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Posts Tagged ‘magia’

Stiamo assistendo ad un periodo di riscoperta del mondo celtico. Quel meraviglioso mondo volutamente occultato, combattuto con forza dalla spada degli antichi romani prima e dal fuoco dell’inquisizione poi, seppellito per centinaia di anni sotto l’etichetta di “barbaro”, ritorna oggi con forza ad emergere.

Le motivazioni non sono chiare, forse è il bisogno di risposte alle domande esistenziali alle quali l’odierna società non riesce a rispondere. Viviamo in effetti sulle fondamenta della civiltà romana, dove la competizione, la conquista, il profitto, la lotta per emergere, erano i pilastri fondanti.

Nel passare dei secoli, questi pilastri, si sono rinforzati diventando sempre più sofisticati, parte integrante della nostra vita, al punto tale da pensare che non esista altro stile di vita possibile al di fuori di quello basato sui valori che ci sono stati trasmessi dalla cultura.

L’odierna società non riesce a rispondere alle domande basilari sull’esistenza. Abbiamo tutto dal punto di vista materiale, eppure viviamo sempre come se ci mancasse qualcosa, inseguendo la felicità nella corsa sfrenata alla ricchezza e al successo, cosa che puntualmente non riusciamo ad afferrare anche quando raggiungiamo questi obiettivi.

Ed è appunto su questa via del decadimento del nostro sistema sociale che il mondo celtico torna a parlarci.

I Celti vivevano a stretto contatto con la natura, basando la loro spiritualità su di essa; per templi usavano i boschi, le sorgenti, le cascate, luoghi incantati che venivano custoditi e mantenuti sacri dai loro sacerdoti.

Una società definita (altro…)

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Viviamo in un’epoca così ricca di tecnologia e d’informazioni immediatamente disponibili, che ci pare di avere accesso a ogni risposta, specie se si tratta di argomenti scientifici.

Siamo cresciuti nelle certezze del “progresso” e ci siamo abbeverati ai mirabolanti programmi televisivi del Mondo di Quark di Piero Angela, col sottofondo musicale rassicurante dell’Aria sulla IV corda di Bach.

Siamo stati educati fin da piccoli a pensare alle leggi della fisica come a qualcosa di scontato, meccanico, privo d’intelligenza. Qualcosa che non ha significato o ragioni da investigare e capire: esiste e basta, quindi va bene così e non c’è altro da cercare, sono solo informazioni più o meno complesse da studiare a memoria senza porsi troppe domande… ma è proprio tutto così semplice e scontato? A un sincero e attento cercatore non può sfuggire il vuoto di risposte e di significati.

Ad esempio, la forza di gravità che ci tiene attaccati al suolo, che fa cadere gli oggetti, che regola le orbite delle stelle e dei pianeti, ecc., indubbiamente esiste e ne facciamo ogni giorno esperienza, ma possiamo realmente dire di conoscerla? Sappiamo come un corpo ne attrae un altro attraverso la sua massa? E perché esiste questo fenomeno? C’è una volontà e quindi un’intelligenza che la alimenta?

In realtà la forza di gravità rimane ancora un vero enigma per la scienza moderna, ma ciononostante si arroga il diritto di affermare che, tutto sommato, non ha significato cercare altri significati: esiste e basta e ci si deve accontentare di misurarla.

La religione – altra orgogliosa creatura dell’intelletto umano – esclude che vi sia significato umanamente comprensibile nel (altro…)

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Per leggere la presentazione del libro cliccate qui.


La conoscenza delle diverse sfaccettature della vita rivela grande saggezza; la conoscenza della vita nella sua essenza rivela invece un contatto diretto con l’Intelligenza che la governa. Proprio da questa intima connessione Antonio sembrava poter attingere a qualsiasi tipo di sapienza. In più occasioni si poteva vederlo disquisire di fisica moderna con esperti del settore, e stupire questi ultimi per le sue approfondite conoscenze in materia.

Parimenti, era sotto gli occhi di tutti come fosse in grado di padroneggiare con sicurezza e acutezza anche le più arcane e sconosciute dottrine esoteriche. Le lingue sacre non avevano per lui segreti, né a livello grammaticale né a livello figurativo e simbolico. Conosceva inoltre qualsiasi corrente iniziatica molto più profondamente anche di coloro che la studiavano e la praticavano da una vita: Qabbalah, Alchimia, Gnosi, Astrologia, Tarot, taoismo, induismo, sufismo, sciamanesimo, eccetera.

Questa sua capacità di entrare in sintonia con qualsiasi tradizione spirituale o ambito di studio era, oltre che inspiegabile per la comune ragione, estremamente affascinante.

Una sera partecipai ad una conferenza di presentazione della dottrina Bahá’í, una fede di origine iraniana ancora oggi poco conosciuta in Occidente. La responsabile italiana, una donna carismatica ed estremamente preparata, aveva chiesto ospitalità nella sede che noi utilizzavamo come centro di ritrovo, cosa che le venne accordata di buon grado.

A quell’incontro pubblico parteciparono (altro…)

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Piove. Semplicemente, piove. È quasi notte.

Mario fa il contadino, è affacciato alla finestra e spera in cuor suo che continui a piovere per almeno altri due giorni, l’ideale per irrigare bene i suoi campi.

A pochi chilometri da lui, in quelle case sopra le colline, Lucia è nella sua stanza che prega il Signore di far smettere al più presto quella dannata pioggia. Il ricordo di quello che accadde l’anno scorso è ben vivo in lei, quando il susseguirsi di diversi giorni di pioggia creò smottamenti nel terreno a tal punto da farle rischiare di perdere la casa.

Anche Stefano, nella lontana città, si augura che la pioggia possa finire quanto prima; niente è più velenoso dell’umidità per le sue ossa, e già inizia ad avvertire quel fastidioso dolore di fondo. (altro…)

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“Ch’io cadrò morto a terra, ben m’accorgo, ma qual vita pareggia al morir mio?”

Giordano Bruno: personaggio estremamente interessante e singolare.

Non staremo qui a raccontarne la storia, reperibile – tra l’altro – attingendo alle varie pubblicazioni, scolastiche e non.

Ahimè, conosciuto, specie nel nostro paese, solo per essere stato condannato per eresia e bruciato a Roma, in Campo dei Fiori, nell’anno 1600.

Poeta, astrologo, astronomo e filosofo.

Soprattutto filosofo: amava in modo furente Dio e la Filosofia, argomenti che lo infiammavano (non solo interiormente), e in difesa dei quali scendeva in campo aperto contro tutto e tutti; irascibile, scorbutico sino ad essere chiamato dai suoi detrattori “cane rognoso”.

Convinto che la conoscenza dovesse essere un fatto diretto, di prima mano, non risparmiò nulla a quanti, secondo lui, avevano una conoscenza di seconda, terza ed ennesima mano.

Li chiamava pedanti e li accusava di “indossare” barbe bianche e toghe lunghe ai piedi, per farsi credere dotti e conoscitori di tutto. (altro…)

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