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Posts Tagged ‘Joannes Yrpekh’

Per leggere la presentazione del libro cliccate qui.


 

Come la maggior parte delle persone, ho sempre pensato che la forza dei maestri spirituali, così come l’attendibilità e la profondità dei loro insegnamenti, dovesse necessariamente essere proporzionata alla loro fama e notorietà. Inizialmente questo tipo di convinzione mi bastava e mi incentivava ad approfondire le più importanti filosofie religiose per sviscerare le risposte che offrivano ai più pressanti quesiti esistenziali.

Poi, con il trascorrere del tempo, persi gradatamente fiducia nei sistemi dogmatici e istituzionalizzati, cattolicesimo in primis. Per la verità persi anche fiducia nei confronti di qualsivoglia filosofia spirituale, non avendo incontrato nessuno che potesse rappresentare un concreto esempio di vita ma solo discreti predicatori.

Mi rivolsi allora al mondo dell’occulto e dello spiritismo, attratto dalla possibilità di entrare in contatto con esseri al di fuori della nostra sfera di esistenza e poterli così interrogare sui misteri della vita. Alcune esperienze in questo senso mi impressionarono molto, altre mi lasciarono invece del tutto incredulo ed indifferente.

Certamente la frequentazione assidua di certi ambienti lasciò in me una profonda impronta, abituandomi a considerare pericolosi e fuorvianti per la conoscenza sia il cieco fanatismo che lo scetticismo a priori.

Ad ogni modo l’approccio alla ricerca tramite i contatti medianici, per quanto li trovassi indubbiamente affascinanti ed emozionanti, mi lasciò infine ancora insoddisfatto. (altro…)

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Per leggere la presentazione del libro cliccate qui.


 

 

Quando si esprime l’amore, ridesta in contraccambio un medesimo sentimento anche nel cuore di chi si ama, e così viene cementato il reciproco affetto.

Ma ancor di più accade quando un re, grande e potente, dimostra il suo profondo ed intenso amore per un uomo comune che è disprezzato e considerato l’infimo tra gli uomini: una creatura infelice, abbandonata su di un mucchio di letame.

E tuttavia il re discende in persona dal suo seggio, accompagnato dal suo seguito, e va’ fino a lui e lo solleva dal mucchio di letame, e gli fa onore, e lo conduce nel suo palazzo reale, nella stanza più interna, un luogo dove nessun servo e nessun principe entrano mai.

E qui egli fa di lui il più vero e più intimo compagno, baciandolo, abbracciandolo e legandosi a lui spiritualmente con tutto se stesso.

Ed allora nascerà spontaneamente e poi si raddoppierà e raddoppierà ancora, nel cuore di questo individuo comune ed infimo, l’amore per il re; e si tratterà di una vera affezione dello spirito, proveniente dall’anima e sentita nel profondo del cuore con infinita sincerità.

Anche se il cuore di quest’uomo fosse stato simile alla pietra, si sarebbe certamente intenerito e sciolto, e la sua anima sarebbe traboccata come acqua, struggendosi così d’amore per il re.

Rabbi Shneur Zalman

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Cari amici, è con grande piacere che vi presentiano l’ultimo progetto editoriale che vedrà la pubblicazione gratuita sul nostro blog del nuovo libro di Joannes Yrpekh – L’Alleanza Sacra – dove per la prima volta l’autore ci racconterà il suo incontro e la sua esperienza a fianco di colui che è stato il suo maestro: Antonio.

Questo libro parla di un essere decisamente fuori dal comune, al punto tale da rendere incredibile il fatto che un uomo del genere abbia potuto realmente esistere e vivere in mezzo a noi. Eppure l’autore testimonia per esperienza diretta una realtà molto più bella, reale ed intensa delle varie leggende esistenti sul conto di maestri immaginari.

“Conoscere Antonio poteva essere una benedizione quanto una maledizione. Una benedizione per coloro alla ricerca di trovare il senso della loro vita, una maledizione per chi invece ha sempre creduto che fosse impossibile spingersi oltre la natura umana, accomodandosi sopra una comoda rassegnazione.”

Ogni settimana verrà quindi pubblicato su questo spazio online un frammento del libro, suddiviso complessivamente in 11 capitoli, fino alla sua piena pubblicazione, dopodiché sarà anche possibile scaricarlo in formato pdf.

Se volete rimanere costantemente aggiornati e non vi siete ancora iscritti al blog, vi consigliamo di inserire la vostra email nell’apposito form qui sopra in alto a destra, in modo tale che possiate ricevere sulla vostra casella di posta elettronica la notifica di ogni nuova pubblicazione.

Buona lettura!

 

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Questa sera – giovedì 12 gennaio 2017 – alle ore 21:00 si terrà la presentazione del libro “Il Cammino di Maat”.

L’appuntamento è presso la roadhouse a Villa Tabusso in via Bellacomba 21, a Rubiana (TO).

locandina-evento-12-gennaio

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Cari lettori, vi comunichiamo che da oggi il libro “Il Cammino di Maat. Luci sull’antica sapienza egizia è disponibile liberamente e gratuitamente sul web in formato ebook, grazie alla gentile concessione dell’autore Joannes Yrpekh.

La stessa opera continuerà a rimanere comunque reperibile anche in versione cartacea, distribuita dall’editore Boopen.

È quindi per noi un vero piacere poter condividere con voi questo libro, invitandovi a scaricarlo nel link sottostante:

Il Cammino di Maat. Luci sull’antica sapienza egizia

Buona lettura!

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Aggiornamento Luglio 2014: il presente volume non è più disponibile in versione download ma in ristampa presso Edizioni Ester.

Invitiamo pertanto gli interessati a farne richiesta alla propria libreria di fiducia.

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Cosa cerchiamo realmente da una pratica cosiddetta spirituale? Dio, si potrebbe rispondere. Già, il problema è che questa parola rimanda spesso a concetti estremamente elevati e comodamente lontani dalle nostre semplici esperienze di tutti i giorni. Conclusione: è facilissimo illudersi di compiere una “carriere spirituale” senza accorgersi di perseguire magari una strada completamente opposta.

Per provare a districare la matassa, riportiamo qui di seguito un estratto estremamente interessante per la sua semplicità e praticità, che lascia poco spazio a misticheggianti interpretazioni:

Una potente pratica spirituale è quella di permettere consapevolmente che l’ego resti sminuito senza cercare di ripararlo. Vi raccomando di praticare questo di quando in quando. Per esempio, se qualcuno vi critica, vi accusa, vi offende, invece di aggredirlo di rimando o di difendervi, non fate nulla. Permettete alla vostra immagine di rimanere sminuita e state all’erta, osservando come vi sentite profondamente dentro di voi. Per qualche momento potete provare disagio, come se vi foste ristretti. Ma poi percepirete una spaziosità interiore che vi farà sentire intensamente vitali. Non vi siete per nulla diminuiti, anzi vi siete espansi. E allora avrete una stupefacente comprensione: quando vi sembra di essere in un certo modo sminuiti, e quando rimanete in uno stato assolutamente non reattivo, non solo esteriormente ma anche interiormente, vi rendete conto che niente di reale è stato sminuito, che diventando “meno” siete diventati di più. (altro…)

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Traendo spunto dal libro “Il Cammino di Maat”, ne riprendiamo alcuni brani inerenti all’interpretazione dell’antica scrittura egizia:

[…] Procediamo allora per gradi, iniziando ad analizzare il termine neter, che contraddistingue il concetto di Dio, in geroglifico

il cui significato letterale è FUNZIONE o PRINCIPIO.

Per quale motivo utilizzare una bandiera per esprimere il concetto di divinità?

Noi possiamo osservare che la bandiera contraddistingue un punto di riferimento, una direzione da seguire, così sono infatti gli dei per gli uomini; ma ancor più in profondità essa simboleggia lo strumento per mezzo del quale una forza che non è direttamente visibile si manifesta (sventolando lo stendardo), rivelando così la propria esistenza attraverso la constatazione e la verifica dei suoi effetti. Difficile scindere in una definizione del genere gli aspetti religiosi da quelli scientifici.

Consideriamo per esempio la legge di gravità: nessuno obietterebbe sulla sua esistenza, sugli effetti estremamente fisici e tangibili della sua forza. Eppure non la si può vedere, toccare, fissare, ed inoltre – cosa ancora più importante – non la si può eludere. Ecco perché Carl Gustav Jung incise sulla porta di ingresso della sua casa la massima: invocati o meno, gli dei sono presenti. (altro…)

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