Il simbolo del serpente

Il serpente è stato spesso argomento di studio nei secoli e nelle tradizioni che lo hanno associato a concetti come la seduzione e la tentazione (ispirati dalla sinuosità dei suoi movimenti), ma anche a elementi in contrapposizione, come la vita e la morte (grazie alla caratteristica di cambiare pelle per rinnovarla stagionalmente), la guarigione e l’intossicazione (dovuta al suo veleno mortale).

Il serpente non mostra segni del suo sesso, e diviene per questo esempio della coniuctio oppositorum ricavata dalla letteratura alchemica ad indicare l’unione di polarità opposte.

Il suo spostamento è velocissimo nonostante non abbia arti né anteriori, né posteriori; è sufficiente osservarlo nelle opportune occasioni, secondo un movimento sinusoidale.

La comparsa e la scomparsa del serpente sono rapidissime, pertanto si desume che esso viva sia in superficie, sia dentro lo spessore della terra.

La vita del serpente scorre: avvolgendo, abbracciando, stringendo, soffocando prede, deglutendo bocconi enormi, dormendo e digerendo i pasti abbondanti, anche se non frequenti.

Il suo corpo è sempre-freddo, come l’acqua d’inverno.

Il simbolismo del serpente ha valenze sia positive che negative. L’immagine del serpente tentatore ha origine con Eva, che viene ispirata a disobbedire al volere di Dio e mangia il frutto dell’Albero della Conoscenza del bene e del male. Ma nel Libro dell’Esodo è scritto che Mosè, su ordine di Dio, aveva fatto fabbricare un serpente di bronzo e chiunque guardasse quel serpente veniva guarito.

Nel pantheon delle divinità dell’antico Egitto troviamo Apopi, divinità rappresentata con le sembianze di un gigantesco serpente che simboleggia le tenebre, il male e il caos, in antitesi a Maat, simbolo di verità e ordine. Apopi osteggia quotidianamente il viaggio di Atum all’interno del Nun (l’oceano primordiale), per evitare che il sole sorga nuovamente, annunciando un nuovo giorno.

Nel Libro dei Morti, si legge di Atum che emerge dalle acque primordiali e sputa (dice il testo in un gesto di onanismo) tutto il creato. Ogni sera Atum si spoglia della sua forma (disco solare) a Ovest, per spuntare nuovamente a Est come disco solare del Nuovo Giorno.

Io sono Atum, il creatore dei primi dei.
Io sono Colui che diede alla luce Shu.
Io sono il grande Lui-Lei.
Io sono Colui Che fece ciò che Mi parve buono.
Io presi posto nello spazio del Mio volere: Mio è lo spazio di coloro che si muovono.”
(Scritto sulla superficie di un sarcofago).

L’Antico Egitto ci tramanda anche la figura del serpente Ouroboros, il serpente che morde la propria coda (serpens qui caudam devorat), simbolo dell’eterno ritorno del ciclo delle nascite e delle rinascite, della ciclicità delle stagioni, del giorno e della notte, di tutto ciò che tende all’infinito. L’Ouroboros rimanda alla visione circolare che richiama la rigenerazione costante, riprendendo anche il simbolismo della ruota, cara a molte culture antiche.

Nella tradizione alchemica l’uroboro rappresenta il processo alchemico, il ciclico susseguirsi di distillazioni e condensazioni necessarie a purificare e portare a perfezione la “Materia Prima”.

Di particolare interesse è il serpente del Caduceo.

Il termine caduceo deriva dal greco antico κηρυκειον (araldo, messaggero) e rappresentava il simbolo di Ermes o Mercurio, messaggero degli dei, che lo esibiva come simbolo per dirimere le liti. Viene raffigurato come un bastone centrale posto in verticale, ove si avvolgono ruotando, in senso contrario, due serpentelli. Sul bastone, in alto, c’è un elmo dotato di due ali.

Secondo il mito, sarebbe stato Apollo a donare ad Hermes il bastone, da usare come emblema del suo ruolo di messaggero; nelle antiche assemblee, per evitare che le voci si sovrapponessero: solo chi aveva diritto di parola riceveva un bastone, detto “testimone”. Durante un viaggio in Arcadia, Hermes si trovò davanti due serpi in lotta: gettò tra loro il proprio bastone e quelle si riappacificarono.

Ecco perché il caduceo rappresenta un simbolo di pace ed era impugnato dagli ambasciatori. Essendo lo strumento di un dio, il caduceo rappresentava un salvacondotto: i messaggeri erano inviolabili, in quanto operavano sotto la protezione di Hermes.

Ma prima che a Mercurio, il magico bastone venne attribuito come emblema a Ermete Trismegisto, mitico progenitore dell’arte magica tradizionale, intesa come sintesi del sapere universale in ogni sua applicazione: medicina, legge morale, filosofia, religione, scienze naturali, matematica, etc. Il mito di Ermete risale alla più remota civiltà egizia, ripreso poi dalla mitologia greca che ne trasse il dio Hermes poi divenuto Mercurio con i Romani.

In araldica il serpente simboleggia l’astuzia, il dominio, l’eternità, la medicina  e la prudenza. Può però anche rappresentare il nemico, il vizio, il grande tradimento, o la perfidia, specialmente quando è calpestato, morso o imbeccato da altri animali. Spesso viene rappresentato con le fauci aperte che trattiene la metà superiore d i un fanciullo. Riemerge l’antico mito di Atum: questa figura araldica rappresenta la forza primitiva della Natura che è sempre pronta a dare al Mondo un Nuovo Uomo o se vogliamo, una realtà rinnovata.

Ancora in araldica possiamo incontrare l’immagine di un calice d’oro con attorno abbracciato un serpente la cui testa è orizzontale al labbro dello stesso calice. La sua lettura è quella di una “sacra realtà solare” (il calice d’oro) che è difesa da un abbraccio protettivo di un antico mondo etico-intellettivo, il Serpente Cosmico, che indica la “difesa assoluta del Diritto” oppure un equilibrio tra Materia e Spirito (ove la Materia è simboleggiata dal Serpente e lo Spirito dal calice).

Sitografia

  • Elisa Filomena Croce, Caduceo: storia e significato di un simbolo antichissimo, 10 Novembre 2020, www.conoscerelastoria.it
  • It.wikipedia.org

Bibliografia

  • Bruno Poggi, Symbola – Dizionario della Simbologia Alchemica, Araldica e Muratoria, Ianieri Edizioni, 2017.

3 risposte a "Il simbolo del serpente"

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  1. Un altro simbolo e quello del serpente piumato, Quetzalcoatl divinità messicana chiamato dai Maya kukulkan. Simbolo di unione delle forze ctonie terrestri con quelle divine celesti , pare che rimandi ad una persona realmente esistita del calibro dei grandi fondatori di religioni. Il suo simbolismo ricorda poi in altri contesti religiosi la configurazione energetica dell’uomo con i due serpenti che rappresentano le nadi che si incrociano a formare i chakra principali lungo la colonna vertebrale rappresentata dal bastone.

    1. E’ evidente che conosci ben poco o nulla della mitologia di Quetzalcoatl ma ti sei fatto solo qualche idea superficiale presa qua e là

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