Gli appuntamenti da non mancare | Serie: i racconti (fuori) dall’ordinario

Camminava distrattamente per le strade della cittร , trascinato dal movimento della folla senza quasi accorgersi di ciรฒ che gli accadeva intorno. Erano diverse notti che non dormiva bene. Sogni inquieti, difficoltร  a respirare, uno strano calore che lo costringeva ad alzarsi e a camminare per la casa buia mentre tutti gli altri dormivano. Non riusciva a capire: aveva tutto ciรฒ che, almeno secondo i criteri comuni, avrebbe dovuto renderlo felice: una bella famiglia, un ottimo lavoro nel quale guadagnava bene ed era stimato dai colleghi, gli amici di una vita con cui continuava a trascorrere serate piacevoli, come ai vecchi tempi.

E allora perchรฉ quell’inquietudine?

Perchรฉ quella sensazione sempre piรน insistente che mancasse qualcosa? Perchรฉ il bisogno, difficile persino da spiegare a se stesso, di andare oltre la quotidianitร  nella quale fino a poco tempo prima si era riconosciuto senza troppe domande? In quei momenti c’era una sola cosa capace di dargli un po’ di sollievo: un libro che aveva scaricato dal web e scoperto quasi per caso, dopo aver letto decine di articoli e ascoltato moltissimi podcast.

Quei contenuti erano diventati lentamente i suoi compagni di viaggio. Ascoltava i podcast in macchina, durante il tragitto tra casa e lavoro; a casa, nei pochi momenti che riusciva a ritagliarsi al riparo dalle richieste dei bambini; e durante le passeggiate nei boschi, che negli ultimi mesi erano diventate sempre piรน frequenti. Lร , tra gli alberi, riusciva talvolta a trovare una piccola zona di silenzio dentro il frastuono che sentiva muoversi in sรฉ. Ma era soprattutto quel libro ad attirarlo. Nelle notti peggiori lo apriva quasi istintivamente. Non sempre comprendeva fino in fondo ciรฒ che leggeva, eppure alcune frasi sembravano parlare direttamente a qualcosa che non riusciva a nominare. Quel libro era diventato un rifugio, un punto fermo al quale tornare quando tutto il resto perdeva consistenza.

Il giorno in cui arrivรฒ il messaggio era stato particolarmente pesante: si sentiva apatico, distante da tutto e da tutti. Da qualche ora una domanda continuava a tornare, con una persistenza quasi irritante:

Che senso ha tutto questo?

Poi vide la mail. Era una newsletter. Tra le righe compariva l’annuncio di una conferenza dedicata alla conoscenza interiore. Per qualche secondo provรฒ una gioia improvvisa, quasi infantile, poi lesse la data: sabato sera. Proprio quel sabato, sua madre compiva gli anni e da settimane tutta la famiglia stava organizzando la festa. Lui era sempre stato il figlio prediletto e sapeva quanto sua madre tenesse alla sua presenza. Anche i bambini avevano preparato qualcosa per la nonna: una piccola recita che provavano da giorni.

Non poteva mancare. E poi cosa avrebbe detto sua moglie, che giร  da qualche tempo lo osservava con una preoccupazione che cercava inutilmente di nascondere?

La decisione sembrava inevitabile: non sarebbe andato. Il sabato arrivรฒ piรน velocemente di quanto avrebbe voluto tra molti dubbi e tormenti. Quando suonรฒ il campanello della casa di sua madre insieme alla moglie e ai bambini, un pensiero gli attraversรฒ improvvisamente la mente:

Cosa ci faccio qui? Cercรฒ di scacciarlo, salutรฒ tutti, sorrise, partecipรฒ alle conversazioni. Almeno in apparenza. In realtร  continuava a guardare l’orologio: ogni minuto sembrava durare piรน del precedente. Quando arrivรฒ l’ora in cui avrebbe dovuto iniziare la conferenza, sentรฌ crescere dentro di sรฉ una tensione quasi insopportabile. Cercรฒ ancora di ignorarla, ma piรน si sforzava di rimanere lรฌ, piรน aveva la sensazione di trovarsi nel posto sbagliato.

Sua moglie lo prese da parte. โ€œChe ti succede? Stai male?โ€

La guardรฒ per qualche istante. Poi disse: โ€œDevo andare.โ€

Le parole uscirono prima ancora che potesse pensarle. Lui stesso sembrรฒ stupirsi di averle pronunciate.

Entrรฒ nella stanza dove si trovava sua madre e le disse che doveva andarsene, che aveva un impegno al quale non poteva rinunciare. Ci fu un breve silenzio. Sua madre lo guardรฒ con una delusione che non le aveva mai visto negli occhi e quello sguardo lo fece esitare per qualche secondo. Qualcuno cercรฒ di chiedergli spiegazioni, ma lui, invece di rispondere nel merito, chiese a suo fratello di accompagnare a casa la sua famiglia. Salutรฒ in fretta, nel disagio generale, prese le chiavi e uscรฌ. La conferenza si teneva a circa un’ora di macchina ed era giร  cominciata.

Non sapeva esattamente perchรฉ stesse facendo tutto questo. Sapeva soltanto che doveva arrivare. Guidรฒ con una fretta che non gli era abituale. L’agitazione, tuttavia, gli giocรฒ un brutto scherzo: sbagliรฒ strada due volte, perse un’uscita e fu costretto a tornare indietro.

Quando finalmente raggiunse l’indirizzo indicato nell’invito, il cuore gli batteva con forza.

Davanti a lui c’era un vecchio edificio, quasi nascosto tra le altre costruzioni, con un grande portone di legno. Scese dall’auto, cercรฒ il campanello e suonรฒ una volta.

Attese. Nessuna risposta. Suonรฒ di nuovo. Ancora niente. Cosรฌ guardรฒ l’orologio: mezzanotte.

Rimase immobile per qualche secondo. Nonostante la corsa, era arrivato troppo tardi. La conferenza era sicuramente finita. Provรฒ una strana mescolanza di rabbia e delusione. Aveva lasciato la festa, aveva guidato per piรน di un’ora, aveva sconvolto sua moglie, ferito probabilmente sua madre e, alla fine, non era riuscito nemmeno ad assistere a ciรฒ per cui aveva fatto tutto questo.

Si avviรฒ lentamente verso la macchina.

โ€œTutto bene?โ€

Si voltรฒ e vide tre persone uscire da una strada laterale e venirgli incontro. Due uomini e una donna. โ€œStava cercando qualcuno?โ€ domandรฒ uno di loro.

Gli appuntamenti da non mancare

Esitรฒ. โ€œNo… cioรจ, sรฌ. Ero venuto per una conferenza, ma mi sono accorto solo adesso di essere arrivato veramente troppo tardi.โ€

I tre si avvicinarono; avevano un atteggiamento cordiale, quasi divertito.

Uno degli uomini lo osservรฒ con attenzione: c’era qualcosa, nel suo volto, che gli sembrava inspiegabilmente familiare, ma era certo di non averlo mai incontrato prima. Eppure aveva la sensazione di conoscerlo.

โ€œMi dispiace essere arrivato cosรฌ tardiโ€, disse. โ€œAvrei voluto essere qui molto prima.โ€

L’uomo sorrise appena, โ€œI fatti contano.โ€

La frase lo colpรฌ per la sua semplicitร , mentre la donna che gli stava accanto lo guardรฒ: โ€œLei รจ capace di constatare i fatti?โ€ La domanda lo prese alla sprovvista, stava quasi per rispondere automaticamente di sรฌ ma si fermรฒ.

โ€œFino a qualche tempo fa pensavo di esserlo. Adesso non ne sono piรน cosรฌ sicuro.โ€

La donna sorrise e continuรฒ: โ€œรˆ giร  qualcosa.โ€ Poi aggiunse: โ€œSe la sua attenzione non rimane nel presente, sarร  difficile arrivare puntuale agli appuntamenti… della vita.โ€

Sentรฌ quelle parole quasi fisicamente; non sapeva perchรฉ, ma gli sembrarono vere, terribilmente vere.

L’altro uomo, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, gli domandรฒ:

โ€œHa mai provato a osservare gli eventi della sua vita?โ€ 

โ€œIn che senso?โ€

โ€œIl modo in cui si ripetono. Le situazioni, le reazioni, le scelte. Cambiano i luoghi e le persone, ma spesso il movimento rimane lo stesso.โ€

Abbassรฒ lo sguardo. โ€œCi sto provando. Ma piรน osservo, piรน mi accorgo che non so cosa fare.โ€

โ€œForse perchรฉ osservare e fare non sono la stessa cosaโ€, disse l’uomo che aveva iniziato la conversazione.

La donna aggiunse: โ€œQuesta sera abbiamo parlato proprio di questo. Di come un’azione possa essere diversa da una semplice reazione. Di come sia possibile arrivare, qualche volta, a un’azione meditata.โ€ Sorrise e continuรฒ โ€œProbabilmente le sarebbe interessato.โ€

โ€œAdesso dobbiamo andareโ€, disse la donna. โ€œLe auguriamo una buona notte.โ€

Si voltarono e li guardรฒ allontanarsi mentre una domanda gli uscรฌ di bocca prima che riuscisse a fermarla: โ€œPotrรฒ rivedervi?โ€

I tre si arrestarono per un istante, uno di loro si voltรฒ: โ€œDipenderร  da lei, speriamo soltanto che, la prossima volta, non abbia una festa a cui andareโ€; poi si voltรฒ e i tre continuarono a camminare scomparendo lentamente nel buio della strada. Lui alzรฒ di colpo gli occhi: nessuno aveva detto loro da dove venisse e nessuno sapeva della festa. Rimase solo e per qualche minuto non riuscรฌ a muoversi. Si domandรฒ se quell’incontro fosse realmente avvenuto o se l’agitazione, la stanchezza e le molte notti insonni avessero giocato qualche strano scherzo alla sua mente.

Ma quelle parole continuavano a risuonare dentro di lui.

Lei รจ capace di constatare i fatti?

Se la sua attenzione non rimane nel presente…

Ha mai provato a osservare gli eventi della sua vita?

Guardรฒ il vecchio portone di legno. Era arrivato troppo tardi, eppure, per la prima volta dopo molto tempo, non sentiva di aver sbagliato strada. Non sapeva ancora dove quella strada conducesse, nรฉ chi fossero realmente le persone incontrate quella notte: sapeva soltanto che voleva capire e voleva conoscere. E, soprattutto, voleva conoscersi.

Mentre tornava verso la macchina, si accorse che qualcosa dentro di lui si era acquietato. Non aveva trovato una risposta, aveva trovato la possibilitร  di una strada.


Iscriviti alla newsletter per ricevere aggiornamenti sui nostri contenuti ed eventi. Non riceverai spam, nรฉ promozioni commerciali di alcun tipo.

7 pensieri riguardo “Gli appuntamenti da non mancare | Serie: i racconti (fuori) dall’ordinario”

Aggiungi il tuo

  1. รˆ la prima volta che ricevo un vostro racconto. Mi ha ricordato di respirare e fare silenzio. Grazie

  2. L’introduzione del racconto รจ magica, si puรฒ respirare, mi porta in un luogo che conosco bene ma che avevo perso, sa di nostalgia. Quel senso di estraneitร  al mondo, un disagio che diventa fisico e nella fresca solitudine della notte ๐ŸŒƒ , gli occhi rivolti al cielo a cercare la stella che ci indichi la Via del Ritorno.

Lascia un commento

Creato su WordPress.com.

Su ↑

Scopri di piรน da Associazione Per-Ankh

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere