La scuola di Quarta Via (cap. 30 – 2 parte)

Esiste una sorta di segreto nel lavoro-scuola, non nel senso di qualcosa realmente nascosto, ma di qualcosa che deve essere spiegato. L’idea è questa. Se prendiamo il lavoro-scuola come un’ottava ascendente, sappiamo che in ciascuna ottava ci sono due intervalli o vuoti, tra mi e fa e tra si e do.

Allo scopo di passare attraverso questi intervalli senza cambiare il carattere della linea di lavoro è necessario sapere come riempirli.

Sicché, se voglio garantire la direzione del lavoro in una linea retta, devo lavorare simultaneamente su tre linee. Se lavoro solamente su una, o su due linee, la direzione cambierà. Se lavoro su tre linee, o tre ottave, una linea aiuterà l’altra a superare l’intervallo dandole lo shock necessario. È importantissimo comprendere ciò.

Il lavoro-scuola usa parecchie idee cosmiche, e tre linee di lavoro sono un dispositivo speciale per proteggere la giusta direzione del lavoro e far sì che abbia successo.

La prima linea è lavoro su noi stessi: studio di sé, studio del sistema e cercare di cambiare almeno le manifestazioni più meccaniche. Questa è la linea più importante. La seconda linea è lavoro con altri. Uno non può lavorare da solo; un certo attrito, scomodità e difficoltà di lavorare con altri, creano i necessari shock.

Un essere umano può fare molto poco da solo, poiché ogni cosa nella vita è disposta in modo tale da fargli dimenticare il suo scopo. Ma in una scuola egli si trova in contatto con persone che non ha scelto, persone con le quali può essere molto difficile per lui vivere e lavorare. In tal modo viene a crearsi una tensione tra lui e questi altri, inducendolo continuamente a ricordare il suo bisogno di lottare contro le sue identificazioni e le sue emozioni negative. (1)

La terza linea è lavoro per la scuola, per l’organizzazione. Questa ultima linea assume aspetti diversi in persone diverse.

Infine è indispensabile una terza linea di lavoro, il lavoro per la scuola, che consiste nel pensare e, man mano che si comincia a esserne in grado, partecipare all’organizzazione della scuola servendone gli scopi. Se non si effettua uno sforzo simultaneo su tutte tre le linee [lavoro su di sé, lavoro di gruppo e lavoro per la scuola], adeguato al livello raggiunto, il lavoro resta monco, e una scuola che non lo esiga perde la sua qualità e la sua ragion d’essere. (2)

Il principio delle tre linee è che le tre ottave devono procedere simultaneamente e parallelamente una all’altra, ma non cominciano tutte al tempo stesso e quindi, quando una linea giunge a un intervallo, un’altra linea arriva per aiutare a superarlo, poiché i posti di questi intervalli non coincidono. Se un uomo è egualmente attivo in tutte e tre le linee, ciò gli evita parecchi avvenimenti accidentali.

Naturalmente, la prima linea comincia prima. Nella prima linea di lavoro si prende conoscenza, idee, aiuto. Questa linea concerne solamente noi stessi, è interamente egocentrica. Nella seconda linea, uno deve non soltanto prendere ma anche dare: comunicare conoscenza e idee, servire da esempio e parecchie altre cose. Essa riguarda le persone al lavoro, quindi in questa linea si lavora metà per sé e metà per altri. Nella terza linea si deve pensare al lavoro in generale, alla scuola o all’organizzazione come un tutto. Si deve pensare a ciò che è utile, a ciò che è necessario per la scuola, a ciò di cui la scuola ha bisogno; quindi la terza linea riguarda l’intera idea della scuola e tutto il presente e il futuro del lavoro. Se un uomo non pensa a questo e non lo comprende, allora le prime due linee non produrranno il loro effetto completo.

Così è preordinato il lavoro-scuola e questo è il motivo per cui sono necessarie tre linee: uno può ottenere shock addizionali e il pieno beneficio del lavoro solamente se lavora su tre linee.

Se colleghiamo le tre linee di lavoro con l’idea di giusto e sbagliato, allora tutto quanto aiuta la prima linea, cioè il proprio lavoro personale, è giusto. Nella seconda linea però non possiamo avere tutto per noi; dobbiamo pensare agli altri nel lavoro, dobbiamo imparare non soltanto a comprendere ma a spiegare, dobbiamo dare agli altri. E presto ci accorgeremo che possiamo comprendere determinate cose soltanto spiegandole agli altri. Il circolo si allarga; giusto e sbagliato si fanno più grandi.

La terza linea si riferisce già al lavoro esterno, e bene e male divengono ciò che aiuta o ciò che ostacola l’esistenza e il lavoro dell’intera scuola, sicché il circolo si fa ancora più largo. Questo è il modo di pensarci. (3)

Dovete rendervi conto che finora delle persone si sono interessate di voi, vi hanno parlato, vi hanno aiutato. Ora dovete imparare a provvedere a voi stessi, e in seguito dovrete non soltanto provvedere a voi stessi ma anche ad altri. Anche questo farà parte del vostro lavoro. (4)

Lo studio della disciplina è collegato con la seconda linea di lavoro. Senza comprensione della disciplina di scuola non si può avere disciplina interiore. Esistono persone che potrebbero fare un buon lavoro e che non ci riescono perché mancano di disciplina. Eppure il cambiamento di essere è possibile solamente col lavoro-scuola e con la disciplina di scuola. Per un certo periodo di tempo uno deve averla e, in seguito, uno può lavorare da sé. La disciplina è collegata alle regole. Le regole sono le condizioni in cui gli individui vengono accettati e viene data loro la conoscenza nella scuola. Rispettare queste regole o condizioni è il primo pagamento, è la prima prova. (5)

INFLUENZA DELLE SCUOLE SULL’UMANITÀ

Quando le scuole influenzavano l’umanità, questa era piccolissima e le scuole grandissime. Ora l’umanità è grandissima e le scuole piccolissime.

Per esempio, le scuole sotto il nome di diversi Misteri influenzarono alcuni periodi della vita greca, ma la Grecia era un paese piccolissimo. Anche l’Egitto era relativamente piccolo, quindi poté essere influenzato. Ma come potrebbe oggi questa piccola scuola influenzare l’umanità?

Gurdjieff ha detto che duecento persone consce potrebbero influenzare l’umanità. (6)

L’insegnamento esoterico si occupa dell’evoluzione interiore. Proviene dal livello del Sole, cioè, proviene dal Circolo dell’Umanità Cosciente. L’Uomo pienamente sviluppato, pienamente evoluto, è al livello dell’Intelligenza del Sole. Da quel livello, l’insegnamento si diffonde sulla Terra.

Se le condizioni della vita sono tali per cui l’insegnamento esoterico, sia sotto forma di religione, sia sotto una forma qualsiasi, non potesse esistere sulla Terra, allora l’uomo sarebbe condannato al fallimento e sarebbe necessario realizzare un altro esperimento. Orbene, siccome l’evoluzione dell’Uomo dipende dal suo contatto con il Circolo dell’Umanità Cosciente, cerchiamo di capire cosa succede quando si semina un insegnamento.

Ogni vero insegnamento comincia con la formazione di una scuola. Nella vita non si istituisce una scuola nello stesso modo di una scuola comune, ma ci sono alcune analogie. Per esempio, nessuno può entrare in una vera scuola se non ha un prolungato addestramento preliminare. Ognuno deve arrivare ad un certo livello di comprensione, nello stesso modo in cui un uomo, per esempio, per entrare ad una Università, deve passare certi esami. Per dirla in breve, una scuola dura soltanto per un certo periodo, così come accade anche in una religione. Cioè, muore in quanto finisce di essere conduttrice di una qualsiasi forza.

Sulla Terra ogni cosa ha il suo periodo di vita. Una religione può diventare meccanica e non essere più capace di svegliare il lato interiore dell’uomo. Il suo significato interiore si è perso, rimangono solo il rituale e le forme esteriori. Si è perso il significato, cioè la forza. Ma l’insegnamento esoterico non muore. Quando sulla Terra una scuola particolare, o una religione, muore, nasce sempre un’altra scuola, un altro modo di pensare. L’insegnamento esoterico prosegue. Si mantiene da se stesso. (7)

L’espansione non viene dal fare qualcosa, dall’ego, ma dall’amore. Significa essere e diventare, con un’attenzione sempre più libera. È questa la liberazione di cui parla Gurdjieff. È lo scopo di tutte le scuole, di tutte le religioni. Con la coscienza vedo ciò che è, e nell’esperienza Io Sono mi apro al divino, all’infinito al di là dello spazio e del tempo; alla forza superiore che le religioni chiamano Dio. Essere uno, intero di fronte alla vita, è tutto ciò che conta. (8)


(1) K. Walker, L’insegnamento di Gurdjieff (145).

(2) H. Thomasson, Battaglia per il presente (75-6).

(3) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (317-8).

(4) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (321).

(5) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (337-8).

(6) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (348).

(7) M. Nicoll, Commentari, Vol. I, cap. 35a.

(8) J. de Salzmann, La Realtà dell’Essere (208).


Nota: L’articolo qui esposto rappresenta un tentativo di ricomporre alcuni dei Frammenti dell’insegnamento di Gurdjieff con le sue stesse parole e con i numerosi contributi di chi ne ha seguito la Via. I riferimenti sono tutti rintracciabili nelle note a fondo articolo. Le eventuali modifiche apportate sono solo di natura stilistica, mai concettuale. L’associazione Per-Ankh, pur trovandosi in sintonia con la maggior parte degli insegnamenti della Quarta Via, non si considera tuttavia un gruppo Gurdjieffiano.

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  1. All’inizio non capivo cosa significasse piegare la volontà ora mi rendo conto che quella è stata la prima cosa utile che ho fatto x me stessa, ho avuto fiducia di chi di questa strada ha già percorso un tratto e da lì è iniziato il suo Lavoro. Non sapevo nulla dell’Associazione , né del Lavoro perché non ne ero venuta a conoscenza non sentivo nel condurre la mia vita la necessità di cambiare, tutto procedeva da sé… meccanicamente
    C’è stata la pandemia, c’è stato un forte shock nella mia vita, il mio equilibrio si è spezzato, ho attraversato un periodo nero, poi stavo ristabilendo le mie meccanicità ma un altro shock mi ha colpito e lì ho chiesto aiuto ed è arrivato ❤️
    Siano benedetti gli shock
    Se non fosse tutto qui?
    Allora c’è altro, adesso lo so e questo mi ha riempito di speranza di poter fare qualcosa anche se all’inizio c’è l’illusione di poter fare
    Ho allenato la pazienza,ho sfinito chi mi prestava il suo aiuto,poi gli insegnamenti hanno lavorato dentro di me e sono animata dalla riconoscenza e dal desiderio di proseguire.
    Sono solo all’inizio ma sento di fare qualcosa di utile.
    Grazie ❤️

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