Il Paradiso inizia dentro: la forza sovversiva della gioia e della devozione

Nella sua ricchezza di simboli e insegnamenti, la Tradizione ebraica ci porta oggi ad entrare in un altro aspetto fondante e prettamente caratteristico: la chassidut o devozione, termine che richiama la piรน nota corrente del chassidismo, corrente mistica del giudaismo nata nel XVIII secolo in Europa orientale, grazie allโ€™opera rivoluzionaria di Rabbi Israel ben Eliezer, meglio conosciuto come il Baal Shem Tov o Besht, un grande maestro spirituale che ribaltรฒ le sorti dellโ€™ebraismo.

In un periodo in cui il mondo ebraico era dominato dallo studio rigoroso del Talmud e da unโ€™รฉlite rabbinica spesso distante dai reali bisogni del popolo, il Baal Shem Tov portรฒ una nuova luce fondando il rapporto con la fede sul cuore e non sulla ragione, in cui la devozione come attrazione verso il divino e la gioia come atteggiamento interiore erano alla base della vita quotidiana.

Entriamo subito nel dettaglio precisando che, se nel pensiero comune, la devozione รจ spesso associata alla rinuncia, allโ€™umiltร  passiva, a un rapporto unidirezionale con il divino fatto di sottomissione e distanza. Nella tradizione chassidica questo concetto si rovescia in modo straordinario: la devozione non รจ distacco dal mondo, ma pieno coinvolgimento, non รจ annullamento dellโ€™individuo, ma espressione piรน alta della sua scintilla divina, che si manifesta attraverso la gioia estatica, una delle piรน alte forme di servizio divino.

Ma qual รจ la conseguenza di una tale devozione e gioia mistica?

Il grande maestro del chassidismo avevo intuito il potere divergente della devozione e della gioia, in grado di risvegliare il potenziale di ogni essere umano, che trova cosรฌ la forza e il coraggio di uscire dagli schemi e dunque… di salvarsi lโ€™anima!

La gioia, che deriva da un profondo stato di devozione e di unione con Dio, entra a far parte della vita degli ebrei come un nuovo paradigma, una nuova via interiore seguendo lโ€™insegnamento secondo cui la tristezza e la disperazione sono tra i piรน grandi ostacoli per lโ€™evoluzione spirituale, mentre la gioia ha il potere di elevare lโ€™anima e persino di trasformare lโ€™oscuritร  in luce.

Quale risvolto pratico ha nella vita quotidiana un approccio di questo tipo? E di quale oscuritร  parlava il Besht?

Si tratta dellโ€™oscuritร  che talvolta avvertiamo dentro di noi, quello stato che annebbia e offusca la nostra luciditร  e non ci permette di vedere la realtร  con occhi diversi. Certo, non รจ facile reagire quando ci si trova in quella condizione, ma si tratta di provare per realizzare fattivamente come, affrontare le proprie difficoltร  interiori con una disposizione positiva e con la gioia, faccia una grossa differenza: รจ possibile dunque comprendere meglio se stessi e, con una nuova leggerezza interiore, unirsi al divino.

Si tratta di un approccio che cerca lโ€™integrazione tra corpo fisico, corpo mentale e corpo emotivo nel cammino spirituale; il vero chassid quindi, grazie alla devozione con cui ripone fiducia nella Vita e in Dio, cerca di scoprire la presenza divina nel mondo attraverso la gioia, che non รจ una semplice emozione ma uno strumento, un atteggiamento esistenziale, una chiave per leggere la realtร .

Lavorare su di sรฉ e trasformare i propri limiti in potenzialitร , รจ un processo lungo e difficile, ma viene affrontato come una vera e propria battaglia interiore, un passaggio positivo che porta allโ€™unione col divino, alla liberazione. Questo รจ il potere divergente della gioia e della devozione!

Credi che possa risuonare una nota simile dentro di te?

Aggiungiamo allora che il Besht invitava tra le righe ad affrontare la propria battaglia; tra i diversi suoi contributi, infatti, frutto del suo intenso lavoro rivoluzionario, uno fu quello di incoraggiare la libertร  di interpretazione dei testi, mostrando unโ€™audacia impertinente nellโ€™arte di porre le domande sul senso di ogni versetto.  Ad esempio era solito chiedere e rispondere:

โ€œPerchรฉ esiste qualcosa intorno al Giardino dellโ€™Eden? Perchรฉ Dio sapeva che gli uomini ne sarebbero usciti!โ€. (1)

Quellโ€™uscita non fu chiaramente una punizione per il Besht, ma una necessitร  prevista da Dio perchรฉ รจ lรฌ che comincia il cammino dellโ€™uomo verso la propria evoluzione spirituale, รจ lรฌ che comincia la vera esperienza, quella trasformativa, che conduce se stessi ad uscire dagli schemi, da un certo modo di pensare e di vedere predefinito e predeterminato. No, Adamo ed Eva non potevano restare nel Paradiso troppo a lungo, non era quello che Dio voleva per loro e non รจ quello che vuole per lโ€™uomo.

Vivere in un ambiente chiuso e protetto non ci permette nรฉ di uscire dalla zona di confort, nรฉ di metterci realmente alla prova; รจ necessario uscire allo scoperto, affrontare se stessi e gli altri, vedere quali parti meccaniche e disfunzionali non ci permettono di essere felici e destrutturarle gradualmente, per metterci pian piano al posto una nuova struttura, una nuova forma, costruita con la gioia e con la devozione che ci spinge a ritornare a Casa: questo รจ ciรฒ che ardentemente desidera un chassid, un devoto e fedele appassionato, che coltiva lโ€™intento di riunirsi al divino affrontando le proprie debolezze con gioia.

Sembra un paradosso davvero! Cresciamo con lโ€™idea di volerci conquistare il Paradiso e questo va bene, ma dobbiamo comprendere che se non ci occupiamo di noi stessi non saremo felici neanche in Paradiso, nรฉ tantomeno potremmo raggiungerlo.

Si tratta dunque di cambiare prospettiva; come lo stesso Besht sosteneva: โ€œA nulla servono i sensi di colpa o i tentativi di autopunirsiโ€ (2), in quanto non portano a niente di nuovo o di diverso, anzi producono lโ€™effetto di cristallizzare determinate dinamiche interiori non evolutive. Serve invece unโ€™intenzione ben riposta e un desiderio ardente per cavalcare la corrente divergente della gioia.

E tuโ€ฆcosa desideri realmente?


[1] J. Attali, Dizionario innamorato dellโ€™ebraismo, Fazi Editore, Roma, 2013, pag. 116.

[2] A. Green, Queste sono le parole. Un dizionario della vita spirituale ebraica, Edizione Giuntina, Firenze, 2002, pag. 197.

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Un pensiero riguardo “Il Paradiso inizia dentro: la forza sovversiva della gioia e della devozione

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  1. buongiorno e Grazie per questo bellissimo post che ho letto con grande trasporto !! Sono una devota di Sai Baba altro maestro sceso per donarci i suoi insegnamenti..

    che guidano e dirigono verso l introspezione e la fiducia in Dio , fiducia nel Sรจ superiore. 

    un abbraccio a tutti voi per il vostro continuo impegno

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