La formazione di un gruppo di Lavoro nella Quarta Via (cap. 33 – 2 parte)

Un gruppo di Lavoro, secondo il Sistema, non si può formare immediatamente. È una cosa troppo grande. Un gruppo si costituisce per un lavoro ben coordinato, per uno scopo ben definito. Occorrerebbe aver fiducia gli uni verso gli altri. Allora questo sarebbe un gruppo. Fino a quando vi è un lavoro generale, non può trattarsi che di un lavoro preparatorio.

Non è possibile prepararsi se non tentando di imitare un gruppo tale quale dovrebbe essere; imitandolo interiormente beninteso, e non esteriormente. Che cosa è necessario per questo? Prima di tutto occorre comprendere che in un gruppo tutti sono responsabili gli uni verso gli altri. L’errore di uno solo è considerato come l’errore di tutti. Questa è la legge. E questa legge è ben fondata, perché in un gruppo ciò che è acquisito da uno solo, è acquisito da tutti nello stesso istante.

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La sofferenza di Bran e la Runa Mannaz – Dialoghi con il Druido (cap. 15)

Romanzo celtico esoterico – Leggi il capitolo precedente

Bran aveva lasciato il villaggio ormai da qualche giorno; non riusciva a dimenticare il momento in cui il giovane allievo gli aveva detto che avrebbe dovuto partire ed andare verso nord per fondare una Scuola druidica. Non riusciva a dimenticare nemmeno la sorpresa nel vedere la giovane druidessa, la sua più cara amica, la sua confidente, guardarlo con sguardo indifferente quando lui, con le lacrime agli occhi, implorava il suo aiuto. Era in cammino ormai da qualche giorno, ma quei pensieri erano sempre gli stessi: lo stato di sentirsi abbandonato, tradito dai suoi amici, non lo lasciava nemmeno per un istante, in nessun momento della giornata.

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Cannella: calore interiore tra storia e tradizione

Quando si parla di spezie l’immaginazione spicca subito il volo sino a raggiungere terre lontane, paesaggi incantati e mitologici, dai colori e profumi avvolgenti. È quindi fondamentale drizzare le orecchie e acuire i nostri sensi affinché siano pronti ad accogliere le scoperte più insolite ed affascinanti, proprio come quella che andremo a raccontarvi oggi. Vi parleremo di una spezia nota già da millenni, la Cannella o Cinnamomo.

La cannella deriva da un albero sempreverde tropicale della famiglia delle Lauraceae. Ne esistono due varietà: la cassia, originaria della Cina e la zeylanicum, originaria del Ceylon (Sri Lanka – India). Quest’ultima è la più pregiata e dal sapore più dolce; il suo nome malese è kayu-manes che significa legno dolce.

Si presenta come strati sottili di corteccia sovrapposti che essiccandosi si arrotolano su loro stessi come se stessero abbracciando una calda coperta assumendo la forma di rotoli armonici.

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Da usare in ogni conflitto

Oggi vogliamo regalarti un mantra magico.

La prossima volta che al tuo orizzonte si staglierà un conflitto, quando inizierai a chiuderti nei confronti di un’altra persona:

  • ripeti questo mantra tra te e te
  • in silenzio
  • per tre volte
  • in modo convinto e deciso.

Puoi farlo in qualunque lingua tu voglia, e allora vedrai che le tue preoccupazioni si dissolveranno, come la rugiada sull’erba di una mattina d’estate.

Ok, ci segui? Clicca su questo bottone e scoprirai il mantra magico (la password di accesso è soluzioneconflitto):

Oltre i movimenti: la radice del (vero) Yoga

Ormai è consuetudine occuparsi di Yoga con la convinzione che possa costituire un valido cerusico per la propria travagliata vita interiore, una sorta di anestetizzante che offre, forse grazie alle sue origini esotiche, la possibilità di credere di prendersi cura di se stessi e, al contempo, crescere spiritualmente. Si fa – o si pretende di fare – Yoga in palestra, nel parco o nella propria camera da letto.

Eppure intraprendere queste pratiche immaginando che siano realmente Yoga per cercare di risolvere problemi connessi alla propria interiorità, porterebbe molto probabilmente a scontrarsi con una serie di grandi ostacoli, primo tra tutti la loro inefficacia. Lo Yoga infatti non si propone di rilassare il corpo e la mente, ma tratta di qualcosa di ben più grande e profondo.

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Il Lussurioso consapevole – Il piacere è D’Io

Introduzione

Tutti sanno che i Vizi (o Peccati) Capitali sono saldamente legati alla Tradizione Cristiana, giusto? Eppure… perché Gesù non ne parla e non se ne trova traccia nei quattro vangeli canonici?

Come sempre, diamo per scontate moltissime cose apprese per assimilazione passiva, ma molte di queste potrebbero rivelarsi diverse dalle nostre certezze.

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“Mangiate cibo vero. Con moderazione. Soprattutto, mangiate vegetali.” Il Manifesto di Michael Pollan

“Mangiate cibo vero. Con moderazione. Soprattutto, mangiate vegetali.
È più o meno questa, in sintesi, la risposta alla domanda, in apparenza così complessa e disorientante: che cosa dobbiamo mangiare, noi esseri umani, per rimanere in buona salute?”

Michael Pollan, “In difesa del cibo”.

Nel tumulto di un’era in cui la convenienza sembra regnare sovrana anche a tavola e la scelta alimentare diventa sempre più un’impresa complicata, Michael Pollan ci guida in un viaggio illuminante verso la riscoperta del significato autentico del cibo con un libro straordinario: “In difesa del cibo”, un autentico manifesto per una vita sana, a beneficio del pianeta e del nostro spirito.

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La funzione del sentimento nella Quarta Via

Dio che non riesco a immaginare, che sei dentro di me, fa’ che io serva come devo servire, fa’ che muoia ciò che deve morire e che viva ciò che in me ti appartiene.

H. Thomasson (1)

La consapevolezza non dà conoscenza. La conoscenza deve essere acquisita. Nessun ammontare di consapevolezza può dare conoscenza e nessun ammontare di conoscenza può dare consapevolezza.

Esse sono parallele e non possono rimpiazzarsi a vicenda. Ma quando si diviene consapevoli si vedono cose che non si sono viste prima. Se ci rimaniamo per il tempo sufficiente, ciò produce effetti enormi. L’intero mondo sarebbe diverso se potessimo rimanerci per, diciamo, quindici minuti. Ma non si può essere consapevoli di se stessi per quindici minuti senza un fortissimo elemento emotivo. Occorre produrre qualcosa che ci renda emotivi; non possiamo farlo senza l’aiuto del centro emozionale.

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La Partenza di Bran e la Runa Raido – Dialoghi con il Druido (cap. 14)

Romanzo celtico esoterico – Leggi il capitolo precedente

Dopo la proclamazione del giovane re come capo dei guerrieri in battaglia, la situazione era migliorata nel villaggio. I romani si erano mossi dal loro accampamento e la battaglia era imminente. Il giovane druido, Bran, e la giovane druidessa erano intenti a cogliere i segnali intorno a loro. Il giovane allievo decise di consultare le Rune e così, insieme alla giovane druidessa e a Bran, si prepararono in una notte di luna piena a contattare il Signore delle Rune; l’oracolo avrebbe dato indicazioni sui futuri movimenti del Wyrd.

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Pillole di ebraismo | L’anima che si infiamma: Hitlahavùt

Era mezzanotte. Il Besht gli tese il Libro dello Splendore, lo Zohar.

“Sai leggere?”,

“Sì, certo”.

“E allora leggi!”

Il Maggid obbedì.

“Non è così che si legge”, lo interruppe il Besht. “Sai decifrare i segni ma il tuo sapere manca di anima”.

Quella fu la svolta. Di colpo la stanza si illuminò. Il Maggid si ritrovò sul Sinai, vide la fiamma e comprese a che punto gli mancasse.

Wiesel, Celebrazione hassidica (1).

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La Sacerdotessa parla…

Seduta sul mio trono, calma e vigile, attendo col cuore traboccante d’amore che giunga al mio cospetto un sincero cercatore, desideroso di iniziare il percorso lungo la Via Regia. Si dice che la Verità cerchi l’Iniziato molto più di quanto lui cerchi la Verità, io lo posso confermare, il mio desiderio di aprire le porte all’Insegnamento è immenso e non ha mai tentennamenti o ripensamenti.

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Il cervo bianco – Dialoghi con il Druido (cap. 13)

Romanzo celtico esoterico – Leggi il capitolo precedente

Dopo il ritorno del giovane druido al villaggio, era necessaria un’azione immediata; i Romani erano alle porte, non si poteva più aspettare. Era fondamentale stabilire un capo tra i guerrieri; tutti avrebbero dovuto accettarlo e combattere sotto la sua guida. Il giovane druido sapeva che l’unico in grado di adempiere a quel ruolo era il giovane re. Adesso doveva fare in modo che tutti lo accettassero come loro condottiero e per questo aspettava un’indicazione dal cielo, un aiuto dal Saggio Druido. Sapeva anche che tutto succede al tempo opportuno: la rete del Wyrd si propaga attraverso fili sottili, i suoi messaggi sono chiari per chi sa leggerne la trama e formare coscientemente il suo Orlog.

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La sacra Alleanza tra il vero maestro e il vero discepolo

L'Alleanza Sacra

Posto il presupposto che per poter procedere velocemente nel proprio sviluppo interiore è necessario l’aiuto di un maestro autentico, quali sono i requisiti essenziali che egli deve incarnare? Conoscenza, esperienza e pazienza.
Il primo attributo è fornito dalla tradizione da cui proviene il maestro, ed è costituito da un insieme di nozioni che risalgono al maestro precedente e via via ad una catena di maestri che hanno mantenuto vivo e trasmesso l’insegnamento nel tempo. Il secondo attributo è rappresentato dall’intima realizzazione di contatto con l’Assoluto e dall’insieme degli avvenimenti che il maestro vive personalmente sia nella sua vita privata che con i suoi allievi. Il terzo attributo riguarda invece la disponibilità del maestro a mettersi a disposizione incondizionatamente per impartire l’addestramento.

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Pillole di ebraismo | La reale verità – Emet

Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità… se mi conviene!

La maggior parte di noi, nel pensare al proprio livello di verità verso se stessi e nella relazione con gli altri, potrebbe d’impulso definirsi sincero e di potere allo stesso tempo contare su di un certo livello di integrità; questo perché in generale siamo abituati a pensare alla verità come qualcosa che ci appartiene o come qualcosa di acquisito in modo quasi scontato con l’età adulta. E se qualcuno ci dicesse che in realtà ci raccontiamo un sacco di menzogne, saremmo disposti a metterci in discussione?

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