Superstizione Scientifica

C’è da dire che a volte è proprio una gran fortuna esser folli, perché a ben guardare la normalità delle persone che mi circondano, preferirei vestire una bella camicia di forza piuttosto che vestire i loro panni sudici di contraddizioni e ottusità.

Meglio esser folli con gli occhi rivolti verso l’Infinito, piuttosto che noiosi pedanti orgogliosi delle proprie assurde e cieche ostinazioni. Ma ben me ne guardo dal rivelare la mia follia, e ascolto spesso divertito i sani di mente quando si sforzano di mostrarsi come tali.

Ad esempio tutti quelli a cui piace considerarsi con i piedi ben piantati a terra e ossequiosi devoti di “quello che dice la scienza”, al punto tale che – indagando anche solo un po’ – di scienza non sanno proprio nulla, e infatti giustamente dicono di credere in essa, esattamente come i devoti religiosi dicono di credere nei dogmi.

Nessuno direbbe “credo negli spaghetti” mentre se li sta cucinando, mentre se li sta mangiando oppure mentre li sta per assaggiare per la prima volta; lo potrebbe dire solo chi gli spaghetti non li ha mai visti né assaggiati, né tantomeno ha voglia di cercarsi la ricetta e mettersi al lavoro.

Dietro la loro credenza nascondono semplicemente la pigrizia di non voler approfondire e cercare di capire più in profondità le questioni che li preoccupano o che destano la loro attenzione. Criticano le superstizioni dei loro nonni, ma non vedono che ne sono intrisi allo stesso modo.

E così, come quasi nessun devoto religioso ha approfondito realmente la storia e i testi sacri della sua tradizione (perché altrimenti scoppierebbero le certezze dei suoi dogmi), così è il devoto scientifico che ben se ne guarda di indagare un po’ oltre le comode banalità preconfezionate che gli vengono sputate addosso dalla televisione o dai social, ma preferisce ruminarle a pappagallo.

Costoro si accontentano di sentirsi fedeli paggi al servizio del potente esercito della Scienza, ma ahimè, non sbirciano neanche dietro il primo velo, altrimenti vedrebbero che, così come il Cristianesimo è fatto di cattolici, protestanti, ortodossi, e così via, anche la comunità scientifica è vasta, in continuo movimento e piena zeppa di fazioni spesso in contrasto e in lotta le une con le altre.

Quindi, quando incontro gente che crede nei dogmi della fede, mi dispiaccio un po’ per loro, ma quando incontro gente che alza con fiero raziocinio il vessillo del “lo dice la scienza”, non posso trattenermi dal ridere, e fortunatamente le mie risate non sono prese troppo sul serio, tanto sono solo un povero folle. 

Le Fou

Ascolta la voce del Folle in formato Podcast:

Una risposta a "Superstizione Scientifica"

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  1. Forse solo un forte schok etico può cambiare le convinzioni di una persona.. credo che questo virus ci possa aiutare molto.

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