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Posts Tagged ‘ebraismo’

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TorahIl sentiero iniziatico non è fatto di accumulo di conoscenza teorica; per quello bastano le università. Il cammino iniziatico è un percorso di trasmutazione interiore e, se percorso con serietà, mantiene ciò che promette.

Le Tradizioni trasmettono e forniscono gli strumenti affinché chi è realmente interessato possa percorrere il cammino. La Fonte delle Tradizioni è comune ed è sempre la stessa; potremmo definirla come una Forza che desidera ardentemente il nostro ritorno a casa.

Questa Forza agisce incessantemente attraverso tutti i mezzi che ha a disposizione perché il nostro ritorno possa avverarsi, perché Essa possa finalmente riflettersi in noi, divenuti specchi tersi e disponibili.

“Io vi prenderò fra le genti, vi raccoglierò da tutti i paesi e vi condurrò al vostro paese” (Ez. 36,24)

Il Santo, attraverso la bocca di chi, consenziente, permette alla sua voce di giungere a noi, dice chiaramente che è Lui a radunare il Suo popolo…

Dispersi, piegati dall’illusione di essere soli e separati, vaghiamo schiavi nel sonno dell’ignoranza e della sofferenza; non riusciamo a trattenere niente e tutto ciò che faticosamente riusciamo ad ottenere (ma siamo proprio noi ad averne il merito?) scivola attraverso le nostre dita come sabbia.

Al di sotto delle incessanti voci degli innumerevoli io, sussurra e singhiozza un richiamo…

L’hai udito tu, o viandante? Egli ti sussurra nello struggimento: (altro…)

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DevotionE chi lo dice che chi crede in Dio percorre indiscutibilmente un cammino spirituale?

Secondo un insegnamento chassidico perfino il comandamento più importante – credere in Dio – può essere realizzato attraverso la sua disobbedienza. In alcune circostanze la “trasgressione” della fede in Dio può rivelarsi infatti molto più costruttiva e… devozionale.

Spiegano i saggi che se una persona bisognosa chiede aiuto a qualcuno che crede in Dio, questi può fare uso di parole pietose come: “Abbi fede e abbandonati nelle mani di Dio”. Invece, colui che non crede deve agire come se non vi fosse più nessuno al mondo cui questa persona possa ricorrere e, pertanto, sente la responsabilità di aiutarla con tutte le sue forze.

Il fatto di non credere in Dio può produrre allora un effetto migliore di quello che si avrebbe nell’avere fede in Lui, dato che la vera devozione a Dio si manifesta nell’aiuto del prossimo. Quindi, colui che nella disobbedienza al comandamento si sente responsabile per il mondo che lo circonda, può essere in molte situazioni più devoto alla vita di colui che si reputa un fedele.

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Chi ha mai detto che il nostro mondo attuale non possa offrire i suoi spunti di riflessione per una seria meditazione su se stessi?

Generalmente infatti, quando si pensa ad aneddoti di saggi che impartiscono insegnamenti, la mente tende a vagare in luoghi lontani e tempi che furono. Le storielle Zen e Sufi ne rappresentano un meraviglioso esempio.

Ma è bene non dimenticare che esistono anche tradizioni occidentali altrettanto ricche di stimoli spirituali, per quanto forse meno conosciute (o forse, più semplicemente, meno considerate dato che l’erba del vicino è sempre la più verde…).

La storia che segue è una delle tante “perle” offerte dalla tradizione ebraica e, come vedrete, non occorre tentare di immedesimarsi in un’epoca troppo lontana per coglierne gli insegnamenti. (altro…)

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