L’Arcano senza Nome parla…

Guardami negli occhi. Osserva il mio volto e la mia espressione. Ho delle cose da dirti. È un messaggio importante, se non scapperai terrorizzato. La maggior parte delle persone infatti mi teme, e cova in cuor suo l’assurda speranza di non incontrarmi mai. Che sciocchi! Potrei diventare l’amico più prezioso.

Se mi temi, in realtà, temi solo te stesso; temi quel sottile presentimento di ciò che accadrà quando mi incontrerai, perché io falcerò via tutto il superfluo, e spazzerò via tutte le cianfrusaglie (fisiche od emotive) che hai accumulato nel corso della vita per colmare quell’insostenibile vuoto interiore.

Ricchezze, illusioni, menzogne, inganni, viltà… tutto si rivelerà infine per ciò che realmente è al mio cospetto. Io sono l’incarnazione della verità. È questo che ti spaventa: lo specchio limpido che ti porrò di fronte.

Guardami adesso! Guardati adesso! Io sorrido di gusto, perché non sono la morte, sono la rigenerazione. La morte non esiste, esiste solo la vita che si rinnova lasciando dietro di sé i cadaveri degli attaccamenti, i tanti abiti con i quali ogni volta ti identifichi.

T’invito a fare quello che io sto già facendo, prima del momento in cui ci incontreremo. Muori alla tua infelicità, muori alle tue menzogne, muori alle tue diffidenze verso la vita, cerca ciò che sta dietro il palcoscenico e il copione che stai recitando.

Sul mio scheletro si sta formando della nuova pelle. Puoi ben vedere quanto sono vivo in realtà. Gioisco perché ho raggiunto l’essenziale e ho abbandonato le mille costruzioni artificiali, tutti i vestiti che in fondo non mi sono mai realmente appartenuti, e con essi anche la grande fatica di indossarli.

Certo, c’è anche della sofferenza nella mia trasformazione, ma è la sofferenza di chi abbatte un palazzo costruito senza le fondamenta; è la sofferenza di illusioni che scoppiano come bolle di sapone; è la sofferenza dell’orgoglio ferito, di chi pensava di essere re o regina al centro del mondo, e scopre infine di essere solo un piccolo frammento di universo.

Scendi nelle profondità di te stesso e scopri con coraggio a quali convinzioni, maschere e abitudini non vorresti mai rinunciare, perché è proprio questo a rappresentare la tua paura della morte, e sono proprio queste cose per te “indispensabili” che ti legano alle tue sofferenze.

La libertà che ricerchi è spesso una catena più robusta. Se non riconoscerai prima il plagio della folle cultura in cui vivi, di cui ti nutri e che alimenti, come potrai ergerti al di sopra? Un ruminante di pensieri, morali e paure, non ha la forza di attingere e generare qualcosa di nuovo, ma potrà solo difendere ostinatamente il vecchio, ribellandosi a tutto ciò che lo minaccia.

Per trasformarti davvero dovrai abbandonare i tuoi idoli, cioè le folli fissazioni, le abitudini codarde, i desideri hollywoodiani e la permalosità nauseabonda. In altre parole, dovrai tradire l’immagine che hai adesso di te stesso. Si, proprio quella alla quale sei tanto affezionato e che proponi ogni giorno agli altri. E, soprattutto, dovrai smettere di mentire e di mentirti.

Oppure rimani pure lì, coltivando giorno dopo giorno le tue mille preoccupazioni, i tuoi mille malumori e le tue mille contraddizioni, rinnegando la gioia per la vita e la fiducia nell’intelligenza immensa e silenziosa che muove il tutto. Rimani pure chiuso e isolato dentro te stesso, ma quando busserò alla tua porta, non potrai non aprirla o fingere di non sentirmi.

Fino a quando accuserai gli altri e il destino delle tue disgrazie e della tua infelicità, senza lottare a carte scoperte per una vita degna di questo nome, continuerai a temermi e a sperare di non incontrarmi mai, presagendo una verità difficile da affrontare.

Affrontami ora, dunque, ed impara l’arte del felice mutamento.


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Una risposta a "L’Arcano senza Nome parla…"

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  1. Quest’Arcano ha rappresentazione fisica ed interna, è l’Arcano di Giuda
    Iscariota, che rappresenta la Morte dell’Ego.
    La Falce è il simbolo funebre degli Angeli della Morte.
    La Morte è in realtà il ritorno alla matrice. La Vita e la Morte sono due
    fenomeni di una sola cosa.
    La Morte è una sottrazione di frazioni: terminata l’operazione matematica,
    rimangono solo i Valori della Coscienza. Si sottraggono i valori della Personalità.
    Non c’è nessun domani per la Personalità del morto, ha un principio ed
    una fine. I Valori della Coscienza si trovano imbottigliati negli ‘Ego’, che, visti
    chiaroveggentemente, sembrano una legione di fantasmi, questo è quello che
    continua.
    Il ritorno dei Valori è la meccanica della Natura. In realtà l’Anima non ritorna
    perché l’uomo non ha ancora incarnato la sua Anima. Solo i Valori ritornano.
    Quando arriva l’ora della morte, accorre al letto dell’agonizzante l’Angelo
    della Morte, incaricato di tagliare il Filo dell’Esistenza. Nell’istante preciso in cui
    esaliamo l’ultimo respiro, l’Angelo della Morte toglie l’individuo dal suo Corpo Fisico e taglia con la sua
    falce il Cordone d’Argento (un certo filo misterioso, di color argenteo, che connette i Corpi Interni con il
    Corpo Fisico). Tale cordone magnetico può allungarsi o accorciarsi all’infinito. È grazie a questo filo che
    possiamo incorporarci di nuovo nel Corpo Fisico al momento del risveglio, dopo il sonno.
    Gli Angeli della Morte sono molto saggi e si sviluppano e svolgono sotto il Raggio di Saturno. Non
    solo conoscono ciò che è in relazione con la morte comune e corrente del Corpo Fisico, ma questi Ministri
    della Morte sono profondamente saggi per tutto ciò che è in rapporto con la Morte dell’‘Io Pluralizzato’.
    Proserpina, la Regina degli Inferi, è anche Ecate, la Benedetta Dea Madre Morte, sotto la cui direzione
    lavorano gli Angeli della Morte. La Madre Spazio, trasformata in Madre Morte, ama svisceratamente i suoi
    figli e per questo se li prende.

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