L’acqua, fonte di vita

Fin dall’antichità l’acqua è considerata la fonte originaria della vita e, attraverso le varie culture, affiora un pensiero comune che vede l’acqua come luogo magico di nascita delle creature animate e inanimate dell’Universo. Essa rappresenta tutto ciò che è legato alle emozioni, racchiude in sé il principio femminile, è per natura accogliente e ricettiva ed ha la capacità di trasformarsi ed assumere qualsiasi forma grazie alla sua adattabilità.

Gli Egizi la veneravano in quanto consideravano che la fertilità delle loro terre era strettamente legata alle acque del Nilo e riconoscevano nell’acqua la sua capacità generatrice, il principio di tutte le cose.
La Bibbia stessa è costellata di pozzi, sorgenti e fontane, le quali ricoprono un ruolo essenziale, un luogo magico e sacro dove avvengono incontri provvidenziali e dove si stringono patti, unioni, alleanze. Sempre nella Bibbia si racconta di Mosè che viene salvato dalle acque; in questo caso la moglie del faraone non lo estrae dalle acque della sua fonte, ma dalle acque del Nilo, che rappresenta la fonte di vita da cui nasce la cultura egizia.

L’acqua è inoltre simbolo di purificazione per molte tradizioni. Ad esempio in quella ebraica, l’utilizzo dell’acqua come agente di purificazione fa parte della ritualità quotidiana.

Biologicamente, la materia organica esistente è formata per il 70-90% di acqua e già al momento della nascita il peso corporeo del neonato ne costituisce il 75%. L’acqua è un elemento indispensabile per la vita e rappresenta uno dei bisogni fondamentali dell’uomo, infatti si può vivere un mese senza mangiare ma non si potrebbe resistere neppure 3 giorni senza bere. Essa è necessaria:

  • per la digestione
  • per trasportare sostanze nutritive, enzimi e ormoni in tutto il corpo
  • per l’eliminazione dei prodotti di scarto attraverso i reni, i polmoni, la cute; per regolare la temperatura del corpo (evaporazione attraverso l’epidermide)
  • per l’equilibrio acido-base dell’organismo
  • per la formazione del liquido oculare, sinoviale, cerebro-spinale, amniotico, succhi gastrici, sistema urinario e respiratorio per cui entra in circolo.

Una persona adulta dovrebbe bere dai due ai quattro litri di acqua al giorno, preferibilmente lontano dai pasti. Durante il periodo invernale si può ridurre il consumo ma, è consigliabile comunque non andare al di sotto dei due litri al dì.

Soprattutto in questi ultimi anni è indispensabile un adeguato consumo di acqua per poter aiutare il nostro organismo a smaltire tutte le sostanze tossiche, radiazioni e agenti inquinanti a cui quotidianamente siamo sottoposti.

Gli anziani e i bambini sono da considerarsi più a rischio disidratazione in quanto avvertono tendenzialmente meno il senso della sete ed è quindi importante anticiparlo, bevendo anche quando non si avverte la necessità. Certamente il tipo di alimentazione assunta può accrescere o far diminuire il senso della sete, ad esempio quando mangiamo cibi troppo salati, molto asciutti o carboidrati ci verrà maggior sete, al contrario né avremo molto meno dopo aver consumato molta frutta o verdura, soprattutto cruda.

L’acqua è un nutriente privo di calorie, quindi pensare di bere meno al fine di contenere il peso può essere solo dannoso per la salute e provocare ritenzione idrica, in quanto bevendo poco l’organismo non è in grado di smaltire i liquidi che vengono trattenuti nell’organismo.

L’acqua dovrebbe essere il più possibile pura e viva. Le acque migliori sono quelle di sorgente che originano da una falda o da un giacimento sotterraneo. Si consigliano sorgenti di altura, di montagna in quanto meno inquinate rispetto alle sorgenti che si trovano in pianura, a causa di tutti i pesticidi e gli agenti inquinanti che vengono utilizzati nelle coltivazioni intensive che penetrano nel terreno sino a raggiungere le falde acquifere più sotterranee.

L’acqua di sorgente non clorata è un’acqua dinamizzata, ovvero in grado di vitalizzare le cellule dell’organismo e di fornire giovamento alla nostra flora batterica. A differenza dell’acqua del rubinetto che esce, l’acqua di sorgente sgorga. L’unico inconveniente in cui ci si può imbattere è che può essere contaminata da inquinanti organici se in prossimità di pascoli o centri abitati. In tal caso è sempre meglio che la sorgente si trovi a monte di quest’ultimi.

È ovvio che siccome non tutti hanno la possibilità di consumare quotidianamente acqua di sorgente la scelta potrà essere orientata sulle acque in bottiglia, preferibilmente di vetro, e provenienti da sorgenti che sgorgano in montagna. Nella scelta delle acque è sempre bene poter avere due o tre alternative provenienti da luoghi differenti, in quanto ogni acqua ha le sue proprietà e contiene in sé sali minerali diversi che vanno a completare e ad alimentare i nostri fabbisogni. Non è consigliabile il consumo di acqua del rubinetto in quanto, oltre a contenere cloro, scorre in tubature che potrebbero non essere così sicure visto il probabile contenuto di piombo, ruggine e altri metalli che possono nuocere alla salute.

Quindi, cosa aspettiamo? Beviamoci tutti un bel bicchiere d’acqua! Alla salute!

BIBLIOGRAFIA

Tartaglione G., Ripartiamo dal cibo, Aracne editrice, Canterano (RM), 2019


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