il tempo sia accelerato?”

Le società contemporanee hanno (sapientemente) trasformato il tempo in un’unità di misura produttiva: KPI, deadline, time-boxing, produttività oraria. E noi continuiamo ad alimentare questa lenta, ma inesorabile, progressione. Viviamo così prigionieri inconsapevoli di una visione distorta, che riduce il tempo a una risorsa da ottimizzare, dimenticando che non tutto il tempo è uguale né ha lo stesso valore.

Eppure, chiunque abbia davvero vissuto qualcosa di significativo, di profonda pregnanza per se stesso, sa che il tempo non scorre sempre allo stesso modo, né alla stessa velocità. Allora comprendiamo che, per ritrovare il senso perduto del tempo, una definizione più ampia possa venire ispirata dal mondo degli antichi, che sapevano coglierne la dimensione più profonda.

Nel mondo ellenico, ad esempio, il tempo veniva guardato da due angolature diverse e, in alcune tradizioni greche, queste furono anche raffigurate simbolicamente in figure divine: Chronos e Kairos.

Chronos è la parte arrivata fino a noi, era il dio del tempo lineare, quello che si misura e si consuma: il tempo delle stagioni, dell’età, del lavoro quotidiano. È il tempo che scorre in modo inesorabile e che finisce per logorare ogni cosa. In alcune raffigurazioni è rappresentato con falce e clessidra per darci non solo l’idea dello scorrere inesorabile dei secondi, ma anche della loro irreversibilità. Kairos, al contrario, non è il tempo che scorre, ma è il tempo dell’esperienza: l’attimo opportuno, carico di possibilità, che se colto può cambiare il corso delle cose. Nelle raffigurazioni classiche è un giovane alato con un ciuffo sulla fronte e la nuca rasata, segno che l’occasione si afferra solo quando arriva perché, una volta passata, non può più essere ripresa; talvolta compaiono anche una bilancia e un rasoio.

La saggezza antica valorizza entrambi gli aspetti di Kairos e Chronos, perchè uno non può esistere senza l’altro, ma chiarisce che la vita non è solo contare i giorni che passano, bensì riconoscere gli attimi che contano. La nostra cultura fast food, performante e stordita dalla velocità, ha cancellato la dimensione del Kairos. Trattiamo il tempo come un flusso uniforme che si misura in ore, giorni, mesi. Gli antichi, invece, sapevano che il tempo non era una linea continua: lo vivevano in modi diversi, riconoscendo la presenza di momenti speciali, carichi di possibilità. Questa visione rovescia la nostra abitudine a vivere solo in Chronos: dentro il suo scorrere si aprono spiragli di Kairos, bivi in cui si incrociano possibilità e conseguenze. Per questo ai crocicchi era attribuita un’importanza fondamentale: la scelta di che strada prendere, poteva determinare il destino di un viaggio o di un’intera esistenza. Così ogni bivio diventava un momento di Kairos.

Oggi, sebbene mutato, lo stesso simbolismo vale ancora: i crocicchi in cui è più facile perdersi non sono sulle strade, ma dentro di noi. Si manifestano quando affiora una consapevolezza nuova, quando la vita ci mette di fronte ad una situazione imprevista e difficile, oppure quando chiede di affrontare in modo nuovo un’esperienza ricorrente. In quei momenti nasce il vero tempo della trasformazione: Riconoscere il Kairos significa imparare a distinguere la qualità dei momenti che viviamo.

Il Kairos è questo: il tempo della scelta, il momento che apre la possibilità di un cambiamento. Ecco perché, in una cultura dominata dal Chronos, riscoprire Kairos è un atto di libertà.

Per ricevere i nostri aggiornamenti via email (senza spam nè ridicole offerte) iscriviti qui:

2 pensieri riguardo “Il “tempo” della conoscenza di sé: alla riscoperta di Kairos

Aggiungi il tuo

  1. Quanto è difficile il ” crocicchio” quando il tuo stato mentale ed emotivo sovrasta l’intuizione, quando le tue percezioni sono contrastanti e comunque devi trovare, dentro di te, la consapevolezza per supportare la scelta della strada da seguire. E allora benvenuto Kairos, tempo della scelta e della trasformazione.

Scrivi una risposta a valiantlyjoyous965d82f80c Cancella risposta

Blog su WordPress.com.

Su ↑