L’ateo devozionale

DevotionE chi lo dice che chi crede in Dio percorre indiscutibilmente un cammino spirituale?

Secondo un insegnamento chassidico perfino il comandamento più importante – credere in Dio – può essere realizzato attraverso la sua disobbedienza. In alcune circostanze la “trasgressione” della fede in Dio può rivelarsi infatti molto più costruttiva e… devozionale.

Spiegano i saggi che se una persona bisognosa chiede aiuto a qualcuno che crede in Dio, questi può fare uso di parole pietose come: “Abbi fede e abbandonati nelle mani di Dio”. Invece, colui che non crede deve agire come se non vi fosse più nessuno al mondo cui questa persona possa ricorrere e, pertanto, sente la responsabilità di aiutarla con tutte le sue forze.

Il fatto di non credere in Dio può produrre allora un effetto migliore di quello che si avrebbe nell’avere fede in Lui, dato che la vera devozione a Dio si manifesta nell’aiuto del prossimo. Quindi, colui che nella disobbedienza al comandamento si sente responsabile per il mondo che lo circonda, può essere in molte situazioni più devoto alla vita di colui che si reputa un fedele.

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