Siamo solo concime (per il momento…)

ghianda_gurdjieff_associazione_per_ankhNel libro La mia fanciullezza con Gurdjieff, Fritz Peters condivide con il lettore i suoi ricordi più preziosi. Uno di questi è particolarmente interessante perchè mette il dito nel nervo scoperto della nostra cultura religiosa:

[Gurdjieff] mi chiese di guardare fuori dalla finestra e di dirgli quello che vedevo. Risposi che l’unica cosa che vedevo era una quercia. E cosa c’era su quella quercia?

Glielo dissi: “ghiande”.

“Quante ghiande?”

[…] Dissi che pensavo che ce ne fossero parecchie migliaia.

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I molteplici Io – La Quarta Via (cap. 3)

Se l’uomo immagina di avere qualcosa, non si impegnerà a conquistarla.

M. Nicoll 1

La nostra principale illusione, il maggiore errore che facciamo riguardo a noi stessi è considerarci come uno; parliamo di noi stessi come io, e supponiamo di riferirci sempre alla stessa cosa, mentre in realtà siamo divisi in centinaia e centinaia di io differenti. In un certo momento, quando dico io, sta parlando una parte di me; e in un altro momento, quando dico io, è completamente un altro io che parla.2

L’uomo è un essere multiplo. Solitamente, parlando di noi stessi, diciamo “io”. Diciamo: “io” faccio questo, “io” penso quello, “io” voglio fare quell’altro. Ma è un errore. Questo “io” non esiste, o meglio, in ciascuno di noi ci sono centinaia, migliaia di piccoli “io”.

Interiormente siamo divisi, ma soltanto con l’osservazione e lo studio possiamo riconoscere la pluralità del nostro essere. In un certo momento, agisce un “io”, il momento dopo un altro “io”. I nostri “io” sono contraddittori: ecco il motivo del nostro funzionamento disarmonico.

Ordinariamente viviamo soltanto con un’infima parte delle nostre funzioni e della nostra forza, perché non ci rendiamo conto che siamo delle macchine e non conosciamo la natura e il funzionamento del nostro meccanismo.3

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La meccanicità – La Quarta Via (cap. 2)

“Può un uomo smettere di essere una macchina?”

“Ah! È proprio questo il problema! (..) Sì, è possibile smettere di essere una macchina ma, per questo, è necessario prima di tutto conoscere la macchina. Una macchina, una vera macchina, non conosce se stessa e non può conoscersi. Quando una macchina conosce se stessa, da quell’istante ha cessato di essere una macchina; per lo meno non è più la stessa macchina di prima. Comincia già ad essere responsabile delle proprie azioni.”

P.D. Ouspensky 1

La constatazione del sonno dell’uomo, e l’assenza di unità di esso, creano un’altra importantissima caratteristica e questa è la sua completa meccanicità.

L’essere umano è una macchina controllata da influenze esterne e non ha la possibilità né di resistere, né di distinguerle l’una dall’altra o di studiare se stesso al di fuori di queste cose. Egli si vede sempre in movimento e ha l’illusione, radicatasi in lui da molto tempo e fortissima, di essere libero di andare dove vuole, di potersi muovere in base ai propri desideri, di poter andare a destra o a sinistra.

Egli non lo può fare: se va a destra ciò significa che non poteva andare a sinistra. In questo senso il termine volontà è un’idea sbagliatissima: non esiste. La volontà può esistere soltanto nell’uomo che ha un io che controlla, ma finché ha parecchi io che non si conoscono tra loro, egli ha esattamente altrettante volontà diverse.2 Continua a leggere “La meccanicità – La Quarta Via (cap. 2)”

Il Sistema – La Quarta Via (cap. 1)

Questo lavoro è un continuo ricominciare. Ogni volta che si compie uno sforzo, si rinforza un po’ la muscolatura spirituale; si ricomincia daccapo, come un bambino che impara a camminare, e questo lavoro è infinitamente più difficile e complesso. Ma i risultati sono garantiti.”

A. R. Orage 1

L’idea principale del Sistema – la Via descritta da Gurjieff e da chi lo ha seguito – è che noi non usiamo nemmeno una piccola parte delle nostre possibilità ed energie. Abbiamo in noi, per così dire, un’organizzazione grandissima ed efficientissima ma non sappiamo come usarla, come se avessimo una casa enorme piena di magnifici mobili, con una biblioteca e parecchie altre stanze, ma vivessimo nel seminterrato e nella cucina da cui non possiamo uscire. Quando qualcuno ci dice ciò che questa casa ha sopra, non gli crediamo, o ne ridiamo, o chiamiamo le sue parole superstizione, fiabe o fantasie.2 Continua a leggere “Il Sistema – La Quarta Via (cap. 1)”

“L’Insegnamento di Gurdjieff” di Kenneth Walker

walker

Kenneth Walker conobbe P. D. Ouspenky nel 1923 e praticò le idee e l’insegnamento di Gurdjieff fino alla sua morte avvenuta nel 1966. I suoi scritti possono essere considerati una valida introduzione a “La Quarta Via” e “Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto”.

In tale ottica proponiamo un riassunto schematizzato de “L’insegnamento di Gurdjieff” senza avere l’intenzione di esaurire tutto ciò che può essere detto su questo testo né tantomeno di sostituirci all’autore o al lettore.

Tale lavoro è frutto di una disciplina personale tesa a non lasciare che le suggestioni di un testo si perdano e vengano ridotte a fumosi concetti. La mente è labile e tentare di fissare concetti fondamentali in schemi e mappe può essere un valido strumento personale di disciplinare il “cocchiere della carrozza” secondo la riuscita metafora proposta da Gurdjieff stesso.

Ben venga però se tale lavoro può essere utile a qualche altro ricercatore anche solo per incuriosirsi ed avvicinarsi al testo originale.

Buona lettura e meditazione:

L’Insegnamento di Gurdjieff

Approfondimenti sulla Quarta Via

Enneagrama_GurdjieffCi capita spesso di incontrare studiosi dell’insegnamento di Gurdjieff che maledicono il destino per non essere riusciti ad incontrarlo di persona…

Lo studio, anche approfondito, dei noti libri di Ouspensky La Quarta Via e Frammenti di un Insegnamento sconosciuto – apre le porte verso un affascinante quanto destabilizzante modo di osservare e conoscere se stessi.

Chi comprende l’essenza vitale di questo messaggio ne rimane difficilmente indifferente ed è portato ad approfondirlo ulteriormente leggendo i pochi scritti lasciati da Gurdjieff stesso e le opere dei suoi discepoli più vicini come Jeanne de Salzmann, John Bennett e altri.

Ciononostante, spesso si ha come la sensazione che manchi ancora qualcosa, ulteriori chiavi di lettura per comprendere più a fondo alcuni concetti piuttosto enigmatici. In altre parole, si avverte forse la necessità di capire il modo per renderli pratici, attivi nella propria vita.

È  per tale motivo che siamo onorati e felicissimi di poter condividere con gli interessati una serie di opere uniche nel loro genere: la traduzione esclusiva in italiano dei preziosissimi Commentari psicologici sull’Insegnamento di Gurdjieff e Ouspensky, del Dr. Maurice Nicoll. Continua a leggere “Approfondimenti sulla Quarta Via”

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