Spiritualità S.p.A. (Senza possibili Alternative)

Un tocco di eleganza nel delineare la natura dell’essere umano, una buona preparazione nozionistica in merito a certe conoscenze di carattere esoterico, il tutto condito con un pizzico di scienza moderna, quel giusto sguardo misterioso di chi la sa più lunga, quella velata ironia di sufficienza nei confronti di altre dottrine o filosofie, la totale mancanza di auto-critica (non certo per carenza di umiltà, ma per chiara visione della vita), e poi la calma… il silenzio… il pieno autocontrollo dato da un sicuro contatto col divino nel profondo, e il gioco è fatto: nasce il “maestrino spirituale”, messaggero della vera verità (rafforzativo d’obbligo). Poco importa se va oggi di moda proclamarsi anti-guru per evidenziarsi come spirito libero e rivoluzionario, nei fatti la conclusione è la stessa.

Oggi mi sento particolarmente generoso, insolitamente ispirato, ed ho pensato di regalare alcune semplici istruzioni estremamente umane per percorrere un cammino estremamente divino e di sicuro successo, in grado di rendervi agli occhi altrui spiritualmente migliori, portatori sani di un insegnamento universale:

1) Evidenziate sempre l’eccezionalità della vostra religione, scuola spirituale o sistema filosofico di riferimento, i sicuri risultati cui esso conduce e l’evidente superiorità se paragonato ad altri sistemi in circolazione. Attenzione però, questi ultimi non dovranno mai essere criticati, ma con eleganza veicolate il messaggio che sono comunque demodé, o non più consoni alla struttura umana attuale. Insomma, se è impossibile negare l’esistenza di altri percorsi spirituali, è perlomeno necessario far trasparire come il proprio sia in qualche modo il più spirituale. È consigliabile a tal proposito esaminare le altre dottrine in modo non troppo approfondito, quel che basta per dar l’idea di conoscerle bene e quindi di parlare a ragion veduta. Cercate il più possibile di non far germogliare in voi stessi e negli altri la sensazione che non sia tanto il sistema a cui si aderisce a garantire un’elevazione spirituale, quanto piuttosto l’onestà interiore con cui ci si dedica in qualsiasi tipo di ricerca e la sua effettiva messa in pratica. Ciò è troppo pericoloso e rischierebbe di vanificare anni e anni di sforzi!

2) Rimarcate spesso e volentieri il fatto che nessuno dal di fuori potrà mai dire cosa fare o cosa non fare, che non può esistere un maestro esteriore ma che ognuno deve diventare responsabile della propria vita. Se tale concetto verrà ben impresso, diverrà anche automatico dare per scontato che voi mai e poi mai vi permettereste di giudicare il cammino altrui. A tal punto si noteranno difficilmente le vostre eventuali contraddizioni, anche perché voi potrete camuffarle abilmente tirando in ballo ciò che l’insegnamento e i maestri hanno sempre detto (accertarsi in questo caso che non siano però più in vita, altrimenti potrebbero dare un’altra versione delle loro parole ed invalidare la vostra interpretazione).

3) Tenetevi il più lontano possibile da un confronto sul piano personale o intimo, dal condividere le vostre difficoltà ed umanità apertamente. Il piano teorico o gli esempi aleatori tornano estremamente utili, tanto quanto il nascondersi dietro il vostro grado o livello spirituale “certificato” dall’organizzazione cui si fa riferimento. In mancanza di una qualsiasi onorificenza, pubblicizzate il vostro essere al di sopra delle parti, quindi con una marcia in più. Scappate il più possibile dalla semplicità del presente, specialmente quando il confronto con estranei potrebbe implicare il riconoscimento dei vostri limiti; meglio archiviare il problema con alcune facili affermazioni pre-confezionate: andando avanti su questo percorso si capirà, col tempo… è bene non avere fretta… non si può parlare di un processo così complesso in poco tempo…

4) Calibrate sempre con meticolosa attenzione le parole in modo da esprimere con elegante umiltà la vostra superiorità, e non dimenticate mai il fatto che decantare il vostro sistema od organizzazione di riferimento, equivale sostanzialmente a lodare ed esaltare voi stessi, in quanto effettivi prescelti.

5) Rendete sempre viva – ma in modo molto velato – la sensazione di un mistero o di un segreto cui si potrà accedere solo andando avanti, ad un certo livello di insegnamento più profondo, quando si diventerà pronti o degni. Affermare ciò, significa dichiarare apertamente ma trasversalmente il fatto che voi avete già raggiunto quel tipo di rivelazione, e che dunque siete molto più avanti di coloro a cui vi rivolgete. Partite sempre dal presupposto che chi vi sta di fronte è sicuramente un povero cercatore stanco, confuso e spiritualmente rimbambito, che ne ha provate tante e ora è finalmente arrivato nel posto giusto (se avrà il coraggio e la consapevolezza di riconoscerlo, ovviamente): se comprende, bene, significa che il suo stato di coscienza è abbastanza alto, se non comprende, peggio per lui, vuol dire che non è pronto, sicuramente dovrà ancora attraversare altre esperienze coscienziali più basse prima di poter ritornare all’ovile. E sia ben chiaro che tutto questo non è un giudizio di valore, è semplicemente la constatazione di una realtà bio-psico-neuro-socio-spirituale che voi ben conoscete!

6) Se volete poi mettere la ciliegina sulla torta, è un’ottima idea quella di stabilire un prezzo per l’insegnamento elargito, ancor meglio se le due cose aumentano di pari passo. Già, tutto ha un prezzo tranne la Verità, dunque chi la desidera ardentemente non si farà certo scoraggiare. Insomma, fate vostro il motto: lascia-mi tutto e seguimi. D’altronde, diciamoci la verità, se le persone non sborsano il soldino difficilmente potranno apprezzare le vostre perle di saggezza. Dunque, siatene certi, tutto questo, voi, lo fate per loro! E non dimenticate che, nella peggiore delle ipotesi, vi sono anche altre forme di remunerazione, come l’ottenimento di una buona dose di considerazione e riconoscimenti vari; non per ultima la stabile e rassicurante dimora all’interno di inespugnabili certezze nelle quali coltivare la convinzione di essere culo e camicia con la divinità.

In conclusione, nel malaugurato caso che vogliate fare di testa vostra, non venite poi a lamentarvi con me se la vostra “imprenditoria spirituale” non riuscirà a fornirvi quel genere di tornaconto interiore od esteriore cui generalmente ci si aspetta.

Le Fou

I commenti sono chiusi.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: