Ci sono decisioni ed azioni che sembrano giuste e tuttavia falliscono. Qualche esempio?
- Una parola puรฒ essere vera, ma detta troppo presto non viene ascoltata;
- una scelta puรฒ essere ragionevole, ma compiuta quando le condizioni non sono ancora mature produce lโeffetto opposto;
- una qualitร che normalmente consideriamo positiva, come la fermezza o la perseveranza, puรฒ diventare inadeguata se la situazione richiede invece attesa, arretramento o capacitร di ricevere.
Normalmente, si giudicano le azioni soprattutto per ciรฒ che sono: giuste o sbagliate, coraggiose o prudenti, efficaci o inefficaci. Molto meno spontaneo รจ domandarci quale relazione esista tra unโazione, il momento nel quale viene compiuta e la posizione occupata da chi agisce. Eppure proprio questa relazione diventรฒ uno dei grandi temi attraverso cui la tradizione cinese interpretรฒ, nel corso dei secoli, quello che conosciamo come Yijing, il Classico dei Mutamenti, piรน comunemente noto in Occidente come I Ching.

Il punto รจ importante perchรฉ lโI Ching non nacque giร completo nella forma in cui รจ arrivato fino a noi. Il suo nucleo piรน antico, lo Zhouyi, appartiene a un mondo molto precedente a Confucio e aveva innanzitutto una funzione oracolare. Solo in seguito, attraverso una lunga storia di commenti e reinterpretazioni, quei testi vennero inseriti in una riflessione molto piรน ampia sul mutamento, sullโordine del mondo e sulla condotta umana.
Prima dellโI Ching: lo Zhouyi e la sua funzione
Lo Zhouyi, letteralmente i Mutamenti dei Zhou, fu composto durante lโepoca Zhou, anche se la sua datazione precisa continua a essere discussa dagli studiosi. Le forme piรน antiche del testo che possediamo sono molto posteriori alla sua prima composizione, e parte del materiale potrebbe essere stata trasmessa oralmente prima di essere fissata per iscritto. Alcune formule presentano inoltre somiglianze con iscrizioni divinatorie ancora piรน antiche, risalenti alla dinastia Shang.
Il nucleo originario era assai piรน scarno dellโI Ching che oggi troviamo in libreria. Comprendeva essenzialmente sessantaquattro figure composte da sei linee, gli esagrammi, accompagnate da brevi testi: una Sentenza associata allโesagramma e un testo per ciascuna delle sue sei linee. Le linee potevano essere intere o spezzate; le loro differenti combinazioni formavano le figure attraverso le quali veniva selezionato e interpretato il responso.
La tradizione cinese attribuรฌ successivamente la formazione dellโopera a grandi figure del passato: Fu Xi avrebbe creato i trigrammi, re Wen le Sentenze, il duca di Zhou i testi delle linee e Confucio i commentari. La ricerca storico-critica moderna non considera queste attribuzioni come ricostruzioni documentabili dellโorigine del testo. Fu Xi appartiene al mondo del mito, mentre non esistono prove sufficienti per attribuire a re Wen, al duca di Zhou o a Confucio la composizione delle parti che la tradizione collegรฒ ai loro nomi.
Questa distinzione non diminuisce affatto lโimportanza di tali figure. Ci permette piuttosto di comprendere qualcosa di piรน interessante: per la Tradizione, collocare il Libro dei Mutamenti accanto ai grandi saggi significava inserirlo nella memoria stessa della civiltร cinese. La domanda storica, “chi scrisse veramente questo testo?”, e quella tradizionale, “perchรฉ la sua origine venne attribuita ai saggi?”, non coincidono e non devono essere confuse.
Un testo che continuรฒ a cambiare
Fra lo Zhouyi dellโetร Zhou e lโI Ching nella sua forma canonica intercorrono secoli. Progressivamente al testo piรน antico furono associati diversi commentari, raccolti nella tradizione sotto il nome di Dieci Ali. Alcuni spiegavano le Sentenze e le Immagini, altri sviluppavano interpretazioni cosmologiche, numerologiche e morali. Tra essi il Dazhuan, o Grande Commento, assunse un ruolo particolarmente importante nella riflessione filosofica sui Mutamenti.
La distanza storica non รจ un dettaglio; significa che molte idee normalmente associate allโI Ching non possono essere trasferite automaticamente allโepoca in cui nacque lo Zhouyi. La cosmologia sviluppata dello yin e dello yang, le numerose corrispondenze dei trigrammi e soprattutto la lettura morale del testo appartengono a un processo interpretativo successivo.
ร precisamente questo processo, perรฒ, a rendere lโI Ching un caso straordinario. I commentatori non si limitarono a spiegare un antico manuale divinatorio: gli attribuirono progressivamente una nuova profonditร . Le figure dellโoracolo divennero anche modi di rappresentare situazioni, le sei linee furono lette come differenti posizioni allโinterno di quelle situazioni e il loro movimento venne interpretato in relazione al tempo.
Lโoracolo non scomparve, ma cambiรฒ il modo di comprenderlo.

Non soltanto “che cosa accadrร ?”
In un passo dei Dialoghi attribuito a Confucio, il Maestro nega di possedere una sapienza che consista nellโavere giร tutte le risposte e descrive invece la propria capacitร di esaminare attentamente una questione quando gli viene posta.
ร un passaggio utile perchรฉ permette di avvicinarsi alla trasformazione subita dal Libro dei Mutamenti senza ridurla a una semplice evoluzione dalla superstizione alla filosofia. Questa sarebbe una lettura moderna e troppo semplice, in quanto la divinazione rimase importante nella cultura cinese per moltissimo tempo e continuรฒ a convivere con le interpretazioni filosofiche del testo.
Ciรฒ che mutรฒ fu piuttosto lโampiezza della domanda. Accanto alla previsione dellโesito di unโazione divenne sempre piรน importante comprendere la configurazione nella quale lโazione avrebbe avuto luogo.
Un esagramma non rappresentava soltanto qualcosa di favorevole o sfavorevole. Era costituito da sei posizioni, e una stessa qualitร poteva assumere un significato differente a seconda del posto occupato. Nei commentari, inoltre, le relazioni fra le linee divennero sempre piรน importanti. Il significato non risiedeva semplicemente nel singolo elemento, ma nella sua relazione con lโintera figura.
Qui emerge una concezione dellโazione molto diversa da quella fondata sullโapplicazione di una regola astratta.
Il mutamento non significa semplicemente che “tutto cambia”
ร facile ridurre lโI Ching a una formula gradevole quanto generica: tutto รจ mutamento, tutto muta. Ma affermare che le cose cambiano non richiede sessantaquattro esagrammi, centinaia di linee e migliaia di commenti. Il problema posto dai Mutamenti รจ piรน preciso:
se una situazione cambia, cambia anche ciรฒ che al suo interno รจ possibile.
Una configurazione contiene opportunitร , vincoli, rapporti e direzioni che non rimangono identici nel tempo. Comprendere il mutamento significa allora riconoscere non soltanto che qualcosa si sta trasformando, ma dove ci si trova allโinterno di quella trasformazione.
ร anche in questo senso che le linee mobili assumono importanza nella successiva pratica dellโI Ching: una configurazione puรฒ generare unโaltra configurazione. Il segno non viene trattato come una fotografia isolata, ma come una forma suscettibile di movimento.
La cultura commentariale cinese svilupperร enormemente questa idea, tanto che le Dieci Ali finiranno per trasformare gli antichi responsi in un terreno di riflessione sulla condotta del junzi, lโuomo nobile o persona esemplare della tradizione confuciana. Non significa che lo Zhouyi fosse originariamente un manuale di perfezionamento morale, ma significa che diverse generazioni successive impararono a leggerlo anche in questo modo.
Quando una buona azione non รจ ancora lโazione giusta
Questa prospettiva puรฒ creare qualche attrito con il nostro modo abituale di ragionare. Quando dobbiamo decidere, cerchiamo spesso la scelta corretta come se possedesse un valore autonomo: dire oppure tacere, insistere oppure rinunciare, agire oppure aspettare.
Il Libro dei Mutamenti introduce una domanda ulteriore: in quale momento e da quale posizione?
- Dire qualcosa di necessario quando nessuno รจ ancora disposto ad ascoltarlo non equivale a dirlo quando la situazione รจ maturata.
- Perseverare davanti a un ostacolo superabile non รจ la stessa cosa che continuare a spingere contro una condizione che ormai richiede un mutamento di direzione.
- Anche arretrare puรฒ significare cose differenti: talvolta รจ debolezza, talvolta รจ il movimento necessario per non consumare inutilmente una possibilitร futura.
Non occorre trasformare queste osservazioni in una tecnica decisionale, e non รจ questo che lโI Ching mette a disposizione del lettore contemporaneo, almeno non senza entrare nella complessa questione della sua pratica oracolare. ร sufficiente prendere sul serio il problema che la sua struttura rende visibile: unโazione non esiste mai separata dalla situazione nella quale viene compiuta.
Questo cambia anche il modo di pensare lโerrore. Possiamo aver giudicato correttamente una possibilitร e aver sbagliato il momento; possiamo possedere una qualitร autentica e trovarci in una posizione dalla quale non รจ ancora possibile esercitarla; possiamo continuare ad applicare una risposta che in precedenza funzionava senza accorgerci che la configurazione รจ mutata.
Il mistero di un testo che non rimase identico a se stesso
Cโรจ infine qualcosa di singolare nella storia stessa dellโI Ching. Il Libro dei Mutamenti non ha soltanto parlato del mutamento: รจ stato continuamente trasformato dalle generazioni che lo hanno trasmesso.
Un corpus divinatorio dellโetร del Bronzo divenne un Classico. Ai testi piรน antichi furono affiancati commentari filosofici. I saggi del passato vennero inseriti nella sua genealogia. Nuove cosmologie lessero nei suoi segni significati che forse i primi compilatori dello Zhouyi non avrebbero riconosciuto. Wang Bi, nel III secolo, e Zhu Xi, nel XII, continuarono a interrogare un testo che era giร antico per loro.
E tuttavia questa lunga stratificazione non lo ha dissolto; al contrario, ha permesso al testo di rimanere vivo proprio perchรฉ ogni epoca ha dovuto confrontarsi nuovamente con il problema che custodiva.
Forse รจ qui che il Libro dei Mutamenti conserva una delle sue provocazioni piรน interessanti. Quando qualcosa non procede come avevamo previsto, siamo portati a chiederci immediatamente se abbiamo fatto la scelta sbagliata. Piรน raramente ci chiediamo se la situazione nella quale quella scelta aveva senso sia ancora la stessa.
La domanda allora non รจ soltanto: che cosa devo fare?
Prima potrebbe essercene unโaltra, piรน difficile:
in quale momento della situazione mi trovo realmente?
Bibliografia
- Geoffrey Redmond, Tze-ki Hon, Teaching the I Ching (Book of Changes), Oxford University Press, New York, 2014.
- Confucio, Dialoghi, a cura di Tiziana Lippiello, Einaudi, Torino, 2003.
- Richard Wilhelm (a cura di), I Ching. Il libro dei Mutamenti, traduzione italiana di Bruno Veneziani e A. G. Ferrara, Adelphi, Milano, 1995; III ed. 1997.
- Valter Vico, La composizione del Classico del Mutamento, 2013, risorsa online.
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