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Posts Tagged ‘Joannes Yrpekh’

Questa sera – giovedì 12 gennaio 2017 – alle ore 21:00 si terrà la presentazione del libro “Il Cammino di Maat”.

L’appuntamento è presso la roadhouse a Villa Tabusso in via Bellacomba 21, a Rubiana (TO).

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Cari lettori, vi comunichiamo che da oggi il libro “Il Cammino di Maat. Luci sull’antica sapienza egizia è disponibile liberamente e gratuitamente sul web in formato ebook, grazie alla gentile concessione dell’autore Joannes Yrpekh.

La stessa opera continuerà a rimanere comunque reperibile anche in versione cartacea, distribuita dall’editore Boopen.

È quindi per noi un vero piacere poter condividere con voi questo libro, invitandovi a scaricarlo nel link sottostante:

Il Cammino di Maat. Luci sull’antica sapienza egizia

Buona lettura!

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Aggiornamento Luglio 2014: il presente volume non è più disponibile in versione download ma in ristampa presso Edizioni Ester.

Invitiamo pertanto gli interessati a farne richiesta alla propria libreria di fiducia.

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Cosa cerchiamo realmente da una pratica cosiddetta spirituale? Dio, si potrebbe rispondere. Già, il problema è che questa parola rimanda spesso a concetti estremamente elevati e comodamente lontani dalle nostre semplici esperienze di tutti i giorni. Conclusione: è facilissimo illudersi di compiere una “carriere spirituale” senza accorgersi di perseguire magari una strada completamente opposta.

Per provare a districare la matassa, riportiamo qui di seguito un estratto estremamente interessante per la sua semplicità e praticità, che lascia poco spazio a misticheggianti interpretazioni:

Una potente pratica spirituale è quella di permettere consapevolmente che l’ego resti sminuito senza cercare di ripararlo. Vi raccomando di praticare questo di quando in quando. Per esempio, se qualcuno vi critica, vi accusa, vi offende, invece di aggredirlo di rimando o di difendervi, non fate nulla. Permettete alla vostra immagine di rimanere sminuita e state all’erta, osservando come vi sentite profondamente dentro di voi. Per qualche momento potete provare disagio, come se vi foste ristretti. Ma poi percepirete una spaziosità interiore che vi farà sentire intensamente vitali. Non vi siete per nulla diminuiti, anzi vi siete espansi. E allora avrete una stupefacente comprensione: quando vi sembra di essere in un certo modo sminuiti, e quando rimanete in uno stato assolutamente non reattivo, non solo esteriormente ma anche interiormente, vi rendete conto che niente di reale è stato sminuito, che diventando “meno” siete diventati di più. (altro…)

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Traendo spunto dal libro “Il Cammino di Maat”, ne riprendiamo alcuni brani inerenti all’interpretazione dell’antica scrittura egizia:

[…] Procediamo allora per gradi, iniziando ad analizzare il termine neter, che contraddistingue il concetto di Dio, in geroglifico

il cui significato letterale è FUNZIONE o PRINCIPIO.

Per quale motivo utilizzare una bandiera per esprimere il concetto di divinità?

Noi possiamo osservare che la bandiera contraddistingue un punto di riferimento, una direzione da seguire, così sono infatti gli dei per gli uomini; ma ancor più in profondità essa simboleggia lo strumento per mezzo del quale una forza che non è direttamente visibile si manifesta (sventolando lo stendardo), rivelando così la propria esistenza attraverso la constatazione e la verifica dei suoi effetti. Difficile scindere in una definizione del genere gli aspetti religiosi da quelli scientifici.

Consideriamo per esempio la legge di gravità: nessuno obietterebbe sulla sua esistenza, sugli effetti estremamente fisici e tangibili della sua forza. Eppure non la si può vedere, toccare, fissare, ed inoltre – cosa ancora più importante – non la si può eludere. Ecco perché Carl Gustav Jung incise sulla porta di ingresso della sua casa la massima: invocati o meno, gli dei sono presenti. (altro…)

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Dopo i due incontri tenuti sulla Tradizione Egizia il 10 e il 17 dicembre 2010 a Casalborgone (TO), con titolo Il messaggio nascosto nei simboli della scrittura geroglifica, abbiamo pensato di pubblicare qui di seguito una brevissima sintesi dell’argomento trattato per tutti coloro che ci hanno scritto interessati senza avere però avuto la possibilità di partecipare direttamente alle serate. Confidiamo comunque nel fatto che potranno esserci nuove occasioni nel corso del 2011.

L’antico Egitto è un ambito di studi che affascina moltissime persone. Alcune decidono di dedicare ad esso un preciso percorso di studi di carattere storico-archeologico, assumendo  infine il titolo di egittologi; altre persone – apparentemente un numero molto più esiguo – cercano invece di esaminarne gli aspetti simbolici, più inerenti ad un messaggio di ricerca interiore.

Inutile dire che questi due fronti si sono nel tempo più volte scontrati. Inutile anche precisare che la nostra finalità sia quella di approfondire la scienza egizia focalizzando l’attenzione sui testi, sulle immagini e sull’architettura da un punto di vista simbolico. Ma nel fare questo, non riteniamo produttivo né corretto assumere una posizione oppositiva. (altro…)

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