Anche tu ami la pace?

Anche tu ami la pace? Sì? Insieme a milioni di persone unite attorno all’amore universale, disgustate dall’ingiustizia e straziate per le afflizioni dei deboli? Sì? Davvero?

Bè allora tu devi essere una persona che ogni mattina, al suo risveglio, si chiede quale azione concreta potrà fare per il suo prossimo.

Già, perché chi ama la pace sa che l’aiuto degli altri è condizione imprescindibile per diffondere la pace nel mondo. Gentilezza, calore e intelligenza; saranno certamente queste le qualità che caratterizzano ogni tuo gesto verso chi è debole o chi ha bisogno di aiuto. Certo, è naturale.

Vorresti che nel mondo non ci fossero più ingiustizie? Davvero? Allora tu devi essere una persona che non ne commette nessuna o che, quando inavvertitamente le compie, cerca immediatamente di porvi rimedio senza far passare neanche un giorno.

Certo, perché chi si fa portavoce della giustizia si sente chiamato in causa con l’esempio, a partire dalle piccole cose, a partire dal mondo che gli è prossimo. Non esiste un bene teorico senza la cura pratica dei dettagli; anzi, forse esiste, ma è il bene dei politici, dei furfanti e degli ipocriti.

Ti piacerebbe non ci fosse fame nel mondo, vero? Allora sono certo che sei una persona generosa, che si disfa del superfluo e che mantiene per sé solo il necessario. Sicuramente sei una persona prodiga verso la tua comunità e che ti spendi laddove vedi che c’è necessità.

Non sei certamente uno o una che, quando vede un mendicante per la strada, passa con altezzosità senza degnare il poveretto di uno sguardo e, soprattutto, di un aiuto. Non sei nemmeno la persona che se ne frega della gente che ha perso il lavoro per aver fatto delle scelte diverse sulla propria salute (sulla propria salute, ripetiamolo) e mai ti sarà passato per la testa il sordido pensiero: “Tanto se lo sono voluto”.

Vorresti il bene, l’ammore – quello con due “m” – e l’uguaglianza, giusto? Perché è ora di dire basta alle discriminazioni, e bisogna essere imparziali, i-n-c-l-u-s-i-v-i. Vero, eh, che pensi così? Ovvio, perché tu sei una persona che non si schiera a destra o a manca in base a come tira il vento della divisione televisiva; non sei certamente l’individuo, né vorresti mai esserlo, che giudica una persona e la considera nemica solo perché la pensa diversamente da te.

Tu non ti sogneresti mai di tacciare come responsabili del male del mondo altri uomini ed altre donne, come te, perché semplicemente hanno una visione diversa della realtà, e che magari potrebbero raccontarti il loro punto di vista ed esperienze dirette diverse dalle tue. Ben vengano i confronti! Vero?

Eh, certo, tu sei anche una persona che studia, approfondisce, analizza. Perché sai perfettamente che chi vuole essere benevolente ma non si applica nello studio, facilmente si lascerà andare ad atteggiamenti buonisti che nulla hanno a che fare con un comportamento realmente benevolo, quanto al contrario sciocco e inutile.

Tu sei per l’accoglienza, per l’aiuto ai profughi di guerra, agli emigrati per povertà, ai disperati, agli infermi. Allora scommetto che hai già preparato una stanzetta in casa tua, o hai provveduto – e sempre lo fai, appena ne hai l’opportunità – ad assicurare un letto o un pasto caldo a chi non è fortunato come te. Tu sei una persona di volontariato, di quel particolare tipo di volontariato che non chiede niente in cambio, che non lo sventola sui social network postando selfie con i disgraziati del mondo.

No, tu non sei una persona che risponde male quando ha la luna storta. Non sei un ipocrita che vive solo per assicurarsi la sua poltroncina comoda e gli aperitivi con le olive ascolane. Non sei tra quelli che coltivano le amicizie solo per interesse o per prendere qualcosa di utile, né sei tra quegli infimi che mentono, parlano male alle spalle degli altri, criticano, sputano sentenze, affossano, umiliano, plagiano, manipolano.

Né sei uno che si appoggia agli altri fino a farli barcollare, cadere, esasperare. No, perché tu hai capito che il bene degli altri è anche il tuo bene, e che quello che fai agli altri ti torna indietro.

Dunque hai tutto il diritto di amare la pace. E io? Io no, perché io non sono così e lo ammetto. Io amo un certo tipo di guerra, l’unica vera guerra che vale la pena combattere per non essere un vomitevole ipocrita: quella che si svolge dentro me stesso.

Ma che vuoi? Io sono il Folle, e per me gli slogan sono utili solo per farci aeroplanini di carta. Preferisco la dolorosa verità e mi nauseo al solo sentire le frasi fatte. Meglio che tu non mi dia retta… anche perché, pensa un po’, io sono certo che sia solo così che si cambia il mondo!

Le Fou

Ascolta la voce del Folle su YouTube:

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